Tag: elezioni 2013

  • Dammi il nome

    Dammi il nome

    Tu, elettore del PdL… Dammi il nome… Dammi il nome…

    La mia condizione di “non-votante consapevole” mi mette in una condizione privilegiata all’alba di queste elezioni 2013.
    Posso guardare ai risultati delle elezioni con occhio quasi obiettivo (magari usando un pò più quello di sinistra..), non essendo deluso per i singoli risultati… Non deluso? Scherziamo?!?!?

    Il PD è riuscito a perdere anche queste elezioni. Era praticamente impossibile. Ma questo centro-sinistra è fallace e fallito da vent’anni, ed è uno dei principali motivi della permanenza di Silvio Berlusconi. Bersani, l’eterno secondo, non si smentisce.

    Il MOVIMENTO 5 STELLE è il vincitore di queste elezioni. Personalmente ne sono quasi contento, nonostante l’elettorato che li ha votati mi somiglia sempre meno (ex PD, ex Leghisti, ex ex ex). La speranza è che lavorino davvero con serietà e competenza per dare un nuovo volto, una nuova anima a questo paese.

    La LISTA CIVICA di Monti ha deluso. Del resto l’hanno votato solo i consigli di amministrazione delle banche italiane. Casini resta per un pelo, Fini se ne va, ed è la prima vittima illustre.

    Mi dispiace per la RIVOLUZIONE CIVILE. Come tutte le rivoluzioni, in Italia, è fallita. Se ne va Antonio Di Pietro, altra vittima illustre.

    E fin qui vado bene. Obiettivo. Distaccato.

    Poi arriva il delirio.
    Questo paese ha perso. E continuerà a perdere a qualsiasi tornata elettorale. Se ogni volta che devono scegliere, 7.332.121 di persone scelgono questo nano di gomma, becero, viscido, unto, plasticoso, patetico… Non c’è speranza.

    Io voglio i loro nomi. Voglio guardarli negli occhi. Capire chi sono. Cos’hanno in testa. Quanto conoscono il mondo che li circonda. Quanti anni hanno, che fanno nella vita. Voglio capire. E poi combatterli. Con le armi, all’ultimo sangue. Non è detto che io vinca. Anzi. Ma almeno una volta che avranno vinto loro saranno felici…

    Dammi il nome, elettore che vedi Berlusconi come il cugino simpatico che le spara sempre più grosse, come Aldo Baglio nella canzone di Elio e le Storie Tese.

    Dammi il nome, elettrice che non prova ribrezzo a guardare questo 76enne tristemente arrapato in overdose di Viagra. Non meriti nemmeno l’appellativo di donna, sei totalmente schiava di questo sistema del cazzo. Saresti stata una moglie perfetta nella civiltà contadina del 1850.

    Datemi i vostri nomi.

    Solo ora capisco cosa vuol dire che avete votato con la pancia. Perché, si sa… La pancia è piena di merda…

    Dammi il nome
    Litfiba

  • Libertà di repressione

    Libertà di repressione

    libertà di repressione

    Dopo stamattina tutti conoscete la storia. Tre attiviste di Femen, due ucraine e una francese si mettono in divisa (la loro, a seno nudo) per contestare l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al momento del voto.

    Non discuto le loro motivazioni, né l’efficacia della loro protesta (andare a contestare Berlusconi in topless è come fargli un regalo di compleanno), né l’ipocrisia della legge italiana che le accusa per oltraggio alla pubblica decenza quando le televisioni italiane ci hanno già temprato sul limite che possiamo definire come decenza.

    Quello che mi ha spaventato nelle immagini che ho visto è stata ancora una volta la brutale reazione delle forze di polizia. Vedere queste ragazze trascinate fuori con rabbia (erano armate? I capezzoli inturgiditi per il freddo sono stati scambiati per armi improprie?) mi ha fatto salire come sempre la rabbia.

    libertà di repressione

     

    Schiacciate sulla sede stradale, prese per i capelli, spinte a forza a terra, la pelle nuda vestita solo di una scritta “Basta Silvio” affondata nel nevischio sporco, mi chiedo qual’era la minaccia. Mi chiedo perché i giornalisti assiepati a fotografare le attiviste non siano intervenuti. Solo un timido “Così la soffochi, oh!”; e poi un altro scatto. Vedo braccia stortate dietro la schiena e mi chiedo chi crede più al Commissario Montalbano o al Maresciallo Rocca.

    Voglio i nomi degli agenti in evidenza, voglio un codice, una sigla, che li renda responsabili delle loro azioni. Vorrei violenza dove serve. Altrimenti controllo, cortesia e gentilezza. Decisione, certo. Ma non vorrete farmi credere che in tre per ragazza non si riusciva a scortarle fuori, a metterle qualcosa addosso e finire il tutto?

    Perché si è scelto ancora una volta di reprimere? E chi ha dato l’ordine?
    Non voglio una polizia violenta, quando qualcuno cerca di rovinare lo spot elettorale di uno dei candidati. Candidato che per altro ha molti più carichi pendenti con la giustizia delle attiviste di Femen.

    Altrimenti sono solo servi… Dei servi… Dei servi…

    I veri criminali
    Lord Bean