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  • Recensione de Il nome della rosa di Umberto Eco

    Recensione de Il nome della rosa di Umberto Eco

    Recensione de Il nome della rosa di Umberto Eco, pubblicato da Bompiani nel 1980.

    Informazioni su ‘Il nome della rosa’
    Titolo: Il nome della rosa
    Autore: Umberto Eco
    ISBN: 9788845246340
    Genere: Thriller Storico
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 2003-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 533
    Goodreads
    Anobii

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    Il nome della rosaDa bambino i miei genitori in una sera d’inverno stavano guardando il film tratto da “Il nome della rosa” con Sean Connery e Christian Slater. Me lo ricordo perché poi per mesi ho sognato il Venerabile Jorge, il vecchio cieco che ce l’aveva con chi rideva. Appena diventato un po’ più grande mi sono letto il libro. Mi era piaciuto molto, anche se avevo trovato molto noiose alcune precisazioni storiche. Adesso che sono un po’ cresciuto ho potuto apprezzare anche quelle.

    Il nome della rosa è un giallo ambientato in un monastero dell’Italia Settentrionale nell’anno 1327; nell’arco di una sola settimana il frate francescano Guglielmo da Baskerville e il novizio Adso da Melk si recano all’abbazia per incontrarsi con la delegazione del papa avignonese per alcune discussioni decisive riguardo all’ordine francescano. Siamo nel periodo delle eresie: dolciniani, fraticelli, flagellanti imperversano per la penisola, mentre la ricchezza della corte di Avignone è invisa a tutte le popolazioni che vivono in miseria.

    L’incontro tra le due delegazioni è importantissima per decidere se dichiarare eretica o meno la confraternita francescana.

    Quando i due frati arrivano all’abbazia scoprono che è appena avvenuta una strana morte, e l’abate chiede a Guglielmo, che in passato è stato inquisitore, di indagare sulla presenza del maligno all’interno delle mura del monastero. I delitti si replicheranno lungo tutti i sette giorni in cui si svolge la trama, incrociandosi con le vicende di una delle più grandi biblioteche della cristianità, con il libro dell’Apocalisse e con la lotta al potere della ricca abbazia.

    Questo romanzo a mio avviso è uno dei capolavori di Eco: una ricostruzione storica perfetta che ci porta all’interno di luoghi e situazioni perfettamente verosimili, con particolari ricercati e quasi ossessivi; rispetto ad altri suoi lavori qui l’inquadramento storico è ben diluito da una trama avvincente e incalzante.

    Uno stile perfetto e una critica alla religione rendono il romanzo anche uno dei capolavori del filosofo italiano.

    Citazioni da Il nome della rosa

    “Spesso sono gli inquisitori a creare gli eretici. E non solo nel senso che se li figurano quando non ci sono, ma che reprimono con tanta veemenza la tabe eretica da spingere molti a farsene partecipi, in odio a loro.”

    “C’è una sola cosa che eccita gli animali più del piacere, ed è il dolore. Sotto tortura vivi come sotto l’impero di erbe che danno le visioni. Tutto quello che hai sentito raccontare, tutto quello che hai letto, ti torna alla mente, come se tu fossi rapito, non verso il cielo, ma verso l’inferno. Sotto tortura dici non solo quello che vuole l’inquisitore, ma anche quello che immagini possa dargli piacere, perché stabilisce un legame (questo sì, veramente diabolico) tra te e lui…”

    “Ho l’impressione che l’inferno sia il paradiso guardato dall’altra parte.”

    “Non fidarti dei rinnovamenti del genere umano quando ne parlano le curie e le corti.”

    “I semplici sono carne da macello, da usare quando servono a mettere in crisi il potere avverso, e da sacrificare quando non servono più.”

    “Non si cambia il popolo di Dio se non si reintegrano nel suo corpo gli emarginati.”

    “Ciascuno è eretico, ciascuno è ortodosso, non conta la fede che un movimento offre, conta la speranza che propone. Tutte le eresie sono bandiera di una realtà dell’esclusione.”

    “L’Anticristo può nascere dalla stessa pietà, dall’eccessivo amor di Dio o dalla verità, come l’eretico nasce dal santo e l’indemoniato dal veggente. Temi, Adso, i profeti e coloro disposti a morire per la verità, ché di solito fan morire moltissimi con loro, spesso prima di loro, talvolta al posto loro.”

    “Le uniche verità che servono sono strumenti da buttare.”

  • Recensione di La sposa del lago di Rita Bonfanti

    Recensione di La sposa del lago di Rita Bonfanti

    La sposa del lago – una storia vera della Como di fine ‘800 è un romanzo di Rita Bonfanti pubblicato da Edizioni della Goccia nel 2016.

    Informazioni su ‘La sposa del lago’
    Titolo: La sposa del lago
    Autore: Rita Bonfanti
    ISBN: 9788898916191
    Genere: Storico
    Casa Editrice: Edizioni della goccia§
    Data di pubblicazione: 2016-11-30
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 213
    Goodreads
    Anobii

    La sposa del lago è un romanzo storico ambientato tra il Lago di Como, l’Emilia e Venezia alla fine dell’Ottocento. Protagonista è Cecilia, una donna che nasce nel 1870 in un contesto di povertà e miseria che cerca di lottare contro la sua condizione di emarginata fin dalla più tenera età in un mondo patriarcale dove le donne sono viste quasi come creature inferiori.

    Cecilia cerca di scegliere il marito (contro l’opinione e il giudizio del padre), lotta contro la sorte avversa per cercare di sopravvivere e garantire un futuro alla sua famiglia e diventa una roccia inattaccabile in un mare in tempesta, nonostante tutto ciò che la vita può riservare di brutto e sconvolgente.

    Il romanzo (ricostruzione storica di un’antenata dell’autrice) è molto interessante e ben scritto: i protagonisti principali sono credibili e si evolvono durante la lunga storia che copre tutta la vita di Cecilia, lo stile è appropriato con continui scivolamenti nel dialetto comasco e un registro indicato a raccontare la vita di contadini e operai di fine ottocento.

    Quello che più mi ha colpito di questo romanzo è stata la capacità dell’autrice di riportare il lettore indietro nel tempo, in un’ambientazione così vicina nei luoghi e nel tempo ma così lontana dalla nostra vita di tutti i giorni, attraverso la descrizione degli ambienti casalinghi e comuni e le tradizioni che potrebbero appartenere alla generazione dei nostri nonni.

    L’unica cosa che alla lunga stanca è la successione quasi infinita di disgrazie che capitano alla protagonista, che forse affaticano molto la trama rendendola quasi irreale… Cosa assurda, considerando che è una ricostruzione di fatti realmente accaduti.

    Ma si sa: la vita a volte è molto peggio della peggio immaginazione.

    L’autrice di “La sposa del lago”: Rita Bonfanti

    Rita Bonfanti è nata a Como nel 1960 e ha vissuto fino all’età di 31 anni a Villa Guardia, paese della provincia lariana.

    L’amore per la natura e l’attaccamento ai valori della terra l’hanno convinta ad iscriversi ad Agraria. Dopo la laurea, conseguita a Milano del 1985, ha lavorato come borsista presso l’Ente regionale di sviluppo agricolo della Lombardia (ERSAL).

    Nel 1989 si è diplomata divulgatore agricolo ai sensi della Regolamento CEE 270/1979 ed è stata assunta dalla Regione Lombardia presso l’osservatorio per le malattie delle piante.

    Nel 1991 si è trasferita in Valle d’Aosta per sposare un guardaparco del Gran Paradiso. Impiegata dal 1996 presso l’Amministrazione Regionale come responsabile dell’ufficio servizi fitosanitari, scrive articoli di carattere tecnico divulgativo in ambito agrario. Tra le pubblicazioni più importanti si annovera lo studio: “I suoli del Parco Pineta di Appiano Gentile-Tradate (anno 1988, 362 pagine – anno 1988) realizzato in collaborazione con altri autori (R. Comolli, D. D’Alessio, M. Olivieri) e pubblicato dall’ERSAL nell’ambito del progetto Carta Pedologica. Il capitolo “Storia ed evoluzione del territorio” è stato realizzato personalmente da Rita Bonfanti a seguito di approfondite ricerche archivistiche.

    L’amore per la narrativa è nato tardivamente. Nel 2014 ha vinto il concorso letterario “Prossima fermata” con un racconto pubblicato da Ed. Leima di Palermo nell’omonima antologia.

    Tra le sue passioni si annoverano lo sport e la musica. Dal 2011 suona il violino nell’orchestra SFOM (Scuola di Formazione e Orientamento Musicale di Aosta).

    “La sposa del lago”, finalista in due edizioni del torneo letterario IoScrittore bandito dal gruppo editoriale Mauri Spagnol, è il suo romanzo d’esordio.