A Genova nasce la prima banda armata italiana di matrice marxista-leninista, la XXII Ottobre.
Categoria: Anni di piombo
-
8 Settembre 1969
Nasce il Collettivo Politico Metropolitano (CPM).
Alcuni comitati di azienda di Milano e Torino e gruppi di lavoratori-studenti redigono un documento a uso interno dei militanti nel quale si sottolinea come scopo del Collettivo debba essere la preparazione delle
strutture di lavoro indispensabili a impugnare in modo non individuale l’esigenza-problema dell’organizzazione rivoluzionaria della metropoli e dei suoi contenuti (ad esempio democrazia diretta, violenza rivoluzionaria, ecc.).
Il CPM nasce all’interno di un teatro in disuso in Via Curtatone 8.
Non è il classico collettivo, o almeno, non solo quello: è anche un laboratorio di analisi e di iniziativa politica in cui si tengono corsi di teatro, di grafica, di canto. A sfrondare il CPM di ogni caratteristica ludica sarà la strage di piazza Fontana: da quel momento al CPM ci si rende conto che per andare avanti bisogna cambiare rotta e strategia.
Nei documenti del Collettivo, stilati nella quasi totalità da Curcio e Simioni, si sottolinea la critica nei confronti della sinistra storica e delle organizzazioni sindacali tradizionali:
Nell’attuale momento politico il movimento spontaneo delle masse […] tende a porre il problema dei suoi bisogni reali fuori dagli schemi imposti dalle organizzazioni tradizionali del movimento operaio. La lotta di classe non è più contenibile nei confini del sindacalismo, del revisionismo […] e si pone come lotta di classe per il potere.
Il CPM sposa la tesi dell’autonomia operaia, criticando però ferocemente il fenomeno del “gruppismo” con le armi del leninismo: per sopravvivere, i gruppi devono superare l’infantile spontaneismo e la logica settaria, per contrastare le organizzazioni di sinistra tradizionali con «una seria prospettiva di classe».
E siccome la prospettiva è quella della presa del potere, la lotta di classe non potrà che essere armata:
La violenza rivoluzionaria non è un fatto soggettivo, non è un’istanza morale: essa è imposta da una situazione che è ormai strutturalmente e sovrastrutturalmente violenta. Per questo la sua pratica organizzata è ormai un parametro di discriminazione […] lo scontro violento è una necessità intrinseca necessaria, sistematica e continua dello scontro di classe.
AudioImmaginiVideoFontinessun audio presentenessun immagine presentenessun video presente- Vincenzo Tessandori. BR Imputazione: banda armata. Cronaca e documenti delle Brigate Rosse.
- Pino Casamassima, Il libro nero delle Brigate Rosse
-
2 Dicembre 1968
Ad Avola la polizia spara sui braccianti che stanno protestando, uccidendone due.
AudioImmaginiVideoFontinessun audio presentenessun immagine presentenessun video presenteTesti
- Pino Casamassima, Il libro nero delle Brigate Rosse
-
19 Aprile 1968
A Valdagno (VI) un corteo di quattromila persone, di cui metà donne, abbatte la statua del fondatore della dinastia tessile cittadina: Gaetano Marzotto. Alle cariche della polizia, Valdagno brucia per una violenta sommossa. (altro…)
-
30 Settembre 1967
A Trento scoppia una bomba su un treno proveniente da Innsbruck, uccidendo il brigadiere Filippo Toti e l’agente della Polfer Edoardo Martini.
-
27 Aprile 1966
Paolo Rossi, studente di 19 anni della Sapienza di Roma, viene ucciso da neofascisti sulle scale della Facoltà.
Stava distribuendo volantini nella città universitaria per le elezioni studentesche, quando alcuni studenti di Primula Goliardica che volevano protestare contro presunti brogli elettorali cominciano ad aggredirli.
L’azione dei neofascisti avviene sotto gli occhi indifferenti della polizia di Stato comandata dal Commissario D’Alessandro, autorizzata dal rettore a entrare nella città universitaria; nessuno interviene.
Paolo Rossi cade da cinque metri di altezza stordito dalle percosse, dal muretto della scalinata. Colpi micidiali di una massa inferocita contro una persona sola. I fascisti sono sempre fascisti. Lo portano in ospedale, ma è già in coma per il forte trauma cranico. Morirà nella notte.
La sera stessa la Facoltà viene occupata spontaneamente, anche con la solidarietà di molti docenti. La polizia li sgombera immediatamente.
Il giorno dopo si svolge una grande assemblea con deputati di sinistra e personalità legate all’antifascismo italiano. Nasce così una nuova occupazione, che ha l’obiettivo di far dimettere il Rettore Ugo Papi e lo scioglimento delle organizzazioni parafasciste di studenti universitari.
Il 30 Aprile si svolgono i funerali: la partecipazione è enorme, e molti giovani cominciano la protesta nonostante fossero del tutto estranei alla politica prima del fatto.
Il responsabile dell’aggressione non verrà mai identificato.
Gli atti del processo porteranno alla sentenza del 30 Luglio 1968 di “omicidio preterintenzionale contro ignoti”.
Paolo Rossi è il primo morto per mano fascista dal Dopoguerra, e il suo omicidio e la reazione antifascista compongono il vero prologo della rivolta studentesca del 1968.
AudioImmaginiVideoFontinessun audio presentenessun immagine presentenessun video presente- Concetto Vecchio, Vietato obbedire