Si dimette il governo Andreotti.
La fine del governo sancisce la fine della politica di solidarietà nazionale, ossia il compromesso storico.
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La fine del governo sancisce la fine della politica di solidarietà nazionale, ossia il compromesso storico.
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Il 30 Agosto, con un apposito decreto-legge, Andreotti conferisce poteri speciali antiterrorismo al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa: il decreto governativo stabilisce che, a partire dal successivo 10 settembre, il generale dovrà attuare «forme organiche di coordinamento e di cooperazione tra le forze di polizia e gli agenti dei servizi informativi», e che di tali specialissimi compiti operativi riferirà «direttamente al ministro dell’Interno».
In pratica, il generale Dalla Chiesa diventa un supervisore dei servizi segreti in funzione antiterrorismo, svincolato dal collegamento con la magistratura.
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Il corpo di Aldo Moro viene sepolto con una cerimonia strettamente privata nel cimitero di Torrita Tiberina.
L’operato delle forze di polizia dipendenti dal Viminale e dai servizi segreti (affidati da Cossiga e Andreotti ad affiliati alla loggia massonica segreta P2) è stato caratterizzato da una lunga sequela di errori e conniventi inerzie, tali non solo da rendere dubbia l’effettiva volontà dello Stato di salvare la vita dell’onorevole Moro arrestando i sequestratori, ma perfino da indurre a sospettare complicità e convergenze di intenti con i terroristi.
Scrive Cossiga nella sua lettera di dimissioni, indirizzata al Presidente del Consiglio Andreotti:
«Ritengo mio dovere rassegnare le dimissioni da Ministro dell’Interno intendendo con questo atto assumere la piena responsabilità politica del dicastero cui sono preposto, delle forze di polizia che per subordinazione gerarchica o funzionale hanno operato alle mie dipendenze e dei servizi di informazione e di sicurezza da me impiegati; del loro impegno intelligente, generoso, incondizionato, leale e valoroso, sento di dover rendere ferma e convinta testimonianza e ritengo che su tale impegno il Paese può fare pieno affidamento».
Ricoprirà il ruolo di Ministro dell’Interno ad Interim, fino al 13 Giugno 1978, il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti.
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