Categoria: Socialize&Politicize

  • “Quel fascismo non si ripeterà mai più”

    “Quel fascismo non si ripeterà mai più”

    Quel fascismo non si ripeterà mai più
    E’ così che Pasolini chiude il suo articolo “Fascista” sulla dittatura di Mussolini in Italia.
    Fa male pensare che certe persone se ne sono andate e non possono assistere a questa fantastica Repubblica Italiana nelle mani di Berlusconi… Mi sarebbe sempre piaciuto sentire i commenti di alcuni grandi letterati e artisti… Ma mi bastano forse quelli di Montanelli, un uomo fortemente di destra, che diceva che Berlusconi era un’esperienza necessaria per questo paese, per non ripetere gli stessi errori due volte. Che brutto scoprire che aveva torto.
    Tornando all’articolo di Pasolini… Definiva i fascisti “personaggi assolutamente archeologici […] che non troverebbero assolutamente spazio e credibilità nel mondo moderno“. Aveva ragione? In un certo senso si e in un altro no. I personaggi che rievocano un regime dittatoriale ci sono ancora, e purtroppo hanno anche trovato credibilità. Il portatore nano di democrazia è solo la punta dell’iceberg.
    Pasolini poi amplia l’argomento, parlando dei mass-media. Altro che Nostradamus. Pasolini (ma anche Orwell) sono profeti senza paragoni. Il fascismo si è incarnato nella televisione (e chi le possiede?) causando un appiattimeno (quello che l’autore di “Scritti corsari” chiama “Omologazione“) e un annullamento dell’individualità, diventando una dittatura. Cos’è una dittatura? Un regime dispotico, spesso esercitato con l’utilizzo della forza e delle armi. Non sembrerebbe il nostro caso. Noi abbiamo libertà di scelta, possiamo accendere e spegnere, cambiare canale… Sarebbe una questione di utilizzo, quindi, di utilizzo e coinvolgimento. Quindi non è una dittatura. Se il problema fosse solo Mediaset non ci sarebbero problemi. La dittatura invece è ovunque: giornali, radio, televisione, informazione in generale… Questa è dittatura. Ci è tolta ogni possibilità di scelta. Non abbiamo scelta e nonostante questo continuiamo a sentirci liberi. Una libertà fittizia, costruita ad arte solo per illuderci.
    Mi sono chiesto spesso come fosse possibile che il fascismo si fosse instaurato in Italia, e come Mussolini avesse potuto fare quello che ha fatto. Ora lo so. So che non c’è possibilità di scelta. C’è solo la possibilità di combattere, violentemente o meno, contro questo regime dei mass-media. Credevo di non vedere più il fascismo in Italia. Mi sbagliavo, come Pasolini. Ha ragione Mario Monicelli, intervistato da “raiperunanotte“: gli italiani sono sempre gli stessi, quando qualcuno gli dice “Risolvo io, lasciami lavorare, faccio tutto io“, sono sempre ben disposti a lasciarsi comandare a bacchetta. Poi se il personaggio in questione fallisce si può sempre impiccarlo a testa in giù. Il fascismo cambia forma, si evolve con i tempi, ma rimane stabile dove è sempre stato, nei corridoi del potere, in attesa della condizione propizia. E non illudiamoci che finisca alle prossime elezioni. I sostenitori del Dorian Gray italiano ci sono ancora (i veri prodotti dell’omologazione culturale di Pasolini)… E anche se non venisse eletto, il regime non sarebbe sconfitto. Perchè il regime è l’informazione di parte. Che sarebbe ancora e comunque nelle sue mani. Il fascismo si ripeterà ancora. I partigiani del ‘45 sono vecchi e non combattono più. Stiamo arruolando nuovi elementi per la Resistenza. Accorrete numerosi…

    Il partigiano John
    Africa Unite

  • Schizofrenia totale

    Schizofrenia totale

    Siamo nel baratro più nero. Il mio blog è Aforismi di un pazzo, ma non sono tanto pazzo come il mondo che mi circonda. E questo mi sconvolge. Se io sono pazzo, e il mondo lo è ancora di più, mi mancano i termini per definire uno come Charles Manson. O Pacciani. Come li chiamo? Pazzi? Io sono leggermente meglio di loro. E’ la schizofrenia più totale. La cassazione giudica meno grave uno stupro se la ragazza è vergine. Qual’è la ragione? Che non viene rotta l’imene e quindi è meno dolorosa? Schizofrenia. Facciamo guerre in nome del petrolio, mascherandole da guerre religiose, le chiamiamo “giustizia infinita” e “guerra preventiva”. I marines americani diventano “i portatori di pace”. Schizofrenia totale. C’era un grande slogan hippie, una volta: “Fare la guerra in nome della pace è come scopare in nome della castità”. Schizofrenia totale. E comportamenti dissociati. L’assenza di un senso è portata ai suoi limiti estremi. Il portatore nano di democrazia fa il contratto con gli Italiani. Non lo mantiene e dice: “Abbiamo rispettato tutte le nostre promesse”. Schizofrenici, personaggi a doppia o tripla personalità, che sono capi di stato, uomini d’affari, ex (?) massoni… Altro che Psycho. Anche lui avrebbe paura ad andare a pranzo con Silvio. Ma i più schizofrenici siamo noi. Noi, che vediamo la politica come un’altra realtà, su cui discutiamo, ma non ci riguarda. Noi, che continuiamo ad idolatrare una tv che ci vende una vita che non possiamo permetterci. Siamo noi gli schizofrenici più gravi, che viviamo decine di vite parallele, al lavoro, a casa, quando facciamo sesso, quando ci dedichiamo ai nostri hobbies… Non ci sono psichiatri abbastanza per curarci tutti. Ma tanto sbaglierebbero. La nostra cura non è uno psicologo. Lo psicologo deve curare questa società. Basta psicologi. Vogliamo persone oneste che curino il mondo, altro che schizofrenia e maniaci depressivi. Siamo alla schizofrenia totale. Persino ai pazzi è permesso scrivere su un blog. Per fortuna, altrimenti credo che impazzirei davvero. Basta con i saggi, le veline e i critici. Vogliamo dei pazzi che devino la nostra vita verso qualcosa di nuovo. Vogliamo tutto. E lo vogliamo adesso. Peccato che non sei più qui a ricordarcelo, Freddy. “I want it all. And I want it now“.

    I want it all
    Queen

  • L’estinzione degli scrittori

    L’estinzione degli scrittori

    Gli scrittori sono bestie rare in via d’estinzione. Così come lo sono i cantanti e i gruppi musicali. L’evento scatenante dell’estinzione (come per i Panda è stato il cadere delle voglie sessuali) è la tecnologia. Una volta per uno scrittore l’unico modo di farsi conoscere era di venire pubblicato da una casa editrice, così come per un gruppo era quello di avere un contratto con una casa discografica. Ora chiunque può essere uno scrittore o un cantante. Il mercato non ha più richieste. Gli album degli artisti famosi li scarichiamo con Emule&Torrent… Non ce li vendono più, li sorpassiamo. Molti ragazzi si registrano le loro cose in casa, come una volta non si poteva fare. Il pc e la registrazione in digitale casalinga avranno sicuramente una qualità minore, ma sono accessibili praticamente a tutti. O almeno a chi abbia voglia di imparare. E gli scrittori? Non scrivono più sulle pagine bianche delle loro macchine da scrivere o dei loro word processor. I giornalisti? Non sono in via d’estinzione. In Italia sono estinti. Gli scrittori ora sono in rete, sono quelli che pubblicano i blog; quando mai avrei sperato con i miei soli mezzi di far leggere qualcosa di mio a persone che non conosco, che non ho mai nemmeno visto? L’ho fatto. Vedo i commenti ai miei scritti in tempo reale, di gente che ha letto quello che ho battuto con forza sui tasti di questa stupida macchina. La loro televisione non può andare avanti ancora per molto, prima o poi questo gregge di italiani si sveglierà da questo letargo autoimposto. Questo è il futuro di scrittori e giornalisti. Quello di scomparire, piano piano. E di cambiare nome. Siamo scrittori e giornalisti autoprodotti. Siamo diventati bloggers. Buona vita.

    Chop Suey
    System of a down

  • Auditel vs Blog

    Auditel vs Blog

     

    Tutti noi sappiamo cos’è l’auditel, mi auguro.
    Negli apparecchi di un numero di famiglie italiane (elette? scelte in base a cosa?) vengono inseriti degli apparecchi in grado di segnalare quali programmi quelle famiglie italiane stanno guardando. E, grazie alla statistica, questi dati vengono rielaborati e, attraverso una proporzione, ci danno le informazioni che ci sono familiari: ieri 9.000.000 di italiani hanno guardato questo, la De Filippi ha avuto il 60% di share…
    Fin qui niente di nuovo, vero?
    Ma ci abbiamo mai pensato bene?
    Mettiamo il tutto in una luce assurda e surreale.
    Tutte le famiglie con l’apparecchio dell’Auditel stanno guardando la De Filippi, mentre il resto dell’Italia sta guardando i Simpson (ultima cosa decente trasmessa dalla tv Italiana). Chi ha il 100% di share? Ma loro, mi sembra ovvio.
    E l’importanza di questo?
    L’importanza di questo è che l’auditel non è più quello che era stato pensato di essere. In origine doveva essere solo un modo per la RAI e per l’allora Fininvest di dare un prezzo alle pubblicità da avere nei programmi. Ora l’auditel è lo spauracchio che governa la televisione. Se un programma non fa share chiude. Le televisioni vengono finanziate dalla pubblicità, che non caccia i soldi se non ci sono i picchi di ascolto. Le famiglie dell’Auditel decidono cosa va in onda. Quindi la colpa è loro se ci propinano Colorado Cafè e non il Satyricon di Lutazzi. Se non ci sono più Benigni e Beppe Grillo in TV.
    Ma ascolto di chi, per Dio?
    Spegniamo tutti i televisori. Non accendiamoli più. Conterà pure l’opinione di 50.000.000 di Italiani. Smettiamola di farli decidere per noi.
    Cambierebbe qualcosa? Assolutamente no. Loro avrebbero i loro signori Auditel che continuerebbero imperterriti a cambiare canale, come dèi incoscienti e incompiuti che decidono qualcosa anche senza saperlo.
    E noi, con i nostri gusti da quattro soldi? Smettiamola di avere opinioni. Tanto non gliene frega un cazzo a nessuno. Dobbiamo marciare come automi dove il vero Grande Fratello ci dice di andare. Poi, quando meno se lo aspettano, ricominceremo a pensare. E sarà rivolta. Buon sempre, chicos…

    The Auditels Family
    Caparezza

  • Il grande fratello

    Il grande fratello

    Il Grande Fratello è finito da qualche settimana. Ho provato a guardarlo, e non lo comprendo. Non riesco a capire se quelli all’interno della “Casa” sono completamente psicopatici, o sono io l’unico giovane normale in Italia. Veramente, non ci riesco. Mi fanno crescere una rabbia dentro quei ragazzi che riuscirei a uccidere. Il grande fratello avrebbe reso Blanka di Street Fighter quell’essere tutto verde e rotolante molto più in fretta delle ore e ore di video di violenza che gli hanno propinato. Sono quelli i giovani? Siamo quelli? Alla fine mi sono risposto, un pò. Quelli sono estremi, sono attori che fanno finta di essere persone normali. Ma la conclusione successiva mi spaventa ancora di più. I giovani veri non sono loro. Sono quelli dall’altra parte, quelli che li guardano tutti i giorni e che la mattina ne parlano con compagni di scuola e colleghi di lavoro, che sono tristi e depressi nei mesi all’anno in cui il GF non c’è. E questo è ancora più deprimente. Riprendo in mano 1984 di George Orwell e me lo rileggo ad ogni prima puntata del Grande Fratello, giusto per non perdere di vista da dove il Grande Fratello ha avuto origine.
    Vi siete mai chiesti chi è il Grande Fratello, quello vero? Pensate ad Alessia Marcuzzi? Il regista della trasmissione? No, chicos… Il Grande Fratello è uno solo. Il dittatore dei media che ci sta lobotomizzando con le sue trasmissioni di regime. Come il profeta Orwell aveva detto, esattamente 48 anni fa. Queste elezioni premiano il centro-destra. Lo premiano perchè chi va a votare non riesce a guardarsi intorno e a capire quello che lo circonda, mentre chi non va a votare è annebbiato da decenni di televisione. E di Grande Fratello, La Talpa, l’Isola dei Famosi, la Fattoria, ecc.
    Spegniamo la Marcuzzi in tv, accendiamo Orwell in 1984. Perderemo come perde il protagonista del libro, ma non cadremo senza lottare.

    Attenzione, fratelli. L’occhio del Grande Fratello non è quello dello spettatore. E’ quello dell’Oscuro Signore di Mordor.

    Tema del Grande Fratello
    Andrea Guerra

  • Apprendisti pistoleri

    Apprendisti pistoleri

    Abbiamo bisogno di pistoleri veri. Da una parte la politica come l’abbiamo sempre conosciuta (la DC e il PSI di Craxi, e poi Forza Italia e il Popolo delle Libertà e una sinistra in declino, se non in totale caduta libera) e dall’altra noi, la gente comune che lavora otto ore al giorno per vivere. In mezzo? Il nulla, o quasi. Qualche personaggio illuminato (Beppe Grillo, Luttazzi, Diego Cugia…), ma che non è risolutivo. Il fatto è che siamo indifferenti. Per noi è abbastanza scandalizzarci per qualche minuto a sentire quello che i politici fanno alla nostra democrazia, per convincerci di essere dalla parte giusta, dalla parte del Bianco. Ma non è abbastanza, se continuiamo così presto non avremo più nulla da difendere. E non illudiamoci. Abbiamo votato a sinistra o quasi a queste elezioni, ma cambierà poco e un c*zz*. Perchè è la politica sbagliata, non la maggioranza al governo. NOI siamo la democrazia, non loro. Abbiamo bisogno di un pistolero, un uomo che ci porti a combattere, con le armi e il coraggio di cui avremo bisogno (e non sto parlando di armi da fuoco…). Non di qualcuno che ci dica cosa c’è che non va. Su i pollici per Beppe e Diego, ma non basta. I pistoleri non si trovano sui loro blog. E se non ci fosserò più pistoleri? Allora è finita. Non ci resta che unirci e combattere l’ultima, disperata battaglia, come nelle banlieu di Parigi. Ma destinati a perderla.

    Rebel Music
    na1ke

  • La mia Africa

    La mia Africa

    Gino Filippini era il cugino di mio padre. Lo sentivo nominare da quando ero bambino, si dicesse fosse una persona famosa. Io sinceramente non l’avevo mai sentito nominare. Faceva il missionario in Africa.

    Cosa che vuol dire poco, secondo me, ci facciamo l’idea che questi missionari siano fondamentalmente dei frati che vanno a “religiosizzare” il Terzo Mondo. Beh, Gino non era un frate. Viveva con il padre comboniano ben più famoso, Alex Zanotelli, a Korogotcho, una discarica a cielo aperto vicino a Nairobi.

    Ma, nonostante tutto questo fosse importantissimo e bellissimo (uomini occidentali che scendono in Kenia non per sfruttare le ricchezze ma per aiutare una comunità di disperati a sfruttare i rifiuti in cui vivono), non vorrei parlare di questo.

    Gino era a cena da noi, una sera (tornava a casa un mese ogni cinque anni). Stavamo parlando della guerra in Iraq (nonostante non ci fossimo mai visti prima, ci parlavamo come se ci conoscessimo da anni); gli ho chiesto delle guerre in Africa. Una premessa. Mi sono sempre chiesto perché i grandi Stati Uniti d’America, quelli della Guerra Preventiva, non fossero mai andati a sedari i conflitti interni in Africa. Non dubitate, mi sono sempre risposto: perché lì non c’è il petrolio che fa gola agli americani.

    Quanto sbagliavo… Gino mi ha confermato che il petrolio non c’è, ma mi ha fatto anche notare che in molti degli stati dove ci sono i conflitti ci sono giacimenti di diamanti, una quantità industriale di silicio (materiale semiconduttore, usato per i chip e i microchip dei componenti elettronici) e tanto altro ancora. “Allora perchè non fermano le guerre e si impadroniscono delle risorse?” gli ho chiesto. La sua risposta continua a farmi rabbrividire.

    “Lo stanno già facendo. Sono le ex colonie che fomentano le guerre civili in Africa. Finchè continuano ad ammazzarsi non pensano ad estrarre le materie prime. Continuano a fornirgli le armi per i conflitti, alla fine le nazioni saranno così stremate, in ginocchio, che gli stati europei e gli USA faranno ciò che vogliono. E senza usare nemmeno un soldato”.

    Rabbrividisco, ogni volta che ci penso. Penso ai soldati-bambini del Ruanda, che impugnano mitra e si uccidono… E penso che i loro governi pagano le armi che impugnano ai macellai che verranno a sfruttarli, e a finire i morenti…

    Grazie Gino. Buon Riposo.

    Twist in my sobriety
    Tanita Tikaram

  • La torre nera vacilla

    La torre nera vacilla

    La Torre Nera è a un passo dal crollo, e noi continuiamo come se non ce ne rendessimo conto… Il Re Rosso (o forse è meglio la definizione di Re Tricolore) è intrappolato su un balcone, e comincia ad avere la sensazione di stare per crollare con lei. Oh, certo, il Re Tricolore è potente. Ma la Torre Nera è ancora più potente di lui, perchè bagnata dal sangue dei Mille e dei partigiani morti per crearla. I Frangitori (di cui il Re Tricolore è inevitabilmente il capo) stanno lavorando per abbattere gli ultimi vettori rimasti, e ormai manca poco. E quando crollerà? Cosa succederà? E dove sono i pistoleri che la salveranno, donandoci aiuto e soccorso? Sono quelli dell’opposizione, sono il Bianco, il Bene, il Buono? Io credo di no, in fondo. Credo che anch’essi siano frangitori, forse meno potenti di quelli del Re Tricolore, ma comunque la loro missione è abbattere la Torre Nera per i loro porci comodi. Dove sono i pistoleri? Arriveranno? Che Guevara era un pistolero. Allende era un grande pistolero, morto con il suo calibro pesante in mano, schierato a difesa della Torre Nera. JFK era l’ultimo pistolero, così dicono. Anche lui è morto, disarmato, in un agguato. Ma stava combattendo, anche senza armi. La Torre Nera vacilla. E’ ora che noi, gli ultimi apprendisti pistoleri, impugniamo le armi dei nostri maestri, e cominciamo a combattere per salvarla…

    I fought the law
    The Clash