Tavor&Vodka è un romanzo di Sebastiano Lazzeri pubblicato da Astro Edizioni nel 2017.
Autore: Sebastiano Lazzeri
ASIN: B0785HTV3K
Genere: Pulp
Casa Editrice: Astro Edizioni
Data di pubblicazione: 2017-12-05
Lingua: Italiano
Formato: eBook
Pagine: 140
Goodreads
Ciminiera è un galoppino della mafia che si muove nel nord Italia, a Fidenza in provincia di Parma. Depresso e psicolabile, prende molte pastiglie per sopravvivere in modo normale e per compiere il suo lavoro di delinquente al soldo di un uomo potente e corrotto chiamato l’Avvocato. Convive con una prostituta che tratta malissimo e che gli scodinzola dietro comunque e nonostante tutto. Nel suo delirio incontra la Morte con la “M” maiuscola, nei panni di una donna bellissima e sensuale, che gli chiede di recuperare un oggetto mistico e dai poteri misteriosi.
Questo romanzo si rifà a modelli che mi piacciono molto: romanzi satirici, romanzi sugli zombie e romanzi pulp e noir, il tutto condito da una scrittura alla Bukowski, schietta, diretta e cruda.
Le premesse erano ottime, il risultato meno.
La scrittura alla Bukowski c’è, ma nel genio americano il delirio e la follia delle trame servono da spunto per analizzare la realtà con occhio critico e dandone una descrizione lucida e tagliente; tutto questo manca nella scrittura di Sebastiano Lazzeri. Inoltre la trama, almeno per buona parte del romanzo, ricorda proprio “Pulp” di Bukowski. Forse troppo.
Del romanzo satirico ha alcuni tratti, ma non sono abbastanza delineati per essere davvero critica sociale.
Del romanzo pulp e noir non riesce a rievocare le atmosfere cupe e crude.
La parte zombie e post apocalittica è troppo breve e improvvisa per essere credibile.
Credo che in questo romanzo il problema più grosso sia proprio la mancanza del patto tra autore e lettore di credere a quello che viene scritto. Manca la sospensione dell’incredulità, e questo determina tutta l’atmosfera in cui si svolge la narrazione.


Solitamente prima dell’inizio di un romanzo c’è una pagina quasi bianca con una dicitura che dichiara “I fatti e i personaggi di questo romanzo sono frutto di fantasia…”, soprattutto se il contesto dove avviene la narrazione è reale, è un periodo storico conosciuto e un luogo che esiste davvero.
Da bambino i miei genitori in una sera d’inverno stavano guardando il film tratto da “Il nome della rosa” con Sean Connery e Christian Slater. Me lo ricordo perché poi per mesi ho sognato il Venerabile Jorge, il vecchio cieco che ce l’aveva con chi rideva. Appena diventato un po’ più grande mi sono letto il libro. Mi era piaciuto molto, anche se avevo trovato molto noiose alcune precisazioni storiche. Adesso che sono un po’ cresciuto ho potuto apprezzare anche quelle.


