Tag: fanucci

  • I labirinti della memoria

    I labirinti della memoria

    I labirinti della memoria è una raccolta di racconti di Philip K. Dick pubblicata da Fanucci nel 2004.

    Informazioni su ‘I labirinti della memoria’
    Titolo: I labirinti della memoria
    Autore: Philip K. Dick
    ISBN: 9788834709900
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Fanucci
    Data di pubblicazione: 2004-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 242
    Goodreads
    Anobii

    I labirinti della memoriaQuesta raccolta riporta otto racconti del famoso scrittore statunitense (a cui dobbiamo buona parte dell’immaginario fantascientifico che ha poi arricchito il cinema hollywoodiano) ha come filo conduttore la memoria e la difficoltà di raccontare il passato. Scritti perlopiù negli anni Cinquanta (tranne “Sindrome regressiva” e “Se non ci fosse Benny Cemoli“, che sono più recenti di un decennio) presentano, anche se in maniera un po’ acerba, temi centrali della produzione dickiana che maturerà appieno nei suoi romanzi successivi.

    I labirinti della memoria

    Anche noto come “Paycheck”, è il racconto dal quale è stato tratto il bel film di John Woo omonimo con Ben Affleck e Uma Thurman. Un tecnico lavora per una grande azienda con un contratto particolare: vista la segretezza del progetto, dovrà cancellare la memoria dei due anni trascorsi a lavorarci. Il racconto comincia al momento della fine del periodo dei due anni, e il protagonista Jennings scopre di avere rinunciato ai 50.000 crediti del suo compenso in cambio di 6 oggetti comuni e di poco valore. In una corsa contro il tempo andrà a ritroso nei suoi ricordi scoprendo che quegli oggetti valgono ben più del compenso che aveva pattuito.
    In un mondo strettamente diviso tra un regime dittatoriale della polizia e il potere economico delle multinazionali Dick ci descrive un uomo che sprofonda nella sua memoria per riuscire a sfuggire alla cattura della polizia e allo stesso tempo sfidare il potere economico della grande corporazione per cui ha lavorato e che gli ha rimosso i ricordi.

    Il pendolare

    Un uomo va alla stazione e cerca di acquistare un biglietto per una località che a ragion di logica non esiste, e poi misteriosamente scompare. Il direttore della stazione indaga per cercare di capire cosa può essere successo: comprende che invece di essere quello strano uomo ad avere ricordi sbagliati, è lui stesso a dover ricordare il futuro…
    Un racconto che ci fa riflettere su quanto siano fallaci i nostri ricordi, e di quanto spesso la ricostruzione della nostra memoria porti ad eventi assolutamente imprevedibili.

    Souvenir

    Il Mondo di Williamson è un pianeta leggendario, fondato dal primo esploratore spaziale del quale si è persa ogni traccia. Questo pianeta viene finalmente localizzato dopo trecento anni dal Centro di Collegamento Galattico. Invece di un mondo al passo con il progresso trovano un mondo tribale e contadino che non ha la minima intenzione di annettersi al resto della galassia.
    Qui Philip K. Dick ci presenta uno dei suoi temi cardine: lo scontro tra le civiltà diverse, l’omologazione che porta ad una finta pace (in diretto riferimento agli Stati Uniti del Piano Marshall), la critica del progresso e l’eroismo degli sconfitti.

    Progenie

    Ed Doyle corre all’ospedale per la nascita del suo primo figlio. Scopriamo un mondo dove i figli non vengono affidati ai genitori se non al compimento del diciottesimo anno di età, e vengono cresciuti da robot senza emozioni che stimolano le capacità migliori dei soggetti per realizzarli appieno secondo le loro capacità.
    Un racconto figlio delle prime cinquanta pagine di “Brave new world” di Aldous Huxley, dove le macchine (o la scienza) si occupano dell’educazione, privando la progenie delle emozioni che li caratterizzano come esseri umani.

    Diffidate dalle imitazioni

    In una terra sconvolta dalla guerra nucleare gli uomini hanno dimenticato come costruire le cose. A farlo per loro è una razza aliena chiamata Biltong, che riproduce originali prebellici per diffondere beni di prima necessità e di lusso. Ma quando la razza aliena comincia a consumarsi e a pensare di lasciare presto la Terra per non estinguersi, gli uomini saranno costretti a ricominciare a imparare a costruire tutti gli utensili di cui hanno bisogno per sopravvivere…
    Una riflessione sull’era industriale e sulle macchine, che riproducono invece di creare.

    Se non ci fosse Benny Cemoli

    La Terra è stata devastata da un conflitto nucleare, e l’URUC, l’Ufficio Rinnovamento Urbano del Centauro, atterra sul pianeta per cercare di ridare il via ad una civiltà che cerca di sopravvivere. Attiva il cervello centrale del New York Times, in grado di trovare e pubblicare da solo le notizie, e scopre che Benny Cemoli, famoso politico prebellico (e in parte responsabile della guerra nucleare che ha messo in ginocchio il pianeta) è ancora vivo e cerca di riprendere il potere.
    Ancora uno scontro tra civiltà, con particolare attenzione al potere dei mass media nella creazione del controllo delle masse e su un eventuale rivolta.

    Meccanismo di ricordo

    Uno psicanalista, Humphrys, riceve un paziente che ha paura delle altezze. Con un meccanismo di specchi che ha la funzione di far entrare il paziente in contatto con il subconscio e gli eventi che gli hanno causato paure e psicosi, lo psicanalista scopre che il suo paziente è stato picchiato e lanciato in un pozzo. Un ricordo che al suo paziente non risulta. E se non fosse propriamente un ricordo? O un ricordo del passato?
    Lo psicanalista, uno dei personaggi cardine della produzione dickiana, anche qui è visto come un pasticcione impotente, assolutamente non in grado di risolvere alcunché. Compaiono anche i precog, i precognitivi di Minority Report, altro famosissimo racconto di Dick (ricordate l’omonimo film con Tom Cruise o la serie televisiva trasmessa negli ultimi anni?).

    Sindrome regressiva

    John Cupertino è convinto di avere ucciso la moglie su Ganimede, ma il suo psichiatra lo invita ad andare a visitarla a Los Angeles dove sua moglie vive attualmente dopo il divorzio. La psicosi di John Cupertino diventa un racconto schizofrenico e paranoico in cui anche noi precipitiamo, sullo sfondo del pianeta Ganimede in rivolta contro l’esercito terrestre.

  • Il risveglio di Endymion

    Il risveglio di Endymion

    Il risveglio di Endymion è il quarto ed ultimo romanzo della saga di fantascienza di Dan Simmons “I canti di Hyperion”, scritto nel 1997 ed edito in Italia da Mondadori nel 2000 nella traduzione di G.L. Staffilano.

    Informazioni su ‘Il risveglio di Endymion’
    Titolo: Il risveglio di Endymion
    Autore: Dan Simmons
    ISBN: 9788834718186
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Fanucci
    Data di pubblicazione: 2011-11-03
    Formato: Paperback
    Pagine: 736
    Goodreads
    Anobii

    il risveglio di endymionAenea e Raul Endymion sono riusciti a sfuggire alla Pax teletrasportandosi sulla Vecchia Terra. Ma Aenea deve tornare nell’universo conosciuto per adempiere alla profezia di diventare “Colei che insegna”. Così i due fuggiaschi, insieme all’androide A.Bettik, ripartono per tornare nella zona della Pax, ma questa volta separati. Quando si reincontreranno Raul avrà accumulato cinque anni di debito temporale, e ritroverà Aenea la splendida donna e messia della profezia.
    La Pax intanto, in combutta con le IA del Tecnonucleo, prepara l’ultima e definitiva battaglia contro i ribelli Ouster.

    Un libro da leggere tutto in un fiato, i cui temi non sono quelli tipici della fantascienza, come del resto tutti quelli dei “Canti di Hyperion”. Una profonda riflessione sulla religione, innanzitutto: da una parte una religione di convenienza, che dona l’immortalità, figlia del tema della scomessa di Blaise Pascal; dall’altra la spiritualità, la ricerca di un’essenza superiore e della comunione con l’universo e la natura.

    Ma “Il risveglio di Endymion” non è soltanto questo: anche il tema dell’evoluzione è centrale, soprattutto dell’evoluzione umana. Da una parte gli esseri umani discendenti dell’Egemonia dei Mondi, che colonizzavano i pianeti “terraformandoli” e rendendoli i più simili alla Vecchia Terra, dall’altro gli Ouster, esseri umani che hanno imparato a vivere nello spazio e ad adattarsi perfettamente agli ambienti in cui si trovavano, fino a diventare completamente diversi dagli esseri umani emigrati dalla Vecchia Terra durante l’Egira.

    Citazioni da “Il risveglio di Endymion”

    “Il coinvolgimento con la vita è come la comunione dei cattolici, solo che il mondo è l’ostia e deve essere mangiato”

    “Vedere e toccare per la prima volta la propria amata nuda è una delle pure, irriducibili epifanie della vita. Se nell’universo c’è una vera religione, deve comprendere questa verità di contatto o essere per sempre vuota. Fare l’amore con la sola e vera persona che merita quell’amore è una delle poche assolute ricompense dell’appartenenza alla specie umana, l’equilibrio di tutto ciò – sofferenza, perdita, impaccio, solitudine, idiozia, compromesso, goffaggine – che va a braccetto con l’umana condizione. Fare l’amore con la persona giusta rimedia un mucchio di errori.”

    “L’intimità assoluta è una dispensa di esigenze spaziotemporali dell’universo”

  • Endymion

    Endymion

    Endymion è il terzo romanzo della saga dei Canti di Hyperion, pubblicato da Dan Simmons nel 1995 e distribuito in Italia da Mondadori nel 2000 nella traduzione di G.L. Staffilano.

    Informazioni su ‘Endymion’
    Titolo: Endymion
    Autore: Dan Simmons
    ISBN: 9788834718186
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Fanucci
    Data di pubblicazione: 2011-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 727
    Goodreads
    Anobii

    EndymionAmbientato 300 anni dopo la Caduta dell’Egemonia e della Rete dei Teleporter, la narrazione introduce nuovi personaggi senza distaccarsi dalla narrazione dei primi due capitoli.
    Il sistema che governa la ex rete dei mondi è cambiato. Distrutta la rete dei Teleporter non è più possibile spostarsi istantaneamente da un luogo ad un altro dell’universo. Ma una nuova forma di governo è nata: la teocrazia della Pax, la nuova chiesa cattolica, rinvogorita dalla scoperta e la gestione di una creatura incredibile, il Crucimorfo, il parassita già presente nel primo capitolo che concede la ressurrezione del corpo dopo tre giorni. Il Tecnonucleo sembra scomparso dalle vicende umane, e la Pax cerca di eliminare ogni forma di cambiamento.
    Su questo sfondo Aenea, una bambina di 12 anni figlia di Brawne Lamia, esce dalle Tombe del Tempo adempiendo ad una antica profezia che potrebbe minare per la seconda volta l’universo umano.

    Il poeta Martin Sileno, vecchio di più mille anni incarica Raul Endymion, avventuriero ed ex militare della Pax, di salvare la bambina dalle grinfie della Chiesa e di proteggerla affinché possa realizzarsi il suo destino di messia.

    Citazioni da “Endymion”

    “Se leggi questo scritto, quasi certamente lo leggi per la ragione sbagliata”

  • La caduta di Hyperion

    La caduta di Hyperion

    La caduta di Hyperion è il secondo capitolo dei Canti di Hyperion, saga di fantascienza dello scrittore statiunitense Dan Simmons.
    Scritto nel 1990, viene pubblicato da Mondadori nel 1998 nella traduzione di G.L. Staffilano.

    Informazioni su ‘La caduta di Hyperion’
    Titolo: La caduta di Hyperion
    Autore: Dan Simmons
    ISBN: 9788804394242
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Fanucci
    Data di pubblicazione: 1998-03-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 516
    Goodreads
    Anobii
    La caduta di HyperionI pellegrini, giunti alle Tombe del Tempo sul pianeta Hyperion, si accingono ad incontrare e a combattere lo Shrike, mentre nei cieli sopra il pianeta si sta apprestando la battaglia finale tra i rinnegati Ouster e le forze dell’Egemonia.
    Sullo sfondo una nuova battaglia si profila all’orizzonte. Quella dell’Egemonia con i componenti del TecnoNucleo che vogliono la fine della razza umana e la Caduta di Hyperion…

    Una conclusione perfetta per la prima parte della saga. Forse sembrerà un pò complessa ai più, soprattutto quando il cibrido di John Keats entra nel TecnoNucleo a parlare con la IA Ummon. Forse non è così immediato capire le ragioni, la sottigliezza logica dell’universo che ha creato Dan Simmons in questo probabile futuro; ma se ci si sta attenti ogni cosa va al suo posto, a comporre un’affresco della razza umana, tra i suoi pregi e le sue debolezze.

    Resta inoltre il tema centrale del rapporto tra uomo e tecnologia, e della dipendenza che abbiamo sviluppato con le macchine (e che continueremo a sviluppare anche nel futuro di Hyperion).
    Si vedono anche i rinnegati Ouster per la prima volta, solo nominati nel primo volume: invece che ribelli che vogliono distruggere l’ordine dell’egemonia, cominciano ad essere dipinti per quello che sono. Esseri umani che si evolvono secondo il loro habitat e non viceversa, come fa l’Egemonia con la terraformazione dei pianeti ad immagine e somiglianza della vera Terra.

    Citazioni da “La caduta di Hyperion”

    “Il dolore è l’increspatura e la spuma di un’onda che non si frange”

    “La folla ha passioni, non cervello”

    “Non sottovalutate mai, dice Ummon, il potere di qualche perlina e cianfrusaglia e pezzetto di vetro colorato nei confronti di avidi indigeni”

  • Hyperion

    Hyperion

    Hyperion è un romanzo di fantascienza di Dan Simmons pubblicato da Mondadori nel 1993 nella traduzione di G.L. Staffilano, primo dei due romanzi che fanno parte del Ciclo di Hyperion.

    Informazioni su ‘Hyperion’
    Titolo: Hyperion
    Autore: Dan Simmons
    ISBN: 9788834718872
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Fanucci
    Data di pubblicazione: 2011-11-03
    Formato: Paperback
    Pagine: 464
    Goodreads
    Anobii

    hyperion700 anni dopo il XXI secolo l’umanità si è sparsa nella galassia dopo la distruzione della Terra avvenuta a causa di un errore nella sperimentazione di piccoli buchi neri per viaggiare nello spazio in maniera simultanea. 250 miliardi di esseri umani sono sparsi su vari pianeti collegati nella Rete e sotto il governo dell’Egemonia.

    Fuori dalla Rete, ma prossimo ad entrarci, c’è il pianeta Hyperion (così chiamato da un poema incompiuto del poeta inglese John Keats), uno pianeta ricco di anomalie fisiche, magnetiche e temporali, sul quale un demone/mostro, lo Shrike, sembra uscire dalle Tombe del Tempo per uccidere i viandanti che vi si dirigono.

    Mentre l’Egemonia è sull’orlo di una guerra con gli Ouster, esseri umani evolutisi a gravità zero e fuori dalla rete, sette pellegrini vagano verso Hyperion alla ricerca dello Shrike, per motivi personali ma anche per scongiurare la guerra.

    Il romanzo è strutturato come i Racconti di Canterbury, con un racconto per ogni pellegrino che cerca di fare chiarezza su una trama misteriosa e appassionante.

    Hyperion si divide in:

    1. Prologo
    2. Il racconto del prete: l’uomo che si lamentò di Dio
    3. Il racconto del soldato: gli amanti di guerra
    4. Il racconto del poeta: canti di Hyperion
    5. Il racconto dello studioso: il fiume Lete sa di amaro
    6. Il racconto dell’investigatrice: il lungo addio
    7. Il racconto del console: ricordando Siri
    8. Epilogo

    Citazioni da “Hyperion”

    “L’onda d’urto degli eventi si muove nel tempo come un’increspatura in uno stagno”

  • Nostri amici da Frolix 8

    Nostri amici da Frolix 8

    Nostri amici da Frolix 8 è un romanzo distopico di Philip K. Dick pubblicato nel 1970, e uno dei lavori meno famosi di uno dei più grandi scrittori di fantascienza mai esistiti.

    Informazioni su ‘Nostri amici da Frolix 8 ‘
    Titolo: Nostri amici da Frolix 8
    Autore: Philip K. Dick
    ISBN: 9788834711835
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Fanucci Editore
    Data di pubblicazione: 2006-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 294
    Goodreads
    Anobii

    nostri amici da frolix 8Il mondo è governato da due mutazioni, gli Uomini Nuovi con un cervello modificato e super-intelligenti e gli Insoliti con capacità paranormali come telepatia, telecinesi e preveggenza. Per gli Uomini Nuovi, gli uomini come noi, non c’è possibilità di scalata sociale né benessere. Lo Stato è poliziesco e repressivo, i concorsi per l’assegnazione dei posti pubblici sono pilotati e truccati. Gli unici che cercano di ribellarsi sono gli Uomini Nascosti, che stampano volantini in attesa del ritorno del loro leader, Thors Provoni, fuggito anni prima su un astronave per cercare nello spazio degli esseri in grado di liberarli.

    Un libro che come il più famoso 1984 di George Orwell è ancora attualissimo e interessante; che descrive un mondo che è si di fantascienza, ma non così lontano dal nostro, dove la classe politica rimane pressoché identica  a se stessa e dove la polizia è schierata violenta alla difesa del sistema.

    Un libro da non perdere, se vi piace la fantascienza, ben più piacevole del più famoso Ubik. Con un finale da brivido, anche quello spaventosamente illuminante. Sembra quasi di sentire Fabrizio De Andrè in “Nella mia ora di libertà”:

    Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d’obbedienza
    Fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza
    Però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni
    Da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni

    Citazioni da “Nostri amici da Frolix 8”

    “Prima il governo degli Insoliti, poi quello degli Uomini Nuovi… Se veramente si sono accordati fra di loro per mettere in piedi questo sistema, pensò, in modo da poter controllare il funzionamento degli esami per il personale, allora costituirebbero sul serio, come ha detto il barista, una struttura di potere capace di perpetuarsi da sola; ma il nostro intero sistema politico si basa sull’ostilità reciproca dei due gruppi… E’ una verità basilare della nostra esistenza… Insieme all’altra verità indiscussa che grazie alla loro superiorità quelli meritano di governare e sanno farlo con saggezza”

    “Mai guardare negli occhi un falco o un’aquila. Perché non potrai mai dimenticare l’odio che ti trasmettono… E il bisogno insaziabile, appassionato, di essere liberi, e il bisogno di volare”

  • Ubik

    Ubik

    Ubik è un romanzo di Philip K. Dick pubblicato in Italia da Fanucci nel 1999.

    Informazioni su ‘Ubik’
    Titolo: Ubik
    Autore: Philip K. Dick
    ISBN: 9788498000832
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Fanucci
    Data di pubblicazione: 2004-11-10
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 288
    Goodreads
    Anobii

    Ubik | Philip K. DickNell’ennesimo futuro creato dallo scrittore americano, lo spionaggio industriale è diventato la regola, tanto che ormai si attua attraverso l’utilizzo di poteri psichicici: telecinetici e telepati cercano di scoprire i nuovi prodotti delle aziende, a loro volta sotto contratto con aziende di “talenti” che li arruolano e li pagano per esercitare le loro capacità.

    E ovviamente le aziende, per proteggersi da questi attacchi, cercano di difendersi attraverso gli anti-talenti, esseri in grado di neutralizzare i poteri paranormali. Una delle più importanti agenzie di anti-talento è gestista da Glen Runciter, ed è per lui che lavora un esperto tecnico privo di poteri psi, Joe Chip. La moglie di Runciter, Elia, è morta ma sospesa in quella che viene chiamata semi-vita in un “moratorium” svizzero.

    Arruolati in una missione sulla luna, Joe Chip, Glen Runciter e una squadra di inerziali rigorosamente scelta vengono attirati in una trappola, presumibilmente da Ray Hollis per toglierli di mezzo.

    Glen Runciter muore, ma Joe Chip e gli inerziali riescono a tornare sulla Terra, ma i loro guai non finiscono: uno alla volta i membri della squadra muoiono, Joe Chip cerca di salvarsi in una sorta di corsa contro il tempo, aiutato dagli improbabili messaggi lasciati da Glen Runciter e da un misterioso prodotto chiamato “Ubik”, una bomboletta in grado di arrestare il misterioso processo di invecchiamento rapido di cui sembrano essere vittime i membri della squadra…

    Sebbene sia considerato uno dei migliori romanzi di Dick, a me è sembrato troppo complesso e troppo poco verosimile. Gli avvenimenti si rincorrono in una spirale sempre più veloce e insensata verso l’inutile, incredibile (nel senso di non-credibile) metafisica conclusione.

  • Recensione di Deus Irae di Philip K. Dick e Roger Zelazny

    Recensione di Deus Irae di Philip K. Dick e Roger Zelazny

    Deus Irae è un romanzo scritto da Philip K. Dick e Roger Zelazny pubblicato da Fanucci nel 2001.

    Informazioni su ‘Deus irae’
    Titolo: Deus irae
    Autore: Philip K. Dick e Roger Zelazny
    ISBN: 9788834708309
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Fanucci
    Data di pubblicazione: 2001-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 250
    Goodreads
    Anobii

    Acquista Deus irae su GoodBook.it

    deus iraeE’ finita la Terza Guerra Mondiale, una guerra fatta di Armi di Distruzione di Massa, lasciando la Terra a pezzi. Rimangono poche comunicazioni tra una comunità e l’altra, comunità perlopiù composte da semi-uomini deformati dalle radiazioni. La religione Cristiana è in decadenza, messa in ombra dal nuovo culto del Deus Irae, il Dio dell’Ira.

    Il Dio dell’Ira, come per i Cristiani, è Carlton Lufteufel, eletto a divinità per aver ordinato, da presidente, di distruggere il mondo con le armi atomiche.

    In questo mondo Tibor McMasters, un inc (incompleto) fa l’affrescatore per la locale chiesa dei Servi dell’Ira dipingendo con arti meccanici non avendo braccia e gambe in seguito alle radiazioni; gli viene commissionato l’incarico di eseguire un affresco che raffiguri il Dio dell’Ira: lo mandano nel mondo che rimane a cercarne una raffigurazione.

    Tibor non sa, ma si ritroverà a prendere da modello Carlton Lufteufel in carne ed ossa, ancora vivo e impazzito.

    Un libro piacevole, ma privo delle illuminazioni del resto della produzione di Dick.
    I personaggi, ad eccezione forse del protagonista, sono delineati grossolanamente, e il tema della ricerca è affrontato in maniera troppo banale per essere stato scritto dal dio della fantascienza.

    Citazioni da “Deus irae”

    “Ho viaggiato molto, ho visto il mondo, sia prima che dopo. Ho vissuto i giorni della distruzione. Ho visto le città morire, le campagne avvizzire. Ho visto il pallore abbattersi sulla terra. C’era ancora una certa bellezza, a quei tempi, sai. Le città erano frenetiche e sudice, ma in certi momenti, di solito all’arrivo e alla partenza, quando le guardavi di notte, tutte illuminate, da un aereo, in un cielo sereno… per quell’istante potevi quasi evocare una visione di Sant’Agostino. Urbi et orbi, forse, per quell’istante. E quando ti allontanavi dalle città, in una bella giornata, c’era tanto verde e tanto marrone, spruzzati di tutti gli altri colori, acque che scorrevano limpide, aria dolce… Ma poi venne quel giorno. L’ira discese. Peccato, colpa e punizione? Le psicosi maniacali delle entità che chiamavamo stati, istituzioni, sistemi… le potenze, i troni, le dominazioni… le cose che continuamente si mescolano all’umanità e dall’umanità emergono? La nostra tenebra, esteriorizzata e visibile? Comunque fosse, era stato raggiunto il punto critico. Discese l’ira. Il bene, il male, la bellezza, la tenebra, la città, la campagna… Il mondo intero, tutto si rispecchiò per un istante sulla spada levata.”

    “Siamo viandanti stranieri, qui, infelici e stanchi, e aspiriamo a ritornare alla nostra terra”

    “E’ questo che siamo diventati dopo la guerra, si disse. I nostri orizzonti si sono ristretti: la nostra visione del mondo è rimpicciolita. Siamo come vecchie signore, che raspano nella polvere con le dita deformate dai reumatismi”