“L’esistenza di una maggioranza implica logicamente una minoranza corrispondente.”
Philip K. Dick, Rapporto di minoranza e altri racconti
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“C’è sempre qualcosa che ti appartiene, di cui hai bisogno, e degli uomini in divisa che ti impediscono di raggiungerlo difendendo gli interessi di altri che se la vogliono tenere per sé. Cosa cambia se si tratta di un fratello o della terra su cui vivi? Noi e quei ragazzi con le maschere antigas veniamo da mondi diversi e usiamo parole diverse, ma diciamo la stessa cosa, se ci pensi: voglio ciò che mi spetta.”
Juri Di Molfetta, Oggi tocca a me

“E’ così facile avere un obiettivo nella vita. Goderne appieno. Basta privarsene. Sono pochi, pochissimi i nostri scopi e i nostri desideri. Sempre quelli. Fino alla nausea. La proibizione li santifica”.
Aldo Nove, La vita oscena

“Una bugia pruriginosa avrà sempre la meglio su una nobile verità”
Chuck Palahniuk, Senza veli

“È davvero strano il sistema economico da cui ci si aspetta oggi la salvezza del mondo! Nessuno fabbrica più nulla con le proprie mani, nessuno si ingegna più a fare la pentola, uno zufolo o a inventare un carretto; l’idea più brillante che si possa avere è quella di andare in qualche parte della terra a comprare qualcosa da rivendere altrove, con profitto.”
Tiziano Terzani, Un indovino mi disse

“Siamo tutti uguali […] fra le mille maniere di fare un’azione, scegliamo sempre istintivamente la peggiore”
Alberto Moravia, Gli indifferenti

“La guerra ci ha resi inetti a tutto. Non siamo più giovani, non aspiriamo più a prendere il mondo d’assalto. Siamo dei profughi, fuggiamo noi stessi, la nostra vita. Avevamo diciott’anni, e cominciavamo ad amare il mondo, l’esistenza: ci hanno costretti a spararle contro. La prima granata ci ha colpiti al cuore; esclusi ormai dall’attività, dal lavoro, dal progresso, non crediamo più a nulla. Crediamo alla guerra.”
Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale

“Ufficialmente, dunque, sono in depressione. La formula mi sembra carina. Non che mi senta in basso; piuttosto è il mondo intorno a me che sembra alto.”
Michel Houellebecq, Estensione del dominio della lotta

La scatola a forma di cuore è un romanzo di Joe Hill pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2007.
Quanti leggerebbero Joe Hill se non fosse il figlio di uno degli scrittori più famosi e acclamati degli ultimi trent’anni? Quanto è stato facilitato il suo cammino verso la pubblicazione, visto che in Italia la sua casa editrice è la stessa del padre? Ma soprattutto, che senso ha farsi queste domande?
Joe Hill è figlio di Stephen King. Ha scelto di darsi un altro nome per non sfruttare appieno la popolarità del padre. Ha avuto il coraggio di scrivere più o meno delle stesse ambientazioni del “Re del Brivido”. Per me questo è sufficiente.
La scatola a forma di cuore è una storia di fantasmi. Jude Coyne è una rockstar miliardaria che ama collezionare oggetti insoliti, come il cranio di un uomo che era stato posseduto da un demone, la confessione di una strega, o uno snuff movie girato dalla polizia messicana. Quando su un piccolo sito internet di aste online trova in vendita un fantasma, non riesce a resistere, e lo acquista.
Gli arriva a casa una scatola a forma di cuore, con all’interno il vestito del morto, a cui il fantasma è particolarmente legato. La sua vita cambia radicalmente e scopre che il fantasma fa parte del suo passato e il suo non è stato un acquisto casuale.
La scrittura di Joe Hill è molto fluida e cinematografica, molto simile a quella del padre. Potrebbe essere un difetto, questa mancanza di originalità, ma se mi dicessero che scrivo quasi come Stephen King io non è che mi offenderei. I personaggi sono molto credibili, sono interessanti e vengono presentati molto bene; inoltre la loro crescita è curata e coinvolgente.
La trama è ben costruita, e nonostante non sia anch’essa particolarmente originale, mi ha portato velocemente a divorare le pagine fino al finale, forse scontato o forse no.
La scatola a forma di cuore è un ottimo romanzo, ben scritto e piacevole se vi piace il genere. Una storia di fantasmi non originalissima ma nemmeno particolarmente scontata.

“Non c’è idea cui non si finisca per far l’abitudine”
Albert Camus, Lo straniero