“A sentire la storiella la donna nasce dall’uomo, anzi ne è proprio un pezzo. E l’uomo impazzisce per la donna, la ama. In realtà ama se stesso. Ama un pezzo di sé, non un altro da sé. Vive e fa i figli e fa l’amore con se stesso. Un amore concentrato sulla propria persona che niente ha a che fare con l’amore”
Antonio Manzini, La costola di Adamo
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Citazioni di Antonio Manzini: “A sentire la storiella la donna…”
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Orfani bianchi
Orfani bianchi è un romanzo di Antonio Manzini pubblicato da Chiarelettere nel 2016.
Informazioni su ”Orfani bianchi
Orfani bianchi non è un romanzo del vicequestore Rocco Schiavone. Anzi, la protagonista per la prima volta è una donna, e in questo momento storico di rifugiati e immigrati in cerca di una vita migliore, sceglie una donna moldava che fa la badante.Una scelta coraggiosa per uno scrittore da poco salito alla ribalta, ma una scelta a cui mi sento di applaudire, se riesce a far riflettere anche solo per un attimo il popolo della Lega Nord e degli “aiutiamoli a casa loro”.
Mirta è una donna moldava che fa la badante in Italia, mentre lascia in un piccolo paese della sua nazione il figlio appena dodicenne Ilie, che è senza un padre perché scappato ancora quando Ilie era piccolo. In Italia Mirta è costretta a lavori che nessuno più vuole fare, compreso quello di badare a famigliari anziani o con ridotta mobilità.
La scrittura di Manzini è sempre fluida, anche se in questa trama senza colpi di scena forse risulta un po’ meno scorrevole del solito.
Il romanzo si legge comunque in poco tempo e si arriva presto in fondo.Quanto costa abbandonare la propria famiglia per prendersi cura di quella di un altro?
Alla base del romanzo c’è questa semplice domanda. E la risposta è scontata e banale appena si gratta via la patina di razzismo con cui siamo abituati a ricoprire tutto: costa molto. Troppo.
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Sull’orlo del precipizio
Sull’orlo del precipizio è un romanzo di Antonio Manzini che non parla delle avventure di Rocco Schiavone pubblicato da Sellerio nel 2015.
Informazioni su ‘Sull’orlo del precipizio’
A differenza delle avventure del vicequestore Rocco Schiavone, in questo romanzo Manzini costruisce un mondo distopico parlando dell’editoria italiana.Giorgio Volpe è uno dei più grandi scrittori italiani viventi. I suoi libri sono tradotti in quasi tutte le lingue e ha un contratto con una delle tre più grandi case editrici italiane. Ha appena terminato il suo ultimo romanzo, “Sull’orlo del precipizio“, sicuramente il suo miglior lavoro. Solo che le tre principali case editrici italiane si riuniscono sotto un’unica sigla, e la proprietà diventa quella di manager senza scrupoli a cui la letteratura e la cultura interessano poco o nulla. Stretti da rigide regole di mercato in cui sono gli scrittori a piegarsi al volere del pubblico, Giorgio Volpe si trova in situazioni sempre più grottesche e assurde, dove deve stravolgere il suo romanzo di formazione che parla di un suo nonno partigiano che combatte il nazifascismo sulle montagne durante la resistenza in una sorta di action movie di serie b hollywoodiano con un eroe senza macchia e senza paura che assomiglia incredibilmente ad un vuoto Rambo italiano.
Non aspettatevi distopie ben disegnate alla “1984” o alle ultime saghe come “Hunger Games” o “Divergent“, ma questo romanzo di Manzini è molto interessante. Come recita la quarta di copertina:
“Una distopia alla Fahrenheit 451, dove è il mondo dei libri a bruciare se stesso e non un potere esterno.”
Una descrizione che mi trova quasi d’accordo. Il mondo in cui si muove Giorgio Volpe è esattemente come il nostro: è solo l’editoria ad essere diventata nient’altro che il ricettacolo di biografie di calciatori e libri di cucina.
Una distopia così vicina al nostro mondo da essere quasi credibile. Da essere quasi realtà. Un momento… É quasi realtà! Nel nostro mondo dove gli italiani leggono meno di un libro all’anno e dove nella top ten delle vendite ci sono le ricette di Cristina Parodi o la biografia di Totti, che spazio abbiamo lasciato alla cultura e alla letteratura che ti fa crescere (anche solo stimolando domande e fantasia)? Nessuna. La distopia che si trasforma in realtà dopodomani, a quanto pare.
Io ho avuto la fortuna di trovare per il mio primo romanzo una casa editrice come Edizioni AlterNative, che è l’esatto opposto della casa editrice del romanzo; una casa editrice che se ne infischia del mercato e delle sue regole ma che vuole solo regalare storie che valgano la pena di essere lette.
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La costola di Adamo
La costola di Adamo è un romanzo di Antonio Manzini pubblicato da Sellerio Editore nel 2014, secondo episodio con protagonista Rocco Schiavone.
Informazioni su ‘La costola di Adamo’
Rocco Schiavone, vicequestore romano di stanza ad Aosta dopo essere stato trasferito, si ritrova tra le mani una donna che si è impiccata. Ma scoprirà ben presto che si tratta di omicidio e che dovrà indagare…Non ho ancora capito se i romanzi della serie di Rocco Schiavone mi piacciono o no. La scrittura di Manzini è molto piacevole e i libri si leggono davvero in fretta, ma il personaggio mi risulta davvero antipatico. L’unica cosa che mi piace è che Manzini descrive il vicequestore come un mezzo delinquente, che fuma spinelli e spesso è intrallazzato in traffici poco leciti, cosa che almeno non compone un’ode alla polizia di Stato come in tante altre serie televisive a cui presto apparterrà anche questa storia, vista l’intenzione di Rai Fiction di cominciare quest’autunno a mandare in onda le avventure del vicequestore Rocco Schiavone.
A differenza però di altri romanzi legati al poliziotto romano, devo dire che per la prima volta si crea un po’ un contradditorio rispetto al maschilismo che di solito permea le storie: gli uomini guardano ancora tutte le donne che appaiono nella narrazione come oggetti sessuali da scopare e basta, ma almeno qualche accenno di femminismo compare qua e là, come nella citazione riportata alla fine della recensione. E questo almeno è un passo avanti. Non che cambi le cose: trovo questi libri di un sessismo infinito, la RAI ci andrà a nozze.
La storia però mi è piaciuta meno rispetto a Pista Nera. Forse un po’ più forzata.
Citazioni da “La costola di Adamo”
“A sentire la storiella la donna nasce dall’uomo, anzi ne è proprio un pezzo. E l’uomo impazzisce per la donna, la ama. In realtà ama se stesso. Ama un pezzo di sé, non un altro da sé. Vive e fa i figli e fa l’amore con se stesso. Un amore concentrato sulla propria persona che niente ha a che fare con l’amore”
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Pista nera
Pista nera è un romanzo di Antonio Manzini pubblicato da Sellerio Editore nel 2013, primo libro con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone.
Informazioni su ‘Pista nera’
Rocco Schiavone è un vicequestore romano della polizia che si trova spedito ad Aosta dopo qualche vicenda che ha indispettito i piani alti della politica romana. Il poliziotto non è minimamente abituato al clima Valdostano: gira con le Clark ai piedi anche quando si trova a dover indagare su un cadavere ritrovato maciullato sotto le frese di un gatto delle nevi su una pista da sci.Il romanzo è molto piacevole e scorrevole, l’attore Antonio Manzini scrive bene e si vede, ho letto il libro in meno di un giorno. Il personaggio di Rocco Schiavone in questo primo episodio è molto misterioso, ma piano piano si scopre qualcosa sul suo passato e sulle vicende che l’hanno condotto ad Aosta. Di positivo c’è che in questa serie non si fanno elegie alla polizia: il vicequestore è un personaggio ambiguo con un’idea della giustizia tutta sua, che spesso sfocia in loschi traffici; di negativo c’è un maschilismo mostruoso: scanner delle donne che entrano nella narrazione come se fossero oggetti sessuali a disposizione dei protagonisti maschi, e una moglie morta che diventa la donna angelo del dolce stil novo.

Orfani bianchi non è un romanzo del vicequestore Rocco Schiavone. Anzi, la protagonista per la prima volta è una donna, e in questo momento storico di rifugiati e immigrati in cerca di una vita migliore, sceglie una donna moldava che fa la badante.
A differenza delle avventure del vicequestore Rocco Schiavone, in questo romanzo Manzini costruisce un mondo distopico parlando dell’editoria italiana.
Rocco Schiavone, vicequestore romano di stanza ad Aosta dopo essere stato trasferito, si ritrova tra le mani una donna che si è impiccata. Ma scoprirà ben presto che si tratta di omicidio e che dovrà indagare…
Rocco Schiavone è un vicequestore romano della polizia che si trova spedito ad Aosta dopo qualche vicenda che ha indispettito i piani alti della politica romana. Il poliziotto non è minimamente abituato al clima Valdostano: gira con le Clark ai piedi anche quando si trova a dover indagare su un cadavere ritrovato maciullato sotto le frese di un gatto delle nevi su una pista da sci.