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  • Recensione di Io so come hanno ucciso Pasolini

    Recensione di Io so come hanno ucciso Pasolini

    Io so come hanno ucciso Pasolini – Storia di un’amicizia e di un omicidio è un libro di Pino Pelosi pubblicato da Vertigo nel 2011.

    Informazioni su ‘Io so come hanno ucciso Pasolini’
    Titolo: Io so come hanno ucciso Pasolini
    Autore: Pino Pelosi
    ISBN: 9788862060318
    Genere: Biografico
    Casa Editrice: Vertigo
    Data di pubblicazione: 2011-10-03
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 123
    Goodreads
    Anobii

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    Io so come hanno ucciso PasoliniIo so come hanno ucciso Pasolini – Storia di un’amicizia e di un omicidio è il libro attraverso cui Pino Pelosi, accusato e dichiarato colpevole della morte dell’intellettuale italiano ucciso a Ostia nel 1975, racconta quella verità rimasta sepolta per 35 anni: non era stato lui ad uccidere Pasolini, ma si è dichiarato colpevole per proteggere se stesso e i suoi cari, minacciati di morte.

    Il racconto è scritto in modo molto rapido e mancano molti particolari: racconta di come Pelosi e Pasolini si sono conosciuti, delle vicende che hanno accompagnato i due sulla spiaggia di Ostia dove Pasolini trova la morte.

    Di fatto c’è pochissimo di nuovo. Di fatto non c’è un nome, non ci sono persone verso cui indirizzare eventuali nuove indagini. Di fatto Pino Pelosi sa, ma non vuole dircelo.

    Ci aveva già avvisato nel prologo a onore del vero. Che lui avrebbe parlato, ma molte cose non le avrebbe dette, perché la paura e le minacce ci sono ancora, e Pino Pelosi vuole indirizzarci verso la verità senza dire nulla.

    I riferimenti si capiscono, per carità. Ma soltanto a patto di conoscere il contesto storico e le altre cause probabili che stanno dietro alla morte dell’intellettuale Bolognese.

    Un libro che non dà nulla in più se non conferme. A cosa poi, forse non ci è dato sapere.

  • L’anello della Repubblica

    L’anello della Repubblica

    Il libro perfetto del complottista, ma con una particolarità: è supportato da fonti e perfettamente credibile. L’anello della Repubblica è esistito davvero? O, ancora più inquietante… Esiste ancora?

    Informazioni su ‘L’anello della Repubblica’
    Titolo: L’anello della Repubblica
    Autore: Stefania Limiti
    ISBN: 9788861900684
    Genere: Saggistica
    Casa Editrice: Chiarelettere
    Data di pubblicazione: 2009-03-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 352
    Goodreads
    Anobii

    l'anello della repubblicaImmaginate l’Italia dell’immediato secondo dopoguerra. Immaginate gli Stati Uniti impegnati ad accaparrarsi il nostro governo in modo da poterci usare come baluardo contro i Comunisti Sovietici e contro il mondo arabo in lotta con lo stato di Israele che sarebbe nato di li a poco. Immaginate che l’embrione di quella che sarebbe diventata la CIA venga in Italia a reclutare generali e gerarchi della polizia fascista appena uscita distrutta dalla guerra civile per fondare un servizio segreto completamente slegato dal Parlamento e da qualsiasi forma di controllo istuituzionale. Immaginate che, sebbene nessuno ne conosca la portata, gli scopi, i mezzi, questo servizio segreto (chiamato “Il noto servizio” o “Anello della Repubblica”) lotti a spada tratta contro la diffusione del Comunismo in Italia e soprattutto contro la sua presa di potere democratica.
    Immaginate che i responsabili della strage di Portella della Ginestra, della strategia della tensione (Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus, Stazione di Bologna), del rapimento Moro e della seconda gestione delle Brigate Rosse (quella di Mario Moretti, dopo l’arresto di Franceschini e Curcio), siano in realtà burattini in mano a questo fantomatico servizio segreto.

    Fantascienza?

    Immaginate che sia tutto vero. E pensate a Pasolini.

    Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero

    Io so – Pier Paolo Pasolini

  • Io so Pier Paolo Pasolini

    Io so Pier Paolo Pasolini

    io so pier paolo pasoliniNella notte tra l’1 e il 2 Novembre 1975 l’intellettuale Pier Paolo Pasolini viene massacrato di botte sulla spiaggia di Ostia.
    Viene accusato dell’omicidio un ragazzo di 17 anni, Pino Pelosi, che si dichiara colpevole. Ma molte rimangono le incongruenze, gli insabbiamenti e i dubbi.
    Adesso ditemi… Pasolini stava scrivendo un libro, “Petrolio”, sulle vicende che coinvolgevano Enrico Mattei, Eugenio Cefis e l’ENI. E scriveva articoli sul Corriere della Sera come questa “Io so”. Vittima dell’ignoranza per la sua omosessualità o ennesima, rabbiosa, vittima di Stato?

    “Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della Cia (e in second’ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il ’68, e in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del “referendum”. Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l’altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l’organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero”
    -Io so Pier Paolo Pasolini

  • “Quel fascismo non si ripeterà mai più”

    “Quel fascismo non si ripeterà mai più”

    Quel fascismo non si ripeterà mai più
    E’ così che Pasolini chiude il suo articolo “Fascista” sulla dittatura di Mussolini in Italia.
    Fa male pensare che certe persone se ne sono andate e non possono assistere a questa fantastica Repubblica Italiana nelle mani di Berlusconi… Mi sarebbe sempre piaciuto sentire i commenti di alcuni grandi letterati e artisti… Ma mi bastano forse quelli di Montanelli, un uomo fortemente di destra, che diceva che Berlusconi era un’esperienza necessaria per questo paese, per non ripetere gli stessi errori due volte. Che brutto scoprire che aveva torto.
    Tornando all’articolo di Pasolini… Definiva i fascisti “personaggi assolutamente archeologici […] che non troverebbero assolutamente spazio e credibilità nel mondo moderno“. Aveva ragione? In un certo senso si e in un altro no. I personaggi che rievocano un regime dittatoriale ci sono ancora, e purtroppo hanno anche trovato credibilità. Il portatore nano di democrazia è solo la punta dell’iceberg.
    Pasolini poi amplia l’argomento, parlando dei mass-media. Altro che Nostradamus. Pasolini (ma anche Orwell) sono profeti senza paragoni. Il fascismo si è incarnato nella televisione (e chi le possiede?) causando un appiattimeno (quello che l’autore di “Scritti corsari” chiama “Omologazione“) e un annullamento dell’individualità, diventando una dittatura. Cos’è una dittatura? Un regime dispotico, spesso esercitato con l’utilizzo della forza e delle armi. Non sembrerebbe il nostro caso. Noi abbiamo libertà di scelta, possiamo accendere e spegnere, cambiare canale… Sarebbe una questione di utilizzo, quindi, di utilizzo e coinvolgimento. Quindi non è una dittatura. Se il problema fosse solo Mediaset non ci sarebbero problemi. La dittatura invece è ovunque: giornali, radio, televisione, informazione in generale… Questa è dittatura. Ci è tolta ogni possibilità di scelta. Non abbiamo scelta e nonostante questo continuiamo a sentirci liberi. Una libertà fittizia, costruita ad arte solo per illuderci.
    Mi sono chiesto spesso come fosse possibile che il fascismo si fosse instaurato in Italia, e come Mussolini avesse potuto fare quello che ha fatto. Ora lo so. So che non c’è possibilità di scelta. C’è solo la possibilità di combattere, violentemente o meno, contro questo regime dei mass-media. Credevo di non vedere più il fascismo in Italia. Mi sbagliavo, come Pasolini. Ha ragione Mario Monicelli, intervistato da “raiperunanotte“: gli italiani sono sempre gli stessi, quando qualcuno gli dice “Risolvo io, lasciami lavorare, faccio tutto io“, sono sempre ben disposti a lasciarsi comandare a bacchetta. Poi se il personaggio in questione fallisce si può sempre impiccarlo a testa in giù. Il fascismo cambia forma, si evolve con i tempi, ma rimane stabile dove è sempre stato, nei corridoi del potere, in attesa della condizione propizia. E non illudiamoci che finisca alle prossime elezioni. I sostenitori del Dorian Gray italiano ci sono ancora (i veri prodotti dell’omologazione culturale di Pasolini)… E anche se non venisse eletto, il regime non sarebbe sconfitto. Perchè il regime è l’informazione di parte. Che sarebbe ancora e comunque nelle sue mani. Il fascismo si ripeterà ancora. I partigiani del ‘45 sono vecchi e non combattono più. Stiamo arruolando nuovi elementi per la Resistenza. Accorrete numerosi…

    Il partigiano John
    Africa Unite