Categoria: Socialize&Politicize

  • Weekend al centro commerciale

    Weekend al centro commerciale

    Questa gente da centro commerciale. Quasi uomini vestiti all’ultima moda, con i loro pantaloni da 200 €, le loro pettinature alla moda, le loro sopracciglia rifatte. Con gli occhiali da sole alle 5 di un pomeriggio d’inverno, con la foschia, con i loro sorrisi di superiorità.

    Questa gente da centro commerciale. Quasi donne tiratissime iper-truccate, iper-impostate, talmente tirate da essere vuote, che si riuniscono in branchi per sentirsi qualcuna e invece sono soltanto altra merce in vetrina, da acquistare al giusto prezzo, in saldo o nella nuova collezione.

    Questa gente da centro commerciale.
    Queste famiglie assurde che si spostano sui suv e sono in tre; lui imprenditore che vede la famiglia solo nei fine settimana, che urla alla figlia di stare ferma stare tranquilla, stare come morta. Una moglie che fa la casalinga con la donna di servizio, quarantenne rifatta vestita come una ventenne. Come se il tempo dei saldi non fosse ancora finito. E la bambina impazzita, iperattiva, che cerca divertimento in questo tempio dei soldi e del potere d’acquisto.

    Questa gente da centro commerciale.
    Adepta di questa religione capitalista, del dio denaro, dell’avere tutto e subito, della crisi che se compri ancora allora non esiste.

    Questa gente da centro commerciale mi fa ribrezzo.

  • Scuola Occupata

    Scuola Occupata

    I sondaggi affermano che le occupazioni e le autogestioni sono sempre più lontane dalle scuole italiane.
    I giovani delle superiori dell’era Gelmini preferiscono le attività extrascolastiche, al limite la coogestione. Tante cose interessanti, nessuna ripercussione, nessun rischio, nessuno scontro politico.

    Il periodo per parlare di questo è quello giusto. Era verso metà Novembre che la Consulta Provinciale dei rappresentanti d’Istituto si riuniva per testare l’ambiente politico, per decidere per cosa effettivamente occupare, cos’erano le cose che interessavano davvero. Non nascondo che l’importante era occupare, almeno nel mio Istituto. Non era veramente importante quale fosse la situazione, cosa faceva il governo per la scuola, quali erano le modifiche positive e quali le minchiate. L’importante per tutti, anche per noi che le organizzavamo, in fondo, era un modo per rendere la scuola diversa, anche solo le sue strutture.
    Se la vostra scuola era il reparto speciale di un ex manicomio, con la gommapiuma nascosta sotto un velo di intonaco e non vi siete mai fatti un giro nei suoi meandri più oscuri, più nascosti, più inquietanti… Allora non sapete cosa vi siete persi, fratelli.
    Non era sempre così, intendiamoci. Abbiamo occupato tre giorni per le strutture malfunzionanti. Metà degli alunni del mio Liceo faceva lezione in due prefabbricati che chiamavamo “Pollai”, posti impermeabilizzati con il fibrocemento (quello che chiamate Eternit o Cemento-Amianto), posti dove se eri seduto a metà dell’aula sentivi la lezione di filosofia della classe davanti, la tua lezione di chimica e la lezione di letteratura latina della classe dietro. Dopo meno di 8 anni adesso i prefabbricati sono stati demoliti, qualcosa forse è migliorato.
    Con la riforma Moratti, che ridicoliizzava la scuola statale e dava i nostri soldi pubblici, i soldi dei nostri genitori operai e impiegati alle scuole private dei figli di… (avvocati, medici primari, imprenditori, ecc.) abbiamo occupato per 19 giorni il nostro istituto, bloccando l’accesso ai docenti, facendo intervenire professori universitari che spiegassero nei dettagli cosa stava facendo questa donna che di scuola non aveva esperienza e che di scuola non capiva un cazzo.
    L’idea era che tutte le scuole della nostra città lo facessero, ma nessuna è durata. Solo il nostro liceo è andato avanti, perchè ci credeveamo, perchè ci credevano anche i figli di papà che del Liceo sono la linfa. Perchè per una volta difendevamo davvero qualcosa.
    Era la mia quinta superiore, ne sono uscito a testa alta, quasi responsabile, quasi adulto, quasi vecchio.

    Sono passati anni, sono più responsabile, più adulto, più vecchio.
    Sento questa notizia, vedo mia sorella di dieci anni più giovane, mi chiedo: abbiamo fatto tutto per nulla? Cosa abbiamo lasciato?
    Gli anni settanta ci hanno dato l’illusione che il mondo era ad un passo dal cambiare radicalmente, bastava solo una piccola spinta. Noi cosa vi abbiamo lasciato, giovani fratelli? La droga leggera, gli alcool e gli aperitivi? L’Italia campione del mondo? Silvio e i governi monopolari? L’assenza di speranza?

    Se avessi 18 anni nel 2010 la mia scuola avrebbe occupato ad oltranza da Settembre ad adesso. In confronto alla Gelmini la Moratti era una riformatrice illuminata come Berlinguer o Veronica Gambara.
    Lei vi sta fottendo il futuro, vi sta fottendo l’università, vi fotte la vita.
    Se smetterete sarete precari sottopagati che combattono ogni giorno per arrivare alla fine del mese. Scordatevi gli aperitivi, se vorrete una famiglia col cazzo che vi distruggerete di Aperol, Campari e Stuzzichini.
    Se vorrete continuare vi laureerete a pieni voti, finirete a fare i precari sottopagati che combattono ogni giorno per arrivare alla fine del mese, perchè per quanto sarete bravi in questo paese vi hanno fottuto la ricerca. E voi state zitti, non li ascoltate nemmeno. Questi ve lo dicono, dagli schermi dai televisori e dalle pagine di giornali servi del potere, lo ammettono, vi avvisano. Continuate a pensare ai vostri voti, a quello che dovete fare, alla vostra squadra di calcio, al vostro Reality preferito, a chi scopare, a cosa bere, a cosa fumare.
    Siete la gioventù che viaggia low cost in tutta Europa, siete la generazione dell’ADSL e della Comunicazione Globale; allo stesso tempo siete la gioventù più razzista che l’Italia abbia mai avuto.
    Siete la gioventù che la tecnologia supporta di più, gli ambienti virtuali che noi sognavamo per cambiare il mondo li usate per il gossip e per vedere le foto di 13enni disinibiti che cercano di vendersi come carne macellata nel banco frigo.

    Svegliatevi, fratelli. Guardatevi intorno. Non ascoltate i sondaggi, la statistica non ha alcun senso. Ascoltate quello che vi hanno fatto, capitelo, incazzatevi. Puntate i piedi, battete i pugni sui banchi e sulle cattedre dei vostri professori, urlate. Costruite barricate, scrivete striscioni e appendeteli sotto la bandiera italiana delle vostre scuole: “SCUOLA OCCUPATA” (noi lo scrivevamo con la K, ma anche la “C” è un buon inizio).

    Interessatevi, la vostra indifferenza ci fotterà tutti. Lo sta già facendo. Spegnete la televisione, accedete a informazioni libere.

    Non accettate compromessi con la dirigenza a 17-18 anni, quella è l’eta dei sogni e della convinzione onnipotente di cambiare il mondo. Per i compromessi, le mediazioni e le rinunce avete tempo tutta la vita. Non issate bandiera bianca, non ancora. Magari tra una decina d’anni, ma non ancora. Non ancora…

    Bandiera Bianca
    Franco Battiato

  • Casa Chiusa Italia

    Casa Chiusa Italia

    Quest’Italia è diventata strana. Io cerco di capirla, mi impegno, prendo le giuste distanze, eppure crollo e isso bandiera bianca.

    C’è un Italia a pezzi di gente che impazzisce per trovare un modo di arrivare a fine mese. Gente che nonostante abbia un lavoro nel tempo libero ne trova un altro, possibilmente in nero, per pagare la casa, la macchina, da mangiare. Gli extra non esistono più.

    Poi c’è un Italia che vive una vita diversa, quasi extra-terrestre. Fatta di festini, droga e sesso. Soprattutto sesso.
    Questi ministri, condutturi, opinionisti, faccendieri, imprenditori, “agenti” sembrano adolescenti in piena tempesta ormonale.
    Si comprano diciottenni-ventenni per serate di sesso spinto, con cui possono fare ciò che vogliono, con cui possono dimostrare di avere il potere. E ce l’hanno, se possono farlo. Perchè non è nemmeno una questione di soldi.

    Almeno le care vecchie puttane facevano sesso sorridendo, perchè in fondo il loro lavoro gli piaceva. Perchè era un modo per arrivare a fine mese, per mangiare, per vivere (quando non era in mano alla malavita organizzata, perlomeno). E nelle case chiuse, udite udite, pagavano pure le tasse al buon vecchio Stato Italiano. Che era democristiano fino al midollo, ma mica stupido.

    E questi settantenni arzilli imbottiti di Viagra, col loro arnese in mano e una bellezza mozzafiato davanti, con la loro pelle rugosa, il loro odore di vecchiezza, senza ormoni se non quelli artificiali?

    Che tristezza, questa classe politica. Più gratti via la patina che ci pompano le televisioni e più scopri il vomitevole che vi si nasconde sotto.
    E che tristezza questo popolo italiano. Che non fa nulla, che non si indigna, che non si interessa. Che anzi sorride, perchè il nostro Grande ed Eminente Premier riesce ancora a farselo venire duro per dare una botta alla escort di turno.

    Chi gliele paga le telefonate da Palazzo Chigi, fratelli? Sicuramente noi. Chi gliele paga a quella gente le notti di sesso che noi poveri mortali non riusciamo nemmeno a sognarci nei nostri sogni più spinti. Magari non noi. Ne hanno a pacchi di soldi, quelli. Ma le escort non vanno per soldi. Vanno per potere, per opportunità politica (D’Addario & C. candidate vi dice nulla?!??!), per interesse.

    E quel potere, quelle opportunità politiche, quegli interessi vengono da noi, dalle nostre mani, dal nostro voto.

    E se per avere la Carfagna avessero escluso un nuovo Moro o un nuovo Berlinguer?

    Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior; ma queste merde sono merde vecchie, e le merde vecchie sono sterili. Nonostante il Viagra.

    Via del Campo
    Fabrizio De Andrè

  • Matrix

    Matrix

    Guardo lo il codice scorrere lentamente dall’alto in basso sullo schermo, verde su fondo nero.
    So che cos’è, ma non lo capisco; so che rappresenta una simulazione neuro-virtuale che ci fa vivere in un mondo creato ad arte per ingabbiarci, per farci vivere come vogliono Loro. E’ ridicolo non sapere nemmeno chi siano “Loro“.
    Ma la mia generazione è così, non si cura dei dettagli, non ha memoria storica.
    Vive come se questa gabbia gli piacesse, come se si trovassero a loro agio. E forse è proprio così.
    Sono io il disadattato, il cinico pessimista, il paranoico, che passa notti davanti al computer in attesa che un Morpheus qualunque lo contatti per dargli la pillola rossa o la pillola blu.

    Sono schiavo del sistema, sono un conformista? Certo. Essere conformato vuol dire non poter far nulla per cambiare le cose. Chi non è parte del sistema?!?! Ce l’ha insegnato la generazione precedente, e noi l’abbiamo nel sangue come un imprinting genetico… Non si cambia mai un cazzo.
    La generazione dei nostri padri aveva il potere di cambiare qualcosa, credeva in un mondo più giusto, era lì a un passo… Poi la rivolta è fallita, i rivoluzionari sono passati dalla parte del nemico, adesso conducono talk show che ci spappolano il cervello. Noi abbiamo imparato il meccanismo per fare successo.
    Facciamo manifestazioni e occupazioni nei licei, ci crediamo con tutti noi stessi. Facciamo scienze politiche all’università, eccitati dall’idea di una nuova rivoluzione. Finiremo a fare i segretari di partito, in bilico tra la nostra coscienza e la nostra sete di potere e ricchezza. Non si fugge dal codice di Matrix.
    La soluzione? Un amore intenso, passionale, pacificatore. Perchè ogni pseudo-eletto vuole la sua Trinity.

  • X-Files

    X-Files

    Quest’Italia piena di casi irrisolti mi fa schifo… Qualunque politico sale al potere promette un’età dell’oro, finiamo nell’ennesima realtà di merda. Ma la cosa che più non sopporto è il silenzio sui casi irrisolti, omertà, cose mai dette… Esisterà un archivio da qualche parte con il nome dei colpevoli?!?!
    Cos’è successo realmente ad Ustica? Chi ha ucciso Moro? Le Brigate Rosse? Piazza Fontana? La stazione di Bologna? La mia Piazza Loggia? Voglio la verità su tutte le stragi di stato, rosse o nere che siano. Voglio chiarezza sui rapporti mafia-politica negli ultimi sessant’anni di “Repubblica” e “Democrazia“. Voglio i nomi dei colpevoli. Voglio vedere quei fogli. Perchè li hanno pagati i miei genitori, o i miei nonni con le loro tasse. Ho il diritto di sapere, di rompere il silenzio che circonda questi segreti di stato, questi casi irrisolti, questi X files. A meno che non ci sia una buona ragione. Non è che c’entrano gli alieni, vero?!?!?

     

    Mulder and Scully
    Catatonia

  • Il comunismo è morto

    Il comunismo è morto

     

    A qualcuno forse può venire il dubbio. Giusto per chiarire. Io non sono comunista. Non lo sono più. Il comunismo non esiste più. E’ morto e sepolto. In Italia poi è meglio non parlarne. Bertinotti è il comunismo italiano?!?!… Ma ci rendiamo conto? La Cina, la Russia… Andate. Si, è vero, c’ero in quelle manifestazioni da migliaia di persone con le bandiere rosse con la falce e il martello. C’ero anche al G8 a Genova. Credevo in quella che sarebbe stata una rivoluzione culturale, sociale e politica che avrebbe cambiato veramente le cose. Ero un operaio, credevo nella lotta di classe e nel materialismo dialettico. Adesso sono cresciuto, forse mi sono svegliato da quello che era un sogno, una convinzione di una convinzione. Ero comunista perchè le brave persone erano più vicine al comunismo, e quelle cattive molto vicine al fascismo. Ero comunista perchè mio padre è passato vicino alla colonna in Piazza Loggia a Brescia qualche attimo prima che esplodesse la bomba. Ora non lo sono più. Il comunismo è morto, chi li usa più la falce e il martello?!?!? Ma una sera, in macchina, con un amico… Ascoltare Gaber che diceva le cose che pensavo… In macchina a piangere come due bambini, invece che a riderne da ventenni disillusi…

    Qualcuno era comunista perchè aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perchè era disposto a cambiare ogni giorno, perchè sentiva la necessità di una morale diversa, perchè forse era solo una forza un volo un sogno era solo uno slancio un desiderio di cambiare le cose… Di cambiare la vita…

    Qualcuno era comunista
    Giorgio Gaber

  • Indifferenza

    Indifferenza

    Ho già troppi problemi per occuparmi di quegli degli altri
    Nessuna paternale, io sono il primo a dire questa frase, in fondo. Ma proprio per questo sono anche il primo ad incazzarmi.

    Generalizzando, credo che il modo si divida in tre grandi categorie: chi vuole sfruttare il mondo, chi vuole cambiarlo, e quelli a cui non gliene frega un cazzo.

    Numericamente queste tre categorie sono completamente diverse: quelli che vogliono cambiarlo realmente sono i più pochi, sono i premi Nobel per la pace (escluso naturalmente Kofi Annan, e l’assurda ipotesi Silvio Berlusconi), i missionari, sono quelli che dedicano la totalità delle loro vite alle esigenze degli altri e al miglioramento delle zone in cui vivono.

    Quelli che vivono sfruttandolo sono parecchi di più, e il numero è in continuo aumento: sono i vari Berlusconi, sono i Saddam e i Bin Laden, sono i Gheddafi che giocano a calcio per il loro ineccepibile talento e le opposizioni parlamentari più false e inutili; su di loro non mi soffermo perché altrimenti mi incazzo ancora di più e poi li conoscete (e se non li conoscete, informatevi, che cazzo! Sono i burattinai che reggono tutti i fili di tutti noi, burattini del mondo!!!).

    La categoria che in questo momento mi interessa di più e quella più grande: quella a cui non gliene frega un cazzo.

    Una premessa importante: io ne faccio parte in pieno. Per questo userò sempre il noi, per questo posso permettermi di pensare che se state leggendo questo blog non è che vi state sbattendo per cambiare il mondo… E quindi ne fate parte anche voi.

    Ci sono domande che mi sono fatto e a cui ho dato tante volte una risposta, che non so se tutti voi vi siete fatti; ad esempio: mi piace questo mondo? Questo sistema (leggi Capitalismo Occidentale, Liberismo sfrenato, ecc.) mi va bene? Mi rende felice? Mi realizza appieno?

    Se avete risposto tutte le volte sì, siete pregati di chiudere la finestra oppure di digitare un altro indirizzo internet. Vi consiglio http://messages.inservices2000.it/kamasutra/default.htm nel caso abbiate una donna insoddisfatta oppure http://www.extremetube.com/ nel caso non abbiate una donna. Vi ringrazio per l’interessamento ma potete andare a fanculo da qualche altra parte.

    Se tutte le volte avete risposto no invece, ma questo articolo vi fa cagare e io vi sto sui coglioni, siete delle persone intelligenti ma che non mi apprezzano. Io sono d’accordo con voi.

    Torniamo a noi. Se rispondiamo no alle domande sopra, allora le cose non stanno così bene come ci vogliono far credere. Quindi, il passo successivo è muoversi per cambiarlo. Ok?
    Io mi ritengo una persona abbastanza sensata (lo dimostra il fatto che nella valutazione nella visita di leva, l’esercito Italiano mi abbia messo un bel 3 sotto la voce psiche), e anche in grado di impegnarmi nelle cose che ritengo giuste. Ho manifestato quando ero studente, ho occupato il mio liceo di Brescia, ho aiutato chi mi è capitato di incontrare in difficoltà. Ma ho la strana sensazione di non fare abbastanza. Perché ci sono dei giorni in cui torno a casa dopo otto ore di lavoro e non faccio assolutamente nulla, cazzeggio, accendo il computer, esco a fumare una canna con gli altri pazzi chiusi nella gabbia… Cose che credo facciate anche voi. Nulla, per cambiare il mondo; il Nulla, sempre più spesso.
    Il problema è che non è solo colpa nostra. Ci pensano le televisioni (casualmente i due poli di informazione, che sono sempre stati in conflitto tra di loro, ora appartengono praticamente alla stessa persona) a lobotomizzarci il cervello, con i loro Grandi Fratelli (leggete “1984” di Gorge Orwell e vedrete questo programma sotto tutto un altro punto di vista) e le loro Isole dei Famosi (che goduria vedere soffrire i VIPs come soffriamo noi tutti i giorni? Loro tre mesi, noi sempre, vediamo chi gode adesso?); nemmeno la stampa ci aiuta, più o meno per lo stesso motivo: Rizzoli, o il gruppo RCS possiede parecchi quotidiani e riviste (provate a cercare il marchio in prima pagina o in terza di copertina dei giornali e contate bene quanti appartengono a questo gruppo). Chi si nasconde dietro a questo marchio? Provate a indovinare. Siamo educati all’indifferenza, i nostri educatori (leggi televisione), il nostro guru (leggi “signore e Padrone dei mass-media”), hanno fondato imperi sulla nostra indifferenza. Imperi in bilico, perché: se non ci fosse più la nostra indifferenza?
    Forse il primo passo per cambiare il mondo è abbattere l’indifferenza. Parlandone. Anche perché se quelli a cui non gliene frega un cazzo, il popolo dell’indifferenza, NOI, fossimo in grado, tutti, di entrare a far parte di diritto nell’altra categoria, quella dei coglioni che vogliono cambiare il mondo, allora i potenti non sarebbero più niente, se non bambini in preda a deliranti trip del potere e voglia di Risiko.

    La locomotiva
    Francesco Guccini

  • Trip del controllo

    Aforismi di un pazzo | Trip del controllo

    Una mamma vieta al suo bambino di andare a giocare al parchetto: “Nessuno ti controlla!” minaccia.
    E’ solo l’inizio. Da lì in poi non ci sarà più scampo. Bisogna abituarli fin da piccoli, altrimenti…
    Un genitore ti deve guardare quando giochi a calcio al campetto dell’oratorio, un adulto ti deve accompagnare alle feste di paese, i vicini devono vigilare quando i tuoi vanno in vacanza e tu per la prima volta rimani a casa da solo…
    Pensi che finisca con l’adolescenza, quando finalmente nessuno ti dice più a che ora devi tornare a casa pensi che finalmente il “controllo” è finito. Quanto ti sbagli, fratello. Il tuo cellulare manda un segnale al satellite, dal suo microfono possono ascoltare quello che dici, il telefono di casa fa lo stesso… Un pò imprecisi, è vero, se dovessero decidere di lanciarti addosso una bomba avrebbero uno scarto d’errore di un paio di metri… Non sei mai solo. Anche quando il mondo ti volta le spalle e tu avverti solo desolazione, pensa che il grande fratello è lì con te e non ti molla mai. Pensaci, non sarai mai più infelice.
    Lo fanno per il tuo bene, allo stesso modo in cui da piccolo l’adulto ti soccorreva se ti sbucciavi un ginocchio. La cosa più ridicola è che ci fanno leggi in cui devi dare il tuo assenso ai trattamenti dei dati personali, mentre hai telecamere e microfoni puntati 24 su 24, 7 su 7. Non hai scampo. Sei un sovversivo? Verrai curato. Hai una vita sessuale piena? Pensa all’omino della sicurezza che ti cerca dal satellite. Evita i campi di grano, le montagne romantiche. E ‘consigliabile avere un tetto sulla testa, altrimente i filmini porno in cui non sapevi di avere recitato cominciano a circolare in rete. Pensa che bello: nessuno nemmeno ti paga. E’ una catena infinita di controlli su controlli su controlli.
    A me va bene così, in fondo fare l’astronauta da grande non mi è mai piaciuto. Ho un solo dubbio: chi controlla i controllori? Fratello, dimmi: chi guarderà i guardiani?

    The Spy
    The Doors

  • La destra, la sinistra e la zona d’ombra

    La destra, la sinistra e la zona d’ombra

    In Italia c’è la destra e c’è la sinistra. Da sempre. O meglio, da quando c’è l’Italia. E’ sempre questo dualismo serrato, preso per posizione, al di là anche del dibattito ideologico, al di là del “sono d’accordo” o “sono contrario”. La questione è sempre e solo essere di destra e di sinistra. Non stiamo parlando di Berlusconi. Berlusconi non è un politico, forse è giunto il momento di risvegliarsi, abbiamo passato questa lunga notte della Repubblica Italiana, le luci sono già in vista all’orizzonte. Forse adesso ricomincerà un dibattito politico. Forse no. Perchè la destra e la sinistra non esistono più. Che dualismo c’è? Nessuno. Insulti, dibattiti quasi al limite della violenza. Idee? Nessuna. La destra. Marco Travaglio è di destra. E’ un allievo di Montanelli, forse il più grande giornalista italiano. Versa una parte del suo stipendio alla Casa delle libertà, ma non per sostegno elettorale. Ha perso il processo di una querela. D’Alema è di sinistra. E’ questo è immensamente più triste di un Berlusconi presidente del Consiglio. Chi non è d’accordo con la destra è di sinistra, sembra essere l’assioma di massima. Schierati? Ma dove. Burattini come tanti. I burattini non si schierano. Si spostano tirati dai fili. Destra. Sinistra. Se sei contro sei comunista. No, chico. Non sono comunista. Il sogno di Marx è morto, l’hanno assassinato i russi e i cinesi. Adesso ci fa troppo paura per essere una minaccia per il potere. Io non sono comunista. Io sono nella zona d’ombra. Quella zona che avete cancellato dai telegiornali, quella zona che chiamate del nemico, quella zona che vi si ribella sempre contro. Sono quelli che distruggevano a Milano, perchè la rabbia spesso fa cose immensamente stupide. Sono Alfredo Pieroni (redazione del Corriere della Sera, un uomo di quasi ottant’anni, che ha visto nascere la democrazia di questo paese), che piange all’assemblea per il nuovo direttore del suo giornale, quando parla del licenziamento di Biagi e di Santoro. Sono la furia cieca di un ragazzo che cresce in un paese semi-libero . Sono il triste futuro del nostro mondo, figlio di un capitalismo acrobatico, sempre in bilico su una fune ormai troppo sfilacciata per reggermi…
    Destra, Sinistra. Cazzate. E’ solo chi comanda e chi subisce, come dai secoli dei secoli. Amen.

    Destra Sinistra
    Giorgio Gaber

  • L’eroe ignoto

    L’eroe ignoto

    “Al potere ci sono solo dei pazzi pericolosi. Tutti nascondono all’umanità che le stanno preparando la morte scientificamente”

    Durante la seconda guerra mondiale i fisici del tempo si suddivisero in schiere: tutti quelli all’assidua ricerca della realizzazione della bomba atomica da una parte, insieme ad Enrico Fermi, scienziato italiano che emigra in America e realizza nel ‘42 la prima pila atomica; e dall’altra Ettore Majorana, Heisenberg e Einstein.
    I primi non si pongono nessun problema etico: scoprono un arma invincibile, un’energia potentissima, in grado di far volgere le sorti del conflitto mondiale in favore di chi la possiede, e l’unica scelta che fanno è quella di darla al meno pazzo: tra Hitler e il generale Eisenhower scelgono il comandante delle forze alleate.
    Albert Einstein era, come Fermi, in America in quel periodo; cercò di convincere il presidente Truman a sganciare la bomba atomica su un atollo del Pacifico invece che su Nagasaki e Hiroshima, a scopo dimostrativo; il risultato sarebbe stato comunque lo stesso, la resa. Ma Truman non lo ascoltò, come tutti sappiamo.
    Heisenberg, dall’università di Lipsia, non solo affermò a gran voce di on essere in grado di costruire un ordigno nucleare, ma si preoccupò anche di farlo sapere agli Americanitramite Bohr. E questa preoccupazione nasce, “casualmente”, dopo il soggiorno all’università tedesca, di un uomo che la storia pare aver dimenticato, ma che allora era forse il miglior fisico esistente: Ettore Majorana, il più importante interlocutore di Heisenberg.
    Il fisico Italiano aveva già scoperto la bomba atomica? O era addirittura andando oltre, visualizzandone gli effetti?
    Tutti gli scienziati che lo hanno conosciuto dicono di no, ma lo ritengono anche un genio che ha “visioni” quasi profetiche. E sua sorella Maria ci dice che affermava continuamente:”I fisici (o la fisica) sono sulla strada sbagliata”. E che strada stavano intraprendendo quasi tutti i fisici del mondo? Quella della liberazione dell’energia atomica. Majorana e Heisenberg, schiavi delle dittature di Hitler e Mussolini, a differenza di tutti quegli “uomini liberi” protetti dal famoso “senso comune” di Truman, non hanno dato al loro governo la bomba atomica, e hanno impedito lo scatenarsi di un conflitto nucleare che si sarebbe sviluppato senza che nessuno ne conoscesse il reale potere distruttivo (nonchè le problematiche dovute all’esposizione alle radiazioni). Hanno, in un certo senso, salvato l’umanità dall’autodistruzione.
    Ettore Majorana, eroe ignoto, condottiero di provincia, Catanese che studia a Roma e insegna a Napoli, protagonista sconosciuto della storia del mondo aveva le stesse visioni di Prospero ne “La Tempesta” di Shakespeare: vedeva dissolversi il mondo, le sue costruzioni, e tutte le persone che lo abitavano. In una gigantesca nube a forma di fungo.

    Per qualsiasi informazione sul personaggio c’è “La scomparsa di Majorana” di Leonardo Sciascia, dalla quale è ripresa la citazione iniziale.

    Heroes
    David Bowie