Tag: satira

  • La fattoria degli animali

    La fattoria degli animali

    La fattoria degli animali è un romanzo di George Orwell scritto nel 1945 e pubblicato in Italia nel 1947 da Arnoldo Mondadori Editore.

    Informazioni su ‘La fattoria degli animali’
    Titolo: La fattoria degli animali
    Autore: George Orwell
    ISBN: 9788804492528
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Oscar Mondadori
    Data di pubblicazione: 2011-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 125
    Goodreads
    Anobii

    la fattoria degli animaliUna fattoria inglese all’improvviso, si trova ad essere governata dagli animali dopo che il padrone è stato scacciato dopo l’ennesimo sopruso. Alla testa della Rivoluzione ci sono i maiali, gli animali più intelligenti, ma tutti sembrano poter vivere in pace e nell’uguaglianza. Ma non sarà così a lungo.

    Nata come una parodia del comunismo stalinista, dal quale Orwell era stato profondamente deluso (era un comunista convinto dell’Inghilterra della prima metà del ventesimo secolo), il romanzo è un capolavoro di come l’utopia marxista decade nel totalitarismo sovietico di stampo staliniano. Gli animali dopo la Rivoluzione sono felici e tutti uguali, ma alla fine si troveranno schiavi di un sistema che continua a promuovere il potere e gli agi di una classe dirigente, fino alla magnifica perfetta, frase finale.

    Gli animali all’interno del romanzo, almeno i principali, sono perfettamente riconoscibili:

    • Vecchio Maggiore, il maiale che arringa l’assemblea degli animali alla rivoluzione, è Karl Marx e Lenin;
    • Napoleon, il maiale che scaccia il rivale Palla di Neve e che comincia il processo di schiavizzazione degli animali, è Stalin;
    • Palla di Neve, il maiale eroico e visionario che vuole una società migliore per tutti gli animali è Trotsky, scacciato dalla fattoria da Napoleon;
    • Clarinetto, il portavoce di Napoleon non è altro che il giornale di partito Pravda;
    • Gondrano, il cavallo instacabile lavoratore, è Stachanov;
    • Benjamin, l’asino cinico, rappresenta lo stesso Orwell, o forse gli intellettuali russi che nonostante fossero ostili allo Stalinismo non si sono mai ribellati;
    • Mollie, la cavalla vanitosa che fugge dalla fattoria per rifugiarsi a Willingdon, è l’aristocrazia russa che si rifugia a Parigi;
    • Mosè, il corvo che parla agli animali del paradiso del Monte Zuccherocandido che li aspetta dopo la morte, è la Chiesa Ortodossa Russa;
    • I cani, che rappresentano lo squadrismo e la polizia segreta;
    • Le pecore, le masse facilmente manipolabili che hanno smesso di pensare (o non hanno mai cominciato) e che si accontentano della semplicità degli slogan di partito per essere felici;

    Citazioni da “La fattoria degli animali”

    “La nostra vita è misera, faticosa e breve. Si nasce e ci vien dato quel cibo appena sufficiente per tenerci in piedi, e quelli di noi che ne sono capaci sono forzati a lavorare fino all’estremo delle loro forze; e, nello stesso istante in cui ciò che si può trarre da noi ha un termine, siamo scannati con orrenda crudeltà. Non vi è animale in Inghilterra che, dopo il primo anno di vita, sappia che cosa siano la felicità e il riposo. Non vi è animale in Inghilterra che sia libero. La vita di un animale è miseria e schiavitù: questa è la cruda verità.”

    “Nel combattere l’uomo non dobbiamo venirgli ad assomigliare. Anche quando l’avrete distrutto, non adottate i suoi vizi.”

    “Tutti gli animali sono uguali. Ma alcuni sono più uguali di altri.”

    “Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere tra i due.”

  • La guerra civile fredda

    La guerra civile fredda

    La guerra civile fredda è un saggio di Daniele Luttazzi pubblicato nel 2009 da Feltrinelli.

    Informazioni su ‘La guerra civile fredda’
    Titolo: La guerra civile fredda
    Autore: Daniele Luttazzi
    ISBN: 9788807702136
    Genere: Comico
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2009-11-04
    Formato: Paperback
    Pagine: 256
    Goodreads
    Anobii

    la guerra civile freddaIl libro comincia con delle trascrizioni tratte dallo spettacolo teatrale Decameron (e della trasmissione andata in onda su La7 nello stesso anno), continua con post tratti dal blog dell’autore e con alcuni racconti inediti.

    A me Daniele Luttazzi, nonostante le accuse di plagio che l’hanno fatto scomparire dalla scena comica e satirica italiana fa morire dal ridere. Il suo paragonare il sesso anale all’ascesa e al potere di Silvio Berlusconi (proposto anche come monologo a Raiperunanotte di Santoro) per me è uno degli sketch più irriverenti e geniali della satira italiana.

    Il saggio parla in maniera satirica (almeno nella prima parte) della situazione politica del 2009, con il governo Berlusconi e i suoi ministri: divertentissima la carrellata di questi ultimi, con un finale che comincia e si ripete che dice “Come faccio a sopportare…?”.

    La seconda parte invece è molto meno comica e molto più interessante. Si smette di ridere, si comincia a pensare. Perfettamente satirico, come il primo Grillo (prima dei Meetup e del Movimento 5 Stelle): grasse risate per un’ora, poi una presa di coscienza che ti porta sull’orlo delle lacrime o su quello della ribellione.

    Citazioni da “La guerra civile fredda”

    “Berlusconi è un personaggio comico che, quando scivola sulle bucce di banana, si porta dietro il Paese.”

    “Il potere è sovraumano in quanto disumano. Ti illude che, unendoti a lui, diventerai predatore.”

    “La televisione è tutta intelligente. Ma c’è un’intelligenza al servizio della libertà artistica, e una (preponderante) al servizio del potere. Negli USA, i media controllano il potere, da noi è il contrario. Ecco perché non c’è più spazio per chi è libero. Essere liberi significa non essere ricattabili. In Italia, che è una rete di clan, essere liberi è un difetto per il sistema e così il senso della dignità personale è in vendita al miglior offerente. In questo momento c’è la fila per vendersi. Fine del pudore. Dove non c’è più pudore, c’è solo potere.”

  • Signore e signori buonanotte

    Signore e signori buonanotte

    Signore e signori buonanotte è un film satirico del 1976 diretto e sceneggiato dalla Cooperativa 15 Maggio, un insieme di registi e sceneggiatori tra i più celebri dell’epoca: Age, Leo Benvenuti, Luigi Comencini, Piero De Bernardi, Nanni Loy, Ruggero Maccari, Luigi Magni, Mario Monicelli, Ugo Pirro, Furio Scarpelli e Ettore Scola.

    E’ ovviamente un film a episodi, collegati dalla trama: una giornata qualsiasi di una fittizia televisione di Stato, i cui programmi (gli episodi) sono collegati dal TG3, telegiornale condotto da Paolo T.Fiume (Marcello Mastroianni).

    Una lingua per tutti / La lezione di inglese

    L’idea di una sorta di televisione didattica, con qualche grossa particolarità: l’insegnate mostra le parti del corpo nominandole con il loro nome in inglese, comprese seno e sedere. La stessa “insegnante” poi si sposta in una sorta di situazione con un alunno… Che si trasforma in un attentato della CIA davanti ad un’ambasciata…

    La bomba

    Diretto da Mario Monicelli, è un telefilm. Un commissariato di polizia viene fatto evacuare (dopo numerosi minuti dalla scoperta della bomba) con il forte sospetto di un attentato dinamitardo; quando l’artificiere scopre che la bomba non è altro che una sveglia dimenticata da un’anziana in una borsetta, la polizia non si lascia sfuggire l’occasione: per fomentare l’opinione pubblica a lottare contro gli estremismi (chiaro riferimento alle Brigate Rosse) una bomba autentica viene messa nella stazione…

    Trittico napoletano

    Sinite parvuolos: una sorta di film inchiesta ambientato a Napoli: dopo un’omelia del vescovo che premia le famiglie numerose condannando l’aborto ed esaltando la sacralità della vita, un bambino, costretto a lavorare per mantenere gli otto fratelli e la madre inferma, attraversa Napoli tra i suoi mille problemi e torna a casa per trovare ancora da fare a badare alla casa finendo per suicidarsi

    Mangiamo i bambini: dopo il documentario viene interpellato il famoso sociologo Schmidt, che per risolvere il problema della sovrappopolazione propone di rendere reale la feroce satira di Jonathan Swift (Una modesta proposta) facendo mangiare ai ricchi i bambini poveri.

    Paolo T. Fiume conduce un talk show con gli ultimi amministratori della città partenopea, curiosamente tutti con lo stesso cognome (Lo Bove). Di fronte alle accuse mosse dai telespettatori i quattro si insultano a vicenda e difendono il loro operato in toni sempre più accesi, finendo a mangiarsi la ricostruzione della città di Napoli che stava sul tavolo che li divideva.

    Il generale in ritirata

    Durante una parata militare non si trova più un generale che deve guidare la sfilata: il generale (Ugo Tognazzi) è seduto sulla tazza di un water ad espletare impegnativi bisogni fisici: il malfunzionamento dello sciacquone provoca una serie di disavventure che culmineranno con il suicidio del militare con la sua pistola d’ordinanza, seduto sul cesso e sporco di merda.

    L’ispettore Tuttumpezzo

    Dovrebbe essere la televisione per ragazzi, ma l’Ispettore Tuttumpezzo non mi piego e non mi spezzo (Vittorio Gassman), in missione per arrestare un commendatore accusato di corruzione, si piega pian piano al potere non solo fino al fallimento del suo mandato, ma anche all’umiliazione di vedere sostuita la sua duivisa con quella del cameriere.

    Il personaggio del giorno – Poco per vivere, troppo per morire

    Un reportage giornalistico sulla vita di tutti i giorni di un pensionato, Menelao Guardabassi (un Ugo Tognazzi da oscar), che spiega la sua sopravvivenza quotidiana vivendo con £ 32.000 al mese. Sempre in bilico tra il divertente e la tristezza più profonda (emblematica la scala espressiva di Tognazzi al sentire la parola “filetto”, dalla gioia alla disperazione in 15 secondi attraversando tutti gli stadi intermedi), con la rabbia sempre sul fondo che però, come spesso succede alla maggior parte degli Italiani,  non riesce mai ad affiorare del tutto. (“Io non mi lamento… Però qualche volta mi incazzo”)

    Il Disgraziometro

    E’ un quiz a premi che fa il verso al Rischiatutto di Mike Bongiorno, in cui il presentatore (Paolo Villaggio) invita il pubblico al grido di “Malinconia!” e in cui a vincere è chi riesce a provare di aver avuto le peggiori disgrazie. Sembra quasi un anticipo della televisione di oggi, in cui solo il dolore e la tristezza (sempre degli altri…) riescono a fare audience.

    Il Santo Soglio

    Sceneggiato che si rifà storicamente alla vicenda di Papa Sisto V, in cui uno dei cardinali per 10 anni di finge moribondo per essere eletto come Papa di transizione nel duro conflitto tra altri due candidati, il Piazza-Colonna e il Canareggio. Una storia interessante, con un buon Nino Manfredi e una storia conturbante tra Chiesa e Potere.

    La cerimonia delle cariatidi / Il salone delle cariatidi.

    All’inaugurazione dell’”Anno Pregiudiziario” i massimi rappresentanti dello Stato e della Chiesa (tra cui il presidente Giovanni Leone e il papa Paolo VI) si scatenano nella tarantella, sulle note di Funiculì funiculà.

    Se poi ci aggiungete che nella colonna sonora del film viene ripresa anche la parte strumentale de “Lo stambecco ferito” di Antonello Venditti e Lucio Dalla…

    Un film altalenante che, nonostante sia stato bistrattato più volte dalla critica (un Gassman e un Mastroianni sottotono) è secondo me uno dei film più significativi sulla politica italiana… Di oggi. Perchè se allora poteva essere troppo gonfiato, troppo forzato… Adesso, quasi quarant’anni dopo, è semplicemente perfetto. Tipo che se il presidente fosse ancora lui ci sarebbero state un sacco di persone cacciate con l’editto di Sofia.

    L’Italia ha bisogno di film come questo. Soprattutto adesso, così pericolosamente sull’orlo del baratro. Ma chi rimane? Non lamentiamoci. Qualche volta… Almeno qualche volta… Incazziamoci. O siamo già oltre il baratro. Signore e signori, buonanotte.

     

  • Bollito misto con mostarda

    Bollito misto con mostarda

    Bollito misto con mostarda è un libro di Daniele Luttazzi pubblicato da Feltrinelli nel 2005.

    Informazioni su ‘Bollito misto con mostarda’
    Titolo: Bollito misto con mostarda
    Autore: Daniele Luttazzi
    ISBN: 9788807840548
    Genere: Satira
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2005-05-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 376
    Goodreads
    Anobii

    Bollito misto con mostarda | Daniele LuttazziDaniele Luttazzi è stato declassato dopo che qualche suo fan deluso ha fatto girare su youtube una serie di video in cui risulta evidente che Daniele copiava le battute da famosi comici americani semplicemente traducendole. Un fatto inequivocabile, che lo ha denigrato agli occhi di molti (me compreso), soprattutto a causa della sua insistenza nel rivendicare il ruolo del comico come autore di battute inedite.

    Però questo libro mi incuriosiva, avendo visto lo spettacolo teatrale che era il terzo atto della satira su Berlusconi (il primo era Satyricon, il secondo Adenoidi) e precisamente la fase della “decadenza dell’impero” (che tra l’altro pare non essere ancora arrivata al suo nadir…).

    Questo libro non è la semplice trascrizione del romanzo, arricchito delle sue battute d’attualità (quando viene eletto Ratzinger papa aggiunge una decina di minuti con battute come: “Ratzinger ha invitato i giovani a praticare la castità. Se funziona con loro poi proverà coi preti”), ma una vera e propria nuova produzione divisa in tre parti: nella prima Daniele si immagina di condurre un tour in Iraq per sollevare il morale delle truppe insieme a Raul Bova, Manuela Arcuri, Alena Seredova e Giannini, alla maniera di Bob Hope; la seconda è il monologo arricchito da temi d’attualità e un’espansione dello stesso, mentre nella terza parte si immagina i dialoghi di alcuni VIP come George Clooney, Courtney Love, Donatella Versace invitati al matrimonio di Madonna.

    Nonostante la prima e la terza parte siano leggere e non molto divertenti, trovo che la parte centrale sia notevole, una critica politica, morale e sociale lucida e divertente, sugli standard ai quali Luttazzi ci aveva abituati.

    Citazioni da “Bollito misto con mostarda”

    “Non esiste il latte di soia. Lo so. Perché la soia non ha tette. E’ succo di soia. Ma nessuno berrebbe succo di soia. Psicologia del marketing”.

    “Il nuovo papa ha detto: – La risposta alla modernità è Cristo. Io ho quarantaquattro anni, nella mia vita ho imparato una cosa: se la risposta è Cristo, la domanda è sbagliata”

    “E’ sempre una cosa facile trascinare la gente. Tutto quello che devi fare è dir loro che sono vittime di un attacco, e accusare i pacifisti di non essere patriottici e di esporre il Paese al pericolo. Funziona sempre”

    “La gente adesso gioca a Monopoli con euro veri perché i soldi del Monopoli in Italia valgono di più”