Tag: Parigi

  • Recensione di La ragazza con la Leica di Helena Janeczek

    Recensione di La ragazza con la Leica di Helena Janeczek

    La ragazza con la Leica è un romanzo di Helena Janeczek pubblicato da Guanda nel 2017 e vincitore del Premio Strega.

    Informazioni su ‘La ragazza con la Leica’
    Titolo: La ragazza con la Leica
    Autrice: Helena Janeczek
    ISBN: 9788823524019
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Guanda
    Data di pubblicazione: 2017-09-07
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 335
    Goodreads
    Anobii

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    La ragazza con la LeicaI vincitori dei premi letterari sono quasi sempre una delusione. E questo La ragazza con la Leica devo dire che non si discosta da questo luogo comune.

    Il romanzo racconta la vita di Gerda Taro, fotografa realmente esistita nella Parigi degli anni Trenta. Una fotografa di conflitti, soprattutto della guerra di Spagna, che muore proprio sul campo a ventisette anni mentre esercita la sua passione più grande: fotografare.

    Compagna del famoso fotografo Robert Capa, questa storia ha tutti i requisiti per essere un autentico capolavoro, almeno per me. Fotografia, di cui sono appassionato; Parigi anni Trenta, la mia città preferita nel suo momento storico più alto; la guerra di Spagna, dove anarchici e comunisti cercano di liberare la Catalogna e la Spagna dal fascismo di Franco.

    Lo immaginavo come un Omaggio alla Catologna più rilassato e leggero, descritto attraverso le immagini della celebre fotografa… E l’inizio non è per nulla deludente. Il prologo mi ha convinto che era esattamente il romanzo che mi aspettavo. Una narrazione attraverso le bellissime fotografie di Gerda Taro.

    Poi non si capisce cosa succede. Lo stile di scrittura diventa pesante, incescpica. La trama si fa confusa, balzi avanti e indietro di tempo di spazio, i personaggi secondari che dovrebbero arricchire la narrazione sembrano sagome di cartone a impoverire una scena che continua ad essere sempre più sfocata…

    Si balza tra Lipsia, la Catalogna e Parigi, avanti e indietro nel tempo. E non ci si capisce più nulla. La lettura diventa difficile, tanto da avermi fatto pensare più volte di abbandonare il libro.

    E una volta giunti alla fine non mi ha lasciato nulla.

  • Recensione di L’uomo dei cerchi azzurri di Fred Vargas

    Recensione di L’uomo dei cerchi azzurri di Fred Vargas

    L’uomo dei cerchi azzurri è un romanzo di Fred Vargas, il primo della serie del Commissario Adamsberg, edito da Einaudi nel 2012 (prima edizione 1991).

    Informazioni su ‘L’uomo dei cerchi azzurri’
    Titolo: L’uomo dei cerchi azzurri
    Autore: Fred Vargas
    ISBN: 9788806213657
    Genere: Poliziesco
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2012-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 235
    Goodreads
    Anobii

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    L'uomo dei cerchi azzurriL’uomo dei cerchi azzurri è il primo romanzo di Fred Vargas con protagonista il commissario Adamsberg.

    A Parigi un uomo durante la notte traccia dei cerchi azzurri attorno ad oggetti insignificanti: una scarpa abbandonata, una cartaccia, un portachiavi.

    La cosa è curiosa, ma al di là di alcuni brevi articoli sul giornale sembrano non interessare particolarmente l’opinione pubblica. L’unica persona ad esserne attratta è il Commissario Adamsberg, che se ne preoccupa immediatamente giudicandoli crudeli. Tanto da essere l’unica persona a non essere stupita quando all’interno dei cerchi azzurri compare il primo cadavere.

    Ho incontrato sulla mia strada il commissario Adamsberg quasi per caso. Potrebbe essere uno dei tanti protagonisti da serie di gialli (in Italia Montalbano e Schiavone, giusto per citarne un paio) e invece questo poliziotto è completamente diverso.

    Indifferente, non deduttivo nei ragionamenti, procede nelle indagini e nella vita per associazioni libere, leggero e nebbioso come la prima foschia autunnale. I personaggi che lo circondano completano un “bestiario” complesso (nonostante molti siano quasi volutamente caricaturali) e avvincente, che ci danno una finestra su un mondo ben definito, reale e realistico.

    La scrittura di Fred Vargas (scrittrice e non scrittore) è fluida e semplice senza mai essere banale.

    La costruzione della trama è abbastanza lenta all’inizio, indolente: continuano a comparire cerchi azzurri e nessuno sembra farci caso. Tantomeno noi. Ci aspettiamo un cadavere all’interno? Certo, fin dal primo momento. Ma poi un po’ ci perdiamo nella nebbia della mente di Adamsberg e nella sua ostinazione. E quando il primo cadavere arriva ci sentiamo come il vice del commissario, Danglard: in fondo ce l’aspettavamo, ma non ci credevamo davvero.

    E poi la scrittura si fa più incalzante, si cerca di trovare ordine nel caos fino alla conclusione del romanzo: forse non proprio originale, ma poco ci importa. Quello che affascina di questo mondo è proprio il suo realismo, la sua follia; una follia che soltanto Adamsberg sembra poter piegare a un certo ordine.

    A me questo commissario fa impazzire, credo che adesso li leggerò uno dopo l’altro.

  • Recensione di Alter Ego di Giuliano Golfieri

    Recensione di Alter Ego di Giuliano Golfieri

    Alter Ego – Memorie di un viaggiatore ultracorporeo è un romanzo di Giuliano Golfieri, autopubblicato su Amazon nel 2017.

    Informazioni su ‘Alter ego: memorie di un viaggiatore ultracorporeo’
    Titolo: Alter ego: memorie di un viaggiatore ultracorporeo
    Autore: Giuliano Golfieri
    ISBN: 9781521594414
    Genere: Storico / Esoterico
    Casa Editrice: Self Publishing
    Data di pubblicazione: 2017-07-10
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 300
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    Alter Ego: memorie di un viaggiatore extracorporeoSolitamente non recensisco romanzi autopubblicati, ma per questo romanzo ho fatto un’eccezione, viste le incredibili recensioni di cui godeva online. La sinossi sembrava interessante e allora ho accettato di leggere e recensire il romanzo; e devo dire che decisamente al di sopra dei self publishing che mi arrivano da recensire.

    Innanzitutto è molto curato: pochissimi i refusi e i punti in cui sarebbe stato necessario fare un editing; poi Golfieri scrive bene. Ha ritmo e una scrittura scorrevole che manca a moltissimi autori emergenti.

    Il romanzo è ambientato nella Francia del 1745, all’alba della rivoluzione Francese. Un ragazzo si sveglia in un bosco a pochi chilometri da Parigi senza avere la minima memoria di chi sia o del perché si trovi in quel luogo completamente nudo. Crescerà in questo paesino vicino alla grande città finché non scoprirà un potere unico: quello di trasmigrare nei corpi di altre persone soltanto grazie al contatto tra il suo sangue e quello dell’ospite.

    Sarà proprio questo potere a portarlo alla ribalta a Parigi, prima per bravate con l’unico amico, poi per la scalata al potere grazie ai legami sempre più stretti con la massoneria.

    Come accennavo all’inizio della recensione il romanzo è scritto in modo molto scorrevole e le pagine si leggono in fretta. Non ci sono errori grammaticali o grosse incongruenze e per essere un romanzo auto pubblicato è un ottimo prodotto.

    Quello che a mio avviso manca è una trama un po’ più articolata, un po’ più curata, che avrebbe dato spessore ai personaggi (soprattutto a quelli storici) e una maggiore credibilità al romanzo stesso. Se poi posso fare un appunto le scene di sesso sono descritte in modo troppo dolce e leggero… Ma probabilmente sono gusti, io preferisco una scrittura sul sesso più cruda, come Miller e  Bukowski, per intenderci.

    Per il resto un romanzo a cui dare una possibilità, soprattutto se vi piacciono le ambientazioni fumose e buie dell’esoterismo e della massoneria.

    L’autore di Alter Ego: memorie di un viaggiatore extracorporeo: Giuliano Golfieri

    Giuliano Golfieri è un imprenditore quarantenne e vive a Milano, città dove è nato e cresciuto e che ha scelto come casa, dopo esperienze lavorative a Londra e a Roma.

    Nella sua vita si sono affiancate diverse professioni e passioni articolate: giornalista, musicista, programmatore, pilota…

    Da sempre appassionato di tecnologia, non perde occasione per viaggiare ed è un grande amante della natura e del mondo animale.

    Il fascino per l’esoterismo, la storia e l’occulto lo ha spinto alla ricerca di spunti e avvenimenti i quali, uniti a idee maturate negli anni, sono sfociati nella realizzazione del romanzo d’esordio “Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo”.

  • Tropico del Cancro

    Tropico del Cancro

    Tropico del Cancro è un romanzo di Henry Miller pubblicato in Italia da Mondadori nel 2000.

    Informazioni su ‘Tropico del Cancro’
    Titolo: Tropico del Cancro
    Autore: Henry Miller
    ISBN: 9788804487784
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2001-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 333
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    Henry Miller è sconosciuto a molti e totalmente ignorato dalle scuole italiane e dalle storie della letteratura. Vero che nel 1961 il libro fu processato negli Stati Uniti per oscenità, ma è anche vero che non siamo più negli anni Sessanta, che i diciottenni di oggi non lo riterrebbero pornografia, e che in seguito al processo di questo libro le leggi sulla pornografia furono modificate e rese meno restrittive negli USA.

    Il romanzo è per lo più un diario della vita di Henry Miller nella Parigi degli anni Trenta, persa tra sesso, la ricerca di un lavoro, del prossimo pasto e considerazioni lucide e profetiche sulla vita e sull’umanità.

  • Sogni infranti

    Sogni infranti

    I nostri sogni si infrangono come cristalli delicati. Da piccoli tutti sogniamo di fare l’astronauta, il poliziotto, l’attore famoso. Poi arriva l’adolescenza, capisci che forse l’allunaggio è un invenzione della NASA messa su in qualche super studio di Hollywood, che i poliziotti non sono poi lì tutti per proteggerci ma anche per difendere il potere e il sistema, non i cittadini libere di esprimere le proprie opinioni. Forse fare l’attore dura un pò più a lungo, come sogno nel cassetto. Ma solo in film impegnati e con donne da urlo, altrimenti è solo un altro cristallo infranto. Quando sei adolescente sogni di diventare una rockstar o una superstar del rap, sogni di diventare un poeta come Baudelaire, o uno scrittore come King. Vedi il tuo futuro in case da sogno, con un grande studio all’interno pieno dei tuoi romanzi, con una vista mozzafiato su un lago di montagna o sulla torre Eiffel in un atelier a Parigi. Ci credi con tutto te stesso che passerai il resto della tua vita seduto a un computer, mentre i tuoi fedeli lettori sono lì, in febbrile attesa del tuo nuovo capolavoro. Ci vorrà un pò di tempo, forse, ma la conclusione saranno soldi, fama, successo e belle donne.

    Poi il tempo passa.

    Tu finisci la scuola e i tuoi premi ai concorsi di poesia e le tue due misere pubblicazioni gratuite sono state cestinate dopo un viaggio in metropolitana, oppure sono ad ammuffire su qualche scaffale di una biblioteca di provincia. Entri all’università con ancora qualche speranza, ti dici che una laurea potrà cambiarti la vita. Che il tuo 110 e lode in lettere moderne ti spalancherà la strada verso un libro di storia della letteratura e ti consegnerà le chiavi di una macchina sportiva veloce e costosa. Ritirarsi dopo sei mesi provoca grosse crepe nell’esistenza dei tuoi sogni, e i lavori disperati su cui ti butti subito dopo perchè fare lo scrittore per te stesso non paga allungano quelle crepe come una complicata e perfetta ragnatela. Ti lasci trasportare, 8, 10, 14 ore al giorno per non pensare, per non sentire quel suono di rottura. Poi arriva il momento in cui non puoi far finta di ignorare più nulla. In cui capisci che è inutile continuare a mentire a te stesso. Schegge dolorose ti scivolano addosso, cerchi di spazzolartele dai capelli con gesti lenti, quasi senza accorgertene, come se fossi in trance, come se i sogni fossero quelli di un altro.

    Ma sono i tuoi fratello.

    Nessuna pietà o misericordia. Nessuna casa enorme con vista su un laghetto del Maine o sulla Maremma nel tuo oscuro futuro. Solo felicità momentanee, subito spazzate via dall’ennesima dimostrazione della Legge di Murphy. Come una nave di cristallo, strappata via dal ritorno alla razionalità. Distrutta dal tuo passaggio all’età adulta…

    Before you slip into unconsciousness Id like to have another kiss Another flashing chance at bliss Another kiss, another kiss The days are bright and filled with pain Enclose me in your gentle rain The time you ran was too insane Well meet again, well meet again Oh tell me where your freedom lies The streets are fields that never die Deliver me from reasons why Youd rather cry, Id rather fly The crystal ship is being filled A thousand girls, a thousand thrills A million ways to spend your time When we get back, Ill drop a line

    The crystal ship
    The Doors