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  • Citazioni di Fabrizio De André: “Dio imbrogliò il primo uomo…

    Citazioni di Fabrizio De André: “Dio imbrogliò il primo uomo…

    “Dio imbrogliò il primo uomo, lo costrinse a viaggiare una vita da scemo. Nel giardino incantato lo costrinse a sognare, a ignorare che al mondo c’è il bene e c’è il male”

    Fabrizio De André, Un blasfemo

  • Citazioni di Fabrizio De André: “Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria…”

    Citazioni di Fabrizio De André: “Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria…”

    “Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità”

    Fabrizio De André, Smisurata preghiera

  • Ilona arriva con la pioggia

    Ilona arriva con la pioggia

    Ilona arriva con la pioggia è un romanzo di Alvaro Mutis pubblicato da Einaudi nel 1991, dal quale è stato tratto un film nel 1996 diretto da Sergio Cabrera.

    Informazioni su ‘Ilona arriva con la pioggia’
    Titolo: Ilona arriva con la pioggia
    Autore: Alvaro Mutis
    ISBN: 9788806143336
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 1996-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 150
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    Maqroll il Gabbiere è il protagonista di questo romanzo (il secondo della triologia Tribolazioni di Maqroll il Gabbiere, che comprende anche La neve dell’ammiraglio e Un bel morir), ed è uno dei personaggi più tristi e complessi della letteratura, oltre che tra i più sconosciuti.

    Colombiano, Alvaro Mutis è quasi totalmente ignorato in Italia, anche se la sua figura si diffonde con la pubblicazione dell’album del 1996 Anime Salve di Fabrizio De André, la cui canzone finale “Smisurata Preghiera” è una sorta di riassunto sia della saga di Maqroll che dell’intera opera di Mutis, tanto che lo scrittore colombiano dirà, intervistato per il documentario “Dentro Faber – Gli ultimi” che il riassunto della sua opera contenuto in quella canzone, una delle più belle del cantautore Genovese, non sarebbe riuscita nemmeno a lui che quei testi li ha prodotti.

    Maqroll è un marinaio, imbarcato nelle più rischiose e disperate avventure per sopravvivere, che spesso lo lasciano ancora più emarginato di prima; simbolo dei respinti, degli outsider non per ventura ma per scelta, della “disperanza”, come la chiama Mutis, quel sentimento di assenza totale di speranza in grado di rendere gli uomini totalmente e veramente liberi.

    Dopo l’ennesimo progetto fallito Maqroll si ritrova a Panama, dove sembra sprofondare sempre più in un baratro deprimente, finché compare, in una giornata piovosa, Ilona, una donna che è amante, confidente, compagna di sventure, socia di imprese economiche…

    Citazioni da “Ilona arriva con la pioggia”

    “Nel nostro mondo cattolico-occidentale si è soliti opporre come due poli antitetici la prostituzione e il matrimonio.”

    “Quando ti decidi a pensare riesci a mettere ogni cosa al suo posto. Il male è che poco dopo tutto va a gambe all’aria un’altra volta”

    “Perché la morte, ciò che sopprime non sono gli esseri vicini e che sono la nostra stessa vita. Ciò che la morte si porta via per sempre è il loro ricordo, l’immagine che si va cancellando, diluendo, sino a perdersi, ed è allora che cominciamo anche noi a morire”

  • M4YS | La canzone del Maggio

    M4YS | La canzone del Maggio

    Molti non sanno che “La canzone del Maggio” di Fabrizio De Andrè pubblicata sull’album “Storia di un impiegato” non è stata la prima versione del brano.
    Ne esiste un’altra, censurata, molto più simile all’originale francese sul Maggio del ’68.
    A voi l’ardua sentenza: quale la migliore?

    Testo Censurato:

    Anche se il nostro maggio
    ha fatto a meno del vostro coraggio
    se la paura di guardare
    vi ha fatto guardare in terra
    se avete deciso in fretta
    che non era la vostra guerra
    voi non avete fermato il tempo
    gli avete fatto perdere tempo.

    E se vi siete detti
    non sta succedendo niente,
    le fabbriche riapriranno,
    arresteranno qualche studente
    convinti che fosse un gioco
    a cui avremmo giocato poco
    voi siete stato lo strumento
    per farci perdere un sacco di tempo.

    Se avete lasciato fare
    ai professionisti dei manganelli
    per liberarvi di noi canaglie
    di noi teppisti di noi ribelli
    lasciandoci in buonafede
    sanguinare sui marciapiedi
    anche se ora ve ne fregate,
    voi quella notte voi c’eravate.

    E se nei vostri quartieri
    tutto è rimasto come ieri,
    se sono rimasti a posto
    perfino i sassi nei vostri viali
    se avete preso per buone
    le “verità” dei vostri giornali
    non vi è rimasto nessun argomento
    per farci ancora perdere tempo.

    Lo conosciamo bene
    il vostro finto progresso
    il vostro comandamento
    “Ama il consumo come te stesso”
    e se voi lo avete osservato
    fino ad assolvere chi ci ha sparato
    verremo ancora alle vostre porte
    e grideremo ancora più forte
    voi non potete fermare il tempo
    gli fate solo perdere tempo.

  • Il reietto

    Gli altri ascoltano
    Il saggio parlare,
    attenti, silenziosi, vani.
    Io guardo dalla finestra
    Attento alle sinfonie
    Di alberi e vento.
    Gli altri sono il genere umano,
    io il Reietto,
    emarginato, pazzo, sognante.
    (altro…)

  • Descrizione in viaggio

    Descrizione in viaggio

    Due occhi azzurri si muovono frenetici alla ricerca del paesaggio… Occhi che ondeggiano, alla ricerca di dettagli nel passato. Faccia malinconica, non ancora triste, Disinteresse riguardo a tutto ciò che non è passato. O futuro.

    Il presente sembra importarle poco, la separa da due persone fondamentali, lontane nello spazio ed estremi del suo tempo.

    Gli occhi si fermano su dettagli insignificanti permettendogli di vedere oltre… Forse di abbandonare definitivamente il suo passato, proiettandosi appieno nel suo futuro felice. Forse non regge alla malinconia. Abbandonare questo luogo per l’ennesima volta, abbandonare lui, stavolta forse per sempre.

    Viene distratta da altro, si gira per un attimo verso di me e sorride. Poi ritorna con lo sguardo, gli occhi e la mente ai suoi pensieri. Pensieri che lei crede felici, anche se mistificati con quella strana nebbia di dolore che definisce ciò che è stato una volta e che ora non è più.

    Il treno si ferma, con lui i pensieri vorticosi di lei. Incomprensibile, nel suo bisogno di continua fuga. Le labbra sono compresse e spinte all’infuori, come a trattenere ricordi che la stanno lasciando. Ancora non riesco a capirla, nonostante questo ultimo stretto contatto.

    C’è qualcosa che mi sfugge.

    La sua tristezza mi ricorda la mia, sembra però che non voglia darla a vedere. La manifesta soltanto quando crede che nessuno la guardi. Forse non riesce a capire che felicità e tristezza sono incompatibili, o una o l’altra.

    O forse ha trovato il senso della vita: l’essere umano – contraddizione si realizza solo nel bisogno di tristezza e gioia. Tristezza e gioia. L’amore

    Le passanti
    Fabrizio De Andrè

  • Il musico

    Il musico

    Guardo la polvere che si alza in un vortice come se fosse una piccola tromba d’aria. La gente la chiama siccità, per me la polvere è la cosa che dà la forma al vento. E’ la mia idea di libertà. Mi ricordano le gonne di donne bellissime che volteggiavano e mi eccitavano, quando ancora ero giovane. Mi ricordano vestiti che cadono a terra, e notti passate a fare l’amore su spiaggie lontane e che non ricordo quasi più.

    Non ho mai avuto una casa, soltanto la mia chitarra e un’armonica. Soltanto quella. Non sono un nomade, soltanto uno spirito irrequieto e in disequilibrio. Forse uno spirito libero. Giravo le osterie chiedendo agli osti cosa bevevano di buono, loro che lo vendevano. Il più delle volte non mi rispondevano. Il più delle volte mi versavano da bere, ma solo se avevo i soldi per pagarli. Gli osti non vendono vino in cambio di canzoni. Ma la gente le compra le canzoni. C’è sempre gente che vuole che tu suoni. C’è sempre gente che sa che sai suonare. E se la gente lo sa, ti tocca suonare per tutta la vita. Il lato positivo di tutto questo è che ti piace lasciarti ascoltare. Almeno quello. Toglievo la chitarra dalle spalle, la impugnavo e cominciavo a suonare. Se mi andava bene prendevo qualche moneta e andavo a bere. Se mi andava male dormivo sotto i ponti, in profumati campi di grano, in pensioni decrepite. Se mi andava molto bene facevo l’amore con donne bellissime.
    Non credevo sarebbe finita così…
    Finisce in un campo di ortiche, sdraiato e con un infarto devastante; finisce con la mia chitarra che si spezza nella caduta, con un unico accordo stonato; finisce con questo suono che mi esce dalla gola, un ridere rauco che ha dell’incredibile. Essere liberi significa forse avere anche la libertà di ridere in faccia alla morte. E io rido, perché ho la certezza di avere tanti troppi ricordi, che mi scorrono davanti come in un film…
    Ma nemmeno un rimpianto…

    Il suonatore Jones
    Fabrizio De Andrè

  • L’uccisione [Regina di Picche]

    L’uccisione [Regina di Picche]

    Su quella carta il cuore rosso
    si è capovolto
    e si è tinto del nero
    dell’odio
    diventando una picca
    .

    Ora sei tu a impugnare quell’arma,
    nera
    regina dell’odio
    e a colpire la mia anima sola
    con rabbia
    , senza alcuna pietà.

    E io soccombo sotto i tuoi colpi
    umile suddito-amante
    e il sangue delle mie ferite
    serve a ritrovare il tuo passato di cuori
    .

    Questa ferita aperta non rimarginerà mai,
    mi consumerà fino all’ultima goccia.
    La punta del tuo cuore capovolto
    è tinta solo per metà di rosso.

    La tua sete di morte si è placata,
    ora ti resta un corpo inerte.
    Ti ho dato tutto in vita:
    ora ti cedo anche la morte
    .

    La ballata dell’amore cieco
    Fabrizio De Andrè