Autore: zorba

  • Citazioni di Michel Bussi: Si finisce sempre per dimenticare

    Citazioni di Michel Bussi: Si finisce sempre per dimenticare

    “Si finisce sempre per dimenticare. Si dimentica la mattanza, si dimentica la barbarie e si ammira la follia”

    Michel Bussi, Ninfee nere

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  • Citazioni di Marion Zimmer Bradley: Un regno governato…

    Citazioni di Marion Zimmer Bradley: Un regno governato…

    “Un regno governato dai preti è pieno di tiranni in terra e in cielo”

    Marion Zimmer Bradley, Le nebbie di Avalon

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  • Il codice della strega

    Il codice della strega

    Il codice della strega è un insieme di tre volumi auto pubblicati da Federico Negri nel 2015.

    Informazioni su ”Il codice della strega
    Titolo: Il codice della strega
    Autore: Federico Negri
    ASIN: B00UYX6YPI
    Genere: Fantasy / Steampunk
    Casa Editrice: Self Publishing
    Data di pubblicazione: 2015-03-19
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 400
    Goodreads
    Anobii
    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Il codice della stregaIl codice della strega un libro che raccoglie i primi tre volumi di questa saga scritta da Federico Negri.

    In un mondo futuristico dove la tecnologia serve ormai a poco e gli oceani sono sconvolti da tempeste invalicabili il mondo è regredito a un mondo che assomiglia al 1600 europeo: commercianti e nobili che aiutano e scatenano guerre di potere tra le nazioni, intere popolazioni relegate a vivere da escluse nei sottofondi delle città e la magia che si risveglia attraverso una stirpe di streghe…

    La trama della saga è molto chiara e lineare: ogni libro della saga ha come titolo il nome di una delle streghe protagoniste, appartenenti tutte allo stesso clan magico: le Santuini. La narrazione procede spedita, e lo stile di scrittura utilizzato è molto asciutto e piacevole. I personaggi sono ben delineati e interessanti, hanno una loro evoluzione all’interno della narrazione e appassionano il lettore alle loro vicende.

    Le uniche cose che avrebbero potuto migliorare, a mio avviso, sono due: le descrizioni dei luoghi e il contesto storico.

    Per essere un fantasy questa saga è molto snella nelle descrizioni degli ambienti. Le città sono appena tratteggiate, quasi fumose, le campagne e le rovine di castelli che le streghe attraversano sono lasciate troppo all’immaginazione; e manca a mio avviso un contesto che definisca questo futuro alternativo, che potrebbe tranquillamente essere un mondo fantastico immaginato dall’autore e non così strettamente “steampunk”.

    Biografia di Stefano Negri

    Scrittore compulsivo e intermittente, fondamentalmente imbrattacarte a tempo perso. Scrivo fantasy, dystopian, thriller e sci-fi. Sono nato a Torino negli anni di piombo ma trascorro buona parte del mio tempo librato in volo, tra un continente e l’altro, per viaggi di lavoro (quello vero). In aereo si scrive benissimo.

  • Citazioni di Philip K. Dick: Ho viaggiato molto

    Citazioni di Philip K. Dick: Ho viaggiato molto

    “Ho viaggiato molto, e ho visto il mondo, sia prima che dopo. Ho vissuto i giorni della distruzione. Ho visto le città morire, le campagne avvizzire. Ho visto il pallore abbattersi sulla terra. C’era ancora una certa bellezza in quei tempi, sai. Le città erano frenetiche e sudice, ma in certi momenti, di solito all’arrivo e alla partenza, quando le guardavi di notte, tutte illuminate, da un aereo, in un cielo sereno… per quell’istante potevi quasi evocare una visione di sant’Agostino. Urbi et orbi, forse, per quell’istante. E quando ti allontanavi dalle città, in una bella giornata, c’era tanto verde e tanto marrone, spruzzati di tutti gli altri colori, acque che scorrevano limpide, aria dolce… Ma poi venne quel giorno. L’ira discese. Peccato, colpa e punizione? Le psicosi maniacali delle entità che chiamavamo stati, istituzioni, sistemi… le potenze, i troni, le dominazioni… le cose che continuamente si mescolano all’umanità e dall’umanità emergono? La nostra tenebra, esteriorizzata e visibile? Comunque fosse, era stato raggiunto il punto critico. Discese l’ira. Il bene, il male, la bellezza, la tenebra, le città, la campagna… il mondo intero, tutto si rispecchiò per un istante sulla spada levata”.

    Philip K. Dick e Roger Zelazny, Deus Irae

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  • La spada del destino – Recensione

    La spada del destino – Recensione

    La spada del destino è una raccolta di sei racconti dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski, pubblicata da Nord Edizioni nel 2011.

    Informazioni su ”La spada del destino
    Titolo: La spada del destino
    Autore: Andrzej Sapkowski
    ISBN: 9788842916642
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Nord Edizioni
    Data di pubblicazione: 2011-03-10
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 448
    Goodreads
    Anobii

    La spada del destinoLa spada del destino è il secondo volume della saga del witcher Geralt di Rivia dalla quale è stata tratta ispirazione per la famosa serie di videogiochi “The Witcher”.

    Il limite del possibile

    Geralt di Rivia è uno strigo, un cacciatore di mostri, che vaga per il mondo alla ricerca di mostri da uccidere per soldi dopo l’evento noto come la “Congiunzione delle sfere”, il fenomeno che ha riversato i mostri nel mondo che conosciamo. Nel suo vagabondare lo strigo incontra un cavaliere soprannominato “Tre Taccole” che lo accompagna alla ricerca di un drago che sta terrorizzando il regno di Caingorn. Per il codice del witcher Geralt non potrebbe uccidere il drago; partecipa alla caccia solo perché così può rivedere Yennefer, la strega della quale è da sempre innamorato e ossessionato. Si troverà in un’avventura difficile con un finale assolutamente imprevisto.

    Una scheggia di ghiaccio

    Il secondo racconto approfondisce il rapporto tra lo strigo e la maga Yennefer: nella città di Aedd Gynvael Geralt incontra la maga, e scopre che da tempo immemore ha una relazione con un altro mago, Istredd. Yennefer non sa decidere tra l’uno e l’altro, facendo impazzire di gelosia entrambi fino a che lo strigo e il mago non si lanceranno in uno scontro mortale per il cuore della maga, come nella più banale e scontata storia medievale.

    Il fuoco eterno

    Geralt è a Novigrad, una delle città più grandi del mondo, con il suo amico Ranuncolo, un bardo famosissimo. In una locanda incontrano un mezzuomo, Dainty Biberveldt, e cercano di farsi offrire da mangiare visto che sono senza denaro. All’improvviso nella stanza entra una copia esatta del mezzuomo, che si scopre essere l’originale: quello che avevano incontrato era un mostro informe chiamato mimik, in grado di assumere le sembianze, i ricordi e i comportamenti di chiunque voglia.
    Il mimik scappa, e il terzetto composto da Geralt, Ranuncolo e Biberveldt gira la città alla ricerca del “mostro”.

    Un piccolo sacrificio

    Geralt sta facendo da interprete al principe Agloval nel suo tentativo di convolare a nozze con Sh’eenaz, una sirena. La trattativa fallisce e il principe si rifiuta di pagarlo. Ad un banchetto lo strigo conosce Occhietto, una vecchia amica e collega del bardo Ranuncolo, della quale si infatua.
    Arriva Agloval, e dà un altro incarico al witcher: scoprire cosa uccide i pescatori alle Zanne del Drago, il confine tra la scogliera e il regno del mare.

    La spada del destino

    Geralt è nel bosco di Brokilon, ultimo baluardo della natura contro il progresso, dove le driadi, le ninfe delle querce, stanno conducendo una guerra centenaria contro i regni circostanti. Mentre sta portando un’ambasceria alla regina delle driadi da parte Re Venzlav di Brugge incontra una bambina, Ciri, che gli sembra di avere già visto. L’ambasceria fallirà, ma all’improvviso la bambina sembra essere la cosa più importante del mondo.

    Qualcosa di più

    Un racconto strutturalmente complesso in cui lo strigo alterna stati di veglia in cui viene raccontato il presente e stati di alterazione dovuta alle ferite subite in cui ricorda gli eventi recenti che lo hanno portato al confine del Regno di Temeria. Al centro della vicenda ancora il rapporto tra lo strigo Geralt e la bambina Ciri, che sembra essere parte integrante del suo destino. E forse qualcosa di più.

    I racconti sono interessanti, anche se non scritti in modo esemplare. Il mondo che viene dipinto dallo scrittore polacco è ben congegnato, i mostri attingono da tutte le mitologie e sono ben inserito nella narrazione. Il witcher Geralt è un bel personaggio, in bilico tra la sua insensibilità e l’amore, tra mostri buoni e mostri cattivi, tra bene e male, tra destino e volontà.

    L’unica pecca è il rapporto tra Geralt e Yennefer, riportato anche nei videogiochi: veramente troppo assurdo e troppo fuori dal personaggio per essere credibile, a mio avviso.

  • Citazioni di Charles Bukowski: La vita mi faceva semplicemente orrore

    Citazioni di Charles Bukowski: La vita mi faceva semplicemente orrore

    “La vita mi faceva semplicemente orrore. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare, dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi, il mondo è sempre là fuori che ti aspetta, ma per un po’ almeno non ti prende alla gola”.

    Charles Bukowski, Factotum

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  • Ninfee nere

    Ninfee nere

    Ninfee nere è un romanzo di Michel Bussi pubblicato da Edizioni E/O nel 2016.

    Informazioni su ”Ninfee nere
    Titolo: Ninfee Nere
    Autore: Michel Bussi
    ISBN: 9788866327462
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Edizioni E/O
    Data di pubblicazione: 2016-05-26
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 394
    Goodreads
    Anobii

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    Ninfee nereSono molto selettivo sui thriller, i gialli e i misteri. Ne ho letti tantissimi ed è uno dei generi che preferisco.

    Michel Bussi è esploso l’anno scorso, e tendo a diffidare delle esplosioni. Ho cominciato a leggere Ninfee Nere con distacco, aspettandomi una storia banale, magari con dei personaggi curati e interessanti, ma nulla di più.

    Dopo una cinquantina di pagine ero strabiliato.

    Tre personaggi femminili sono il centro di vicende ambientate a Giverny, in Normandia, il piccolo paese teatro della produzione del poeta impressionista Monet e del suo ciclo più famoso, le ninfee.

    Una è una vecchia stramba, l’altra una maestra bellissima della scuola elementare del paese e l’ultima è una bambina di undici anni che dipinge con un talento da genio.

    Un chirurgo oftalmologo viene ucciso vicino allo stagno delle ninfee di Monet. Le indagini per scoprire il colpevole saranno la trama di una incredibile vicenda.

    Bussi costruisce una storia perfetta. Parlarne e descriverla toglierebbe il piacere di leggerlo…

    Attenzione! Spoiler! Non cliccare se non avete letto il romanzo!
    L’utilizzo di diversi piani temporali è perfetto, e crea un senso di disorientamento che in un thriller e in un giallo sono l’ingrediente principale. Fino a una cinquantina di pagine dalla fine non si ha la minima idea di chi sia il colpevole. Né che i tre personaggi femminili siano in realtà la stessa persona. Sono talmente ben caratterizzati e originali che il fatto che siano tre persone differenti è assolutamente credibile.

    Come è credibile il fatto che in realtà siano la stessa persona. Perché le vicende raccontate da Bussi giustificano ampiamente i radicali cambiamenti di Fanette/Stephanie/la strega.

    Veramente un capolavoro di incastri, di scelte stilistiche, di descrizioni di personaggi, di ambientazione.

    Sembra di essere a Giverny e mentre il mistero si infittisce passeggiamo a fianco dell’ispettore Serenaç, che sembra brancolare nel buio.

    Citazioni da Ninfee nere

    “Si finisce sempre per dimenticare. Si dimentica la mattanza, si dimenticano le barbarie e si ammira la follia”

  • Recensione di Mastodon di Nox A.M. Ruit

    Recensione di Mastodon di Nox A.M. Ruit

    Mastodon è un romanzo fantasy ambientato nell’antica Roma di Nox A.M. Ruit, pubblicato da Casini Editore.

    Informazioni su ”Mastodon
    Titolo: Mastodon
    Autore: Nox A.M. Ruit
    ISBN: 9788879051934
    Genere: Fantasy Ucronico
    Casa Editrice: Casini Editore
    Data di pubblicazione: 2011-07-27
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 688
    Goodreads
    Anobii
    Il romanzo mi è stato inviato gratuitamente dall’autore per una recensione onesta.

    Mastodon non è un libro facile. Dopo una sessantina di pagine mi era salita forte la tentazione di mollarlo. Invece fortunatamente non l’ho fatto. Perché anche la costruzione di questa distopia non è semplice, e in fondo l’autore riesce a farlo con una certa destrezza e una certa credibilità.

    Siamo nel basso romano impero. Roma non sta decadendo, ma ad un certo punto gli dei hanno deciso di entrare direttamente nelle vicende umane attraverso il tramite di alcuni romani “illuminati” che vengono chiamati Venerabili. Attorno a loro è nato un esercito che li protegge e li accompagna nelle esquisizioni (missioni imposte dagli dei) che ha assunto molto più potere militari delle legioni.

    Ma non tutti gli dei stanno dalla parte di Roma. Anche gli dei hanno sete di potere… O questo resta una prerogativa umana?

    Il finale lento è giustificato dalla lunga spiegazione di tutto questo, dall’architettare il contesto storico e renderlo credibile agli occhi del lettore senza fare un’appendice storica che sarebbe stata molto peggio.

    Quindi piombiamo in questo mondo ucronico senza saperne granché, in una stanza buia di una locanda in tracia, dove il Venerabile Branwen e il suo custode Juba stanno dormendo. Il Venerabile sogna un sogno di Apollo ed è il sassolino che dà origine ai primi smottamenti.

    Le 400 pagine centrali scorrono veloci e interessanti. La scrittura è fluida e piacevole, i personaggi sono credibili e poco stereotipati..

    Unica pecca il finale. Sembra che le cose finiscano troppo in fretta, è poco equilibrato come si arriva alla risoluzione della storia.

    Per il resto un romanzo che mi ha regalato delle ore piacevoli.

  • Citazioni di Daniele Luttazzi: Non esiste il latte di soia

    Citazioni di Daniele Luttazzi: Non esiste il latte di soia

    “Non esiste il latte di soia. Lo so. Perché la soia non ha tette”

    Daniele Luttazzi, Bollito misto con mostarda

  • Citazioni di Alessandro Baricco: Suonavamo perché l’oceano

    Citazioni di Alessandro Baricco: Suonavamo perché l’oceano

    “Suonavamo perché l’Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov’era e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio. E suonavamo il ragtime, perché è la musica su cui Dio balla, quando nessuno lo vede”

    Alessandro Baricco, Novecento

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