Autore: zorba

  • Citazioni di Kalhil Gibran: “Solo l’amore e la morte…”

    Citazioni di Kalhil Gibran: “Solo l’amore e la morte…”

    “Solo l’amore e la morte cambiano ogni cosa”

    Kalhil Gibran, Il profeta

  • Citazioni di Ernest Hemingway: “Spesso si presenta la felicità…”

    Citazioni di Ernest Hemingway: “Spesso si presenta la felicità…”

    “Spesso si presenta la felicità come qualcosa di molto noioso ma, pensava, […] ciò dipende dal fatto che la gente noiosa a volte è molto felice mentre le persone intelligenti spesso fanno di tutto per rendere infelici se stesse e tutti gli altri.”

    Ernest Hemingway, Isole nella corrente

  • Recensione di La legge del Drago di Lorenzo Visconti

    Recensione di La legge del Drago di Lorenzo Visconti

    La legge del Drago è un romanzo di Lorenzo Visconti pubblicato da Amazon Publishing nel 2017.

    Informazioni su ‘La legge del Drago’
    Titolo: La legge del Drago
    Autore: Lorenzo Visconti
    ISBN: 9781542045148
    Genere: Noir
    Casa Editrice: Amazon Publishing
    Data di pubblicazione: 2017-05-16
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 222
    Goodreads
    Anobii

    La legge del dragoLorenzo Visconti è lo pseudonimo che Paolo Roversi (scrittore, sceneggiatore e saggista di Bukowski) ha scelto per pubblicare con Amazon Publishing e anche per dare il nome al protagonista della sua saga: infatti è il primo romanzo della serie “Dragon”, ovvero i noir polizieschi ambientati a Milano che hanno lui come protagonista.

    Troviamo Lorenzo Visconti detto il Drago poliziotto della polizia di Milano incastrato per un delitto che non ha commesso, che esce di prigione dopo otto mesi in attesa del processo. Per tirare avanti riscuote i debiti di uno strozzino e aiuta la sua collega/ amante Lara a fare luce su uno strano suicidio di una ragazza. Ovviamente senza trascurare l’indagine che lo ha condotto in carcere, dove speculatori senza scrupoli sopravvissuti a Tangentopoli costruiscono un grattacielo nel centro di Milano.

    Il personaggio è molto interessante, anche se simile a molti visti finora (come il vicequestore Rocco Schiavone di Antonio Manzini): un poliziotto non così integerrimo, violento, politicamente scorretto e lontano dall’ideale del difensore dell’ordine e della giustizia (e quindi in qualche modo più vicino alla realtà che ci circonda) a cui siamo abituati. Quasi un antieroe, se non fosse per la sua sete di giustizia e verità e di onestà in una Milano nebbiosa e disonesta fino al midollo dove speculatori senza scrupoli, politici corrotti e mafie di vario tipo si spartiscono la torta della speculazione edilizia e lo smaltimento dei rifiuti.

    Anche la trama è ben bilanciata e si regge perfettamente: le descrizioni sono minimali e scarne ma molto ben inserite all’interno della narrazione, che ha peraltro un buon ritmo e ci porta velocemente a mangiare una pagina dopo l’altra.

    Sembra che non ci sia nulla di negativo, eppure il mio voto è bassissimo. Perché? Purtroppo parliamo del finale. Quindi il commento negativo lo mettiamo nello spoiler, così non vi rovino il piacere della lettura. Vi basti pensare che il finale è il più maschilista, sessista e patriarcale finale che mi sia capitato di leggere; un finale che trasforma un libro da 8 in un libro da 3.

    Se avete già letto il libro vi spiego tutto qui:
    Parliamone: non mi spaventa il poliziotto cattivo, manesco e violento, anzi. Lo vedo molto più vicino al reale. Piccoli abusi di potere, qualcosina di illegale… Davvero ci stanno. Soprattutto per un poliziotto che di fatto poliziotto non lo è più. Ma questo finale andava tagliato e andava detto all’autore che un finale così non poteva essere pubblicato.

    L’omicida della ragazzina è il suo ragazzo. Il movente è che Micol, la ragazzina, era cambiata troppo, era diventata una “puttana”. E il nostro Drago a confessare alla sua collega: “L’ha fatto per amore”. No, col cazzo. L’ha fatto perché la considerava una sua proprietà. Perché era un cazzo di sessista. Ma non è finita qui. Il nostro brillante commissario non solo non lo arresta, ma lo mette pure su un treno e gli dà i soldi per rifarsi una vita.

    Qualcuno dirà che è perché il protagonista è un antieroe. Ma il protagonista non è un antieroe. È un poliziotto che fa il delinquente, ma che comunque persegue ideali di giustizia e di onestà. E lasciare andare un uomo che uccide la sua donna sembra essere una benedizione al comportamento, che sempre più spesso compare in maniera molto simile anche sulla cronaca nera dei nostri quotidiani.

  • Citazioni di Charles Bukowski: “Nella morte non c’è niente di triste…”

    Citazioni di Charles Bukowski: “Nella morte non c’è niente di triste…”

    “Nella morte non c’è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C’è rimasto ben poco che possa morire”.

    Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo (e i marinai prendono il comando)

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  • Recensione di Buio a Grinville di Sergio Pavoloni

    Recensione di Buio a Grinville di Sergio Pavoloni

    Buio a Grinville è un romanzo thriller di Sergio Pavoloni pubblicato da Bookabook nel 2017.

    Informazioni su ‘Buio a Grinville’
    Titolo: Buio a Grinville
    Autore: Sergio Pavoloni
    ISBN: 9788899557652
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Bookabook
    Data di pubblicazione: 2017-06-16
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 236
    Goodreads
    Anobii
    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Buio a GrinvilleSusanne Lay ha sedici anni e si trova suo malgrado coinvolta nel Male, quando il suo ragazzo viene selvaggiamente ucciso ad una festa. Dieci anni dopo il Male non l’ha ancora abbandonata quando, detective di polizia, trova tra la folla un uomo vestito come il suo ex ragazzo la sera del suo omicidio. Comincia così una spirale di avvenimenti che la porterà a cercare la luce della verità nel buio maligno di Grinville.

    Questo romanzo è molto bello a tratti. Ambientato nella provincia americana, mi ha ricordato le ambientazioni e le atmosfere del primo King, fatte di campagne, di uomini e donne che vivono le loro vite tranquille nelle loro villette e nella loro quotidianità e del tema centrale del Bene che lotta contro il Male.

    La vicenda ruota attorno a tre protagonisti principali: la già citata Susanne Lay e i suoi amici Margareth (archivista) e Kral (professore di filosofia), personaggi abbastanza credibili e ben tratteggiati che vengono spinti su una trama ben studiata e coinvolgente che ci porta velocemente fino alla fine di questo romanzo.

    Come dicevo mi è piaciuto molto ma solo a tratti, perché il romanzo è molto altalenante, troppo spesso ci sono cadute di stile e di trama che stonano con una narrazione complessivamente meglio delineata; sviluppi non molto convincenti, comportamenti e dialoghi dei personaggi un po’ artefatti e alcuni stereotipi di genere sulla protagonista che non mi convincono appieno.

    D’altra parte queste 236 pagine (nella versione eBook) si leggono molto in fretta: se è vero che ci sono alcune battute d’arresto nel ritmo è anche vero che nel complesso la trama è molto avvincente e coinvolgente, e la lettura risulta piacevole e appagante. Si viene coinvolti nella vicenda e si divorano le pagine alla ricerca della verità insieme alla protagonista, in un vortice sempre più veloce e ossessivo per capire finalmente chi dieci anni prima ha compiuto un efferato omicidio.

    Anche il finale (o meglio il pre-finale) mi ha convinto così così… Il finale vero e proprio invece mi è piaciuto e mi è sembrato molto ad effetto.

    Buono il lavoro di Bookabook sulla correzione della bozza e sulla realizzazione del progetto; unica pecca la mancanza di un lavoro di editing più approfondito, che avrebbe potuto portare il romanzo ad un livello altissimo.

  • Citazioni di Andrea De Carlo: “La cosa terribile di una famiglia…”

    Citazioni di Andrea De Carlo: “La cosa terribile di una famiglia…”

    “La cosa terribile di una famiglia, o di qualunque storia sedimentata, è questo dare per scontato di esserci. Dare per scontato che uno torni a casa a mangiare, senza nessuna particolare sorpresa né contentezza quando succede. Dare per scontati tutti i gesti che prima sembravano così rari e preziosi.”

    Andrea De Carlo, Tecniche di seduzione

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  • Recensione de L’eredità del maestro di Alberto Bisi

    Recensione de L’eredità del maestro di Alberto Bisi

    L’eredità del maestro è un romanzo di Alberto Bisi, la prima avventura di Alan River “The Chronicles of the Seeker”, pubblicato da 0111 Edizioni nel 2017.

    Informazioni su ‘L’eredità del maestro’
    Titolo: L’eredità del maestro
    Autore: Alberto Bisi
    ISBN: 9788893700726
    Genere: Avventura
    Casa Editrice: 0111 Edizioni
    Data di pubblicazione: 2017-02-28
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 292
    Goodreads
    Anobii

    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    L'eredità del maestroL’eredità del maestro è la prima avventura di Alan River “The Seeker”, un personaggio che di lavoro cerca (e trova) le cose. Ovviamente non cose semplici e alla portata di tutti, ma principalmente reperti archeologici e manufatti esoterici come nel caso in questione. Il professor Black infatti lo contatta per trovare il libro perduto del Maestro, personaggio vissuto centinaia di anni prima che a quanto si dice aveva scoperto poteri inimmaginabili (come ad esempio vedere il futuro) poi trascritti in questo tomo.
    Allora Alan River parte per la Capitale del Sud e scoprirà che diventa sempre più difficile raccogliere l’eredità del maestro…

    Questo romanzo di Alberto Bisi è abbastanza piacevole e scorrevole e si rifà ai classici romanzi di avventura alla Salgari, alla Conrad o alla Kipling (o ai più moderni Crichton e Cussler); la trama narrativa si svolge in ordine cronologico perlopiù tramite il punto di vista del protagonista Alan River.

    Quello che manca rispetto ai mostri della letteratura citati poco prima è una certa dose di ritmo e un ambientazione caratteristica: tutto ciò che dovrebbe fare da contorno alla vicenda è molto nebbioso e bidimensionale.

    La scelta di collocare tutte le coordinate geografiche in luoghi fittizi per lasciare spazio all’immaginazione a mio avviso rende meno reale e coinvolgente lo sviluppo della trama. Sembra quasi cartonata, sembra il racconto di un racconto, oppure il resoconto scritto di un film; e se Salgari è riuscito a creare vere e proprie nazioni per sentito dire, credo che in quest’epoca di Google Earth e foto di ogni luogo del pianeta c’era bisogno di più attenzione e più indicazioni per inserire e colorare le ambientazioni.

    La scrittura è fluida e corretta, ma come accennavo prima manca di ritmo e di suspense, soprattutto nei momenti in cui l’avventura dovrebbe essere più vibrante e coinvolgente, come la ricerca di trappole in templi sabbiosi sotto il deserto o quando i nostri protagonisti vengono inseguiti dagli sgherri dell’antagonista.

    La trama è buona, forse non molto originale ma comunque si regge in piedi e ci accompagna in modo piacevole fino al finale, lasciato aperto per permettere una continuazione della saga.

    Una delle poche cose che però non mi è assolutamente piaciuta è l’inserimento del personaggio femminile di Jenny; troppo stereotipato, inutile al fine della trama e della narrazione e in odore di sessismo. L’ho trovata ancora più bidimensionale e cartonata di ambientazione e altri personaggi, oltre che vagamente offensiva per i cliché sulla donna che riesce a mettere su carta.

    L’autore de L’eredità del Maestro, Alberto Bisi

    Alberto Bisi è nato in provincia di Mantova nel 1982. Ha studiato presso l’Università di Parma dove si è laureato in Scienze dell’Informazione. “L’eredità del Maestro – The Chronicles of The Seeker” è il suo primo romanzo.

  • Citazioni di Fabrizio De André: “Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria…”

    Citazioni di Fabrizio De André: “Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria…”

    “Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità”

    Fabrizio De André, Smisurata preghiera

  • Recensione di Camera n°15 di Giustina Gnasso

    Recensione di Camera n°15 di Giustina Gnasso

    Camera n°15 è un romanzo di Giustina Gnasso pubblicato da Libromania nel Novembre 2016.

    Informazioni su ‘Camera n°15’
    Titolo: Camera n°15
    Autore: Giustina Gnasso
    ISBN: 9788899797263
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Libromania
    Data di pubblicazione: 2016-11-29
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 116
    Goodreads
    Anobii
    Questo libro mi è stato inviato dall’autrice in cambio di una recensione onesta

    Camera n°15Marta è una ragazza che lavora in un piccolo albergo di Milano vicino alla Stazione Centrale. Un albergo noioso e ormai fatiscente, lontano dai fasti del passato. La noia scompare all’improvviso quando un giapponese di mezza età, Akira Watanabe, arriva all’albergo e viene trovato morto la mattina successiva. Una serie di eventi sempre più strani e inquietanti sconvolgeranno la vita di Marta e dei suoi colleghi.

    Camera n°15 è un romanzo molto snello e piacevole.

    La scrittura di Giustina Gnasso è fluida e curata; sono buone le descrizioni sia degli ambienti che dei protagonisti, sono credibili i dialoghi e anche la scelta dei personaggi è molto interessante (Hirokichi uno dei miei preferiti in assoluto). La narrazione segue una trama lineare e cronologica degli eventi che crea un senso di avvicinamento alle vicende e ai personaggi da parte del protagonista, ed è anch’essa credibile e con un suo senso.

    Il romanzo è a metà strada tra un thriller, un horror e un noir, senza mai appartenere per forza ad uno di questi tre generi. Le ambientazioni notturne di una Milano nebbiosa e quasi decadente sono davvero un’ottima cornice per la storia di Marta, del suo collega Marco e delle morti misteriose a cui vanno incontro i loro colleghi.

    Un libro perfetto? No, purtroppo no. E dispiace perché manca davvero poco.

    Manca di approfondimento… Approfondimento sulla storia di Angela, il personaggio esterno alla routine del piccolo albergo, che secondo me andava sviluppata molto di più; approfondimento sulla tradizione giapponese che giustifica di fatto la sospensione dell’incredulità all’interno del romanzo; approfondimento sulle storie passate dei due protagonisti, che invece vengono citate soltanto come dei piccoli flash…
    È che a questi personaggi ci si affeziona, ed è un peccato non conoscerli un po’ di più.

    Al di là delle integrazioni che mi sarebbero piaciute (e che rimangono un’opinione del tutto personale) credo che il romanzo di Giustina Gnasso sia un’ottimo romanzo; senza la pretesa di cambiare la vita al lettore ma con la certezza di fargli passare momenti di bella lettura.

    Abbastanza originale e con un finale non così scontato.

  • Recensione di La casa dalle radici insanguinate di Roberto Ciardiello

    Recensione di La casa dalle radici insanguinate di Roberto Ciardiello

    La casa dalle radici insanguinate è un romanzo di Roberto Ciardiello autopubblicato nell’Aprile 2017 e promosso da escrivere.com.

    Informazioni su ‘La casa dalle radici insanguinate’
    Titolo: La casa dalle radici insanguinate
    Autore: Roberto Ciardiello
    ISBN: 9781545430170
    Genere: Horror
    Casa Editrice: Self Publishing
    Data di pubblicazione: 2017-04-26
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 187
    Goodreads
    Anobii

    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    La casa dalle radici insanguinateCupo, Mago e Schizzo sono tre piccoli delinquenti che cercano di fare il colpo della vita, derubando un gioielliere e sua moglie nella loro villa. Credono di svoltare, credono di avere soldi facili. Invece trovano una bruttissima sorpresa ad aspettarli nella casa dalle radici insanguinate.

    Ho opinioni contrastanti su questo romanzo.

    Le opinioni negative sono riconducibili tutte alla trama: non tanto alla struttura narrativa che mi sembra invece ben pensata e complessa, con una struttura circolare in cui il prologo e la fine del romanzo quasi coincidono e con i continui flashbacks che ci permettono di conoscere meglio i personaggi del libro, quanto la vera e propria trama della narrazione. Un horror non molto originale, con pochi sviluppi, con rapporti causa / effetto non proprio centrati, con una storia di voodoo poco giustificata e poco credibile.

    E allora non mi è piaciuto?

    No, in effetti mi è piaciuto. Il romanzo è scritto bene, anzi, più che bene. Ci sono descrizioni che sfiorano la poesia, dettagli, ritmo, colore, azione; tutti gli elementi che permettono al romanzo di svolgersi in fretta e di leggerlo quasi tutto d’un fiato. Roberto Ciardiello è un narratore eccellente e credo che le opinioni contrastati derivino tutte da questa dicotomia: da una parte una scrittura eccelsa, dall’altra una trama banale e debole. Come se Stephen King scrivesse favole per bambini. Leggibili sicuramente, ma altrettanto certamente uno spreco.

    Una menzione particolare al lavoro svolto da escrivere.com, che non è una casa editrice ma una community per scrittori che offre recensioni, mappe del sapere e servizi editoriali. Innanzitutto sono stati loro ad inviarmi il testo da recensire (solitamente sono gli autori, un fatto che continua a farmi riflettere sul ruolo di una casa editrice), poi hanno fatto un ottimo lavoro di editing e correzione bozze; nel testo non c’è un refuso o un qualcosa fuori posto.

    Biografia di Roberto Ciardiello

    Roberto Ciardiello, romano, classe Ottanta, ha iniziato a scrivere qualche anno fa, partecipando a concorsi per racconti brevi, spesso di genere fantastico-horror. Classificandosi primo in varie occasioni, ha capito che forse avrebbe potuto dilettarsi nella stesura di qualcosa di più corposo. Nel 2016 pubblica “La vendetta nel vento” e nel 2017 “La casa dalle radici insanguinate“, entrambi tramite il servizio di Self Publishing di Amazon.