Tommyknocker le creature del buio è un romanzo di Stephen King pubblicato nel 1987 ed appartiene più alla fantascienza che al genere tipico di King (quello che viene chiamato horror ma che non lo è quasi mai).
Una scrittrice di libri western, Roberta “Bobbi” Anderson, inciampa in una protuberanza del terreno della sua proprietà nel paesino di Heaven, ovviamente nel Maine. Incuriosità dal materiale, comincia a scavare. E a scavare. E a scavare. Trova nientemeno che un astronave, che irradia una sorta di gas (o meglio di radiazione) di conoscenze, di energie alternative, e di una strana telepatia collettiva…
Il protagonista è però l’amicoinsegnanteconfidenteamante Jim Gardener, un poeta che è arrivato all’ultimo stadio dell’alcolismo (personaggio autobiografico, visto che Tommykncoker viene scritto nel periodo in cui King si disintossica dall’alcool e dalle droghe leggere) che sembra immune alla contaminazione dell’astronave a causa di una piastra che gli hanno fissato nel cranio in seguito ad un incidente sciistico. Scaverà insieme a Bobbi, fino ad arrivare al misterioso portello che potrebbe riversare tutto il potere alieno dell’astronave…
Un libro piacevole e appassionante, come sempre (o quasi) ben scritto da Stephen King, che prende spunto (a detta dello stesso autore) dal racconto di H.P. Lovecraft “The coulour out of space“.
Un romanzo che parla di ambiente, di energia, di etica, di amore, di resistenza, di lotta, condito dalla suspance e da quel pò di violenza che il Re del Brivido sa dosare con maestria.
Forse non il suo migliore romanzo, ma vale la pena di leggerlo.
Citazioni da “Tommyknocker Le creature del buio”
“Il guaio di vivere da soli, aveva scoperto, e il motivo per cui la maggior parte delle persone che conosceva preferivano non restare sole nemmeno per poco, era che si prolungava lo stato di solitudine, più forti diventavano le voci del lato destro del cervello. A mano a mano che nel silenzio si spegnevano i radiofari della razionalità, quelle voci non si limitavano più a sollecitare le attenzioni, ma addirittura la esigevano. Era facile esserne spaventati, temere che in fondo in fondo fossero un sintomo di follia”
“Nulla è destinato, sulla terra, a durare per sempre. Era stato cresciuto sulla base della convinzione che Dio è amore, ma veniva da chiedersi che cosa volesse significare amare un Dio, quando aveva fatto gli uomini e le donne abbastanza intelligenti da sbarcare sulla luna ma abbastanza stupidi da dover imparare che il “per sempre” non esiste”
“Tutta la cultura, l’acume e la buona volontà di questo mondo non possono creare arte senza un pizzico di talento. Ma intelligenza e dedizione possono dar luogo a qualche notevole mistificazione”






