“Provavano quindi la profonda sofferenza di tutti i prigionieri e di tutti gli esiliati, che è vivere con una memoria che non serve a nulla.”
Albert Camus, La peste
Tag: frasi celebri
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Citazioni di Albert Camus: “Provavano quindi la profonda…
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Citazioni di Jonathan Coe: “Eppure ci sono momenti nella vita…
“Eppure ci sono momenti nella vita che varrebbe la pena spendere mondi interi per acquistarli.”
Jonathan Coe, La banda dei brocchi
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Citazioni di Joseph Conrad: “È come se stessi cercando…
“È come se stessi cercando di raccontarvi un sogno, e non ci riuscissi, perché non c’è resoconto di un sogno che possa rendere la sensazione del sogno, quel miscuglio di assurdità, di sorpresa e di sconcerto nello spasimo di un’affannata ribellione, quella sensazione di essere prigionieri dell’incredibile che è l’essenza stessa dei sogni”
Joseph Conrad, Cuore di tenebra
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Citazioni di Diego Cugia: “La ragione della tristezza…
“La ragione della tristezza e della rabbia della gente è che da voi non esiste il rispetto per la persona umana. La stampa, la pubblicità, la televisione, la politica, la magistratura, sono tutti poteri che dialogano tra di loro, sulle vostre teste. Poteri che si strusciano, si sgomitano e si fanno l’occhietto. È questo che vi fa incazzare. Voi siete lo Stato. Invece lo subite. Giorni fa, via satellite, ho dato un’occhiata a uno dei vostri varietà. Neanche in Nicaragua, fratelli, o a Telemozambico. Quiz immondi, trucchi, tette siliconate, battute di quarta, stronzate immani, e sempre le stesse facce che ci tormentano e ci addormentano dall’infanzia. Facce che saltano da un canale all’altro, da un anno all’altro, rifilandovi cartigieniche e madonnine che piangono, romanzi e colla per dentiere, che v’impongono i loro figli i quali s’affacciano da monitor più piccoli, e noi paghiamo famiglie intere di facce di gomma, di pupazzi convinti di rappresentarci, di lavorare per noi, di farci “di-ver-ti-re”. Ah. Ah. Ah. Questi non hanno ancora capito che è finito il dopoguerra, la cioccolata e le amlire. Che sono zombie. Che voi li tollerate perché siete dei grandi democratici abituati ad essere invasi e occupati da secoli. Dagli austriaci, dai tedeschi, dagli angloamericani, perfino dagli svizzeri in Vaticano. E ora siete occupati da questi centurioni del video. Li guardate, vi fanno quasi pena, così li applaudite un po’, un po’ di meno ogni anno.”
Diego Cugia, Alcatraz
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Citazioni di Renato Curcio: “Non ci si batte…
“Non ci si batte, come noi abbiamo fatto, pensando di essere per forza sconfitti. Oggi direi che esisteva per me una via di mezzo. Sintetizzando le cose con una formula elementare, posso dire che quella società in cui vivevamo non mi andava assolutamente bene, non volevo a nessun costo accettarla, lottavo per cambiarla. E la parola “vittoria” significava la speranza di riuscire a modificare, almeno in parte, lo stato delle cose.”
Renato Curcio, A viso aperto
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Citazioni di Niky D’Attoma: “Io aspetto un linguaggio…
“Io aspetto un linguaggio che verrà nel futuro, che comprenderanno tutti. Una lingua fatta di maree, appesa alle nuvole, all’acqua, alle rotte dei cetacei, degli uccelli.”
Niky D’Attoma, Rio
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Citazioni di Don DeLillo: “Il gioco non cambia…
“Il gioco non cambia il modo in cui dormi o ti lavi la faccia o mangi. Ti cambia soltanto la vita.”
Don DeLillo, Underworld
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Citazioni di Fabrizio De André: “Dio imbrogliò il primo uomo…
“Dio imbrogliò il primo uomo, lo costrinse a viaggiare una vita da scemo. Nel giardino incantato lo costrinse a sognare, a ignorare che al mondo c’è il bene e c’è il male”
Fabrizio De André, Un blasfemo
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Citazioni di Andrea De Carlo: “È che i ruoli…
“E’ che i ruoli sono più forti delle persone […]. Le persone si adeguano ai ruoli, non viceversa I poliziotti si comportano da poliziotti, in qualunque parte del mondo, e qualunque sia il loro carattere individuale se non ci sono abbastanza controlli diventano facilmente dei torturatori.”
Andrea De Carlo, Tecniche di seduzione
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Citazioni di Giancarlo De Cataldo: “Il gioco era infinitamente…
“Il gioco era infinitamente più esaltante di ogni altra avventura. Gli era bastato spargere qualche allusione, una distratta battuta, un ammiccamento opportuno… e chi doveva capire aveva capito. Lui aveva i diari del Vecchio! Era il depositario della storia segreta della Repubblica! Poteva far saltare ministri, arrostire sulla graticola insospettabili uomini d’affari, provocare scandali inauditi. Poteva praticamente tutto. Aveva il potere. Era il potere”
Giancarlo De Cataldo, Romanzo criminale








