Ilona arriva con la pioggia

Ilona arriva con la pioggiaIlona arriva con la pioggia è un romanzo di Alvaro Mutis pubblicato da Einaudi nel 1991, dal quale è stato tratto un film nel 1996 diretto da Sergio Cabrera.

Maqroll il Gabbiere è il protagonista di questo romanzo (il secondo della triologia Tribolazioni di Maqroll il Gabbiere, che comprende anche La neve dell’ammiraglio e Un bel morir), ed è uno dei personaggi più tristi e complessi della letteratura, oltre che tra i più sconosciuti.

Colombiano, Alvaro Mutis è quasi totalmente ignorato in Italia, anche se la sua figura si diffonde con la pubblicazione dell’album del 1996 Anime Salve di Fabrizio De André, la cui canzone finale “Smisurata Preghiera” è una sorta di riassunto sia della saga di Maqroll che dell’intera opera di Mutis, tanto che lo scrittore colombiano dirà, intervistato per il documentario “Dentro Faber – Gli ultimi” che il riassunto della sua opera contenuto in quella canzone, una delle più belle del cantautore Genovese, non sarebbe riuscita nemmeno a lui che quei testi li ha prodotti.

Maqroll è un marinaio, imbarcato nelle più rischiose e disperate avventure per sopravvivere, che spesso lo lasciano ancora più emarginato di prima; simbolo dei respinti, degli outsider non per ventura ma per scelta, della “disperanza”, come la chiama Mutis, quel sentimento di assenza totale di speranza in grado di rendere gli uomini totalmente e veramente liberi.

Dopo l’ennesimo progetto fallito Maqroll si ritrova a Panama, dove sembra sprofondare sempre più in un baratro deprimente, finché compare, in una giornata piovosa, Ilona, una donna che è amante, confidente, compagna di sventure, socia di imprese economiche…

Nonostante non mi piacciano particolarmente gli scrittori sudamericani devo fare un’assoluta eccezione per Mutis. Non solo perché Smisurata Preghiera è una delle canzoni più belle della musica italiana, ma anche perchè nella sua produzione ci sono opposti che si incastrano perfettamente: ricchezza e povertà, tristezza e gioia, che spesso accompagnano lo stesso personaggio nel corso della narrazione; non solo perché il ben più famoso Gabriel Garcia Marquez si affidava soltanto a lui per leggere le bozze dei suoi romanzi, e lo definisce “uno dei più grandi scrittori della nostra epoca”, ma soprattutto perché Maqroll ha la serenità, la forza e il coraggio di continuare a viaggiare fino alla morte in direzione ostinata e contraria. Cosa che noi tutti dovremmo ricominciare ad imparare.

Citazioni da “Ilona arriva con la pioggia”

“Nel nostro mondo cattolico-occidentale si è soliti opporre come due poli antitetici la prostituzione e il matrimonio.”

“Quando ti decidi a pensare riesci a mettere ogni cosa al suo posto. Il male è che poco dopo tutto va a gambe all’aria un’altra volta”

“Perché la morte, ciò che sopprime non sono gli esseri vicini e che sono la nostra stessa vita. Ciò che la morte si porta via per sempre è il loro ricordo, l’immagine che si va cancellando, diluendo, sino a perdersi, ed è allora che cominciamo anche noi a morire”

 

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“Se nel palmo di una mano c’è un segno che indica una malattia a diciotto anni e la possibilità di un infarto a cinquantadue, cosa doveva esserci nelle mani dei due milioni di cambogiani che il 17 Aprile 1975 videro il loro mondo finire? Le fosse comuni della Cambogia erano piene di gente predestinata a finire li. Se nessuno aveva saputo leggere quel loro futuro, allora voleva dire che chiunque pretende di saperlo fare è un impostore; voleva dire che il futuro non è nella mano di nessuno, non è nelle stelle. Voleva dire che il destino non esiste.” — Tiziano Terzani, Un indovino mi disse

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