Categoria: Radici

Insieme delle recensioni dei libri che ho letto e che sono tuttora presenti nella mia libreria virtuale. Perch

  • Recensione di Carrie di Stephen King

    Recensione di Carrie di Stephen King

    Carrie è un romanzo di Stephen King, pubblicato per la prima volta nel 1974 e in Italia nel 1977 da Sonzogno.

    TitoloCarrie
    AutoreStephen King
    ISBN9788845294020
    GenereNarrativa
    Casa EditriceBompiani
    Data di pubblicazione2017-06-01
    LinguaItaliano
    FormatoPaperback
    Pagine211
    Copertina di Carrie di Stephen King

    Carrie è stato il primo romanzo pubblicato da Stephen King, e ha segnato l’inizio della sua incredibile fortuna e della sua fama, rendendolo erroneamente celebre come “Re dell’Horror”, un appellativo che sicuramente non rende minimamente giustizia alla sua produzione, molto più variegata e complessa per essere relegata in un unico genere. Il romanzo è piuttosto breve, soprattutto se paragonato ad altri suoi lavori, ma è molto intenso ed empatico.

    Il romanzo racconta la storia di Carrie White, una ragazza solitaria e insicura cresciuta sotto l’influenza opprimente di una madre fanatica religiosa. È vittima di bullismo a scuola e vive costantemente nel terrore e nella vergogna di una vita in cui si sente sempre continuamente inadeguata, anche a causa della poca educazione della madre ad affrontare la vita. Ma Carrie ha qualcosa di speciale, di cui la madre ha sempre avuto paura e ha sempre cercato di sopire: un potere soprannaturale che si manifesta proprio quando le emozioni sono al culmine, la telecinesi. E che esplode in tutta la sua potenza alle prime mestruazioni di Carrie.

    King utilizza il personaggio di Carrie per esplorare temi proprio del romanzo di formazione: l’isolamento, l’inadeguatezza, la scoperta di sé… E soprattutto la vendetta. Il bullismo e il fanatismo religioso sono temi trattati con un tocco crudo e realistico. La storia è costruita in modo da trasmettere tutta la tensione e la frustrazione che Carrie accumula giorno dopo giorno vivendo le giornate al liceo, e quando finalmente esplode, è una catarsi inquietante, potente e quasi inevitabile.

    Uno degli aspetti più interessanti di Carrie è l’uso di articoli di giornale, rapporti scientifici e testimonianze a posteriori che King inserisce nel racconto, intervallando la narrazione della sequenza principale. Questo espediente dà al lettore la sensazione di leggere un caso di cronaca nera, un evento tragico analizzato in ogni dettaglio. King è abile nel creare un senso di inevitabilità e di tragedia, come se tutto fosse scritto e noi potessimo solo osservare l’incedere degli eventi.

    Carrie, come detto, è stato il primo romanzo pubblicato di Stephen King e quest’anno ha compiuto 50 anni. Ha anche una storia editoriale piuttosto curiosa: a quell’epoca King scriveva spesso racconti per la rivista maschile Chevalier, ed era proprio per questo che stava lavorando a un racconto di una ragazza adolescente con poteri di telecinesi. La storia però non lo conquistava, ed è stato merito della moglie Tabita (a cui è dedicato il romanzo) se l’ha portato a compimento.

    Dal romanzo sono stati tratti quattro film: Carrie – Lo sguardo di Satana (1976), Carrie 2 – La furia (1999), Carrie (2002) e Lo sguardo di Satana – Carrie (2013). Nessuno dei quali riesce a essere nemmeno minimamente all’altezza del romanzo.

  • Recensione di Ritorno a Villa Blu di Gianni Verdoliva

    Recensione di Ritorno a Villa Blu di Gianni Verdoliva

    Ritorno a Villa Blu è un romanzo di Gianni Verdoliva, pubblicato da Robin Edizioni nel 2020.

    TitoloRitorno a Villa Blu
    AutoreGianni Verdoliva
    ISBN8872745896
    GenereNarrativa
    Casa EditriceRobin Edizioni
    Data di pubblicazione2020-03-17
    LinguaItaliano
    FormatoPaperback
    Pagine184
    Goodreads

    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta.

    Come ogni estate tre fratelli tornano come ogni anno alla villa di famiglia, Villa Blu, per passare le vacanze.

    Quest’anno però sarà il primo dopo la morte del padrone di casa, Nonno Ascanio. Non ci saranno nemmeno i genitori, via per lavoro.

    I tre ragazzi si troveranno ad affrontare misteri, maledizioni ed eventi magici che li condurranno attraverso il loro passato e quello delle generazioni precedenti.

    Mi dispiace sempre non parlare troppo bene di un autore emergente, e devo dire che forse in questo caso la maggior parte della colpa per questa recensione negativa va data alla prefazione, che crea delle aspettative altissime al lettore che francamente non vengono per nulla soddisfatte.

    La prefazione ci presenta un grande romanzo di formazione più che un libro dell’orrore, dove la crescita dei personaggi è molto più importante della trama stessa.

    Io ho trovato dei personaggi molto stereotipati e che non cambiano minimamente dall’inizio del libro alla fine; ho trovato una trama poco originale e per nulla avvincente, piena di riferimenti banali a tantissimi altri libri del genere, con donne sempre piuttosto stronze (soprattutto le streghe) o servili.

    Diciamo che gli stereotipi di genere in questo libro si sprecano. Come l’eterna lotta tra il bene e il male, che finirà nel modo più banale e scontato che potete immaginare.

  • Recensione di L’Agnese va a morire di Renata Viganò

    Recensione di L’Agnese va a morire di Renata Viganò

    L’Agnese va a morire è un romanzo di Renata Viganò, pubblicato da Einaudi nel 1949.

    TitoloL’Agnese va a morire
    AutriceRenata Viganò
    ISBN9788806134884
    GenereNarrativa
    Casa EditriceEinaudi
    Data di pubblicazione1949-01-01
    LinguaItaliano
    FormatoPaperback
    Pagine246
    Goodreads
    Anobii

    L’Agnese va a morire è un romanzo neorealista di Renata Viganò, e secondo me è molto interessante per diverse ragioni.

    La prima è che per larghi tratti la narrazione è autobiografica, visto che l’autrice è stata, insieme al marito, all’interno della Resistenza Italiana.

    Poi l’ambientazione, piuttosto atipica rispetto ai normali racconti di partigiani in montagna: la storia si svolge tutta nelle Valli di Comacchio, tra la palude e gli argini, su barche, miasmi e pianura.

    E la più importante: la protagonista è una donna.

    Agnese è una contadina piuttosto anziana, ha già passato la cinquantina, e fa la lavandaia , senza essersi mai interessata di politica. Vive in una casa isolata con il marito malato, Palita, che invece è comunista e spesso si incontra con i compagni in casa.

    Quando dopo l’armistizio i tedeschi vanno a prendere Palita per deportarlo in Germania come dissidente politico, Agnese si rivolge ai compagni del marito per rendersi disponibile alla Resistenza e alla lotta partigiana.

    Il romanzo ci dà un punto di vista interessante sulla fondamentale importanza delle staffette e degli agenti di collegamento all’interno della Resistenza (e non solo delle donne, che molto spesso erano parte attiva della lotta, come Iris Versari o Irma Bandiera), e la scelta della protagonista è incredibilmente riuscito: una donna, non avvenente, non fisicamente in forma, piuttosto anziana, scorbutica, con pochissime doti, se non l’impegno e l’abnegazione per un ideale.

    Perché nonostante tutti i difetti di Agnese, risulta evidente la chiarezza con cui è disposta a lottare per ottenere un mondo migliore.

    Citazioni da L’Agnese va a morire

    “Mi dispiace che non posso dirvi che ora era, e nemmeno il giorno che è morto. Non so neppure, con quel buio maledetto, se fosse sera o mattina o notte. Ma sono sicuro che non si è accorto di niente, non ha fatto fatica a morire -. Si arrestò un momento ed aggiunse: – Facemmo più fatica noi a stare al mondo.”

    “La forza della resistenza era questa: essere dappertutto, camminare in mezzo ai nemici, nascondersi nelle figure più scialbe e pacifiche. Un fuoco senza fiamma né fumo: un fuoco senza segno. I tedeschi e i fascisti ci mettevano i piedi sopra, se ne accorgevano quando si bruciavano”.

    “Ogni uomo, ogni donna poteva essere un partigiano, poteva non esserlo. Questa era la forza della resistenza”

    “Lei adesso lo sapeva, lo capiva. I ricchi vogliono essere sempre più ricchi e fare i poveri sempre più poveri, e ignoranti, e umiliati. I ricchi guadagnano nella guerra, e i poveri ci lasciano la pelle.”

    “Noi non finiamo, – assicurò l’Agnese. – Siamo troppi, Più ne muore e più ne viene. Più ne muore e più ci si fa coraggio. Invece i tedeschi e i fascisti, quelli che muoiono si portano via anche i vivi.”

    “I ribelli muoiono per gli imbecilli-. Le fecero largo, lei camminò fra due file umane di stupore, prigioniera di tutti quegli occhi attenti. Si volse, disse più forte, con severità: – Ma quelli che restano, anche con gli imbecilli faranno i conti.”

  • Recensione di Calci e sputi e colpi di testa di Paolo Sollier

    Recensione di Calci e sputi e colpi di testa di Paolo Sollier

    Calci e sputi e colpi di testa è un libro di Paolo Sollier pubblicato da Gammalibri nel 1976.

    TitoloCalci e sputi e colpi di testa
    AutorePaolo Sollier
    ISBN2020060252933
    GenereAutobiografico
    Casa EditriceGammalibri
    Data di pubblicazione1976-01-01
    LinguaItaliano
    FormatoPaperback
    Pagine130
    copertina di calci e sputi e colpi di testa paolo sollier

    Paolo Sollier è un valsusino di Chiomonte che negli anni Settanta ha creato abbastanza scalpore nel mondo del calcio. Non tanto per le sue abilità calcistiche, abbastanza modeste, ma per la sua militanza politica e la sua appartenenza ad Avanguardia Operaia. E ovviamente perché salutava i tifosi a inizio partita con il pugno chiuso, in un periodo in cui la lotta politica era un po’ più seria e impegnativa che ai giorni nostri.

    Ho cominciato questo libro non aspettandomi granché: nonostante abbia quasi mitizzato gli anni Settanta mi immaginavo qualcosa di banale e trito, di già sentito. Diciamo una sorta di autobiografia infarcita di slogan e di idee inculcate.

    Calci e sputi e colpi di tesa – Riflessioni autobiografiche di un calciatore per caso è molto più di questo. È scritto in modo molto piacevole, quasi come un diario, e ci offre uno spaccato del mondo del calcio da un punto di vista originale e intelligente: il punto di vista di un militante che fa il calciatore, che ci parla di un mondo del calcio che si sta trasformando in business, parla di sport, di educazione, di scontri tra fascisti e antifascisti (dove le botte e le coltellate erano davvero all’ordine del giorno), di come riesca a trovarsi quasi casualmente in serie A un giocatore come lui, con i piedi quadrati ma con la passione e la voglia di correre su ogni pallone.

    Considerazioni che non sono per nulla banali nemmeno quasi cinquant’anni dopo, anzi. I problemi che Sollier stava già mettendo in evidenza si sono gonfiati a dismisura, fino quasi a diventare l’elefante in soggiorno, talmente enorme e talmente quotidiano da non essere più minimamente notato.

    Assolutamente da leggere: divertente, intelligente, stimolante. Geniale. E se facciamo un confronto tra questo libro e l’autobiografia a caso di un calciatore di oggi (scritta sempre da qualcun altro, peraltro)… Diciamo che forse si stava meglio quando si stava peggio.

  • Recensione di Riccardino di Andrea Camilleri

    Recensione di Riccardino di Andrea Camilleri

    Riccardino è l’ultimo romanzo del Commissario Montalbano scritto da Andrea Camilleri e pubblicato da Sellerio Editore nel 2020.

    Titolo Riccardino
    Autore Andrea Camilleri
    ISBN 9788838940750
    Genere Poliziesco
    Casa Editrice Sellerio Editore
    Data di pubblicazione 2020-07-16
    Lingua Italiano
    Formato Paperback
    Pagine 292
    Goodreads  
    Anobii  
    Riccardino Andrea Camilleri

    Andrea Camilleri è morto, e purtroppo non ci saranno più romanzi con protagonista il commissario Salvo Montalbano, uno dei più improbabili poliziotti mai descritti e uno dei personaggi più belli e amati della letteratura italiana contemporanea.

    A dispetto di tantissimi autori però, lo scrittore siciliano è arrivato preparato all’appuntamento con la fine della sua vita.

    Nel 2005, subito dopo aver completato La luna di carta, aveva consegnato a Elvira Sellerio, titolare della casa editrice palermitana che è cresciuta a dismisura proprio grazie a questa serie di romanzi, un romanzo con il titolo provvisorio di “Riccardino”.

    Camilleri le aveva detto che quello era l’ultimo capitolo della serie. La conclusione. Magari da pubblicare a breve, visto che si stava stancando di quel personaggio che grazie alla serie televisiva stava diventando troppo ingombrante.

    E questa ansia, questa dicotomia tra finzione e realtà, questa lotta continua tra il personaggio dei romanzi e quello della televisione, sono il vero fulcro attorno a cui ruota questo ultimo romanzo.

    Non tanto le indagini, non tanto i personaggi in sé e le loro relazioni.

    Riccardino è l’intreccio tra il personaggio interpretato da Zingaretti e quello creato sulle pagine da Camilleri; e ancora tra il personaggio di carta e il suo autore.

    Un romanzo che da un linguaggio e luoghi inventati, ha creato un universo letterario bellissimo e complesso, a cui personalmente mi è sempre piaciuto tornare ad affacciarmi. Almeno per quest’ultima volta.

    E i libri hanno questa meravigliosa caratteristica: possiamo sempre rileggerli, e tornare ad aprire le finestre su questo mondo come e quando vogliamo.

  • Recensione di Vita da Pomodoro di Tomato Comics

    Recensione di Vita da Pomodoro di Tomato Comics

    Vita da Pomodoro – Concentrato di Vite a Fumetti è una raccolta di fumetti di Tomato Comics, composto da 8 disegnatrici ed edito da Becco Giallo nel 2020. Fanno parte del collettivo Miko, Kotopopi, Bibi, Laura Romagnoli, Sara Ferracuti, Silvia Carrus e Caterina Costa.

    Informazioni su ‘Vita da Pomodoro’
    Titolo: Vita da Pomodoro – Concentrato di vite a fumetti
    Autore: Tomato Comics
    ISBN: 9788833140964
    Genere: Fumetti
    Casa Editrice: Becco Giallo
    Data di pubblicazione: 2020-06-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 208
    Goodreads
    Anobii

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    Questo romanzo mi è stato inviato dalla casa editrice in cambio di una recensione onesta

    vita da pomodoroQuando sono stato contattato da questo team atipico ne sono stato subito entusiasta. Innanzitutto perché il collettivo è composto totalmente da donne, e nel mondo del fumetto italiano (come del resto in quasi tutti gli ambiti professionali ed artistici) le donne che riescono a farcela sono poche.

    Il team di Tomato Comics è costituito da 7 fumettiste italiane che fanno prevalentemente fumetti in inglese sul web, ma che in questo progetto hanno voluto fortemente tornare alla loro lingua madre per ritrovare le proprie radici, utilizzando tutti gli strumenti comunicativi (come le sfumature del linguaggio e i riferimenti culturali) che non potevano trovare in una lingua che non era la loro.

    La raccolta è composta da diciannove storie brevi, firmate da una sola autrice. Gli argomenti trattati sono molto vari: migrazione, multiculturalità, antisessimo e femminismo, rapporti di coppia, famiglia, il mondo del lavoro precario…

    Due generazioni di fumettiste che vengono da diverse esperienze e luoghi diversi, ma che hanno in comune l’origine italiana, fatta di difficoltà, complessità e diversità.

    Percorsi differenti in cui ognuno di noi può riconoscersi, può trovare un punto di contatto e riflettere sulle proprie difficoltà e paure senza sentirsi solo.

    Un esperimento molto interessante, che speriamo abbia presto un seguito e una vita lunga e longeva, nonostante i pericoli e gli ostacoli che potrà incontrare sul suo cammino.

    Trovate tutti i riferimenti e gli aggiornamenti sul sito ufficiale di Tomato Comics.

  • Recensione di Come sciacalli senza cuore di Alberto Alessi

    Recensione di Come sciacalli senza cuore di Alberto Alessi

    Come sciacalli senza cuore è un romanzo di Alberto Alessi pubblicato da 0111 Edizioni nel 2019.

    Informazioni su ‘Come sciacalli senza cuore’
    Titolo: Come sciacalli senza cuore
    Autore: Alberto Alessi
    ISBN: 9788893703208
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: 0111 Edizioni
    Data di pubblicazione: 2019-06-28
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 156
    Goodreads

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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Come sciacalli senza cuoreAlla morte di Kurt Cobain cinque persone fondano una casa editrice a Castelfranco Veneto, con l’unico scopo di pubblicare a pagamento gli autori e sfruttarne i diritti. La storia della casa editrice si sviluppa tra articoli di giornali, spezzoni di romanzi, interviste e… Verbali di polizia. Perché gli scrittori pubblicati cominciano a morire e pare proprio che i colpevoli siano da ricercare all’interno della casa editrice.

    Un romanzo interessante che ha l’obiettivo di porre al centro della narrazione una critica feroce all’editoria di oggi: da una parte l’editoria a pagamento, che lucra sugli autori senza prendersi alcun rischio di impresa, e dall’altro l’ego e il bisogno di essere pubblicati di scrittori pessimi e mediocri che vivono con la necessità di vedere il proprio nome pubblicato sulla copertina di un libro.

    Una critica interessante che viene resa evidente dalla descrizione quasi caricaturale, esagerata, dei soci della casa editrice, e che viene ben disegnata attraverso gli spezzoni di romanzi e la scelta di diversi esperimenti narranti.

    Leggendo questo romanzo mi sono venuti in mente subito due dei miei romanzi preferiti: Il pendolo di Foucault di Umberto Eco per l’ambientazione della casa editrice a pagamento e Se una notte di inverno un viaggiatore di Italo Calvino, e forse è per questo che non sono riuscito ad apprezzare fino in fondo il romanzo, visto che il confronto con questi due mostri sacri non regge.

    Ma Alberto Alessi scrive bene e la lettura scorre piacevole. E sicuramente interrogarsi sul mondo dell’editoria italiana, dove le persone leggono meno di un libro all’anno (e molto spesso anche gli scrittori, a quanto pare) e troppi vogliono essere pubblicati, è un buon obiettivo per scrivere un romanzo.

    L’unico appunto che posso fare è che manca la tensione del thriller, visto che si capisce troppo presto chi sono i colpevoli delle morti degli autori emergenti.

    Biografia di Alberto Alessi, l’autore di Come sciacalli senza cuore

    Alberto Alessi è nato a Castelfranco Veneto nel 1984. Laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Padova, suona e canta nel gruppo rock L’Amor Violento. Ha pubblicato: “Due novelle rock’n’roll” (Lettere Animate, 2015), “In basso, agli inferi” (Montag, 2017), “Come sciacalli senza cuore” (0111 Edizioni, 2019). È un fervente anarchico.

  • Recensione di Il brigatista di Antonio Iovane

    Recensione di Il brigatista di Antonio Iovane

    Il brigatista di Antonio Iovane è un romanzo pubblicato da Minimum Fax nel 2019.

    Informazioni su ‘Il brigatista’
    Titolo: Il brigatista
    Autore: Antonio Iovane
    ISBN: 9788833890470
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Minimum Fax
    Data di pubblicazione: 2019-06-06
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 402
    Goodreads
    Anobii

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    il brigatistaUn brigatista rosso viene arrestato durante il festival della poesia sulla spiaggia di Castelporziano nel Luglio 1979. È Jacopo Varega, ricercato da tempo per terrorismo. La sua prigionia però dura molto poco, perché riesce a scappare dall’ospedale in cui è rinchiuso e Roma torna ad essere lo scenario di un’imponente caccia all’uomo come ai tempi del rapimento di Aldo Moro, poco più di un anno prima. A sorpresa però il brigatista contatta una famosa giornalista romana Ornella Gianca, e le concede un’intervista in esclusiva.

    Un’intervista che da biografia diventa la storia di una generazione di giovani che ha creduto di poter cambiare il mondo nel decennio che parte con la strage di Piazza Fontana e si concluderà con l’ondata repressiva degli anni Ottanta. La storia di un paese dai toni torbidi e oscuri, non a caso chiamati anni di piombo.

    Perché l’atmosfera che si respira, anche in questo romanzo, ha quel colore. Un colore fosco, scuro, buio, dove ogni fatto non è quello che sembra e dove risuonano i colpi di pistola del terrorismo nero e rosso.

    Antonio Iovane inventa i protagonisti di questo romanzo e li fa muovere su uno scenario storico credibile ed entusiasmante, di cui si è parlato troppo poco e con cui prima o poi si dovrà fare i conti, per capire un fenomeno che ha sconvolto il nostro paese ormai quarant’anni fa.

    La scrittura è scorrevole e piacevole, la lettura non ha mai intoppi ed è interessante e incalzante.

    Se forse c’è da fare un appunto è il poco coraggio nel dipingere fino in fondo i personaggi e i fatti reali che hanno caratterizzato quel periodo. Ma è evidentemente l’intenzione dell’autore: preservare quella nebbia color piombo che ha coperto i fatti che vanno dalla strage di Piazza Fontana a quelli della Stazione di Bologna.

    Citazioni da Il brigatista

    “Anche quando era nuda, si finiva col desiderare di spogliarla ancora”.

    “Chi vince piglia tutto, anche le coscienze. La Storia non è la verità dei fatti, ma la legittimazione del presente”.

    “La Storia non si scrive coi se, ma la Storia coi se è bellissima”.

  • Recensione di Fango di Niccolò Ammaniti

    Recensione di Fango di Niccolò Ammaniti

    Recensione di Fango di Niccolò Ammaniti, pubblicato da Oscar Mondadori nel 1999.

    Informazioni su ‘Fango’
    Titolo: Fango
    Autore: Niccolò Ammaniti
    ISBN: 9788804468646
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 1999-06-29
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 322
    Goodreads
    Anobii

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    fangoHo conosciuto Niccolò Ammaniti con Io non ho paura, un romanzo secondo me molto sopravvalutato che non mi era per nulla piaciuto. Ho provato a dare una seconda possibilità a questo autore. Fango è andato meglio, ma non di molto.

    Fango è una raccolta di racconti che compone un romanzo (o un romanzo composto da racconti) che si intrecciano a formare un affresco della gioventù romana, descrivendo le vite che si intrecciano a Capodanno in un quartiere borghese nella periferia romana.

    I racconti attraversano molti generi che vanno dall’horror alla commedia all’italiana, tutti mescolati l’uno con l’altro e non sempre  incastrati alla perfezione.

    Anche il livello della narrazione è molto altalenante; alcuni racconti sembrano dei riempitivi più utili a completare la narrazione che delle storie che valeva la pena raccontare.

    Devo dire che la scrittura di Ammaniti qui è molto più efficace che in Io non ho paura, probabilmente qui molto più a suo agio soprattutto in quei racconti che sfiorano il grottesco e il surreale. A volte splatter, a volte grottesco, quasi sempre sanguinario e violento, Ammaniti viene spesso definito geniale in questa raccolta di racconti. Io questa genialità non riesco a coglierla, forse perché se lo paragono a Chuck Palahniuk (uno dei miei scrittori preferiti) il confronto non regge e lo scrittore italiano se ne esce con la coda tra le gambe.

    Forse dovrei dargli un’altra possibilità. Trovare un romanzo dove si esprima al meglio. O forse no. Vedremo. Quello che è certo è che Fango sembra un’opera che abbia più l’intento di spaventare e disgustare che di narrare effettivamente una storia.

  • Recensione di Odio nella terra tarli nella testa di Andrea Garagiola

    Recensione di Odio nella terra tarli nella testa di Andrea Garagiola

    Odio nella terra, tarli nella testa è un romanzo di Andrea Garagiola pubblicato da Delos Digital nel 2018.

    Informazioni su ‘Odio nella terra tarli nella testa’
    Titolo: Odio nella terra tarli nella testa
    Autore: Andrea Garagiola
    ISBN: 9788825405156
    Genere: Horror
    Casa Editrice: Delos Digital
    Data di pubblicazione: 2018-03-06
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 103
    Goodreads

    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Odio nella terra tarli nella testaIl mondo è sconvolto da un’apocalisse zombie, l’unico posto che sembra non aver attaccato e fagocitato è lo spazio contenuto tra le alte mura di un manicomio, la Casamatta.

    All’interno gli otto pazzi sopravvissuti, i Tarli, si trovano a cercare di sopravvivere contro l’orrore del mondo di fuori che sta cercando di entrare, attraverso Puzzo dei Morti, un personaggio spaventoso che sembra essere l’essenza stessa dei non morti che stanno divorando il mondo.

    Il romanzo è scritto bene e in modo scorrevole. La trama sembra interessate e avvincente. Ci sono tutti gli ingredienti per realizzare un horror piacevole, ma non capisco bene il perché, manca qualcosa.

    Manca secondo me un’analisi e una descrizione più approfondita sulla psicologia dei personaggi, manca la riflessione del ribaltamento di prospettiva in cui i pazzi all’improvviso sono gli esseri più razionali rimasti nel nostro mondo.

    Manca una lotta con più suspense contro l’antagonista, questo Puzzo dei Morti che mi ha ricordato molto il Randall Flagg dell’Ombra dello Scorpione, non tanto per la sua descrizione ma per le sue capacità soprannaturali di creare l’epidemia e di alimentarla e spingerla.

    Peccato perché l’idea non mi dispiaceva, un’apocalisse zombie in cui si vedono pochissimi zombie.

    L’autore di Odio nella terra, tarli nella testa: Andrea Garagiola

    Andrea Garagiola è nato a Busto Arsizio nel 1983. Vive e lavora a Magenta, in provincia di Milano. È un grafico, web designer e sceneggiatore. Ha scritto per le testate Nathan Never e Agenzia Alfa della Sergio Bonelli Editore, Edizioni Inkiostro e la Scuola del Fumetto di Milano. Inoltre ha pubblicato racconti sia di narrativa che a fumetti su diverse antologie per BookMaker Comics, Cagliostro E-press, Delos Digital, Associazione Hyperion, Letteratura Horror e Ferrara Edizioni.