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  • Recensione di Un atomo di Verità di Marco Damilano

    Recensione di Un atomo di Verità di Marco Damilano

    Un atomo di verità: Aldo Moro e la fine della politica in Italia è un saggio di Marco Damilano pubblicato da Feltrinelli nel 2018.

    Informazioni su ‘Un atomo di verità’
    Titolo: Un atomo di verità: Aldo Moro e la fine della politica in Italia
    Autore: Marco Damilano
    ISBN: 9788807070471
    Genere: Saggio
    Casa Editrice: Feltrinelli Fuochi
    Data di pubblicazione: 2018-03-08
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 272
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    Un atomo di veritàMarco Damilano è una persona che stimo molto. In quest’epoca di giornalismo servile e spesso menzognero lo trovo in possesso di un’onesta intellettuale molto rara. Inoltre scrive bene, e anche questo per il giornalismo odierno è più unico che raro.

    Quindi quando è uscito questo libro, proprio nel periodo in cui sto scrivendo un romanzo su Moro e le Brigate Rosse, ero molto curioso di sapere cosa ne pensasse lo “spiegonista” di Propaganda Live (nonché direttore de L’Espresso) del sequestro di Moro e dei poteri che si nascondevano dietro le Brigate Rosse.

    Purtroppo di questo non ho trovato nulla. Nessuno spunto di riflessione, nessuna rivelazione su uno dei momenti più bui e determinanti della politica italiana.

    Il libro parte da una breve biografia di Aldo Moro e continua fino al momento del sequestro; e le conclusioni sono un’analisi abbastanza approfondita ma anche abbastanza banale di come la situazione politica italiana cambi definitivamente dalla mattina dell’8 Maggio 1978 (“L’alba dei funerali di uno Stato”, come dicevano i Modena City Ramblers), quando il corpo senza vita di Aldo Moro viene ritrovato in Via Caetani.

    È comunque scritto in modo scorrevole e abbastanza completo per quanto riguarda riferimenti e fonti, e forse è un buon punto di partenza se siete interessati a conoscere meglio la vicenda di Moro, il suo sequestro e la sua uccisione… Ma se già ne sapete abbastanza forse è una lettura che non vi darà nulla di nuovo.

  • Recensione di Rosso nella notte bianca di Stefano Valenti

    Recensione di Rosso nella notte bianca di Stefano Valenti

    Rosso nella notte bianca è un romanzo di Stefano Valenti pubblicato da Feltrinelli nel Marzo 2016.

    Informazioni su ‘Rosso nella notte bianca’
    Titolo: Rosso nella notte bianca
    Autore: Stefano Valenti
    ISBN: 9788807031793
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2016-03-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 160
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    Rosso nella notte biancaNel 1994 Ulisse, che manca dalla Valtellina da quarantotto anni, aspetta Mario Ferrari fuori da un osteria, per poi ucciderlo a picconate. Sembra il gesto di un pazzo, anche perché è Ulisse a parlarci in prima persona, dicendoci che sente delle voci nella testa, che a volte sono Dio e a volte donne e bambine che gli dicono di fare delle cose. Il gesto sembra inspiegabile, ma Ulisse prova lo stesso a raccontarcelo: l’omicidio affonda le radici cinquant’anni in profondità, durante la guerra, quando il nostro protagonista viveva in quella zona insieme alla madre e alle sorelle.

    Il punto di vista del romanzo è quello di Ulisse, narrato in terza persona; il testo è pieno di “Ulisse dice”, “dice Ulisse”, come se l’autore volesse prendere le distanze dal protagonista, come se volesse presentarcelo come un matto, una persona fuori da ogni logica su cui non si possa fare davvero affidamento.

    Ma mentre la narrazione procede capiamo che Ulisse ha qualche problema di depressione e a volte sente le voci (dovute anche ad una fervente educazione cattolica), ma i suoi gesti sono tutt’altro che sconsiderati.

    Un romanzo che appartiene al filone di cui fanno parte anche “La luna e i falò” e “Il sentieri dei nidi di ragno“, in cui ci viene presentata la resistenza italiana contro il nazifascismo, i sentimenti e l’attivismo che scorrevano nel dopoguerra per le lotte in fabbrica e la speranza dei lavoratori, dei contadini e di tutti gli emarginati, di rivoluzionare il mondo borghese per cambiare veramente le cose.

    Rosso nella notte bianca è un romanzo di rabbia e di vendetta. Di rabbia per il fallimento di una lotta che dopo cinquant’anni non ha ancora portato a nulla, e la vendetta per un mondo fascista che ha cambiato bandiera all’ultimo secondo per rimanere al potere e continuare a soggiogare il popolo degli emarginati.

    Citazioni da “Rosso nella notte bianca”

    “La miseria nostra, di altri come noi, è procurata dalla ricchezza di altri, diversi da noi. La miseria è procurata dal desiderio di ricchezza di altri, e così dobbiamo cambiarla questa cosa di classe, dei poveri e dei ricchi, dei proletari e dei borghesi. La mia vita è cominciata qui, nei monti, dice Ulisse, che prima non era vivere”

    “E in radura dai rami di querce disadorne pendono uomini come addobbi natalizi”

    “E di me, di quelli come me, di contadini, di operai, dei miserabili, dice Ulisse, nessuno ha memoria; di me, di quelli come me, l’Italia intera non ha memoria, ha abbandonato tutti noi l’Italia, come dimentichi di un parente morto che ha trasmesso un’eredità e continui a divertirti, l’Italia ha detto grazie a arrivederci; di me, di noi, non ha memoria nessuno, che era meglio dimenticarci, ricostruire l’Italia tale e quale a prima, proprio identica a prima, coi medesimi al comando e i medesimi comandati, come niente fosse, i medesimi senza eccezione, come tutte le volte nel tempo andato”

     

  • Sostiene Pereira

    Sostiene Pereira

    Sostiene Pereira è un romanzo di Antonio Tabucchi pubblicato da Feltrinelli nel 1996.

    Informazioni su ‘Sostiene Pereira’
    Titolo: Sostiene Pereira
    Autore: Antonio Tabucchi
    ISBN: 9788807813818
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 1996-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 216
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    1938, Lisbona, piena dittatura salazarista; Pereira è un giornalista portoghese. E’ sovrappeso, vedovo, abitudinario, cardiopatico, cattolico, ed ha una vita monotona e tranquilla. Dopo decine di anni di esperienza come giornalista di cronaca, gli viene affidata la gestione in autonomia della pagina culturale di un nuovo piccolo giornale della sera, il Lisboa. Mentre è nella redazione distaccata, una stanzetta afosa lontana dal giornale vero e proprio, legge un articolo sulla morte. Gli viene in mente che potrebbe aprire una rubrica di necrologi di grandi scrittori e decide di contattare uno degli autori citati nell’articolo, che si è appena laureato con una tesi proprio sulla morte. Conosce così Francesco Monteiro Rossi, neolaureato e a quanto pare antifascista. Scoprirà ben presto che gli articoli del ragazzo saranno impubblicabili, e anche che la sua indifferenza verso la politica sarà scossa e lo porterà a riconsiderare la sua posizione di neutralità.

    Il romanzo è uno dei capisaldi della nostra letteratura moderna, e devo dire a ragione. L’avevo letto alle superiori e non lo ricordavo molto bene; la ripetizione di “sostiene” o “sostiene Pereira” all’interno del testo ci dice che il punto di vista è quello del protagonista, in una sorta di racconto orale poi scritto dall’autore; questa caratteristica non appesantisce la lettura ma la rende ciclica e piacevole, a tratti divertente.
    I personaggi sono interessanti e credibili, li sentiamo vicini al nostro tempo, soprattutto il protagonista: Pereira è un perfetto essere umano dei nostri tempi indifferenti; una brava persona, senza colpe, ma che non riesce ad interessarsi a nulla se non ad una accademica cultura fine a se stessa; che è abitudinario e spesso triste, che sta sprecando la sua vita, vivendo ogni giorno come se fosse la ripetizione dello stesso infinito giorno.

    Citazioni da “Sostiene Pereira”

    “La filosofia sembra che si occupi solo della verità, ma forse dice solo fantasie, e la letteratura sembra che si occupi solo di fantasie, ma forse dice la verità”.

    “L’opinione pubblica è un trucco che hanno inventato gli anglosassioni, gli inglesi e gli americani, sono loro che ci stanno smerdando, scusa la parola, con questa idea dell’opinione pubblica, noi non abbiamo mai avuto il loro sistema politico, non abbiamo le loro tradizioni, non sappiamo cosa sono le trade unions, noi siamo gente del sud, Pereira, e ubbidiamo a chi grida di più, a chi comanda”.

  • I terribili segreti di Maxwell Sim

    I terribili segreti di Maxwell Sim

    I terribili segreti di Maxwell Sim è un romanzo di Jonathan Coe pubblicato da Feltrinelli nel 2010.

    Informazioni su ‘I terribili segreti di Maxwell Sim’
    Titolo: I terribili segreti di Maxwell Sim
    Autore: Jonathan Coe
    ISBN: 9788807018107
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2010-06-22
    Formato: Paperback
    Pagine: 304
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    I terribili segreti di Maxwell SimMaxwell Sim si sente un fallito ed è depresso. Ha un lavoro che non lo soddisfa e che odia, ma dovrà preoccuparsene ancora per poco; sono mesi che non ci va per la diagnosi di depressione e a breve lo convocheranno per licenziarlo. In più ha divorziato dalla moglie, ha un pessimo rapporto con il padre che si è trasferito in Australia e praticamente non ha amici. Cerca di riprendersi, ma ogni tentativo che fa per superare il periodo nero fallisce miseramente. Finché un suo vecchio collega lo convince ad imbarcarsi come rappresentante in un’avventura legata alla promozione di spazzolini da denti bioecologici. La soluzione? O il tracollo definitivo?

    Citazioni da “I terribili segreti di Maxwell Sim”

    “Mi piombò addosso la depressione. La sentivo chiaramente. Ormai ci ero abituato e avevo imparato a riconoscerla. Mi ricordava un film dell’orrore che avevo visto alla tv da bambino. C’era quest’uomo intrappolato in una camera segreta in un grande castello antico, e il cattivo della storia tirava una leva che faceva abbassare il soffitto della camera facendolo calare lentamente su di lui. Sempre più vicino, finché minacciava di schiacciarlo”.

    “Se c’è una cosa che la gente della mia età non sopporta di sentire, è gente della tua età che ci fa la predica sulla morale? Guarda il mondo intorno a te, il mondo che ci avete lasciato in eredità. Credi che ci conceda qualche possibilità di fare le cose per principio? Sono stufa di sentir dire che la mia generazione non ha valori. Che siamo materialisti. Che ci manca ogni senso della politica. Lo sai perché succede? Prova un po’ a indovinare. Si, risposta esatta: perché è così che ci avete educati! Saremo anche i figli della Signora Thatcher, per quel che vi riguarda, ma siete voi quelli che hanno votato per lei, e più di una volta, e poi avete continuato a votare per tutti quelli che sono venuti dopo di lei, e ne hanno seguito pedissequamente le orme. Siete voi che ci avete educati ad essere gli zombie consumisti che siamo. Avete gettato tutti gli altri valori della finestra, o no? Il cristianesimo? Non c’è n’è bisogno. La responsabilità collettiva? A cosa mai è servita? Produrre merci? Fabbricare delle cose? Roba da sfigati. Sì, lasciamo che siano gli sfigati dell’Estremo Oriente a fare tutto per noi, così possiamo star seduti sulle nostre chiappe davanti alla TV, a guardare il mondo che va in pezzi – su uno schermo gigante ad alta definizione, naturalmente”.

  • La sposa giovane

    La sposa giovane

    La sposa giovane è un romanzo di Alessandro Baricco pubblicato nel 2015 da Feltrinelli nella collana “I Narratori”.

    Informazioni su ‘La sposa giovane’
    Titolo: La sposa giovane
    Autore: Alessandro Baricco
    ISBN: 9788807031311
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2015-03-18
    Formato: Paperback
    Pagine: 192
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    la sposa giovaneNell’Italia dei primi Novecento c’è una famiglia di industriali ricca e completamente pazza, che si basa su 4 semplici regole:

    1. Bisogna temere la notte
    2. L’infelicità non è gradita
    3. Vietato leggere libri
    4. Mai distogliere il Padre dalla sua pacatezza

    La famiglia vive abbastanza isolata dal resto del paese in cui vivono. Per questo le stranezze (comunque concesse alle persone così agiate) passano inosservate e tollerate. Finché la Sposa Giovane si innamora del Figlio, venendo introdotta alle stranezze e ai meccanismi di vita di questa assurda famiglia.

    Alessandro Baricco è un grande scrittore. Scrive in modo perfetto sempre, anche se molti dei suoi ultimi libri mancavano di quel surrealismo che rendono un suo buon romanzo un capolavoro.

    Citazioni da “La sposa giovane”

    “Così mi spiegò che è un contagio sottile, e mi dimostrò come in ogni gesto, in ogni parola, padri e madri non fanno che tramandare una paura. Perfino là dove apparentemente stanno insegnando saldezze e soluzioni, stanno in realtà tramandando una paura, perché tutto ciò che di saldo e risolutivo loro conoscono non è altro che quanto hanno trovato come rimedio alla paura, e spesso a una paura particolare, circoscritta. Così, dove le famiglie sembrano insegnare ai bambini la felicità, li invece stanno infettando i bambini con una paura. Ed è quello che fanno ogni ora, lungo un’impressionante serie di giorni, senza mollare un attimo, nella più assoluta impunità, con un’efficacia spaventosa e senza che si possa in nessun modo spezzare il cerchio delle cose.”

    “Vacillare è esattamente quello che succede quando percepiamo a tradimento l’abissale distacco che si produce a nostra insaputa tra le nostre intenzioni e l’evidenza dei fatti.”

    “Solo gli idioti fanno sesso per venire.”

    “Il sesso infelice è l’unico spreco che ci rende peggiori.”

    “Sono i corpi a dettare la vita – tutto il resto è una conseguenza.”

    “Qualunque fosse la destinazione del mio vivere, di certo inappropriata era la luce in cui stavo aspettando di conoscerla, come assurdo il paesaggio in cui permettevo di avvicinarsi e demenziale la fissità che mi ero riservato nell’attesa,”

    “Se si avesse idea del nulla che è necessario a smantellarle, non si perderebbe così tanto tempo a edificare difese strategiche contro le offese della vita.”

    “Esisteva un luogo in cui il mondo non era ammesso, e che coincideva col perimetro disegnato dai loro due corpi, suscitato dal loro stare insieme e reso inattaccabile dalla loro anomalia.”

    “Se non hai futuro, odiare è un istinto.”

  • La parola contraria

    La parola contraria

    La parola contraria è un libro di Erri De Luca pubblicato da Feltrinelli nel 2015.

    Informazioni su ‘La parola contraria’
    Titolo: La parola contraria
    Autore: Erri De Luca
    ISBN: 9788807421389
    Genere: Poesia
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2015-01-14
    Formato: Paperback
    Pagine: 44
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    la parola contrariaIl libro non è un romanzo. Né un saggio. La magistratura ha accusato Erri De Luca, uno degli scrittori più quotati in Italia, di “istigazione a delinquere”.

    Si, è vero, Erri De Luca ha un passato da anarchico. Anche un presente, forse. Non ha mai nascosto che durante il periodo d’oro delle Brigate Rosse non avesse granché da obiettare contro la lotta armata. Ma non lo si accusa di questo. Le accuse sono state mosse in seguito a un paio di interviste rilasciate all’Huffington Post e ad Ansa. Ovviamente l’accusatore è LTF, l’azienda francese che ha l’incarico di costruire la linea AV/AC Torino Lione.

    “La TAV va sabotata. Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti. Nessun terrorismo… sono necessari per far comprendere che la TAV è un’opera nociva e inutile… hanno fallito i tavoli di governo, hanno fallito le mediazioni: il sabotaggio è l’unica alternativa”

    Huffington Post, 01 Settembre 2013

    “Resto convinto che il TAV sia un’opera inutile e continuo a pensare che sia giusto sabotare quest’opera”

    Ansa, 05 Settembre 2013

    Queste sono le dichiarazioni che istigano a delinquere. Questo libro è la difesa di Erri De Luca. La difesa di uno scrittore che dice cose che pensa, anche ai giornali che solitamente fanno di tutto per non parlare del cantiere di Chiomonte in Val Susa. 33 pagine che urlano indipendenza, che difendono la libertà di parola e di avere delle opinione. Soprattutto delle opinioni contrarie allo Stato, al sistema. Alle grandi opere e alle grandi aziende che ne traggono profitto.

    Sono stanco di dirlo. Ma se avete un’opinione sul TAV soltanto ascoltando i media “ufficiali”, forse è l’ora di leggersi qualcosa di diverso. Almeno un punto di vista, una prospettiva differente. Questo potrebbe essere un buon punto di partenza.

    Citazioni da “La parola contraria”

    “La mia generazione si è battuta per l’innocenza degli anarchici accusati della strage alla Banca dell’Agricoltura a Milano il 12 Dicembre 1969. E vincemmo: gli anarchici furono scagionati. E perdemmo: nessun vero colpevole fu condannato.”

    “L’utopia non è il traguardo, ma il punto di partenza.”

    “Se la mia opinione è un reato, continuerò a commetterlo.”

    “Per me, da scrittore e da cittadino, la parola contraria è un dovere prima di essere un diritto.”

    “Il processo contro di me è appendice di innumerevoli processi al popolo della vallata. Sul banco degli imputati mi piazzano da solo, ma solo lì potranno. Nell’aula e fuori, isolata è l’accusa.”

  • La guerra civile fredda

    La guerra civile fredda

    La guerra civile fredda è un saggio di Daniele Luttazzi pubblicato nel 2009 da Feltrinelli.

    Informazioni su ‘La guerra civile fredda’
    Titolo: La guerra civile fredda
    Autore: Daniele Luttazzi
    ISBN: 9788807702136
    Genere: Comico
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2009-11-04
    Formato: Paperback
    Pagine: 256
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    la guerra civile freddaIl libro comincia con delle trascrizioni tratte dallo spettacolo teatrale Decameron (e della trasmissione andata in onda su La7 nello stesso anno), continua con post tratti dal blog dell’autore e con alcuni racconti inediti.

    A me Daniele Luttazzi, nonostante le accuse di plagio che l’hanno fatto scomparire dalla scena comica e satirica italiana fa morire dal ridere. Il suo paragonare il sesso anale all’ascesa e al potere di Silvio Berlusconi (proposto anche come monologo a Raiperunanotte di Santoro) per me è uno degli sketch più irriverenti e geniali della satira italiana.

    Il saggio parla in maniera satirica (almeno nella prima parte) della situazione politica del 2009, con il governo Berlusconi e i suoi ministri: divertentissima la carrellata di questi ultimi, con un finale che comincia e si ripete che dice “Come faccio a sopportare…?”.

    La seconda parte invece è molto meno comica e molto più interessante. Si smette di ridere, si comincia a pensare. Perfettamente satirico, come il primo Grillo (prima dei Meetup e del Movimento 5 Stelle): grasse risate per un’ora, poi una presa di coscienza che ti porta sull’orlo delle lacrime o su quello della ribellione.

    Citazioni da “La guerra civile fredda”

    “Berlusconi è un personaggio comico che, quando scivola sulle bucce di banana, si porta dietro il Paese.”

    “Il potere è sovraumano in quanto disumano. Ti illude che, unendoti a lui, diventerai predatore.”

    “La televisione è tutta intelligente. Ma c’è un’intelligenza al servizio della libertà artistica, e una (preponderante) al servizio del potere. Negli USA, i media controllano il potere, da noi è il contrario. Ecco perché non c’è più spazio per chi è libero. Essere liberi significa non essere ricattabili. In Italia, che è una rete di clan, essere liberi è un difetto per il sistema e così il senso della dignità personale è in vendita al miglior offerente. In questo momento c’è la fila per vendersi. Fine del pudore. Dove non c’è più pudore, c’è solo potere.”

  • Dieci donne

    Dieci donne

    Dieci donne è un romanzo della scrittrice cilena Marcela Serrano pubblicato da Feltrinelli nel 2011.

    Informazioni su ‘Dieci donne’
    Titolo: Dieci donne
    Autore: Marcela Serrano
    ISBN: 9788807018428
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2011-08-24
    Formato: Paperback
    Pagine: 284
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    dieci donneLa trama del romanzo parla di nove donne che vanno in terapia da una psicologa, Natasha, in una tenuta con un grande giardino appena fuori Santiago del Cile.
    Ogni donna si alza e racconta la sua storia. Alla fine l’assistente della psicologa racconterà la storia di Natasha.

    Una trama breve, un’espediente narrativo già usato e riusato, ma il libro risulta comunque molto piacevole.
    Ogni donna è una donna realistica, con un proprio linguaggio, le proprie ripetizioni, i proprio credibili problemi.

    Marcela Serrano non vuole creare dieci archetipi di donna, ma soltanto raccontarci la vita di questi personaggi, con le loro ansie, i loro problemi, le loro vittorie, le loro sconfitte, il loro carattere, le loro priorità.

     

    Le dieci donne sono:

    • Francisca, 42 anni, agente immobiliare
    • Mané, 71 anni, ex attrice
    • Juana, 37 anni, estetista
    • Simona, 61 anni, ricercatrice
    • Layla, 42 anni, giornalista
    • Luisa, 67 anni, donna di servizio
    • Guadalupe, 19 anni, studentessa
    • Andrea, 43 anni, presentatrice televisiva
    • Ana Rosa, 31 anni, impiegata
    • Natasha, la psicologa

    Citazioni da “Dieci donne”

    “Quasi non vedevamo la luce del sole. Mi fa ridere pensare a come le nuove generazioni abbiano la fissa della vita all’aperto. Mistificazioni! Non si nasce né si muore all’aria paerta, tutte le cose importanti succedono all’interno.”

    “Nessuno ti tocca. La gente mica si tocca, ed è giusto così. E il sesso è un ricordo sbiadito. Daresti la vita per un abbraccio forte, per quella forza unica  che ti sorregge, ti contiene. O per una carezza sui capelli per farti addormentare. A volte, mi sembra di desiderare soltanto questo: una mano sui capelli prima di addormentarmi per sempre.”

    “Non importa. Prova ancora. Sbaglia ancora. Sbaglia meglio.”

    “Non ci sono fortezze inespugnabili ma solo fortezze che non sono state sufficientemente assediate.”

    “Ricordare tutto significa afferrare ogni giorno un coltello affilato e tirarsi via strati di pelle.”

    “A Dio non piace la felicità.”

    “Il sesso è come la rete che protegge l’equilibrista. Serve a frenare la caduta. Suppongo che se non esistesse la rete non esisterebbe nemmeno l’equilibrismo. Allora, quando per qualche ragione viene tolta la rete, come ci si protegge? Puoi eseguire ogni genere di acrobazie, lassù in alto, facendo sobbalzare tutti per l’emozione e lo scompiglio, perché sai che sotto c’è la rete pronta ad abbracciarti e a fermare il terrore della caduta. Fa parte del gioco, è la regola del gioco. Poi un bel giorno la rete non c’è più… E l’equilibrista, prigioniero delle sue abitudini, insiste a continuare a fare le sue acrobazie. Tasta il vuoto. Abbassa l’altezza della fune per correre meno rischi. Per poter cadere. E naturalmente cade. E si riempie di ferite.”

    “L’unica verità è che ogni essere umano è un’isola. E per quanto si sforzi di gettare i ponti, sarà sempre un’isola e tutto il resto è menzogna.”

    “Ho vissuto per tanti anni dalla parte sbagliata del silenzio perché ho taciuto e perché non potevo fare altro.”

    “Il motivo per cui un’ossessione scelga un oggetto del desiderio e ne rifiuti altri rimane un mistero. Sono arrivata a domandarmi come si possa vivere senza un’idea fissa: è lei che fa la differenza, è lei che rende significativo un futuro altrimenti banale.”

  • Opus Pistorum

    Opus Pistorum

    Opus Pistorum è un romanzo di Henry Miller pubblicato nel 1983 in Italia da Feltrinelli.

    Informazioni su ‘Opus pistorum’
    Titolo: Opus pistorum
    Autore: Henry Miller
    ISBN: 9788807814730
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2002-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 222
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    opuspistorumIl titolo dell’opera è ambivalente: tradotto dal latino significherebbe “Opera di Miller” (Pistus è il mugnaio, esattamente come Miller in inglese), ma la traduzione migliore sarebbe “opera di chi pesta come in un mortaio”, con evidente allusione al rapporto sessuale.

    Commissionate dal libraio Milton Luboviski di Los Angeles (che poi diventerà grande amico di Miller) che aveva bisogno di materiale da girare ai registi pornografici di Hollywood negli anni ’40, vennero pagate 1 dollaro a pagina visto il grande bisogno di denaro dell’autore, e dovevano essere un suseguirsi di rapporti sessuali sempre più strani e imprevedibili.

    E non sono nient’altro che questo, in effetti: incesti, orge, voyeur, in un susseguirsi sempre più strano e delirante fino ad arrivare alla fine, dove un marito offre al protagonista Alf di fare sesso con la moglie e la figlia di fronte a lui.

    Scritto nel 1941 e battuto a macchina dal libraio in 4 copie, vedrà la pubblicazione solo postuma nel 1983.

    Citazioni da “Opus Pistorum”

    “Chi t’ha scopato fino a poco fa? Importa forse, e te ne ricordi ancora? Son passati sul tuo corpo e sono andati a congiungersi con altri battaglioni e reggimenti che già avevano marciato su di te. Ma io resterò, non mi dileguerò tanto facilmente”.

    “Gran bella cosa, una troia che ride mentre la fotti”

    “In certi momenti non riesco a pensare a nulla di meglio; avere un culo grasso per le mani, una fica in cui ficcare il naso, e una troia arrapata che cerca di sradicarti il cazzo con la lingua. E’ quanto di meglio può chiedere un uomo a questo mondo o in qualsiasi altro”

    “Viviamo in una terra di fantasmi. Il mondo è mezzo morto prima di nascere. La gente sta a cavalcioni della sua vita con un piede nella fossa e l’altro ancora infilato nell’utero… Gli esseri umani non crescono mai e sono vecchi fin dal primo secondo in cui emettono il primo vagito di protesta allorché si trovano allo scoperto e da soli”

    “Io non cerco più di capirle, le donne. Le chiavo e basta. Si risparmia un bel pò di fatica, così. Una donna a scoparla ci impieghi una ventina di minuti. Ma non ti basterebbe una vita per rispondere a tutte le domande che ti poni in quei venti minuti”

    “Io mi guardo allo specchio. Resto la ad ammirarmi il cazzo rizzo per un paio di minuti. Un uomo dovrebbe farsi fotografare quand’è in erezione così, col batacchio da battaglia. E mostrare la foto al principale, quando va a chiedere un aumento di stipendio. E poi, anche, per farla vedere ai nipotini, da vecchio”

    “Perdio, chi manca ad un appuntamento dovrebbe essere messo in prigione. E’ come rubarti dei soldi. E’ peggio che rubarti dei soldi. Ti fan perdere tempo, sciupare la vita. Un’ora qua… Quindici minuti la… Dopo un pò, se fai la somma, sono anni…”

  • Nexus

    Nexus

    Nexus di Henry Miller è la conclusione perfetta della Crocifissione in Rosa. Pubblicato da Mondadori nel 1979 il libro è stato però pubblicato in lingua originale nel 1960.

    Informazioni su ‘Nexus’
    Titolo: Nexus
    Autore: Henry Miller
    ISBN: 9780802151780
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 1994-01-13
    Formato: Paperback
    Pagine: 316
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    Anobii

    nexusFortemente autobiografico, è il racconto degli ultimi mesi di Henry Miller a New York prima di partire per Parigi insieme a June (Mona nel testo).

    Si avverte nell’autore la necessità di un mondo diverso, che sia altro dalla meccanica e capitalistica New York nel periodo della Grande Depressione; un mondo fatto di arte, di crescita, di felicità. Di vita. Una vita a cui non si sente destinato, dubitando sempre più delle sue capacità di scrittore, sempre più ossessionato e spaventato dalle difficoltà economiche in cui versa e dei più variegati modi in cui la moglie riesce a farli tirare avanti.

    Meno meccanico e cupo di Plexus, è la teorizzazione filosofica dell’arte di Miller. Poco sesso, poche divagazioni. Tanta vita, tanto da imparare.

    E se siete aspiranti scrittori, le quasi 2000 pagine della Crocifissione in Rosa, vi faranno prudere le punte delle dita. Come se non poteste fare altro che scrivere.

    Miller può piacere o non piacere, ma io ascolterei quello che dice di lui uno dei più grandi scrittori del Novecento:

    “La mia opinione è che sia il solo scrittore in prosa che abbia immaginazione e valore, apparso negli ultimi anni tra i popoli di lingua inglese. Anche se si potrebbe obiettare che la mia sia una valutazione eccessiva, bisognerebbe ammettere che Miller è uno scrittore fuori dell’ordinario, a cui val la pena di rivolgersi più a lungo che con un semplice sguardo; dopotutto essendo come scrittore completamente negativo, non costruttivo e amorale, una specie di semplice Jonah, uno che accetta passivamente il male, una sorta di Walt Whitman tra i cadaveri.”

    Chi potrebbe mai essere a dire una cosa del genere? George Orwell. Che di immaginazione e valore, direi che se ne intendeva.

    Citazioni da Nexus

    “Non è poi così terribile passare tutta la vita in prigione… Quando si ha una mente attiva. Quel che è terribile, è fare di se stesso un prigioniero”

    “Essere liberi dai legami dell’amore, bruciare come una candela, sciogliersi nell’amore, sciogliersi per amore… Che beatitudine! E’ possibile a creature come noi, che siamo deboli, orgogliosi, vanitosi, invadenti, invidiosi, gelosi, testardi, permalosi? Evidentemente, no. Per noi la corsa affannosa… Nel vuoto della mente. Per noi, la condanna, un’interminabile condanna. Credendo di avere bisogno di amore, smettiamo di dare amore, cessiamo di essere amore”

    “Se c’è una suprema differenza tra i vivi e i morti, è che i morti hanno smesso di stupirsi”

    “La giustizia sarà servita. Per un milione di uomini scannati come cani, un solo mostro desolato viene messo a morte umanamente”

    “Forse bisogna passare a guado fiumi di merda per trovare un seme di realtà”

    “Nel mondo dell’uomo, la bellezza è legata alla sofferenza e la sofferenza alla salvezza. In natura ciò non accade”

    “Il modo in cui un libro comincia è il modo in cui l’autore cammina o parla, il modo in cui guarda alla vita, il modo in cui prende coraggio o nasconde le sue paure. Alcuni incominciano vedendo ben chiara la fine, altri incominciano alla cieca, ogni riga una silenziosa speranza di arrivare alla riga seguente”

    “Rividi in ogni fase e momento della sua penosa debolezza il povero disgraziato ch’ero stato, il mascalzone, addirittura, che aveva tentato così vanamente e ignominiosamente di proteggere il suo miserabile piccolo cuore. Vidi che il cuore non era mai stato spezzato, come immaginavo, ma che, paralizzato dalla paura, si era ristretto fino quasi a scomparire. Vidi che le dolorose ferite che mi avevano stremato, erano state provocate dallo sforzo insensato di impedire che quel cuore rattrappito si spezzasse. Il cuore in se stesso non era mai stato toccato; si era atrofizzato per il disuso”

    “Le idee si sbriciolano, come vecchie mura. Il mondo si raggrinzisce, come la pelle di una noce, e gli uomini sono premuti uno contro l’altro, come sacchi bagnati, rugiadosi di paura. Quando i profeti si estinguono, le pietre devono parlare.”

    “Ci siamo arresi alla disperazione. L’estasi ha lasciato il posto all’ubriachezza. Un uomo inebriato dalla vita ha visioni, non vede serpenti”

    “Per noi dell’Occidente, la parola Genio ha in sé qualcosa di mostruoso. Genio, o colui che non si adatta; genio, colui che viene schiaffeggiato; genio, colui che è perseguitato o tormentato; genio, colui che muore per la strada, in esilio o sul patibolo”

    “L’inverno della vita, come qualcuno avrebbe dovuto dire, incomincia con la nascita. Gli anni più duri sono dall’uno al novanta. Poi, va tutto liscio”