“Le guerre vengono combattute dalla miglior gente che c’è, in un paese, o diciamo da una media dei suoi abitanti (quantunque avvicinandosi ai luoghi dove si combatte la gente che si incontra è sempre più quella migliore); le dirigono invece, le hanno provocate e iniziate rivalità economiche precise e un certo numero di porci che ne approfittano. Sono convinto che tutta questa genia pronta ad approfittare della guerra dopo aver contribuito alla sua nascita, dovrebbe venir fucilata il giorno stesso che essa incomincia a farlo, da rappresentanti legali della brava gente candidata a combattere”
Ernest Hemingway, Addio alle armi
Tag: ernest hemingway
-

Citazioni di Ernest Hemingway: “Le guerre vengono combattute…
-

Citazioni di Ernest Hemingway: “È una leggenda la saggezza dei vecchi…
“È una leggenda la saggezza dei vecchi. Non diventano saggi. Diventano solo prudenti.”
– Ernest Hemingway, Addio alle armi
-

Citazioni di Ernest Hemingway: “È la sorte morire…
“È la sorte morire, e non si ha tempo d’imparare il perché; vi buttano nella vita dandovi un mucchio di doveri, e appena siete indifesi vi assassinano gratuitamente”
Ernest Hemingway, Addio alle armi
-

Citazioni di Ernest Hemingway: “Il fatto che la materia del libro…
“Il fatto che la materia del libro fosse tragica non mi rendeva infelice, perchè ero sicuro che la vita è una tragedia e finisce sempre allo stesso modo”
Ernest Hemingway, Addio alle armi
-

Citazioni di Ernest Hemingway: “Spesso si presenta la felicità…”
“Spesso si presenta la felicità come qualcosa di molto noioso ma, pensava, […] ciò dipende dal fatto che la gente noiosa a volte è molto felice mentre le persone intelligenti spesso fanno di tutto per rendere infelici se stesse e tutti gli altri.”
Ernest Hemingway, Isole nella corrente
-

Citazioni di Ernest Hemingway: Ovunque tu sia
“Ovunque tu sia, è dentro di te che devi farcela”
Ernest Hemingway, Isole nella corrente
-

Citazioni di Ernest Hemingway: Mi piacciono due cose
“Mi piacciono due cose sole oltre il lavoro, una è cattiva per il lavoro e l’altra dura mezz’ora, o un quarto d’ora, qualche volta di meno”
Ernest Hemingway, Addio alle armi
-

Fiesta (Il sole sorgerà ancora)
Fiesta è un romanzo di Ernest Hemingway, pubblicato a Parigi nel 1926 e a Londra nel 1927.
Informazioni su ‘Fiesta’
Come molti altri suoi lavori è un romanzo per la maggior parte autobiografico; il protagonista, Jake Barnes, è un giornalista che lavora a Parigi negli anni Venti, dopo aver partecipato alla Prima Guerra Mondiale nella quale ha ricevuto una ferita di guerra che lo ha reso impotente.La prima parte è ambientata nella Parigi degli artisti che si dividevano tra i bistrot e alcune tra le migliori produzioni letterarie di sempre, mentre la seconda parte è ambientata a Pamplona durante la festa di San Firmino, quando i tori corrono per le vie della città.
Un romanzo di eccessi, di arte, di amore. Spesso di amore non corrisposto, triste e sofferente. E’ un libro di contrasti, tra vita e morte, tra allegria e tristezza. La fiesta, che dovrebbe essere allegria, prima o poi finisce. A noi non resta che raccattare i rifiuti e sperare che prima o poi ricominci, che “il sole sorgerà ancora”.
Citazioni da “Fiesta (Il sole sorgerà ancora)”
“Andare in un altro paese non cambia niente. Io ho provato. Non si può sfuggire se stessi solo spostandosi da un posto all’altro. Non c’è rimedio a questo”
“E’ straordinariamente facile fare il superiore su ogni cosa di giorno, ma di notte è tutta un’altra faccenda”
“C’è della gente a cui non potreste dire cose offensive. Vi danno la sensazione che il mondo sarebbe immediatamente distrutto sotto i vostri occhi se voi diceste certe cose”
“Le donne in fatto di amicizia sono fantastiche. Che fantastiche amiche! In primo luogo, per avere una base di amicizia, voi dovete essere innamorato di una donna. Io consideravo Brett mia amica. Mai pensato cosa pensasse lei. Io avevo una cosa senza dare nulla in cambio. Questo solo rimandava la presentazione del conto. Il conto arriva sempre. Questa è una delle fantastiche cose su cui potete sempre fare assegnamento”
“Magari andando avanti s’impara qualcosa. A me non importava sapere cosa fosse tutta la faccenda. Forse però se scoprivate come viverci, potevate anche capire che cosa l’intera faccenda fosse”
-

Addio alle armi
Addio alle armi è un romanzo di Ernest Hemingway, pubblicato nel 1929 in inglese ma soltanto nel 1948 in Italia, perchè il regime fascista lo riteneva lesivo all’onore delle Forze Armate Italiane e perché conteneva un marcato antimilitarismo; nonostante questo Fernanda Pivano aveva già diffuso una traduzione “clandestina” nel 1943 (le costò un arresto a Torino).
Informazioni su ‘Addio alle armi’
Il romanzo è un racconto di amore e di guerra (lo stesso titolo, come rivela la Pivano, è ambivalente in inlgese: “Farewell to arms” è sia “Addio alle armi” che “Addio alle braccia”, intendendo quelle dell’amata), per gran parte basato sulle esperienze personali di Hemingway che si arruolò nel Regio Esercito Italiano negli ultimi mesi della guerra come conducente di ambulanze, restando ferito e innamorandosi di un infermiera che lo curava.Addio alle armi è una bella testimonianza della Prima Guerra Mondiale, ambientato prima, durante e dopo la disfatta di Caporetto, dal punto di vista di un uomo che ci è andato da volontario, e vivendola in prima linea, ne ha capito la barbarie, l’inutilità e la follia.
Citazioni da “Addio alle armi”
“Il fatto che la materia del libro fosse tragica non mi rendeva infelice, perchè ero sicuro che la vita è una tragedia e finisce sempre allo stesso modo”
“Le guerre vengono combattute dalla miglior gente che c’è, in un paese, o diciamo da una media dei suoi abitanti (quantunque avvicinandosi ai luoghi dove si combatte la gente che si incontra è sempre più quella migliore); le dirigono invece, le hanno provocate e iniziate rivalità economiche precise e un certo numero di porci che ne approfittano. Sono convinto che tutta questa genia pronta ad approfittare della guerra dopo aver contribuito alla sua nascita, dovrebbe venir fucilata il giorno stesso che essa incomincia a farlo, da rappresentanti legali della brava gente candidata a combattere”
“C’è una sola differenza, tra andar a letto con una vergine e con una donna vera. Con una vergine si fa fatica”
“-Io non ho paura della pioggia. Non ho paura della pioggia. Oh mio Dio, come vorrei non avere paura! – Si mise a piangere.
La consolai, non pianse più. Ma, fuori, continuava a piovere”“Se perdevano ancora tanti uomini come adesso, gli Alleati tra un anno erano a terra. Disse che eravamo tutti a terra, ma si andava avanti benissimo finché si riusciva a non saperlo. Tutti eravamo a terra, ma si trattava in sostanza di non saperlo. Chi se ne accorgeva per ultimo vinceva la guerra”
“Ci si sente sempre un po’ presi in trappola, dalla vita”
“Mi piacciono due cose sole oltre il lavoro, una è cattiva per il lavoro e l’altra dura mezz’ora, o un quarto d’ora, qualche volta di meno”
“Non viene mai nulla di nuovo per noi. Con quel che abbiamo ci siamo nati, e non impariamo niente. Non viene niente di nuovo per noi”
“E’ una leggenda la saggezza dei vecchi. Non diventano saggi. Diventano solo prudenti.”
“-Sarà un modo nuovo di volerti bene. –
– Oh. Sei bravo. E forse sarò anche bella e mi ritroverai sottile, proprio una donna, e ti innamorerai di me. –
– Diavolo – dissi. – Sono già innamorato abbastanza. Vorresti distruggermi? –
– Sì. Voglio distruggerti. –
– Bene. E’ quel che voglio anch’io. -”“E’ la sorte morire, e non si ha tempo d’imparare il perché; vi buttano nella vita dandovi un mucchio di doveri, e appena siete indifesi vi assassinano gratuitamente”
-

Isole nella corrente
Isole nella corrente è un romanzo postumo di Ernest Hemingway pubblicato da Mondadori nel 1998.
Informazioni su ‘Isole nella corrente’
Isole nella corrente è l’ultimo romanzo di Ernest Hemingway, uscito postumo. Secondo l’autore avrebbe essere dovuto essere il secondo libro di una serie di quattro fortemente autobiografici, ma la morte dello scrittore ha interrotto il ciclo cominciato con il “Il vecchio e il mare”, uno dei suoi romanzi più celebri.Questo splendido libro è suddiviso al suo interno in 3 parti: “Bimini”, ambientato tra le omonime isole dell’arcipelago delle Bahamas, “Cuba” e “In mare” ambientati all’Avana e su una barca sull’Oceano Atlantico.
Il pittore Thomas Hudson vive una vita tranquilla anche se abbastanza malinconica nella sua villa su una delle isole Bimini insieme ad alcuni amici. Passa le giornate dipingendo “con disciplina” e discutendo con alcuni amici artisti presenti sull’isola. Uniche occasioni di variazione della routine sono dovuti alle visite dei figli avuti dalle due ex-mogli precedenti. Una successione di eventi precipiteranno il pittore (evidentemente lo stesso Hemingway) in un baratro di malinconia e pessimismo.
A mio avviso uno dei migliori romanzi di Hemingway, meglio di tutto quello che lo precede. Una scrittura fluida e coinvolgente, un’infinita di aforismi in grado di lasciarti a bocca aperta e di farti riflettere sulla vita, sulla morte, sull’amicizia, sull’amore.
Unica pecca l’incompletezza: un finale per troncamento (probabilmente già voluto dall’autore) non rende un libro incompleto, ma l’ultima parte “in mare” è decisamente al di sotto dell’altissimo livello delle altre due. Forse Hemingway aveva intenzione di rivederla, risulta davvero debole confrontata con la forza dirompente delle altre due.
Citazioni da “Isole nella corrente”
“Ovunque tu sia, è dentro di te che devi farcela”
“Essere contro il male non basta a renderti buono”
“Spesso si presenta la felicità come qualcosa di molto noioso ma, pensava, giacendo ben desto nel suo letto, ciò dipende dal fatto che la gente noiosa a volte è molto felice mentre le persone intelligenti spesso fanno di tutto per rendere infelici se stesse e tutti gli altri”
“Pensava che sulla nave avrebbe potuto venire a patti col suo dolore, non sapendo, ancora, che col dolore non ci sono patti che tengano. Dal dolore si può guarire con la morte, oppure lo si può attutire o anestetizzare in vari modi. Anche il tempo dovrebbe guarire il dolore. Ma se per guarire dal dolore basta qualcosa di meno della morte, è molto probabile che non fosse un vero dolore”





Isole nella corrente è l’ultimo romanzo di Ernest Hemingway, uscito postumo. Secondo l’autore avrebbe essere dovuto essere il secondo libro di una serie di quattro fortemente autobiografici, ma la morte dello scrittore ha interrotto il ciclo cominciato con il “Il vecchio e il mare”, uno dei suoi romanzi più celebri.