Tag: Lanfranco Pace

Ex militante di Potere Operaio, amico personale di Adriana Faranda e Valerio Morucci, era entrato nelle BR nell’autunno del ’77, ma ne era uscito quasi subito senza prendere parte ad alcuna azione. Tra la metà di Aprile del 1978 e il 7 Maggio successivo, Pace incontrò Morucci e Faranda sei o sette volte. Fu il canale di mediazione tra il PSI (insieme a Franco Piperno, leader di Potere Operaio, era in contatto con Claudio Signorile e con Antonio Landolfi) e le Brigate Rosse, alla ricerca di un modo per arrivare alla liberazione di Moro.

  • 7 Maggio 1978

    Adriana Faranda e Valerio Morucci cercano di posticipare di qualche giorno la sentenza di morte di Aldo Moro, dopo essersi incontrati con Lanfranco Pace di Potere Operaio.

    Adriana Faranda e Valerio Morucci si incontrano con Lanfranco Pace in un bar di Piazza Cola di Rienzo, un locale spazioso e tranquillo che le BR avevano usato spesso in passato per i loro appuntamenti.

    «Potrebbe essere un segnale importante», aveva fatto notare Pace: per il 9 Maggio 1978 era stato messo in programma un intervento di Fanfani. Le parole di un uomo così rappresentativo avrebbero potuto attenuare l’opposizione della DC all’ipotesi dello scambio preteso dalle BR per la liberazione di Moro. Se non nella sostanza almeno nella forma. Ma era soltanto una speranza, troppo poco perché Moretti potesse convocare di nuovo l’Esecutivo e congelare la decisione già presa.

    I due brigatisti informano Mario Moretti che durante la direzione DC fissata per la mattina del 9 Maggio, sarebbe finalmente intervenuto Fanfani. I due avevano insistito che un piccolo passo era stato compiuto: era stata annunciata la convocazione del Consiglio Nazionale, proprio come Moro aveva inutilmente chiesto tante volte nelle sue lettere. Dunque, perché non aspettare ancora… Almeno qualche giorno?

    Moretti reagisce con durezza. La DC non avrebbe ceduto di un millimetro, quell’ennesimo stratagemma si sarebbe rivelato soltanto un’ulteriore presa in giro e le parole di Fanfani sarebbero state acqua fresca. Quindi. aveva concluso il capo delle Brigate Rosse confermando la condanna a morte dell’ostaggio, non ci sarebbe stato più alcun rinvio.

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