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  • Post office

    Post office

    Post Office è un romanzo di Charles Bukowski pubblicato da Guanda nel 2006.

    Informazioni su ‘Post office’
    Titolo: Post office
    Autore: Charles Bukowski
    ISBN: 9788860880048
    Genere: Biografia
    Casa Editrice: Guanda
    Data di pubblicazione: 2006-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 155
    Goodreads
    Anobii

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    Post OfficeUno dei più famosi romanzi di Charles Bukowski, con il solito protagonista Henry “Hank” Chinaski.
    Pubblicato nel 1971, narra le vicende del protagonista alle prese con il sistema delle Poste Statiunitensi, sistema che l’autore conosce benissimo avendoci lavorato per decenni.

    A differenza di altri romanzi come Factotum, in questo libro Hank parla del lavoro in modo meno alienante; la sensazione è che provi una sorta di affetto morboso, quasi un odi et amo.

    Hank passa le sue notti tra sbornie colossali e sesso sfrenato con la sua compagna Betty, ma alle 5 in punto si presenta al lavoro, dove il sadico capo Stone lo manda all’avventura a consegnare la posta, contro casalinghe ninfomani e isteriche, pensionati pedanti e acquazzoni tropicali.
    Poi la situazione si evolve pian piano, da postino Hank passa allo smistamento della posta, si lascia con Betty e conosce altre donne, ma la sostanza non cambia: la morale della storia sembra essere che il lavoro “mobilita” l’uomo, nel senso che gli concede le risorse per vivere realmente nel poco tempo giornaliero che rimane.

    Come a dire che i soldi non fanno la felicità. E nemmeno la sicurezza. Banale? Forse. Ma chiedetelo a Hank:

    “Sicuro? La sicurezza si poteva averla anche in galera. Tre metri quadrati tutti per voi senza affitto da pagare, senza conti della luce e del telefono, senza tasse, senza alimenti. Senza tassa di circolazione. Senza multe. Senza fermi per ogni guida in stato di ubriachezza. Cure mediche gratuite. La compagnia di persone con gli stessi interessi. Chiesa. Inculate. Funerali gratuiti.”

    Citazioni da “Post office”

    “Il coraggio viene dallo stomaco… Tutto il resto è disperazione”

  • Factotum

    Factotum

    Factotum è un romanzo di Charles Bukowski pubblicato da TEA in questa edizione nel 2008.

    Informazioni su ‘Factotum’
    Titolo: Factotum
    Autore: Charles Bukowski
    ISBN: 9788850215751
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: TEA
    Data di pubblicazione: 2008-09-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 156
    Goodreads
    Anobii

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    factotumBukowski è sempre irrecensibile. Forse per questo ha avuto così poco successo, all’inizio. Nessuno sapeva bene come fare.
    Paragonato spesso ad Henry Miller, soprattutto con questo romanzo, Bukowski assimila quello che può dal maestro (quando i protagonisti delle sue storie stanno leggendo stanno sempre leggendo Miller), e lo estremizza.

    Factotum parla fondamentalmente dei lavori svolti da Hank Chinaski in un periodo indefinito della sua vita. Di come li prendesse, lavori che nessuno voleva, mal retribuiti e sempre essendo sfruttati, e di come li perdesse dopo qualche giorno, sempre troppo ubriaco o disilluso per tenerseli.
    E come in molti libri di Bukowski non ha un finale, la storia finisce per troncamento. Ovviamente con una frase breve, sconvolgente, imbarazzante.

    Citazioni da “Factotum”

    “Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato all’altra estremità dell’altalena”

    “Certo, non ero molto ambizioso, ma doveva esserci un posto per la gente priva di ambizione, un posto un po’ migliore di quello che gli si riservava di solito, voglio dire. Come cazzo si poteva pensare che fosse divertente svegliarsi alle sei e mezzo con la suoneria, saltar giù dal letto, vestirsi, ingoiare qualcosa di malavoglia, cacare, pisciare, spazzolarsi denti e capelli e buttarsi nel traffico per arrivare in un posto dove essenzialmente si facevano un sacco di soldi per qualcun altro e essere anche grati a chi ti dava la possibilità di farlo?”

    “L’inferno ribolle di risate”

    “La vita mi faceva sempre orrore,. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare, dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi, il mondo è sempre la fuori che ti aspetta, ma per un pò almeno non ti prende alla gola”