Categoria: Poker di donne

Quattro poesie, una per ogni regina delle carte: picche, quadri, cuori e fiori. Da un’idea adolescenziale sviluppata con Giovanni Lonati

  • Il fantasma [Regina di Quadri]

    Il fantasma [Regina di Quadri]

    Mi stringi con quel corpo
    fatto della sostanza dei sogni
    i tuoi baci hanno il sapore del delirio
    e la tua pelle profuma di ciò che non esiste.
    Sei giunta in volo nella mia stanza
    Senza passare attraverso alcun pertugio,
    perché sei sempre stata qui
    e non ci sei mai stata
    Regina di Quadri,
    sovrana soggetto di un opera d’arte
    che adoro fino alla follia,
    ma che in realtà non ho mai visto,
    non sei morta ma non vivi,
    sei mia e non lo sei mai stata,
    giacevi nuda con me nel mio delirio
    o solo nei tuoi sogni più segreti?
    Abbagliato dalla luce del tuo sguardo,
    ottenebrato dal profumo del tuo corpo,
    nella mia pazzia ho scelto la via più sbagliata,
    tormentato dal caldo abbraccio del tuo fantasma.

    Il fantasma
    Zorba

  • L’uccisione [Regina di Picche]

    L’uccisione [Regina di Picche]

    Su quella carta il cuore rosso
    si è capovolto
    e si è tinto del nero
    dell’odio
    diventando una picca
    .

    Ora sei tu a impugnare quell’arma,
    nera
    regina dell’odio
    e a colpire la mia anima sola
    con rabbia
    , senza alcuna pietà.

    E io soccombo sotto i tuoi colpi
    umile suddito-amante
    e il sangue delle mie ferite
    serve a ritrovare il tuo passato di cuori
    .

    Questa ferita aperta non rimarginerà mai,
    mi consumerà fino all’ultima goccia.
    La punta del tuo cuore capovolto
    è tinta solo per metà di rosso.

    La tua sete di morte si è placata,
    ora ti resta un corpo inerte.
    Ti ho dato tutto in vita:
    ora ti cedo anche la morte
    .

    La ballata dell’amore cieco
    Fabrizio De Andrè