“Le domande sono una perdita di tempo. Gli uomini non danno mai le risposte giuste, solo quelle più convenienti.”
Giuseppe Truini, Di polvere e di altre gioie
Autore: zorba
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Citazioni di Giuseppe Truini: “Le domande sono una perdita di tempo…”
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Citazioni di J.K. Rowling: “Chi può tollerare di sapere quali stelle sono già morte?…”
“Chi può tollerare di sapere quali stelle sono già morte? […] c’è qualcuno al mondo che possa sopportare di sapere che lo sono tutte?”
J.K. Rowling, Il seggio vacante
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Recensione di Tredici di Jay Asher
Tredici è un romanzo di Jay Asher pubblicato da Mondadori nel 2013, dal quale è stata estratta la serie televisiva di Netflix “13 reasons why”.
Informazioni su ‘Tredici’
Ho cominciato a leggere questo romanzo per la serie televisiva di Netflix “13 reasons why”, che era veramente ben costruita e dai contenuti decisamente interessati, che ha suscitato polemiche a non finire in questi ultimi giorni.Hannah Baker è una ragazza come tante in un liceo statunitense; decide di suicidarsi dopo anni di slut shaming, molestie e bullismo e lascia 13 lati registrati su audiocassette (7 audiocassette, con l’ultima registrata solo su un lato) che elencano le ragioni del suo suicidio.
Devo dire che l’idea di Jay Asher è interessante: il libro è ben costruito, si alterna la voce di Hannah con quella di Clay, il protagonista innamorato della ragazza suicida, è arricchito da flashbacks che spiegano questa storia che via via rende la narrazione sempre più torbida e ci risulta sempre più chiaro e condivisibile il motivo per cui la ragazza ha deciso di togliersi la vita.
Jay Asher scrive bene, anche se dal mio punto di vista la sua pecca è che è scritto per rivolgersi ad un pubblico adolescente… Pecca soltanto per me e per i lettori della mia età, probabilmente, visto che il genere di questo romanzo è un teen drama e quindi il suo target sono proprio gli adolescenti.
Nel complesso una lettura piacevole, con un’unico limite: la serie televisiva di Netflix è una spanna sopra, forse proprio perché rivolta ad un pubblico a cui sono più affine. La serie è più approfondita, meglio costruita, varia anche leggermente la narrazione in modo da rendere più credibile la vicenda e i motivi del suicidio di Hannah.
Nonostante tutte le polemiche (istigazione al suicidio, irrealtà di alcuni personaggi) trovo che la serie tv e questo romanzo abbiano avuto il grande pregio di portare all’attenzione del grande pubblico temi come il bullismo, le molestie e lo slut-shaming, temi che troppo spesso ci appaiono lontani e che non ci riguardano: nella vicenda di Hannah e Clay invece impariamo che tutti questi comportamenti sono o sono stati molto vicini alla nostra realtà; e che spesso ne siamo stati noi gli autori.
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Citazioni di Wu Ming: “Alle manifestazioni, quando prendo le botte…”
“Alle manifestazioni, quando prendo le botte, non mi sento un eroe. Mio padre, mio fratello e tutti gli altri hanno combattuto per una buona causa, ma a quelli della mia età hanno lasciato solo le storie dei partigiani e le armi a far la ruggine in cantina, per sognare la rivoluzione che non viene mai.”
Wu Ming, 54
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Citazioni di Umberto Eco: “I perdenti, come gli autodidatti…”
“I perdenti, come gli autodidatti, hanno sempre conoscenze più vaste dei vincenti, se vuoi vincere devi sapere una cosa sola e non perdere tempo a saperle tutte, il piacere dell’erudizione è riservato ai perdenti. Più cose uno sa, più le cose non gli sono andate per il verso giusto.”
Umberto Eco, Numero Zero
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Citazioni di Isaac Asimov: “Gli uomini erano disperati…”
“Gli uomini erano disperati, e il confine tra l’amara frustrazione e il selvaggio bisogno di distruzione è spesso facilmente scavalcato”
Isaac Asimov, Abissi d’acciaio
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Citazioni di George Bataille: “Ad altri l’universo sembra onesto…”
“Ad altri l’universo sembra onesto. Sembra onesto alle persone oneste perché hanno gli occhi castrati. E’ per questo che temono l’oscenità. Non provano alcuna angoscia se sentono il canto del gallo o se si accorgono del cielo stellato. Generalmente godono i “piaceri della carne” a condizione che siano scipiti. Ma già da allora non c’erano più dubbi: non amavo quelli che eufemisticamente si chiamano “piaceri della carne”, forse proprio perché sono senza sapore. Amavo ciò che si giudica come osceno.”
George Bataille, Storia dell’occhio
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Recensione de Il passo in più di Francesco Pierucci
Il passo in più è un romanzo di Francesco Pierucci pubblicato da Nulla Die Edizioni nel 2017.
Informazioni su ‘Il passo in più’Questo libro mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta
Il protagonista di questo libro è uno scrittore di successo che riesce a scrivere e a pubblicare un bestseller con il suo primo romanzo, e poi non riesce più a scrivere nulla. Per quanto ci provi passano i mesi e nessun capolavoro prende più vita dai tasti della sua macchina da scrivere. Per recuperare l’ispirazione si lancia in un viaggio on the road attraverso un paesaggio che potrebbe essere americano ma che non viene specificato dall’autore. Il lungo viaggio lo porta a incontrare strani personaggi che gli permettono di stendere alcune brevi bozze di romanzi, inseriti all’interno della narrazione.L’autore scrive bene e in maniera corretta, ma tutto il romanzo mi è sembrato molto affrettato e poco approfondito: si parla del best seller pubblicato ma non si parla di quello che l’autore vive in quel momento, tutto il viaggio un the road dovrebbe essere un viaggio tributo ai miti cinematografici e letterari a stelle strisce e invece sembra soltanto un esercizio di stile (peraltro appena sufficiente, perché poco approfondito), mentre la trama sembra una veloce discesa da percorrere per arrivare alla fine del libro.
Gli assurdi personaggi incontrati lungo il percorso sono divertenti, ma non cambiano di una virgola la mentalità del protagonista.
L’idea di fondo non è male, e Francesco Pierucci avrebbe potuto anche creare un bel romanzo: però avrebbe dovuto realizzare un pesante lavoro di editing sul testo per approfondire tutte le vicende che coinvolgono il protagonista.
Anche gli intermezzi nella narrazione in cui lo scrittore stende le sue bozze di romanzo sono solo bozze delle bozze, mentre avrebbero potuto essere un piacevole intermezzo.
Un romanzo di formazione dovrebbe far crescere il protagonista e cambiarlo attraverso la narrazione: il protagonista senza nome di questa storia lo conosciamo in due dimensioni e lo lasciamo con la stessa profondità.
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Citazioni di George Orwell: “La nostra vita è misera…”
“La nostra vita è misera, faticosa e breve. Si nasce e ci vien dato quel cibo appena sufficiente per tenerci in piedi, e quelli di noi che ne sono capaci sono forzati a lavorare fino all’estremo delle loro forze; e, nello stesso istante in cui ciò che si può trarre da noi ha un termine, siamo scannati con orrenda crudeltà. Non vi è animale in Inghilterra che, dopo il primo anno di vita, sappia che cosa siano la felicità e il riposo. Non vi è animale in Inghilterra che sia libero. La vita di un animale è miseria e schiavitù: questa è la cruda verità.”
George Orwell, La fattoria degli animali
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Romance di Chuck Palahniuk – Recensione
Romance è una raccolta di racconti di Chuck Palahniuk pubblicata da Mondadori nel 2016, tradotto da Gianni Pannofino.
Informazioni su ‘Romance’
Non apprezzo le raccolte di racconti. Non riesco mai ad affrontarle con il giusto entusiasmo e spesso mi dimentico delle storie che invece potrebbero essere interessanti. Le uniche eccezioni sono quelle di Stephen King: mi piace troppo come scrive e molto spesso i suoi racconti sono quasi dei romanzi brevi (o romanzi veri e propri, come “La nebbia” contenuta della raccolta Scheletri).Anche per Chuck Palahniuk, uno dei miei scrittori preferiti, ho fatto un’eccezione. Ho cominciato Romance con entusiasmo, forse anche troppo.
Driiin! Driiin!
Un racconto surreale in cui un figlio cerca di far ridere il padre, malato terminale di cancro. Veramente discutibile, sia nella scrittura che nel contenuto.
Eleanor
Un racconto pesante e senza molto senso, il cui unico obiettivo sembra di essere quello di implementare parole senza senso o fuori contesto all’interno della narrazione in prima persona del protagonista. Esperimento riuscito (e complimenti al traduttore!) ma anche qui non un racconto che vale il tempo speso per leggerlo.
Di come Scimmia si sposò, comprò casa e trovò la felicità a Orlando
Stavo quasi cominciando a pensare di mollare la lettura (e in realtà per un paio di giorni l’ho fatto) quando ho cominciato questo racconto. I personaggi di questo racconto sono animali, e finalmente ritrovo la scrittura asciutta e i dialoghi che mi hanno fatto adorare Palahniuk, insieme ad una storia assurda con protagonisti animali antropomorfi. Se “Dannazione” era la rivisitazione dell’inferno dantesco, questo racconto (e poi molti altri all’interno del romanzo) sono le Fiabe di Esopo in versione Palahniuk. Deliranti e divertenti.
Zombi
Un altro racconto buono: Griffin Wilson inventa la teoria della De-Evoluzione, che consiste nell’applicarsi il defribillatore alle tempie e farsi un elettroshock definitivo per essere felici. E se la teoria si diffondesse a tutti gli studenti di un liceo? A tutti i giovani del mondo? Una buona storia, molto Palahniuk.
Perdente
Un altro buon racconto, in cui il protagonista, sotto LSD, partecipa ad un particola quiz televisivo. Divertente e assurdo.
Red Sultan’s Big Boy
L’ennesimo buon racconto, sempre molto Palahniuk come trama e contenuti: un cavallo viene acquistato da un padre per la sua ragazzina per una miseria perché protagonista di un video virale a sfondo sessuale, di cui ovviamente il padre non sa nulla. Riflessioni e considerazioni interessanti al mergine di una storia ai limiti dello splatter.
Romance
Il racconto che dà il titolo alla raccolta (almeno in italiano, il titolo originale come al solito non c’entra nulla: Make Something Up: Stories You Can’t Unread). Probabilmente uno dei peggiori.
Cannibale
Cannibale non parla di un cannibalismo, almeno non direttamente. Ma è un racconto divertente e sboccato a sfondo sessuale, assurdo al punto che ti chiedi quanto sia delirio e quanto sia metafora di una vita folle.
Perché Coyote non aveva mai le monete per il parchimetro
Un’altra moderna favola di Esopo: spero davvero che raccolga e ampli questa idea, perché le favole di Chuck Palahniuk sarebbero qualcosa da non perdere.
Fenice
Un racconto così così: buona la scrittura, tipicamente Palahniuk, ma quello che ne esce è un racconto lento e difficile, soprattutto se paragonato a molti altri della raccolta.
I fatti della vita
Un padre spiega al figlio il sesso. Ovviamente il padre è un pazzo furioso, il figlio anche. Quello che ne esce è un altro buon racconto.
Pubblicità telefonica
Un racconto lento e non scritto benissimo, ma che sullo sfondo esprime in modo abbastanza netto una critica al buonismo che non è supportato da effettive riflessioni di carattere etico.
Il principe Rospo
Questa non è molto favola di Esopo, ma è una rivisitazione di un’altra fiaba: quella del rospo che viene baciato e si trasforma in principe. Ovviamente qui è tutto ribaltato, come è solito fare lo scrittore: il rospo non è un rospo ma un’insieme di escrescenze da malattie sessualmente trasmissibili coltivate su un pene umano, talmente modificato da essere ormai un essere autonomo. Riuscirà la ragazza a baciare questo rospo?
Fumo
Una lunga dissertazione sul linguaggio. Interessante e scritta bene, ma starebbe meglio in un saggio che in un racconto in cui le parole vengono messe in bocca a protagonisti a caso giusto per giustificarne la classificazione.
Fuochista
Forse uno dei migliori racconti della raccolta. Un festival hippy nel deserto, un omicidio e un colpevole improbabile. Il tutto scritto da Palahniuk come solo Chuck sa fare. Sarebbe stato fantastico come romanzo a sé, davvero un peccato non aver sviluppato questo contesto e questo ambiente. Palahniuk avrebbe davvero scritto un’altra bellissima storia. Quello che resta è un ottimo racconto.
Liturgia
Un racconto che ha l’obiettivo di stupire e schifare. Non un granché, soprattutto leggendolo dopo il precedente.
Perché formichiere non è mai arrivato sulla Luna
Un’altra favola di Esopo. Sul bullismo. Forse gli manca un po’ di forza nella scrittura, ma è una bella storia con una sua morale.
Riporto
Un racconto paranormale, seguendo i deliri dell’autore. Sufficiente, ma non spettacolare.
Spedizione
Un uomo abbandonato dal padre, vorrebbe scrivere un libro sugli abitanti di quelle zone emarginate di ogni città fatte di deformità, dissoluzione, prostituzione e alcolici a basso prezzo. Per questo fa come Darwin e cerca di sperimentare i personaggi di cui vuole scrivere. Una trama interessante anche se un po’ scontata. Ma la scrittura è piacevole e si legge in fretta.
Mister Elegant
Un bel racconto, con i personaggi emarginati e dissociati di Fight Club ma con una narrazione completamente diversa, in cui il protagonista si descrive e si reinventa in poche pagine. Ovviamente in modo delirante e senza senso.
Il tunnel dell’Amore
Un racconto sull’eutanasia. Scritto da Palahniuk, quindi oltre il limite dell’assurdo.
Inclinazioni
Il racconto più lungo della raccolta, che parla di sessualità, di omosessualità, di discriminazione e di rabbia. Lo fa spingendo il problema all’eccesso, relegando i protagonisti nella Fattoria dei Froci, una struttura rieducativa dove gli omosessuali vengono riportati “sulla retta via” analizzando cadaveri imbalsamati di donne. Un bellissimo racconto, dove l’assurdo diventa realtà per dipingere una realtà assurda. Se approfondito questo avrebbe potuto benissimo essere un romanzo breve a sé stante.
Di come un’ebrea salvò il Natale
Un racconto un po’ inutile, un esercizio di scrittura fine a sé stesso che dipinge la realtà lavorativa di un grande magazzino in un centro commerciale, con i suoi odi e le sue invidie tramite la scusa del “Natale a sorpresa”.
Citazioni da “Romance”
“Senza offesa per Gesù, i miti non erediteranno la Terra. A giudicare dai reality show, saranno gli sbruffoni a impadronirsi di tutto. I Kardashian e i Baldwin sono specie infestanti. Come il kudzu o le cozze zebra. Che combattano quanto vogliono per il controllo del merdosissimo mondo reale.”
“Essere o non essere. Il dono più grande che Dio ha fatto agli animali sta nel non aver offerto loro scelta.”
“È tutto gratis, purché uno paghi abbastanza.”
“Sapeva che il matrimonio era come quei film le cui poche scene emozionanti sono tutte compresse nei tre minuti di trailer.”
“Era preoccupato perché, ormai, l’unica reazione che aveva di fronte alla bellezza e alla vulnerabilità, era un’erezione.”
“Da giovane, era stato anche lui un’idealista in un mondo corrotto. Non c’era da stupirsi se aveva finito per diventare anche lui non meno corrotto, nonostante la sua corruzione fosse di un tipo nuovo e diverso. Probabilmente questo è il massimo traguardo concesso a ogni nuova generazione: inventare un nuovo tipo di corruzione.”
“Quando si arriva a trent’anni, la vita sta tutta nel fuggire dalla persona che si è diventati per sfuggire alla persona che si è diventati per sfuggire a quel che si era all’inizio.”
“Non si riesce mai a dimenticare quel che si vorrebbe dimenticare né i momenti a cui si vorrebbe sfuggire.”
“Tentare una follia era meglio che non fare nulla. Predicò sussurrando che intraprendere un’iniziativa apparentemente inutile era meglio che arrendersi all’impotenza.”








Il protagonista di questo libro è uno scrittore di successo che riesce a scrivere e a pubblicare un bestseller con il suo primo romanzo, e poi non riesce più a scrivere nulla. Per quanto ci provi passano i mesi e nessun capolavoro prende più vita dai tasti della sua macchina da scrivere. Per recuperare l’ispirazione si lancia in un viaggio on the road attraverso un paesaggio che potrebbe essere americano ma che non viene specificato dall’autore. Il lungo viaggio lo porta a incontrare strani personaggi che gli permettono di stendere alcune brevi bozze di romanzi, inseriti all’interno della narrazione.

Non apprezzo le raccolte di racconti. Non riesco mai ad affrontarle con il giusto entusiasmo e spesso mi dimentico delle storie che invece potrebbero essere interessanti. Le uniche eccezioni sono quelle di Stephen King: mi piace troppo come scrive e molto spesso i suoi racconti sono quasi dei romanzi brevi (o romanzi veri e propri, come “La nebbia” contenuta della raccolta