Autore: zorba

  • Citazioni di Jonathan Coe: “Non era più tanto convinto…”

    Citazioni di Jonathan Coe: “Non era più tanto convinto…”

    “Non era più tanto convinto di quello che gli dicevano i suoi genitori, o i professori a scuola. Era il mondo, il mondo in quanto tale, che era fuori dalla sua portata, tutta quella costruzione assurdamente grande, complicata, casuale, incommensurabile, quella marea incessante di relazioni umane, politiche, culture, storie… Come sperare di riuscire a padroneggiare tutte quelle cose? Non era come la musica. La musica aveva sempre un senso, una logica. La musica che sentì quella sera era chiara, accessibile, piena di intelligenza e umorismo, malinconia ed energia, e speranza. Non avrebbe mai capito il mondo, ma avrebbe sempre amato quella musica”

    Jonathan Coe, La banda dei brocchi

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  • Citazioni di Giovanni Verga: “Non predicate la moralità…”

    Citazioni di Giovanni Verga: “Non predicate la moralità…”

    “Non predicate la moralità, voi che ne avete soltanto per chiudere gli occhi sullo spettacolo delle miserie che create”.

    Giovanni Verga, Eva

  • Citazioni di Giorgio Faletti: “Il viso della ragazza…”

    Citazioni di Giorgio Faletti: “Il viso della ragazza…”

    “Il viso della ragazza torna come un flash nella mia mente. Le sue parole non se ne sono mai andate. Immagino il suo corpo sottile e forte sotto i vestiti. Il seno lo sento sodo nella mia mano. Il profumo del detergente riporta alla mente altri profumi, l’odore sublime del sesso, il suo sapore dolciastro e di ruggine, prima e dopo la furia. Il desiderio sale implacabile a passarmi sul ventre le sue dita viscide e molli. Inizio a massaggiarmi l’inguine, ottenendo in cambio solo una conferma che diventa ogni giorno più difficile da accettare. Lo faccio sempre più veloce, come per cancellarmi o ricostruirmi, finché il cuore aumenta i suoi battiti e io mi lascio scivolare a terra, sotto il getto che cade indifferente dall’alto. Resto ad aspettare una fine che non potrà mai arrivare, raccogliendo come una benedizione di mescolare all’acqua della doccia l’unica eiaculazione che mi è concessa, quella delle lacrime”

    Giorgio Faletti, Appunti di un venditore di donne

  • Citazioni di Jose Ortega y Gasset: “Questo è ciò che…”

    Citazioni di Jose Ortega y Gasset: “Questo è ciò che…”

    “Questo è ciò che nel primo capitolo indicavamo come caratteristica della nostra epoca: non già che l’uomo volgare creda d’essere eccellente e non volgare, ma è ch’egli stesso proclami e imponga il diritto della volgarità, o la volgarità come un diritto”

    Jose Ortega y Gasset, La ribellione delle masse

  • Citazioni di Chuck Palahniuk: “Da giovane, era stato anche lui un idealista”

    Citazioni di Chuck Palahniuk: “Da giovane, era stato anche lui un idealista”

    “Da giovane, era stato anche lui un idealista in un mondo corrotto. Non c’era da stupirsi se aveva finito per diventare anche lui non meno corrotto, nonostante la sua corruzione fosse di un tipo nuovo e diverso. Probabilmente questo è il massimo traguardo concesso a ogni nuova generazione: inventare un nuovo tipo di corruzione.”

    Chuck Palahniuk, Romance

  • Recensione di L’estate della tua vita di Lucy Morton

    Recensione di L’estate della tua vita di Lucy Morton

    L’estate della tua vita è un romanzo di Lucy Morton tradotto da Silvia Cipriani distribuito da Babelcube su Amazon nel 2017.

    Informazioni su ‘L’estate della tua vita’
    Titolo: L’estate della tua vita
    Autore: Lucy Morton
    ASIN: B071RFTSLG
    Genere: Romanzo Rosa
    Casa Editrice: Babelcube
    Data di pubblicazione: 2017-04-20
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 95
    Goodreads
    Anobii
    Questo libro mi è stato inviato dalla traduttrice in cambio di una recensione onesta

    L'estate della tua vitaL’estate della tua vita è un romanzo rosa, un genere di romanzo che non mi è propriamente congeniale e che molto probabilmente non riesco a capire. Mi è stato inviato dalla traduttrice Silvia Cipriani, che l’ha tradotto nella sua versione italiana.

    Kate è una ragazza newyorkese che sta per sposarsi con il suo principe azzurro. Solo che sull’altare, al momento del fatidico “sì”, la abbandona per il suo migliore amico, con cui ha una relazione da anni.
    Stuart è un attore di pubblicità, che per qualche motivo che non conosciamo, vive una vita all’insegna del sesso occasionale e dell’ubriachezza molesta nei peggiori bar della Grande Mela.
    Kate vola sull’isola di Icaria, in Grecia, con i biglietti della luna di Miele.
    Anche Stuart vola sull’isola di Icaria.
    I due si incontrano e si odiano a prima vista sull’aereo. Poi atterrano, e scoprono di essere entrambi residenti di Villa Dimitri. Come andrà a finire?

    La struttura del romanzo è un alternarsi tra i due punti di vista dei protagonisti in un lasso di tempo di qualche settimana. È ambientato tra New York e l’Isola di Icaria, anche se le descrizioni dei luoghi lasciano molto (troppo) spazio all’immaginario collettivo più che alle indicazioni dell’autrice.

    A me il romanzo non è piaciuto per due ragioni: la prima è una trama troppo scontata, già vista. Si spera sempre che la situazione non si evolva come immaginiamo, e invece purtroppo è esattamente così.
    La seconda è il sessismo che pervade il personaggio femminile: aleggia sempre sopra di lei la minaccia di rimanere sola, di restare zitella, di non riuscire a sposarsi come se questo fosse l’obiettivo della vita di ogni donna. E non credo basti inserire un “Vademecum della perfetta femminista” (ad opera di un uomo, peraltro) per cambiare le cose.

    Sui commenti di Amazon ho letto una recensione da 5 stelle giustificate dal fatto che questo romanzo ricordava i romanzi Harmony. Io devo essere sincero: non li ho mai letti. Nessuno di loro è mai stato in lizza per il Nobel.

    Nota positiva la traduzione: il testo scorre bene, è veloce e ottimamente scritto; non conosco il testo originale, ma il lavoro di Silvia Cipriani è stato ottimo. Speriamo che traduca romanzi più interessanti in futuro, sarei felice di recensirli.

  • Citazioni di Margaret Atwood: “È davvero stupefacente…”

    Citazioni di Margaret Atwood: “È davvero stupefacente…”

    “”È davvero stupefacente constatare a quante cose ci si può abituare, se c’è un compenso”.

    Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella

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  • Recensione de Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood

    Recensione de Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood

    Il racconto dell’ancella è un romanzo distopico di Margaret Atwood pubbblicato da McClelland & Stewart nel 1985 (con il titolo originale “The handmaid’s tale“) e in Italia da Mondadori nel 1988.

    Informazioni su ‘Il racconto dell’ancella’
    Titolo: Il racconto dell’ancella
    Autore: Margaret Atwood
    ISBN: 9788850211326
    Genere: Distopico
    Casa Editrice: Teadue
    Data di pubblicazione: 2007-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 329
    Goodreads
    Anobii

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    Il racconto dell'ancellaIl racconto dell’ancella è ambientato un mondo distopico governato da un totalitarismo religioso basato sul vecchio testamento, in cui il potere viene preso da una setta chiamata Galaad attraverso un colpo di stato militare.

    Questa forma di governo ha come caratteristica principale quella della sottomissione della donna a scopi riproduttivi, caratteristica dovuta al grave deficit delle nascite causato dall’emancipazione della donna e dall’inquinamento ambientale e chimico, oltre a malattie diffuse dagli stessi governi che causano la sterilità nell’ambito della guerra batteriologica.

    “Rachele, vedendo che non le era concesso di procreare figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella e disse a Giacobbe: «Dammi dei figli, se no io muoio!».
    Giacobbe s’irritò contro Rachele e disse: «Tengo forse io il posto di Dio, il quale ti ha negato il frutto del grembo?».
    Allora essa rispose: «Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei, così che partorisca sulle mie ginocchia e abbia anch’io una mia prole per mezzo di lei».
    Così essa gli diede in moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei.”

    Partendo da questa citazione biblica infatti i Comandanti, al più alto grado del potere di Galaad, giustificano la poligamia a scopi riproduttivi che diventa il perno centrale della vita del regime.

    Protagonista della vicenda è Difred, un’ancella, il cui ruolo principale era quello di procreare la discendenza di questa società in forte deficit demografico. Erano un gruppo di donne che aveva già dato prova di fertilità avendo già partorito uno o più figli sani sia durante il regime di Galaad che prima della loro ascesa al potere. Il nome della protagonista non è quello vero, infatti le ancelle prendevano patronimico del “Comandante”, ovvero il funzionario di Galaad di alto grado, a cui venivano assegnate.

    Tutto il romanzo è narrato in prima persona dalla stessa Difred, che ci racconta il suo essere una donna fertile in un mondo fortemente patriarcale (alle donne era proibito persino leggere e scrivere), un mondo fatto di sottomissione e ingiustizia che porta a galla temi cari al femminismo del tempo ma ancora molto attuali (nei movimenti dell’epoca erano diffusissime le frasi “Nolite te bastardes carborundorum” e “Ci sono domande?“, entrambe frasi presenti in questo romanzo).

    Il romanzo, pur essendo abbastanza lento nella narrazione, è scritto molto bene e in modo molto scorrevole. La società creata da Margaret Atwood è perfettamente credibile, soprattutto alla luce di una anche minima conoscenza dei problemi del sessismo che hanno attraversato la società occidentale negli ultimi quarant’anni e ai quali molto spesso non siamo stati in grado di dare risposte e soluzioni.
    Unica pecca forse quella di non aver approfondito molto la costruzione vera e propria della società di Galaad, nemmeno attraverso l’espediente narrativo del prologo, ambientato in una conferenza di duecento anni dopo in cui si parla proprio della testimonianza de “Il racconto dell’ancella”.

    Citazioni da “Il racconto dell’ancella”

    “Fraternizzare significa comportarsi da fratelli. Me l’ha detto Luke. Diceva che non c’era una parola equivalente che significasse comportarsi da sorelle. Avrebbe dovuto essere sororizzare, diceva lui”.

    “Nulla muta istantaneamente: in una vasca da bagno che si riscaldi gradatamente moriresti bollito senza nemmeno accorgertene. C’erano notizie sui giornali, certi giornali, cadaveri dentro rogge o nei boschi, percossi a morte o mutilati, manomessi, così si diceva, ma si trattava di altre donne, e gli uomini che commettevano simili cose erano altri uomini. Non erano gli uomini che conoscevamo. Le storie dei giornali erano come sogni per noi, brutti sogni sognati da altri. Che cose orribili, dicevamo, e lo erano, ma erano orribili senza essere credibili. Erano troppo melodrammatiche, avevamo una dimensione che non era la dimensione della nostra vita. Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali. Vivevamo nei vuoti spazi bianchi ai margini dei fogli, e questo ci dava più libertà. Vivevamo negli interstizi tra le storie altrui”.

    “Qualunque cosa sia, aiutami a superarla, per favore. Ma forse questa non è opera Tua; non credo nemmeno per un secondo che quello che vedo qui sia frutto della Tua volontà. Ho abbastanza pane quotidiano, quindi non perderò tempo a parlarne. Il problema è mandarlo giù senza soffocare. Ora veniamo alla remissione dei peccati. Non importa che mi perdoni subito, ci sono cose più importanti. Per esempio, mantieni gli altri al sicuro, se sono al sicuro. Non farli soffrire troppo. Se devono morire, che sia una morte rapida. Potresti anche offrire loro un Paradiso. Per il Paradiso abbiamo bisogno di te. L’Inferno ce lo possiamo fare da soli”.

    “È davvero stupefacente constatare a quante cose ci si può abituare, se c’è un compenso”.

  • Citazioni di Riccardo De Torrebruna: “È una legge scritta…”

    Citazioni di Riccardo De Torrebruna: “È una legge scritta…”

    “È una legge scritta da qualche parte: un ideale, una protesta, per sacrosanta che sia, non raggiunge mai lo stesso quoziente di rancore che anima quelli chiamati a fronteggiarla e che obbediscono di mestiere.”

    Riccardo De Torrebruna, Mardjan

  • Citazioni di Mario Pacchiarotti: “Il pensiero in fondo…”

    Citazioni di Mario Pacchiarotti: “Il pensiero in fondo…”

    “Il pensiero in fondo è la forma più pericolosa di rivoluzione”

    Mario Pacchiarotti, Baby Boomers – Siamo la goccia che diventa mare