Tag: charles bukowski

  • Citazioni di Charles Bukowski: “Per ogni Giovanna d’Arco…”

    Citazioni di Charles Bukowski: “Per ogni Giovanna d’Arco…”

    “Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato dall’altra estremità dell’altalena”.

    Charles Bukowski, Factotum

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  • Citazioni di Charles Bukowski: “Nella morte non c’è niente di triste…”

    Citazioni di Charles Bukowski: “Nella morte non c’è niente di triste…”

    “Nella morte non c’è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C’è rimasto ben poco che possa morire”.

    Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo (e i marinai prendono il comando)

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  • Citazioni di Charles Bukowski: La vita mi faceva semplicemente orrore

    Citazioni di Charles Bukowski: La vita mi faceva semplicemente orrore

    “La vita mi faceva semplicemente orrore. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare, dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi, il mondo è sempre là fuori che ti aspetta, ma per un po’ almeno non ti prende alla gola”.

    Charles Bukowski, Factotum

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  • Post office

    Post office

    Post Office è un romanzo di Charles Bukowski pubblicato da Guanda nel 2006.

    Informazioni su ‘Post office’
    Titolo: Post office
    Autore: Charles Bukowski
    ISBN: 9788860880048
    Genere: Biografia
    Casa Editrice: Guanda
    Data di pubblicazione: 2006-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 155
    Goodreads
    Anobii

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    Post OfficeUno dei più famosi romanzi di Charles Bukowski, con il solito protagonista Henry “Hank” Chinaski.
    Pubblicato nel 1971, narra le vicende del protagonista alle prese con il sistema delle Poste Statiunitensi, sistema che l’autore conosce benissimo avendoci lavorato per decenni.

    A differenza di altri romanzi come Factotum, in questo libro Hank parla del lavoro in modo meno alienante; la sensazione è che provi una sorta di affetto morboso, quasi un odi et amo.

    Hank passa le sue notti tra sbornie colossali e sesso sfrenato con la sua compagna Betty, ma alle 5 in punto si presenta al lavoro, dove il sadico capo Stone lo manda all’avventura a consegnare la posta, contro casalinghe ninfomani e isteriche, pensionati pedanti e acquazzoni tropicali.
    Poi la situazione si evolve pian piano, da postino Hank passa allo smistamento della posta, si lascia con Betty e conosce altre donne, ma la sostanza non cambia: la morale della storia sembra essere che il lavoro “mobilita” l’uomo, nel senso che gli concede le risorse per vivere realmente nel poco tempo giornaliero che rimane.

    Come a dire che i soldi non fanno la felicità. E nemmeno la sicurezza. Banale? Forse. Ma chiedetelo a Hank:

    “Sicuro? La sicurezza si poteva averla anche in galera. Tre metri quadrati tutti per voi senza affitto da pagare, senza conti della luce e del telefono, senza tasse, senza alimenti. Senza tassa di circolazione. Senza multe. Senza fermi per ogni guida in stato di ubriachezza. Cure mediche gratuite. La compagnia di persone con gli stessi interessi. Chiesa. Inculate. Funerali gratuiti.”

    Citazioni da “Post office”

    “Il coraggio viene dallo stomaco… Tutto il resto è disperazione”

  • Svastica

    Svastica

    Svastica è un racconto di Charles Bukowski pubblicato da Nuovi Equilibri nel 1994.

    Informazioni su ‘Svastica’
    Titolo: Svastica
    Autore: Charles Bukowski
    ISBN: 9788872262092
    Genere: Racconto
    Casa Editrice: Nuovi Equilibri
    Data di pubblicazione: 1995-02-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 29
    Goodreads
    Anobii

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    Copertina di Svastica di Charles BukowskiUn Bukowski atipico in questo racconto eternamente escluso dalla versione italiana di “Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness” (tradotto con il più sobrio “Storie di ordinaria follia“).
    Nessuno riesce a capire perchè l’editore Feltrinelli l’abbia sempre tagliato dalle edizioni del volume: censura? noia?

    Questo racconto, di nemmeno dieci pagine, parla del presidente degli Stati Uniti che viene rapito dai suoi stessi agenti di scorta e portato in un fatiscente appartamento in cui incontra l’invecchiato Adolf Hitler, scampato al buker Berlinese.

    Grazie alle conoscenze scientifiche acquisite con gli esperimenti sugli ebrei, l’ex fuhrer scambia il suo corpo con quello del presidente degli Stati Uniti, che da aitante uomo di mezza età, si trova ad essere un ottantenne decrepito che aspetta la fine, mentre il terrore del Novecento sale al comando della Nazione più forte.

    Un racconto interessante per analizzare le posizioni politiche di Bukowski (quasi inesistenti), un’idea abbastanza originale e divertente, scritta abbastanza bene.

  • Recensione di Il capitano è fuori a pranzo (e i marinai prendono il comando)

    Recensione di Il capitano è fuori a pranzo (e i marinai prendono il comando)

    Il capitano è fuori a pranzo (e i marinai prendono il comando) è un romanzo di Charles Bukowski pubblicato da Feltrinelli nel 1998.

    Informazioni su ‘Il capitano è fuori a pranzo’
    Titolo: Il capitano è fuori a pranzo
    Autore: Charles Bukowski
    ISBN: 9788807817076
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2000-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 140
    Goodreads
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    Il capitano è fuori a pranzoQuesto diario di Charles Bukowski raccoglie i suoi scritti negli ultimi 3 anni della sua vita prima che una leucemia fulminante lo stronchi a San Pedro, in questo libro illustrato da Robert Crumb.
    Pubblicato postumo nel 1998, ha una narrazione ripetitiva e noiosa: Bukowski si sveglia, va alle corse dei cavalli; ci sta tutto il giorno; torna a casa, qualche volta sta con sua moglie Linda o guarda i suoi gatti; altrimenti va al suo word processor e scrive fino a tarda sera.
    Qualcuno va a trovarlo, nonostante accada di rado.
    Ma la trama non è mai stata la forza di questo scrittore. La sua potenza sono le parole, le riflessioni fuori dal coro, le considerazioni sulla vita e su quell’umanità in cui non ripone più alcuna speranza: quando è così le parole di Bukowski sono diamanti grezzi persi nello scarico di un water, ancora più luminosi e splendenti perchè ancora sporchi di merda.

    Citazioni da “Il capitano è fuori a pranzo”

    “Nella morte non c’è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non la sentono. Per molti la morte è una formalità. C’è rimasto ben poco che possa morire”

    “Uno scrittore non ha niente da dare se non quello che scrive. Al lettore non deve nient’altro che la disponibilità della pagina stampata”.

    “La folla di un ippodromo è il mondo in scala ridotta, la vita che si affanna contro la morte e perde. Alla fine non vince nessuno, si cerca soltanto una tregua, qualche momento fuori dalla luce”.

    “La conclusione è che il computer nuoce allo spirito. Be’, come molte altre cose. Ma io sono per le cose utili, se posso scrivere due volte tanto e la qualità rimane la stessa, allora scelgo il computer. Per me scrivere è volare, è accendere un fuoco. Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo”.

    “Trovo che chi tiene un diario e ci scriva i suoi pensieri sia una testa di cazzo”

    “Nella nostra vita, tutti finiamo per farci prendere e dilaniare da varie trappole. Nessuno sfugge. Alcuni addirittura ci convivono. Il trucco è rendersi conto che una trappola è una trappola. Se ci caschi dentro e non te ne accorgi sei finito”.

    “Morirai guerriero, sarai onorato all’inferno”

    “Chi ha inventato la scala mobile? Gradini che si muovono. Poi si parla di pazzi. Gente che va su e giù per le scale mobili, negli ascensori, che guida automobili, le porte dei garage che si aprono schiacciando un pulsante. Poi vanno in palestra per smaltire il grasso. Fra quattromila anni non avremo più le gambe, strisceremo direttamente sul culo, o forse rotoleremo come matasse di rovi. Tutte le specie si autodistruggono. A uccidere i dinosauri fu il fatto che si mangiarono tutto quello che avevano intorno, poi si mangiarono fra di loro e quando ne restò uno solo quel figlio di puttana semplicemente morì di fame”

    “Il capitalismo è sopravvissuto al comunismo. Bene, ora si divora da solo”.

    “Hemingway non sapeva ridere. Uno che scrive alzandosi alle sei del mattino non può avere alcun senso dell’umorismo. Vuole sconfìggere qualche cosa”.

    “L’autostrada ti ricorda sempre un po’ com’è la gente. È una società competitiva. Vogliono che tu perda così possono vincere loro. E una questione innata e in autostrada viene fuori. Quelli che vanno piano vogliono bloccarti, quelli che vanno forte vogliono superarti. Io mi tengo sui centodieci, così sorpasso e vengo sorpassato. Quelli che vanno forte non sono un problema. Gli faccio strada e li lascio andare. Sono quelli lenti che mi irritano, quelli che si piantano a novanta all’ora sulla corsia di sorpasso. E a volte non c’è verso di passare. Quel poco che vedi della testa e della nuca del guidatore basta già a farti un’idea. L’idea che quella persona ha l’anima addormentata ma è anche incattivita, volgare, crudele e stupida”.

    “Che cosa fanno gli scrittori quando non scrivono? Personalmente, io vado alle corse. Oppure, i primi tempi, morivo di fame o facevo lavori di merda”.

    “Penso che vivere con donne pazze faccia bene alla spina dorsale”

    “I miei eroi sono scomparsi da un pezzo e ora mi tocca vivere con gli altri”

    “Azione o inazione, non c’è via d’uscita. Dobbiamo rassegnarci ad annoverarci fra le perdite: qualsiasi mossa sulla scacchiera porta allo scacco matto”

    “Nella vita ci sono migliaia di trappole, e in molte ci cadono quasi tutti. L’idea, però, è di evitarne il più possibile. Serve a restare il più possibile vivi finché non si muore”

    “Con le donne, ogni volta era una nuova speranza, ma quello succedeva i primi tempi. Lo capii subito, smisi di cercare la “ragazza dei sogni”; me ne bastava una che non fosse un incubo”.

  • Factotum

    Factotum

    Factotum è un romanzo di Charles Bukowski pubblicato da TEA in questa edizione nel 2008.

    Informazioni su ‘Factotum’
    Titolo: Factotum
    Autore: Charles Bukowski
    ISBN: 9788850215751
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: TEA
    Data di pubblicazione: 2008-09-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 156
    Goodreads
    Anobii

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    factotumBukowski è sempre irrecensibile. Forse per questo ha avuto così poco successo, all’inizio. Nessuno sapeva bene come fare.
    Paragonato spesso ad Henry Miller, soprattutto con questo romanzo, Bukowski assimila quello che può dal maestro (quando i protagonisti delle sue storie stanno leggendo stanno sempre leggendo Miller), e lo estremizza.

    Factotum parla fondamentalmente dei lavori svolti da Hank Chinaski in un periodo indefinito della sua vita. Di come li prendesse, lavori che nessuno voleva, mal retribuiti e sempre essendo sfruttati, e di come li perdesse dopo qualche giorno, sempre troppo ubriaco o disilluso per tenerseli.
    E come in molti libri di Bukowski non ha un finale, la storia finisce per troncamento. Ovviamente con una frase breve, sconvolgente, imbarazzante.

    Citazioni da “Factotum”

    “Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato all’altra estremità dell’altalena”

    “Certo, non ero molto ambizioso, ma doveva esserci un posto per la gente priva di ambizione, un posto un po’ migliore di quello che gli si riservava di solito, voglio dire. Come cazzo si poteva pensare che fosse divertente svegliarsi alle sei e mezzo con la suoneria, saltar giù dal letto, vestirsi, ingoiare qualcosa di malavoglia, cacare, pisciare, spazzolarsi denti e capelli e buttarsi nel traffico per arrivare in un posto dove essenzialmente si facevano un sacco di soldi per qualcun altro e essere anche grati a chi ti dava la possibilità di farlo?”

    “L’inferno ribolle di risate”

    “La vita mi faceva sempre orrore,. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare, dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi, il mondo è sempre la fuori che ti aspetta, ma per un pò almeno non ti prende alla gola”