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  • Recensione di Non lasciare la mia mano di Michel Bussi

    Recensione di Non lasciare la mia mano di Michel Bussi

    Non lasciare la mia mano è un romanzo di Michel Bussi pubblicato da Edizioni E/O nel 2017.

    Informazioni su ‘Non lasciare la mia mano’
    Titolo: Non lasciare la mia mano
    Autore: Michel Bussi
    ISBN: 9788866328506
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Edizioni E/O
    Data di pubblicazione: 2017-05-11
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 368
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    Non lasciare la mia manoNon lasciare la mia mano era stato pubblicato in Francia nel 2013 per poi venire riproposto in Italia nel 2017 dopo il buon successo di vendite di Ninfee Nere e Tempo Assassino.

    Ambientato nell’Isola di Reunion, uno dei pochi possedimenti extra-territoriali rimasto dalla Francia coloniale, questo romanzo ha la grande forza di trasportarci in questo paradiso tropicale, con descrizioni e passaggi che descrivono sia la geografia dell’isola (piante, insetti, spiagge, oceano), che la particolare sociologia: a Reunion vengono mescolate etnie in un complesso equilibrio fatto di odi, collaborazioni, affari ed emarginazione.

    All’interno di questa splendida cornice un turista, Martial Bellion, è accusato dell’omicidio della moglie, di cui però non si trova il corpo… E non si trova nemmeno Martial Bellion, in fuga con la figlia per tutta l’isola.

    Come al solito Michel Bussi costruisce un ottima trama (anche se meno complessa di altri suoi lavori), ottime descrizioni e un ottimo ritmo.

    Manca forse quella genialità a cui ci ha abituato in altri lavori (Ninfee Nere su tutti), quella costruzione della trama che ci permette di arrivare fino alla fine senza aver capito assolutamente nulla degli sviluppi successivi. Qui invece qualcosa si intuisce, c’è questa sensazione di “già lo sapevo”.

    Non lasciare la mia mano resta però un ottimo romanzo: ottime descrizioni, buoni i personaggi e buona trama. Il romanzo si divora in un attimo grazie al ritmo incalzante e alla leggerezza della scrittura di Bussi.

  • Recensione di Tempo assassino di Michel Bussi

    Recensione di Tempo assassino di Michel Bussi

    Tempo assassino il secondo romanzo di Michel Bussi pubblicato in Italia da Edizioni E/O nel 2016.

    Informazioni su ”Tempo assassino
    Titolo: Tempo assassino
    Autore: Michel Bussi
    ISBN: 9788866328162
    Genere: Giallo
    Casa Editrice: Edizioni E/O
    Data di pubblicazione: 2016-10-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 510
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    Tempo assassinoIl romanzo si svolge su due piani temporali diversi, uno nel 1989 e l’altro nel 2016; in entrambi la protagonista è Clotilde, ragazza corsa nipote di una delle famiglie più influenti della penisola della Revellata.

    Nel 1989, durante una vacanza in Corsica, Clotilde precipita con i genitori e il fratello maggiore in macchina da una scogliera, ed è l’unica sopravvissuta. Nel 2016, ventisette anni dopo, la ragazza diventata donna e madre e torna per la prima volta sui luoghi dell’incidente.

    Si ritroverà tra fantasmi e ricordi di una tragedia non ancora superata, che da semplice incidente si trasformerà in assassinio e vendetta. O no?

    Michel Bussi è un ottimo scrittore: le sue descrizioni della Corsica sono bellissime e inquietanti, l’isola della Bellezza diventa una bellezza dark, attraente e inquietante, un campeggio sul Mediterraneo il teatro di una tragedia consumata tra passato e futuro.

    I personaggi hanno due anime, figlie del cambiamento che ogni persona attraversa in trent’anni di crescita e delle maschere che le persone indossano tra pubblico e privato; sono credibili e interessanti e coinvolgono il lettore in una vicenda privata che attende trent’anni prima di trovare un senso. O giustizia.

    L’utilizzo dei due piani temporali, attraverso un espediente banale ma efficace come il diario della protagonista Clotilde, rende la narrazione avvincente e veloce nella lettura.

    Una storia complessa, piena di colpi di scena, fatta di mistero, suspence, follia e tradizioni sullo sfondo di una Corsica selvaggia e bellissima.

    Citazioni da Tempo Assassino

    “La felicità è facile, basta crederci! Le vacanze servono a questo: cielo senza nuvole, mare e sole. Servono a crederci, a riempirsi di illusioni per il resto dell’anno”

    “Gli adolescenti peggiori sono quelli che rifiutano lo scontro”

    “È una mancanza di rispetto nei confronti della bellezza, quella che non bisogna disturbare e nemmeno condividere, quella che bisogna solo apprezzare. Da soli. La bellezza è un segreto, e parlarne significa violentarla”

    “Siamo i guardiani dell’equilibrio che si crea tra l’egoismo di ogni singolo individuo e la follia del mondo”

  • Ninfee nere

    Ninfee nere

    Ninfee nere è un romanzo di Michel Bussi pubblicato da Edizioni E/O nel 2016.

    Informazioni su ”Ninfee nere
    Titolo: Ninfee Nere
    Autore: Michel Bussi
    ISBN: 9788866327462
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Edizioni E/O
    Data di pubblicazione: 2016-05-26
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 394
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    Ninfee nereSono molto selettivo sui thriller, i gialli e i misteri. Ne ho letti tantissimi ed è uno dei generi che preferisco.

    Michel Bussi è esploso l’anno scorso, e tendo a diffidare delle esplosioni. Ho cominciato a leggere Ninfee Nere con distacco, aspettandomi una storia banale, magari con dei personaggi curati e interessanti, ma nulla di più.

    Dopo una cinquantina di pagine ero strabiliato.

    Tre personaggi femminili sono il centro di vicende ambientate a Giverny, in Normandia, il piccolo paese teatro della produzione del poeta impressionista Monet e del suo ciclo più famoso, le ninfee.

    Una è una vecchia stramba, l’altra una maestra bellissima della scuola elementare del paese e l’ultima è una bambina di undici anni che dipinge con un talento da genio.

    Un chirurgo oftalmologo viene ucciso vicino allo stagno delle ninfee di Monet. Le indagini per scoprire il colpevole saranno la trama di una incredibile vicenda.

    Bussi costruisce una storia perfetta. Parlarne e descriverla toglierebbe il piacere di leggerlo…

    Attenzione! Spoiler! Non cliccare se non avete letto il romanzo!
    L’utilizzo di diversi piani temporali è perfetto, e crea un senso di disorientamento che in un thriller e in un giallo sono l’ingrediente principale. Fino a una cinquantina di pagine dalla fine non si ha la minima idea di chi sia il colpevole. Né che i tre personaggi femminili siano in realtà la stessa persona. Sono talmente ben caratterizzati e originali che il fatto che siano tre persone differenti è assolutamente credibile.

    Come è credibile il fatto che in realtà siano la stessa persona. Perché le vicende raccontate da Bussi giustificano ampiamente i radicali cambiamenti di Fanette/Stephanie/la strega.

    Veramente un capolavoro di incastri, di scelte stilistiche, di descrizioni di personaggi, di ambientazione.

    Sembra di essere a Giverny e mentre il mistero si infittisce passeggiamo a fianco dell’ispettore Serenaç, che sembra brancolare nel buio.

    Citazioni da Ninfee nere

    “Si finisce sempre per dimenticare. Si dimentica la mattanza, si dimenticano le barbarie e si ammira la follia”

  • La parte dell’altro

    La parte dell’altro

    La parte dell’altro è un romanzo di Eric-Emmanuel Schmitt pubblicato da Edizioni E/O nel 2005.

    Informazioni su ‘La parte dell’altro’
    Titolo: La parte dell’altro
    Autore: Eric-Emmanuel Schmitt
    ISBN: 9788876416446
    Genere: Ucronico
    Casa Editrice: Edizioni E/O
    Data di pubblicazione: 2005-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 470
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    la parte dell'altroAdoro Adolf Hitler. Mi ci riconosco. Lo invidio. E’ un pò quello che avrei voluto essere. La pittura. Le donne. L’antimilitarismo. Insegnare Arte.

    Odio Adolf Hitler. è la persona più terribile che sia mai esistita. Mai avrei voluto vivere sotto il Reich. L’antisemitismo. L’odio. La violenza. La paura delle donne.

    Eppure sono sempre io.

    Questo libro di Eric-Emmanuel Schmitt (ben più celebre per la sua carriera di drammaturgo che per quella di romanziere) è proprio questo: da una parte la storia più o meno fedele dell’Hitler che conosciamo, che finisce con una pallottola in un bunker sotto Berlino; dall’altra Adolf H., il personaggio ucronico: pittore, soldato per obbligo, donnaiolo per piacere e poi insegnante di arte in una Berlino non nazista.

    L’evento che causa l’ucronia la domanda di Adolf Hitler di ammissione alla Scuola di Arte di Vienna. Il vero Hitler viene respinto. Cosa sarebbe successo se fosse stato ammesso?

    Citazioni da “La parte dell’altro”

    “Nessun rantolo poteva essere paragonato ai loro. Nessun bacio aveva la profondità dei loro. La qualità del loro rapporto li immunizzava dal contagio della sozzura circostante. Niente a che vedere. Vivevano sulla lunghezza d’onda del “niente a che vedere”. Qualsiasi cosa succedesse intorno a loro e somigliasse anche solo vagamente all’amore non aveva “niente a che vedere” con loro.”

    “Poi il dolore smise di fare blocco e si frantumò in mille piccoli pensieri; è il momento che fa più male, quello in cui, dopo lo choc, la sofferenza si assottiglia e si distribuisce.”

    “L’artista trae la sua linfa da tutto, anche dalle sofferenze. E tutto riciclando, può rimanere un uomo perbene o diventare un mostro che soffre e fa soffrire gli altri per la maggior gloria della sua arte”

    “La guerra avrebbe livellato tutto verso il basso. Erano solo carne ormai. Due piedi e due mani, quanto bastava alla nazione. Carne. Carne da cannone. Buona a uccidere o a farsi uccidere. Carne e ossa, nient’altro. Bipedi armati. Niente di più. Niente anima, al massimo quel tanto che basta per farsela sotto dalla paura.”

    “Nessuno dirige questa guerra. Tutti la subiscono. Si spara senza guardare. Amici e nemici riescono a vedere un viso solo una volta che è morto. È una cosa fuori da ogni misura umana. L’uomo ha messo in campo la potenza dell’industria e i migliori prodotti della metallurgia ma, come l’apprendista stregone, non controlla più le forze che ha liberato. Ora, vendicativi, fuoco e acciaio sembrano sgorgare spontaneamente dalle viscere della terra.”

    “In fondo l’uomo si distingueva dall’animale solo per una sua certa fretta di morire.”

    “Un paese diventa nazione quando si mette a detestare tutti gli altri paesi. È l’odio che fonda la nazione”

    “La gente lo idolatrava perché si esprimeva con il cuore, ma non aveva capito che si trattava solo del lato oscuro del cuore.”

    “Un artista non si piega alla realtà, la inventa. È proprio perché l’artista detesta la realtà che, per dispetto, la crea.”

    “I dirigenti hanno bisogno del consenso del popolo nei periodi di pace; in guerra è la guerra che comanda.”

    “La sessualità altruista non è una sessualità filantropica né una sessualità servile, non va confusa con la pura dedizione agli altri. Si tratta di una sessualità che cerca l’incontro con l’altro a livello di corpi, di tatto, di carezze, di baci, di voluttà. C’è qualcosa di più bello, nel campo del rapporto umano, di un essere che gode del godimento dell’altro? Di occhi che cercano il piacere negli occhi dell’altro? L’orgasmo simultaneo. L’amore a occhi aperti. La sessualità non è altro che uno dei modi che abbiamo di esistere con gli altri. O di esistere senza di loro. In tutti i casi rivela la nostra apertura o chiusura agli altri.”

    “Passerò la vita a chiedermi se sono all’altezza delle mie ambizioni. Passerò la vita a sentirmi più fallito che riuscito. Il fallimento è un pensiero costante, intimo, continuo nella vita di un artista.”