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  • Questo paese non è reale

    Questo paese non è reale

    Ieri Silvio Berlusconi è stato a Brescia, nella mia città.

    Molte associazioni e partiti si sono dati un appuntamento spontaneo intorno a Piazza del Duomo per impedire che le televisioni potessero dire che la mia città lo accoglieva a braccia aperte, come se i Bresciani fossero totalmente elettori del PdL.

    Ho riflettuto molto prima di partecipare. Sono solitamente tranquillo, anche nelle manifestazioni con molta tensione, ma il pensiero di vedere da vicino quest’uomo di plastica che ha distrutto il mio paese con vent’anni di governo ad personam, mafioso e corrotto poteva rompere gli argini della mia rabbia.

    Il fascismo morbido di Silvio ha distrutto tutto, lasciando soltanto terra bruciata: la Costituzione, la cultura (distrutta da 40 anni di televisione becera e immatura), il bilancio dello Stato sono stati consegnati all’interesse personale della Casta e della Mafia.

    Non volevo che una Piazza che ho calcato lo acclamasse, e allora sono andato. E ne sono molto contento.

    Foto di Davide Codenotti e Daniela Longinotti

     

    I contestatori hanno prima assediato la piazza, insultando gli schiavi del regime che hanno dormito all’Hotel Vittoria (chi ha pagato la loro notte in uno degli hotel più costoso di Brescia?!?!). C’è stata tensione, certo. Come non urlare contro Gasparri, la Santanché, Brunetta? Contro quei sostenitori ridicoli con le loro bandiere e le loro insegne pagate dai rimborsi elettorali di tutti?

    Gli scontri non ci sono stati per la responsabilità di noi contestatori. Come al solito le forze del (dis)ordine sono state mandate allo sbaraglio, organizzate male e sempre nel posto sbagliato. Come al solito sarebbe bastato nulla per scatenare la violenza dei manganelli.

    Poi Silvio arriva, tra le urla dei manifestanti, quelli veri. Sale sul palco. A quel punto ci siamo spostati da Via X Giornate, e guardando nei vicoli che accedevano a Piazza del Duomo mi sono sentito distrutto, tante bandiere azzurre, come se davvero Brescia fosse tutta a sostegno del delinquente più famoso d’Italia.

    Sono entrato in Piazza dal fondo, e allora ho sorriso. La piazza della mia città mi ha reso felice. Più della metà erano contestatori e non gli “Anarcocosi” dei Centri Sociali, ma persone di ogni età e assolutamente variegata. Cittadini che come me non volevano far vedere all’Italia che Berlusconi fosse ancora forte.
    Striscioni bellissimi: “Occhio gente, Silvio mente!”, oppure “A Brescia siamo donne in verticale”. E la sua voce, pompata da un impianto audio con il volume al massimo, soffocata da un boato di fischi e “Buffone”.

    Quando Silvio se ne va ho un sorriso ebete in faccia. Un successo al di là di ogni previsione. Poi, a casa, guardo i TG.

    Questo paese non è reale, è quello che ho pensato.

    I telegiornali RAI descrivono una piazza piena di sostenitori PdL, contestata da manifestanti violenti provenienti dai centri sociali. Fanno vedere le inquadrature della piazza sempre da vicino, senza mai inquadrarne il fondo; con i microfoni sempre tra le labbra di chi urla di piacere alle cazzate dell’ex Presidente del Consiglio pluri-processato. Quelli che acclamano alla descrizione dello stupro della nostra Costituzione. Mostrano l’unico manifestante del PdL ferito da un pugno a uno zigomo.

    I TG mediaset negano l’esistenza delle contestazioni.

    Brunetta, intervistato dal Fatto Quotidiano mentre si allontana dalla piazza scortato da 10 carabinieri in assetto antisommossa, sorride e mostra il segno della vittoria.
    Dice: “Piazza straordinaria, nessun fischio”
    Il giornalista del FQ: “Si aspettava i fischi?”
    Brunetta: “Piazza straordinaria, nessun fischio”
    Giornalista: “Le danno del mafioso”
    Brunetta (accelerando): “Bellissima piazza, niente fischi. Viva la democrazia, abbasso i fascisti.”
    Fonte: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/contestazioni-al-comizio-pdl-brunetta-scortato-quali-fischi-abbasso-fascisti/232052/

    Questo paese non è reale. Se le televisioni di regime mostrano il falso, non c’è possibilità di realtà, abbiamo un elettorato deviato come il cervello di Brunetta.

    Questo paese non è reale, ma è l’unico possibile. Dobbiamo fare in modo che la finzione delle loro immagini televisive venga demolita finalmente dal nostro dissenso.

  • Il grande fratello

    Il grande fratello

    Il Grande Fratello è finito da qualche settimana. Ho provato a guardarlo, e non lo comprendo. Non riesco a capire se quelli all’interno della “Casa” sono completamente psicopatici, o sono io l’unico giovane normale in Italia. Veramente, non ci riesco. Mi fanno crescere una rabbia dentro quei ragazzi che riuscirei a uccidere. Il grande fratello avrebbe reso Blanka di Street Fighter quell’essere tutto verde e rotolante molto più in fretta delle ore e ore di video di violenza che gli hanno propinato. Sono quelli i giovani? Siamo quelli? Alla fine mi sono risposto, un pò. Quelli sono estremi, sono attori che fanno finta di essere persone normali. Ma la conclusione successiva mi spaventa ancora di più. I giovani veri non sono loro. Sono quelli dall’altra parte, quelli che li guardano tutti i giorni e che la mattina ne parlano con compagni di scuola e colleghi di lavoro, che sono tristi e depressi nei mesi all’anno in cui il GF non c’è. E questo è ancora più deprimente. Riprendo in mano 1984 di George Orwell e me lo rileggo ad ogni prima puntata del Grande Fratello, giusto per non perdere di vista da dove il Grande Fratello ha avuto origine.
    Vi siete mai chiesti chi è il Grande Fratello, quello vero? Pensate ad Alessia Marcuzzi? Il regista della trasmissione? No, chicos… Il Grande Fratello è uno solo. Il dittatore dei media che ci sta lobotomizzando con le sue trasmissioni di regime. Come il profeta Orwell aveva detto, esattamente 48 anni fa. Queste elezioni premiano il centro-destra. Lo premiano perchè chi va a votare non riesce a guardarsi intorno e a capire quello che lo circonda, mentre chi non va a votare è annebbiato da decenni di televisione. E di Grande Fratello, La Talpa, l’Isola dei Famosi, la Fattoria, ecc.
    Spegniamo la Marcuzzi in tv, accendiamo Orwell in 1984. Perderemo come perde il protagonista del libro, ma non cadremo senza lottare.

    Attenzione, fratelli. L’occhio del Grande Fratello non è quello dello spettatore. E’ quello dell’Oscuro Signore di Mordor.

    Tema del Grande Fratello
    Andrea Guerra