Categoria: On Writing

Qualcosa che ho scritto per il piacere di scrivere.
Dal primo blog di Aforismi di un pazzo, cominciato ormai tanti anni fa…

  • Vite in gabbia

    Vite in gabbia

    “Ci si sente sempre un pò presi in trappola dalla vita…”

    E’ questa sensazione di non poter fare nulla, che mi uccide. Questa impotenza terribile. Mi sento un vecchio leone in gabbia, molto più senile dei miei vent’anni. Mi toglie la voglia di fare, di uscire di divertirmi. Una tigre che continua a girare in circolo, fermandosi solo ad osservare le sbarre della gabbia che mi imprigiona, con odio. E la cosa terribile è che non so che cos’è la gabbia. Non so esattamente cosa mi tiene prigioniero. Posso chiamarla “sistema“, “lavoro“, “P2“, “Stato deviato“, “Fascismo“… Tanto un nome vale l’altro. La cosa importate è che io veda la mia gabbia. E che, giorno dopo giorno, lotti per evadere.

    Sono l’Andy Dufresne del III Millennio. Shawshank non potrà resistermi…

    Free as a bird
    The Beatles

  • Perdere la mente

    Perdere la mente

    Pessimismo e fastidio. Mi sento come in trappola, qualunque cosa accada. Mi sento schiacciato, claustrofobico, una tigre in gabbia che continua a girare nervosa intorno alle sbarre… Come se potesse cambiare qualcosa… Sbattiamo la testa al muro, di che colore è il nostro sangue? Forse, raggrumandosi, scioglierà come acido le sbarre di questa prigione… Se fosse solo sangue… Quante mani si alzerebbero se chiedessi se siete felici? Tante, lo so… Eppure credo che sarebbe bello guardarsi dentro un pò ed essere sinceri… Cosa vuol dire essere felici? È questa la domanda che dobbiamo porci? O non ci sono domande? Sono un pazzo della peggior specie, uno schizofrenico che vive due vite, un depresso cronico perché non appartiene alla generazione della lotta armata e delle bombe in piazza né all’arrendevolezza del futuro, persa tra i dubbi di McDonald’s e coca cole. Ho rabbia bollente nelle vene, ma nessun canale di sfogo… La mia mente si perde, barcolla come nelle mie peggiori serate alcoliche…

    Che splendore, svegliarsi un giorno senza più trovarla…

    Where is my mind
    The Pixies

  • Il fantasma [Regina di Quadri]

    Il fantasma [Regina di Quadri]

    Mi stringi con quel corpo
    fatto della sostanza dei sogni
    i tuoi baci hanno il sapore del delirio
    e la tua pelle profuma di ciò che non esiste.
    Sei giunta in volo nella mia stanza
    Senza passare attraverso alcun pertugio,
    perché sei sempre stata qui
    e non ci sei mai stata
    Regina di Quadri,
    sovrana soggetto di un opera d’arte
    che adoro fino alla follia,
    ma che in realtà non ho mai visto,
    non sei morta ma non vivi,
    sei mia e non lo sei mai stata,
    giacevi nuda con me nel mio delirio
    o solo nei tuoi sogni più segreti?
    Abbagliato dalla luce del tuo sguardo,
    ottenebrato dal profumo del tuo corpo,
    nella mia pazzia ho scelto la via più sbagliata,
    tormentato dal caldo abbraccio del tuo fantasma.

    Il fantasma
    Zorba

  • L’uccisione [Regina di Picche]

    L’uccisione [Regina di Picche]

    Su quella carta il cuore rosso
    si è capovolto
    e si è tinto del nero
    dell’odio
    diventando una picca
    .

    Ora sei tu a impugnare quell’arma,
    nera
    regina dell’odio
    e a colpire la mia anima sola
    con rabbia
    , senza alcuna pietà.

    E io soccombo sotto i tuoi colpi
    umile suddito-amante
    e il sangue delle mie ferite
    serve a ritrovare il tuo passato di cuori
    .

    Questa ferita aperta non rimarginerà mai,
    mi consumerà fino all’ultima goccia.
    La punta del tuo cuore capovolto
    è tinta solo per metà di rosso.

    La tua sete di morte si è placata,
    ora ti resta un corpo inerte.
    Ti ho dato tutto in vita:
    ora ti cedo anche la morte
    .

    La ballata dell’amore cieco
    Fabrizio De Andrè

  • Aforismi di un pazzo [#1]

    Aforismi di un pazzo [#1]

    Dante Alighieri.

    INFERNO. I lussuriosi sono puniti per l’eternità ad essere sospinti da un vento tempestoso, amanti abbracciati nell’inferno della loro morte.

    PARADISO. Il premio dei beati è l’eterna visione di Dio.

    Sono un DANNATO, e ne sono felice

  • Sogni di un ex scrittore

    Sogni di un ex scrittore

    Ho cominciato a scrivere a 14 anni, credo come comincino tutti quelli che scrivono. Quando stavo male con il mondo, quando ero depresso, infelice, spaventato, prendevo una matita e un foglio di carta e scrivevo sensazioni ed emozioni. Quello che non tutti fanno è continuare. Io ho continuato perchè ho scoperto quanto fosse facile per me “immaginare“. Scrivevo piccole poesie e racconti, sempre e rigorosamente a mano perchè ancora non avevo un computer… Non scrivevo tanto, ma quanto bastava per sentirmi meglio. Poi, due anni dopo, comprai il mio primo computer. E cominciai a scrivere seriamente. I due premi che mi arrivarono (uno per la poesia e l’altro per un racconto intitolato “Il destino di Sophia“) quando avevo solo 16 anni mi convinsero che quella potesse essere la mia strada. Forse, in fondo in fondo, ne sono convinto ancora. Il mio computer custodiva 4 romanzi, una serie di poesie e di racconti, un qualcosa di ibrido che si chiamava “Abulafia” e una raccolta di brevi aforismi chiamato “Aforismi di un pazzo“. La memoria mistica del mio computer, un hard disk Maxtor da 120GB, li custodiva gelosamente, in attesa, magari, che una qualche casa editrice li accettasse e li pubblicasse. Poi ha smesso di custodirli. I suoi chip si sono fusi, e io ho perso migliaia di pagine scritte. Sono rimasto con le cose che avevo scritto dai 14 ai 16 anni, e la poesia e il racconto premiati. Fine dei sogni di un ex scrittore. Non so se ricomincerò a scrivere quello che avevo fatto. Le storie che avevo raccontato mi sembrano tuttora molto buone, ma la fatica di rimettermi lì e scrivere mi fa desistere da tutto. Per questo ho deciso di affidare le lettere del mio alfabeto interiore a internet. Lì nessun stupido hard disk può andare in panne e distruggere i miei sogni.