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  • Border | Confine

    Border | Confine

    Border | Confine è un romanzo di Grazia Bomba del 2015 pubblicato dalla Enzo Delfino Editore.

    Informazioni su ‘Border – Confine’
    Titolo: Border – Confine
    Autore: Grazia Bomba
    ISBN: 9788895758237
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Enzo Delfino
    Data di pubblicazione: 2015-07-22
    Formato: eBook
    Pagine: 214
    Goodreads
    Anobii
    Questo romanzo mi è stato inviato dalla casa editrice in cambio di una recensione onesta

    border | confineGioia, figlia ribelle di un politico di destra degli anni Settanta in Italia, è un’adolescente spumeggiante e piena di vita che vive in lombardia in una terra di confine con la Svizzera, piccoli paesini arroccati sulle montagne dove per tradizione l’occupazione più diffusa è il contrabbando.

    Aradia, discendente di una famiglia un pò hippie da tempi non sospetti, originaria degli stessi luoghi della ragazza, fa invece l’ispettrice capo di polizia a Milano.

    I destini delle due donne si incrociano con l’assassinio di Gioia, in una storia con la malavita del contrabbando sullo sfondo, una Milano nebbiosa e sfumata e una bellissima e selvaggia terra di confine e di contrabbando.

    Il libro è ben scritto, ma soprattutto ben strutturato. Capitoli POV (punti di vista) di Gioia e di Aradia, strutturati su due piani temporali completamente diversi. I primi due capitoli infatti, sono a 4 mesi di distanza l’uno dall’altro; la narrazione da entrambe le parti continuerà a procedere con una normale linea temporale mantenendo inalterata la distanza di tempo, ma si ha la sensazione di un avvicinamento costante mano a mano che la narrazione procede.

    Sullo sfondo la situazione politica italiana negli anni settanta, solo tratteggiata e nebbiosa come Milano.

    Potete acquistare il romanzo sul sito internet della Enzo Delfino Editore.

    Citazione da “Border | Confine”

    “I figli ti disconoscono per potersi trovare, spesso è il solo modo che hanno per affermare se stessi”

    “A volte ho impressione che la gabbia ce l’abbiano in testa e che l’allegria sia povertà di spirito e ingenuità”

    “Vuole fare l’insegnante, e più passa il tempo più viene inghiottita da sistema e dalle sue trappole. Ormai giustifica a spada tratta regole, divieti, autorizzazioni. Tutta quella struttura perversa che chiamano educazione. Una macchina pensata solo per uccidere la fantasia e premiare la falsità e l’obbedienza”

    “La guerra non è mai finita, cambia faccia e basta”

  • Aspesia Blues

    Aspesia Blues

    Aspesia Blues è un romanzo di Andrea Fantini pubblicato da Enzo Delfino Editore nel 2010.

    Informazioni su ‘Aspesia Blues’
    Titolo: Aspesia Blues
    Autore: Andrea Fantini
    ISBN: 9788895758015
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Enzo Delfino Editore
    Data di pubblicazione: 2010-06-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 240
    Goodreads
    Anobii

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    Questo romanzo mi è stato inviato dalla casa editrice in cambio di una recensione onesta

    aspesia bluesAspesia è una città della provincia laziale. Lontana dalla capitale, senza particolari attrazioni per i giovani e senza particolari orizzonti di svolta. I protagonisti sono un gruppo di ragazzi, come ce ne sono tanti, soprattutto in provincia (ma non solo). Una compagnia che lotta contro la noia come può, e beve, si droga, fa cazzate. Forse una storia un pò stereotipata, descritta così, ma devo dire che Andrea Fantini riesce a renderla decisamente appassionante.

    La trama è forse banale, ma la scrittura dell’autore la rende attuale, quasi svincolata dagli anni Novanta in cui la vicenda si svolge; quasi un blues, appunto, fatto di riff di chitarra tristi e dissonanti, in cui le descrizioni dell’autore dissentono completamente dal forte accento laziale dei protagonisti e dai loro discorsi. Sembra quasi la struttura antifonale del blues, con la chiamata di un narratore che usa un linguaggio alto e la risposta secca, volgare e dialettale dei suoi protagonisti. Ma non tragga in inganno questa dualità: ho quasi la sensazione che l’autore sia soltanto l’evoluzione di uno di quei personaggi. Li conosce troppo bene, ne conosce le angosce, le reazioni, la lotta alla noia, le droghe…

    Potete acquistare il romanzo dal catalogo della Enzo Delfino Editore.

    Citazioni da “Aspesia Blues”

    “Non si può essere deboli a sedici anni. Lo dicono le riviste e lo dice chi sedici anni non ne ha più. Essere giovani è la cosa peggiore che ti possa capitare a sedici anni.”

    “Gli avventori giocano i loro ruoli consapevoli facendo girare la giostra eterna dell’abitudine, un mondo nel quale il mondo è presente di striscio e appena appare dalle pagine mal lette dei quotidiani, dai commenti mattutini tinti coi cappuccini e i cornetti freschi a suon di filosofie spicciole e triviali allo stesso tempo, assolutamente conformiste e indecenti, tutto consumato in una costante, dolente e precisione che diventa retaggio.”

    “Vaga tutte le sere tra l’osteria e il pub, cercando quello che cercano tutti: essere compreso, accolto, accettato e di stordirsi col suo zozzo vino. La sua vita fa schifo, e lui lo sa. Non ha il coraggio di suicidarsi e non vuole sistemare le cose. Sta solamente aspettando la morte nel cattivo agio della sua esistenza e nulla al mondo potrebbe portarlo via da quel posto, tra i rifiuti e le zanzare, tra il puzzo e la cenere della sigaretta, tra il vino così cattivo da bruciare la gola e la sensazione che la morte, prima o poi, arriverà.”

    “Solo perché nun c’avemo un cazzo da fa’. Chi se drogava nell’anni Sessanta cercava, stava a cerca’. Lo facevano co’ ’na certa purezza, e lo facevano quasi pe’ arricchisse de ’na conoscenza senza conosce le conseguenze. Nell’anni Settanta hanno capito che tutto quello che avevano pensato riguardo a le droghe nun era completamente vero e so’ tutti, o quasi tutti, rientrati nei ranghi. L’Ottanta l’avemo intravisti. La gente se drogava solo pe’ distruggese e nient’altro. È stato un suicidio organizzato già nei Settanta, solo dolore nient’altro. Te compravi il paradiso co’ venti mila lire, ce annavi a nozze, pareva che avevano aperto tutti i manicomi, lasciato anna’ tutti i potenziali suicidi e chi s’è sarvato ne porta ’e conseguenze e poi… poi ce semo noi. ’Sti cazzo de anni Novanta che nun c’hanno senso. Sembra che se trascineno. Noi ingoiamo tutto pe’ noia e paura della noia. C’hanno cresciuto co’ la paura del sesso, scopa’ vor di’ rischia’ de mori’, ci hanno detto che c’avemo tutto e ’sto tutto nun lo vedemo perché nun c’è. C’hanno detto pure che dovemo ringrazia’ pe tutto quello che c’avemo, st’abbondanza de cose… macchè! Sfido che la chiamano generazione X, dovevano chiamalla generazione zero. Nun c’avemo scopi, non conoscemo noi stessi, però guardamo la televisione. Semo solo una generazione de teste de cazzo che s’annoia e pe’ ammazza ’r tempo usa le droghe senza riconoscese in niente.”

    “Non ci sono fonti dalle quali bere, acqua potabile, cerchi perfetti, solo disgrazie e disgraziati che si accoppiano e mettono sulla terra altri disgraziati, solo questo mare di inutile, nauseante candore nel quale rimanere stecchiti.”

    “Dio arriva dove non arrivano i manicomi.”