Tag: grande fratello

  • Auditel vs Blog

    Auditel vs Blog

     

    Tutti noi sappiamo cos’è l’auditel, mi auguro.
    Negli apparecchi di un numero di famiglie italiane (elette? scelte in base a cosa?) vengono inseriti degli apparecchi in grado di segnalare quali programmi quelle famiglie italiane stanno guardando. E, grazie alla statistica, questi dati vengono rielaborati e, attraverso una proporzione, ci danno le informazioni che ci sono familiari: ieri 9.000.000 di italiani hanno guardato questo, la De Filippi ha avuto il 60% di share…
    Fin qui niente di nuovo, vero?
    Ma ci abbiamo mai pensato bene?
    Mettiamo il tutto in una luce assurda e surreale.
    Tutte le famiglie con l’apparecchio dell’Auditel stanno guardando la De Filippi, mentre il resto dell’Italia sta guardando i Simpson (ultima cosa decente trasmessa dalla tv Italiana). Chi ha il 100% di share? Ma loro, mi sembra ovvio.
    E l’importanza di questo?
    L’importanza di questo è che l’auditel non è più quello che era stato pensato di essere. In origine doveva essere solo un modo per la RAI e per l’allora Fininvest di dare un prezzo alle pubblicità da avere nei programmi. Ora l’auditel è lo spauracchio che governa la televisione. Se un programma non fa share chiude. Le televisioni vengono finanziate dalla pubblicità, che non caccia i soldi se non ci sono i picchi di ascolto. Le famiglie dell’Auditel decidono cosa va in onda. Quindi la colpa è loro se ci propinano Colorado Cafè e non il Satyricon di Lutazzi. Se non ci sono più Benigni e Beppe Grillo in TV.
    Ma ascolto di chi, per Dio?
    Spegniamo tutti i televisori. Non accendiamoli più. Conterà pure l’opinione di 50.000.000 di Italiani. Smettiamola di farli decidere per noi.
    Cambierebbe qualcosa? Assolutamente no. Loro avrebbero i loro signori Auditel che continuerebbero imperterriti a cambiare canale, come dèi incoscienti e incompiuti che decidono qualcosa anche senza saperlo.
    E noi, con i nostri gusti da quattro soldi? Smettiamola di avere opinioni. Tanto non gliene frega un cazzo a nessuno. Dobbiamo marciare come automi dove il vero Grande Fratello ci dice di andare. Poi, quando meno se lo aspettano, ricominceremo a pensare. E sarà rivolta. Buon sempre, chicos…

    The Auditels Family
    Caparezza

  • Il grande fratello

    Il grande fratello

    Il Grande Fratello è finito da qualche settimana. Ho provato a guardarlo, e non lo comprendo. Non riesco a capire se quelli all’interno della “Casa” sono completamente psicopatici, o sono io l’unico giovane normale in Italia. Veramente, non ci riesco. Mi fanno crescere una rabbia dentro quei ragazzi che riuscirei a uccidere. Il grande fratello avrebbe reso Blanka di Street Fighter quell’essere tutto verde e rotolante molto più in fretta delle ore e ore di video di violenza che gli hanno propinato. Sono quelli i giovani? Siamo quelli? Alla fine mi sono risposto, un pò. Quelli sono estremi, sono attori che fanno finta di essere persone normali. Ma la conclusione successiva mi spaventa ancora di più. I giovani veri non sono loro. Sono quelli dall’altra parte, quelli che li guardano tutti i giorni e che la mattina ne parlano con compagni di scuola e colleghi di lavoro, che sono tristi e depressi nei mesi all’anno in cui il GF non c’è. E questo è ancora più deprimente. Riprendo in mano 1984 di George Orwell e me lo rileggo ad ogni prima puntata del Grande Fratello, giusto per non perdere di vista da dove il Grande Fratello ha avuto origine.
    Vi siete mai chiesti chi è il Grande Fratello, quello vero? Pensate ad Alessia Marcuzzi? Il regista della trasmissione? No, chicos… Il Grande Fratello è uno solo. Il dittatore dei media che ci sta lobotomizzando con le sue trasmissioni di regime. Come il profeta Orwell aveva detto, esattamente 48 anni fa. Queste elezioni premiano il centro-destra. Lo premiano perchè chi va a votare non riesce a guardarsi intorno e a capire quello che lo circonda, mentre chi non va a votare è annebbiato da decenni di televisione. E di Grande Fratello, La Talpa, l’Isola dei Famosi, la Fattoria, ecc.
    Spegniamo la Marcuzzi in tv, accendiamo Orwell in 1984. Perderemo come perde il protagonista del libro, ma non cadremo senza lottare.

    Attenzione, fratelli. L’occhio del Grande Fratello non è quello dello spettatore. E’ quello dell’Oscuro Signore di Mordor.

    Tema del Grande Fratello
    Andrea Guerra