La guerra civile fredda

La guerra civile fredda è un saggio di Daniele Luttazzi pubblicato nel 2009 da Feltrinelli.
[su_box title=”Informazioni su ‘La guerra civile fredda'” radius=”10″]Titolo: La guerra civile fredda
Autore: Daniele Luttazzi
ISBN: 9788807702136
Genere: Comico
Casa Editrice: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 2009-11-04
Formato: Paperback
Pagine: 256
Goodreads
Anobii
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Il libro comincia con delle trascrizioni tratte dallo spettacolo teatrale Decameron (e della trasmissione andata in onda su La7 nello stesso anno), continua con post tratti dal blog dell’autore e con alcuni racconti inediti.
A me Daniele Luttazzi, nonostante le accuse di plagio che l’hanno fatto scomparire dalla scena comica e satirica italiana fa morire dal ridere. Il suo paragonare il sesso anale all’ascesa e al potere di Silvio Berlusconi (proposto anche come monologo a Raiperunanotte di Santoro) per me è uno degli sketch più irriverenti e geniali della satira italiana.
Il saggio parla in maniera satirica (almeno nella prima parte) della situazione politica del 2009, con il governo Berlusconi e i suoi ministri: divertentissima la carrellata di questi ultimi, con un finale che comincia e si ripete che dice “Come faccio a sopportare…?”.
La seconda parte invece è molto meno comica e molto più interessante. Si smette di ridere, si comincia a pensare. Perfettamente satirico, come il primo Grillo (prima dei Meetup e del Movimento 5 Stelle): grasse risate per un’ora, poi una presa di coscienza che ti porta sull’orlo delle lacrime o su quello della ribellione.
Citazioni da “La guerra civile fredda”
“Berlusconi è un personaggio comico che, quando scivola sulle bucce di banana, si porta dietro il Paese.”
“Il potere è sovraumano in quanto disumano. Ti illude che, unendoti a lui, diventerai predatore.”
“La televisione è tutta intelligente. Ma c’è un’intelligenza al servizio della libertà artistica, e una (preponderante) al servizio del potere. Negli USA, i media controllano il potere, da noi è il contrario. Ecco perché non c’è più spazio per chi è libero. Essere liberi significa non essere ricattabili. In Italia, che è una rete di clan, essere liberi è un difetto per il sistema e così il senso della dignità personale è in vendita al miglior offerente. In questo momento c’è la fila per vendersi. Fine del pudore. Dove non c’è più pudore, c’è solo potere.”
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