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  • Recensione di Il fascismo eterno di Umberto Eco

    Recensione di Il fascismo eterno di Umberto Eco

    Il fascismo eterno di Umberto Eco è la trascrizione di un intervento fatto da Eco alla Columbia University e pubblicato da La Nave di Teseo nel 2018.

    Informazioni su ‘Il fascismo eterno’
    Titolo: Il fascismo eterno
    Autore: Umberto Eco
    ISBN: 9788893442411
    Genere: Saggistica
    Casa Editrice: La nave di Teseo
    Data di pubblicazione: 2018-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 51
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    Il fascismo eternoIl testo di questo intervento (realizzato originariamente in inglese) pronunciato da Umberto Eco alla Columbia University il 25 Aprile 1995 era stato pensato principalmente degli Stati Uniti scossi in quei giorni dall’attentato di Oklahoma City e dalla scoperta che negli USA esistevano ancora organizzazioni militari di estrema destra.

    Il bello di questo libriccino in fondo è proprio questo: la sua analisi lucida e dettagliata di quello che Eco chiama “Ur-Fascismo” o “Fascismo Eterno”, tutte quelle caratteristiche che delineano un movimento totalitarista e prevaricatore che in sé non possiede una vera e propria ideologia.

    Viviamo in un periodo storico dove molte di queste caratteristiche si stanno palesando di nuovo, mentre lo Stato e molti organi di stampa continuano a ripetere che il fascismo non esiste più, che non esistono più la destra e la sinistra, che non c’è più bisogno di essere antifascisti.

    Le caratteristiche del Fascismo Eterno secondo Eco sono:

    • Culto della tradizione, per la famiglia tradizionale rivendicando le proprie radici storiche e religiose.
    • Rifiuto del modernismo e a qualsiasi idea di cambiamento, giudicando il presente come immorale se paragonato al passato.
    • Culto dell’azione per l’azione e rifiuto della cultura. Ad esempio proporre misure semplici, drastiche e immediate a qualsiasi problema, anche se irrealizzabili.
    • Considerare il disaccordo tradimento.
    • Paura della differenza.
    • Continuo appello alle classi medie frustrate.
    • Considerare allo stesso tempo i nemici troppo forti e troppo deboli.
    • Considerare la vita una guerra permanente.
    • Ritenere che ciascuno sia educato a diventare un eroe.
    • Tenere atteggiamenti machisti.
    • Inneggiare al popolo e autonominarsi suo interprete contro i ‘putridi governi parlamentari’. Considerare quella dei propri seguaci la voce ‘vera’ del popolo.
    • Utilizzare una neo-lingua, ossia un lessico povero in cui i seguaci si riconoscono, così da limitare il pensiero critico.
  • Citazioni di Umberto Eco: “Ho l’impressione che l’inferno…

    Citazioni di Umberto Eco: “Ho l’impressione che l’inferno…

    “Ho l’impressione che l’inferno sia il paradiso guardato dall’altra parte.”

    Umberto Eco, Il nome della rosa

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  • Recensione de Il nome della rosa di Umberto Eco

    Recensione de Il nome della rosa di Umberto Eco

    Recensione de Il nome della rosa di Umberto Eco, pubblicato da Bompiani nel 1980.

    Informazioni su ‘Il nome della rosa’
    Titolo: Il nome della rosa
    Autore: Umberto Eco
    ISBN: 9788845246340
    Genere: Thriller Storico
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 2003-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 533
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    Il nome della rosaDa bambino i miei genitori in una sera d’inverno stavano guardando il film tratto da “Il nome della rosa” con Sean Connery e Christian Slater. Me lo ricordo perché poi per mesi ho sognato il Venerabile Jorge, il vecchio cieco che ce l’aveva con chi rideva. Appena diventato un po’ più grande mi sono letto il libro. Mi era piaciuto molto, anche se avevo trovato molto noiose alcune precisazioni storiche. Adesso che sono un po’ cresciuto ho potuto apprezzare anche quelle.

    Il nome della rosa è un giallo ambientato in un monastero dell’Italia Settentrionale nell’anno 1327; nell’arco di una sola settimana il frate francescano Guglielmo da Baskerville e il novizio Adso da Melk si recano all’abbazia per incontrarsi con la delegazione del papa avignonese per alcune discussioni decisive riguardo all’ordine francescano. Siamo nel periodo delle eresie: dolciniani, fraticelli, flagellanti imperversano per la penisola, mentre la ricchezza della corte di Avignone è invisa a tutte le popolazioni che vivono in miseria.

    L’incontro tra le due delegazioni è importantissima per decidere se dichiarare eretica o meno la confraternita francescana.

    Quando i due frati arrivano all’abbazia scoprono che è appena avvenuta una strana morte, e l’abate chiede a Guglielmo, che in passato è stato inquisitore, di indagare sulla presenza del maligno all’interno delle mura del monastero. I delitti si replicheranno lungo tutti i sette giorni in cui si svolge la trama, incrociandosi con le vicende di una delle più grandi biblioteche della cristianità, con il libro dell’Apocalisse e con la lotta al potere della ricca abbazia.

    Questo romanzo a mio avviso è uno dei capolavori di Eco: una ricostruzione storica perfetta che ci porta all’interno di luoghi e situazioni perfettamente verosimili, con particolari ricercati e quasi ossessivi; rispetto ad altri suoi lavori qui l’inquadramento storico è ben diluito da una trama avvincente e incalzante.

    Uno stile perfetto e una critica alla religione rendono il romanzo anche uno dei capolavori del filosofo italiano.

    Citazioni da Il nome della rosa

    “Spesso sono gli inquisitori a creare gli eretici. E non solo nel senso che se li figurano quando non ci sono, ma che reprimono con tanta veemenza la tabe eretica da spingere molti a farsene partecipi, in odio a loro.”

    “C’è una sola cosa che eccita gli animali più del piacere, ed è il dolore. Sotto tortura vivi come sotto l’impero di erbe che danno le visioni. Tutto quello che hai sentito raccontare, tutto quello che hai letto, ti torna alla mente, come se tu fossi rapito, non verso il cielo, ma verso l’inferno. Sotto tortura dici non solo quello che vuole l’inquisitore, ma anche quello che immagini possa dargli piacere, perché stabilisce un legame (questo sì, veramente diabolico) tra te e lui…”

    “Ho l’impressione che l’inferno sia il paradiso guardato dall’altra parte.”

    “Non fidarti dei rinnovamenti del genere umano quando ne parlano le curie e le corti.”

    “I semplici sono carne da macello, da usare quando servono a mettere in crisi il potere avverso, e da sacrificare quando non servono più.”

    “Non si cambia il popolo di Dio se non si reintegrano nel suo corpo gli emarginati.”

    “Ciascuno è eretico, ciascuno è ortodosso, non conta la fede che un movimento offre, conta la speranza che propone. Tutte le eresie sono bandiera di una realtà dell’esclusione.”

    “L’Anticristo può nascere dalla stessa pietà, dall’eccessivo amor di Dio o dalla verità, come l’eretico nasce dal santo e l’indemoniato dal veggente. Temi, Adso, i profeti e coloro disposti a morire per la verità, ché di solito fan morire moltissimi con loro, spesso prima di loro, talvolta al posto loro.”

    “Le uniche verità che servono sono strumenti da buttare.”

  • Citazioni di Umberto Eco: “L’Anticristo può nascere dalla stessa pietà…”

    Citazioni di Umberto Eco: “L’Anticristo può nascere dalla stessa pietà…”

    “L’Anticristo può nascere dalla stessa pietà, dall’eccessivo amor di Dio o dalla verità, come l’eretico nasce dal santo e l’indemoniato dal veggente. Temi, Adso, i profeti e coloro disposti a morire per la verità, ché di solito fan morire moltissimi con loro, spesso prima di loro, talvolta al posto loro.”

    Umberto Eco, Il nome della rosa

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  • Citazioni di Umberto Eco: “I perdenti, come gli autodidatti…”

    Citazioni di Umberto Eco: “I perdenti, come gli autodidatti…”

    “I perdenti, come gli autodidatti, hanno sempre conoscenze più vaste dei vincenti, se vuoi vincere devi sapere una cosa sola e non perdere tempo a saperle tutte, il piacere dell’erudizione è riservato ai perdenti. Più cose uno sa, più le cose non gli sono andate per il verso giusto.”

    Umberto Eco, Numero Zero

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  • Numero zero

    Numero zero

    Numero zero è un romanzo di Umberto Eco, pubblicato da Bompiani nel 2015.

    Informazioni su ‘Numero zero’
    Titolo: Numero zero
    Autore: Umberto Eco
    ISBN: 9788845278518
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 2015-01-09
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 218
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    Numero zeroColonna è uno scrittore fallito: ghostwriter, traduttore dal tedesco, giornalista senza giornale. La sua vita post-universitaria è totalmente diversa da come la immaginava. La sua vita si trascina finché un suo vecchio professore lo invita a diventare capo-direttore di un giornale particolare, chiamato “Domani”. Per qualche mese avrebbero dovuto preparare il “Numero zero”, l’uscita pilota di un periodico. I suoi colleghi sono personaggi particolari: un complottista, un giornalista legato ai servizi segreti, una ragazza con esperienza in giornali scandalistici… La macchina del fango che stanno per creare prende forma, mentre strane storie sembrano spuntare su Mussolini e su una sua eventuale fuga dall’Italia prima che i partigiani uccidessero un sosia…

    La sinossi del libro, dalla quarta di copertina, recita:

    […] ricostruisce la storia di cinquant’anni sullo sfondo di un piano sulfureo costruito intorno al cadavere putrefatto di uno pseudo Mussolini. E nell’ombra Gladio, la P2, l’assassinio di papa Luciani, il colpo di stato di Junio Valerio Borghese, la Cia, i terroristi rossi manovrati dagli uffici affari riservati, vent’anni di stragi e di depistaggi, un insieme di fatti inspiegabili che paiono inventati sino a che una trasmissione della BBC non prova che sono veri, o almeno che sono ormai confessati dai loro autori. […]

    Quando l’ho letta mi sono immaginato il Pendolo di Focoult versione 2015. Mai aspettativa fu più disintegrata. Un libro molle, senza ritmo, senza genialità. Forse una prosa più veloce e scorrevole rispetto a quelle a cui ci ha abituato Eco, ma del tutto priva della credibilità storica, che dei romanzi dello scrittore piemontese è la firma caratteristica.

    Citazioni da “Numero Zero”

    “I perdenti, come gli autodidatti, hanno sempre conoscenze più vaste dei vincenti, se vuoi vincere devi sapere una cosa sola e non perdere tempo a saperle tutte, il piacere dell’erudizione è riservato ai perdenti. Più cose uno sa, più le cose non gli sono andate per il verso giusto.”

    “La paura di morire da fiato ai ricordi”