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  • Recensione di L’uomo a rovescio di Fred Vargas

    Recensione di L’uomo a rovescio di Fred Vargas

    L’uomo a rovescio è un romanzo di Fred Vargas, il secondo della serie del Commissario Adamsberg, pubblicato da Einaudi nel 2014.

    Informazioni su ‘L’uomo a rovescio’
    Titolo: L’uomo a rovescio
    Autore: Fred Vargas
    ISBN: 9788806213732
    Genere: Poliziesco
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2014-12-12
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 312
    Goodreads
    Anobii

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    Uomo a Rovescio CopertinaIl secondo capitolo del Commissario Adamsberg si apre senza il protagonista. Siamo sull’altopiano del Mercantour, una delle zone più selvagge di Francia, abitato da popolazioni isolate in piccoli villaggi, dalla natura selvaggia e da branchi di lupi. E da Camille Forestier, l’amore della vita del Commissario Adamsberg.

    È in questi territorio che un lupo pare essere impazzito. Sbrana pecore al pascolo, da solo, e gli abitanti sono molto preoccupati, più che del danno economico proprio dello strano comportamento del lupo. Preoccupazione che aumenta ancora quando a morire è una donna.

    In alcuni prende forma l’idea che a uccidere sia un lupo mannaro; un uomo completamente glabro perché i peli crescono all’interno del corpo, che quando si trasforma in lupo si rovescia, come nella più antica tradizione francese.

    Il romanzo risulta più lento del precedente, non tanto per mancanze da parte di Fred Vargas ma più per una vera e propria scelta stilistica della scrittrice francese.

    La lentezza del ritmo ci dà l’idea di questa natura selvaggia, immutabile e disinteressata alle tristi e inutili vicende umane. Il ritmo ha dei picchi sugli omicidi e sugli attacchi del lupo, perché forse anche le montagne cominciano ad interessarsi, perché questo assassino sembra innaturale.

    Un bel romanzo, scritto molto bene e con dei personaggi molto ben caratterizzati. Forse la trama non è particolarmente avvincente, e il caso in sé è un po’ banale e con un colpevole ben definito già molto prima della conclusione.

    Quello che colpisce di questi romanzi è l’umanità dei personaggi, l’indolenza del protagonista e le vicende umane dei cattivi che non sono uomini a rovescio, ma pur sempre esseri umani.

     

  • Recensione di L’uomo dei cerchi azzurri di Fred Vargas

    Recensione di L’uomo dei cerchi azzurri di Fred Vargas

    L’uomo dei cerchi azzurri è un romanzo di Fred Vargas, il primo della serie del Commissario Adamsberg, edito da Einaudi nel 2012 (prima edizione 1991).

    Informazioni su ‘L’uomo dei cerchi azzurri’
    Titolo: L’uomo dei cerchi azzurri
    Autore: Fred Vargas
    ISBN: 9788806213657
    Genere: Poliziesco
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2012-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 235
    Goodreads
    Anobii

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    L'uomo dei cerchi azzurriL’uomo dei cerchi azzurri è il primo romanzo di Fred Vargas con protagonista il commissario Adamsberg.

    A Parigi un uomo durante la notte traccia dei cerchi azzurri attorno ad oggetti insignificanti: una scarpa abbandonata, una cartaccia, un portachiavi.

    La cosa è curiosa, ma al di là di alcuni brevi articoli sul giornale sembrano non interessare particolarmente l’opinione pubblica. L’unica persona ad esserne attratta è il Commissario Adamsberg, che se ne preoccupa immediatamente giudicandoli crudeli. Tanto da essere l’unica persona a non essere stupita quando all’interno dei cerchi azzurri compare il primo cadavere.

    Ho incontrato sulla mia strada il commissario Adamsberg quasi per caso. Potrebbe essere uno dei tanti protagonisti da serie di gialli (in Italia Montalbano e Schiavone, giusto per citarne un paio) e invece questo poliziotto è completamente diverso.

    Indifferente, non deduttivo nei ragionamenti, procede nelle indagini e nella vita per associazioni libere, leggero e nebbioso come la prima foschia autunnale. I personaggi che lo circondano completano un “bestiario” complesso (nonostante molti siano quasi volutamente caricaturali) e avvincente, che ci danno una finestra su un mondo ben definito, reale e realistico.

    La scrittura di Fred Vargas (scrittrice e non scrittore) è fluida e semplice senza mai essere banale.

    La costruzione della trama è abbastanza lenta all’inizio, indolente: continuano a comparire cerchi azzurri e nessuno sembra farci caso. Tantomeno noi. Ci aspettiamo un cadavere all’interno? Certo, fin dal primo momento. Ma poi un po’ ci perdiamo nella nebbia della mente di Adamsberg e nella sua ostinazione. E quando il primo cadavere arriva ci sentiamo come il vice del commissario, Danglard: in fondo ce l’aspettavamo, ma non ci credevamo davvero.

    E poi la scrittura si fa più incalzante, si cerca di trovare ordine nel caos fino alla conclusione del romanzo: forse non proprio originale, ma poco ci importa. Quello che affascina di questo mondo è proprio il suo realismo, la sua follia; una follia che soltanto Adamsberg sembra poter piegare a un certo ordine.

    A me questo commissario fa impazzire, credo che adesso li leggerò uno dopo l’altro.