Le Brigate Rosse “gambizzano” Carlo Castellano, dirigente dell’Ansaldo iscritto al PCI.
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È un partigiano di Giustizia e Libertà, viene raggiunto da quattro colpi calibro 7,62 sparati da una pistola Nugent silenziata. A sparare è Raffaele Fiore.
Nel comunicato di rivendicazione le BR definiscono il giornalista
«un uomo della DC con i suoi trent’anni di fedeltà alla Fiat, alla sua politica antioperaia, al progetto golpista di Cavallo e Sogno».
Morirà il 29 Novembre 1977.
Vengono istituiti il SISMI (Servizio per le informazioni e la sicurezza militare) e il SISDE (Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica), coordinati dal CESIS (Comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza) dipendente dalla presidenza del Consiglio.
A capo del SISMI verrà posto il generale Giuseppe Santovito; la guida del SISDE verrà affidata al generale Giulio Grassini; alla testa del CESIS verrà insediato il prefetto Walter Pelosi.
Santovito, Grassini e Pelosi risulteranno affiliati alla Loggia segreta P2.
Lo stesso giorno a Milano viene gambizzato il consigliere democristiano Carlo Arienti da un commando composto da due uomini e una donna.
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Adriana Faranda è nel commando e le è delegato il compito di sparare.
Lo stesso giorno evade dal carcere di Forlì Antonio Savino. Era stato arrestato il 10 Novembre 1976.
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