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  • Romance di Chuck Palahniuk – Recensione

    Romance di Chuck Palahniuk – Recensione

    Romance è una raccolta di racconti di Chuck Palahniuk pubblicata da Mondadori nel 2016, tradotto da Gianni Pannofino.

    Informazioni su ‘Romance’
    Titolo: Romance
    Autore: Chuck Palahniuk
    ISBN: 9788804665137
    Genere: Racconti
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2016-10-18
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 336
    Goodreads
    Anobii

    romanceNon apprezzo le raccolte di racconti. Non riesco mai ad affrontarle con il giusto entusiasmo e spesso mi dimentico delle storie che invece potrebbero essere interessanti. Le uniche eccezioni sono quelle di Stephen King: mi piace troppo come scrive e molto spesso i suoi racconti sono quasi dei romanzi brevi (o romanzi veri e propri, come “La nebbia” contenuta della raccolta Scheletri).

    Anche per Chuck Palahniuk, uno dei miei scrittori preferiti, ho fatto un’eccezione. Ho cominciato Romance con entusiasmo, forse anche troppo.

    Driiin! Driiin!

    Un racconto surreale in cui un figlio cerca di far ridere il padre, malato  terminale di cancro. Veramente discutibile, sia nella scrittura che nel contenuto.

    Eleanor

    Un racconto pesante e senza molto senso, il cui unico obiettivo sembra di essere quello di implementare parole senza senso o fuori contesto all’interno della narrazione in prima persona del protagonista. Esperimento riuscito (e complimenti al traduttore!) ma anche qui non un racconto che vale il tempo speso per leggerlo.

    Di come Scimmia si sposò, comprò casa e trovò la felicità a Orlando

    Stavo quasi cominciando a pensare di mollare la lettura (e in realtà per un paio di giorni l’ho fatto) quando ho cominciato questo racconto. I personaggi di questo racconto sono animali, e finalmente ritrovo la scrittura asciutta e i dialoghi che mi hanno fatto adorare Palahniuk, insieme ad una storia assurda con protagonisti animali antropomorfi. Se “Dannazione” era la rivisitazione dell’inferno dantesco, questo racconto (e poi molti altri all’interno del romanzo) sono le Fiabe di Esopo in versione Palahniuk. Deliranti e divertenti.

    Zombi

    Un altro racconto buono: Griffin Wilson inventa la teoria della De-Evoluzione, che consiste nell’applicarsi il defribillatore alle tempie e farsi un elettroshock definitivo per essere felici. E se la teoria si diffondesse a tutti gli studenti di un liceo? A tutti i giovani del mondo? Una buona storia, molto Palahniuk.

    Perdente

    Un altro buon racconto, in cui il protagonista, sotto LSD, partecipa ad un particola quiz televisivo. Divertente e assurdo.

    Red Sultan’s Big Boy

    L’ennesimo buon racconto, sempre molto Palahniuk come trama e contenuti: un cavallo viene acquistato da un padre per la sua ragazzina per una miseria perché protagonista di un video virale a sfondo sessuale, di cui ovviamente il padre non sa nulla. Riflessioni e considerazioni interessanti al mergine di una storia ai limiti dello splatter.

    Romance

    Il racconto che dà il titolo alla raccolta (almeno in italiano, il titolo originale come al solito non c’entra nulla: Make Something Up: Stories You Can’t Unread). Probabilmente uno dei peggiori.

    Cannibale

    Cannibale non parla di un cannibalismo, almeno non direttamente. Ma è un racconto divertente e sboccato a sfondo sessuale, assurdo al punto che ti chiedi quanto sia delirio e quanto sia metafora di una vita folle.

    Perché Coyote non aveva mai le monete per il parchimetro

    Un’altra moderna favola di Esopo: spero davvero che raccolga e ampli questa idea, perché le favole di Chuck Palahniuk sarebbero qualcosa da non perdere.

    Fenice

    Un racconto così così: buona la scrittura, tipicamente Palahniuk, ma quello che ne esce è un racconto lento e difficile, soprattutto se paragonato a molti altri della raccolta.

    I fatti della vita

    Un padre spiega al figlio il sesso. Ovviamente il padre è un pazzo furioso, il figlio anche. Quello che ne esce è un altro buon racconto.

    Pubblicità telefonica

    Un racconto lento e non scritto benissimo, ma che sullo sfondo esprime in modo abbastanza netto una critica al buonismo che non è supportato da effettive riflessioni di carattere etico.

    Il principe Rospo

    Questa non è molto favola di Esopo, ma è una rivisitazione di un’altra fiaba: quella del rospo che viene baciato e si trasforma in principe. Ovviamente qui è tutto ribaltato, come è solito fare lo scrittore: il rospo non è un rospo ma un’insieme di escrescenze da malattie sessualmente trasmissibili coltivate su un pene umano, talmente modificato da essere ormai un essere autonomo. Riuscirà la ragazza a baciare questo rospo?

    Fumo

    Una lunga dissertazione sul linguaggio. Interessante e scritta bene, ma starebbe meglio in un saggio che in un racconto in cui le parole vengono messe in bocca a protagonisti a caso giusto per giustificarne la classificazione.

    Fuochista

    Forse uno dei migliori racconti della raccolta. Un festival hippy nel deserto, un omicidio e un colpevole improbabile. Il tutto scritto da Palahniuk come solo Chuck sa fare. Sarebbe stato fantastico come romanzo a sé, davvero un peccato non aver sviluppato questo contesto e questo ambiente. Palahniuk avrebbe davvero scritto un’altra bellissima storia. Quello che resta è un ottimo racconto.

    Liturgia

    Un racconto che ha l’obiettivo di stupire e schifare. Non un granché, soprattutto leggendolo dopo il precedente.

    Perché formichiere non è mai arrivato sulla Luna

    Un’altra favola di Esopo. Sul bullismo. Forse gli manca un po’ di forza nella scrittura, ma è una bella storia con una sua morale.

    Riporto

    Un racconto paranormale, seguendo i deliri dell’autore. Sufficiente, ma non spettacolare.

    Spedizione

    Un uomo abbandonato dal padre, vorrebbe scrivere un libro sugli abitanti di quelle zone emarginate di ogni città fatte di deformità, dissoluzione, prostituzione e alcolici a basso prezzo. Per questo fa come Darwin e cerca di sperimentare i personaggi di cui vuole scrivere. Una trama interessante anche se un po’ scontata. Ma la scrittura è piacevole e si legge in fretta.

    Mister Elegant

    Un bel racconto, con i personaggi emarginati e dissociati di Fight Club ma con una narrazione completamente diversa, in cui il protagonista si descrive e si reinventa in poche pagine. Ovviamente in modo delirante e senza senso.

    Il tunnel dell’Amore

    Un racconto sull’eutanasia. Scritto da Palahniuk, quindi oltre il limite dell’assurdo.

    Inclinazioni

    Il racconto più lungo della raccolta, che parla di sessualità, di omosessualità, di discriminazione e di rabbia. Lo fa spingendo il problema all’eccesso, relegando i protagonisti nella Fattoria dei Froci, una struttura rieducativa dove gli omosessuali vengono riportati “sulla retta via” analizzando cadaveri imbalsamati di donne. Un bellissimo racconto, dove l’assurdo diventa realtà per dipingere una realtà assurda. Se approfondito questo avrebbe potuto benissimo essere un romanzo breve a sé stante.

    Di come un’ebrea salvò il Natale

    Un racconto un po’ inutile, un esercizio di scrittura fine a sé stesso che dipinge la realtà lavorativa di un grande magazzino in un centro commerciale, con i suoi odi e le sue invidie tramite la scusa del “Natale a sorpresa”.

    Citazioni da “Romance”

    “Senza offesa per Gesù, i miti non erediteranno la Terra. A giudicare dai reality show, saranno gli sbruffoni a impadronirsi di tutto. I Kardashian e i Baldwin sono specie infestanti. Come il kudzu o le cozze zebra. Che combattano quanto vogliono per il controllo del merdosissimo mondo reale.”

    “Essere o non essere. Il dono più grande che Dio ha fatto agli animali sta nel non aver offerto loro scelta.”

    “È tutto gratis, purché uno paghi abbastanza.”

    “Sapeva che il matrimonio era come quei film le cui poche scene emozionanti sono tutte compresse nei tre minuti di trailer.”

    “Era preoccupato perché, ormai, l’unica reazione che aveva di fronte alla bellezza e alla vulnerabilità, era un’erezione.”

    “Da giovane, era stato anche lui un’idealista in un mondo corrotto. Non c’era da stupirsi se aveva finito per diventare anche lui non meno corrotto, nonostante la sua corruzione fosse di un tipo nuovo e diverso. Probabilmente questo è il massimo traguardo concesso a ogni nuova generazione: inventare un nuovo tipo di corruzione.”

    “Quando si arriva a trent’anni, la vita sta tutta nel fuggire dalla persona che si è diventati per sfuggire alla persona che si è diventati per sfuggire a quel che si era all’inizio.”

    “Non si riesce mai a dimenticare quel che si vorrebbe dimenticare né i momenti a cui si vorrebbe sfuggire.”

    “Tentare una follia era meglio che non fare nulla. Predicò sussurrando che intraprendere un’iniziativa apparentemente inutile era meglio che arrendersi all’impotenza.”

  • Il bazar dei brutti sogni

    Il bazar dei brutti sogni

    Il bazar dei brutti sogni è una raccolta di racconti di Stephen King pubblicata da Sperling & Kupfer nel 2016.

    Informazioni su ‘Il bazar dei brutti sogni’
    Titolo: Il bazar dei brutti sogni
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820060084
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2016-03-22
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 504
    Goodreads
    Anobii

    il bazar dei brutti sogniMiglio 81

    Già rilasciato in ebook, questo racconto si collega al filone di king delle “macchine infernali” come Christine o Buick 8. In un’area di servizio abbandonata una macchina, anch’essa abbandonata, diventa l’incubo per chi si ferma ad osservarla. L’ho già recensito qui, e devo dire che non sono più molto d’accordo con quello che ne ho pensato. Forse l’inserimento in un contesto di racconti me ne ha fatto apprezzare di più il contenuto.

    Premium Harmony

    Pubblicato per la prima volta sul New Yorker, il racconto parla di una coppia spiantata che litiga mentre va al supermercato per comprare un regalo al di lei nipote. Nulla di eccezionale: breve, conciso e scritto bene. Sicuramente non il più interessante della raccolta.

    Una rissa per Batman e Robin

    Il figlio è in macchina con il padre, dopo averlo portato a pranzo. Lo sta riportando alla casa di riposo dove ormai risiede, preda dell’Alzheimer, quando un incidente rischia di trasformarsi in tragedia: il colpevole dell’incidente scende dall’auto e minaccia il ragazzo alla guida. Un racconto breve, ma interessante. Pubblicato in precedenza su Harper’s Magazine.

    La duna

    Un vecchio giudice ha una duna di sabbia nel suo appezzamento di terreno molto particolare. Un giorno, ormai molto vecchio, convoca il suo avvocato d’urgenza per redigere il suo testamento definitivo, come se sapesse che stesse per morire. All’avvocato racconta la strana storia della duna, dove ormai il giudice va quotidianamente. Un racconto molto bello, dai toni nostalgici e seppia, con un maestoso colpo di scena finale. Pubblicato in precedenza con Granta, solo nel Regno Unito.

    Il bambino cattivo

    Pubblicato in precedenza solo in Francia e in Germania, il bambino cattivo è la confessione di un condannato a morte al suo avvocato. Il bambino cattivo del titolo però non è il condannato, ma un ragazzino che periodicamente compare nella biografia del narratore a provocare sciagure su sciagure… Un bellissimo racconto, ambientato nelle carceri dove King sembra sempre a suo agio nel tratteggiare i protagonisti (basti pensare a “Il miglio verde” o a “Eterna primavera della speranza” di “Stagioni diverse“).

    Una morte

    Pubblicato dal New Yorker, è la storia di un indiano Dakota, Jim Trusdale, non molto a posto con la testa, che viene arrestato dallo sceriffo e dai suoi uomini per l’omicidio di una bambina. Un racconto molto atipico per King, sia per il contenuto che per lo stile, ma è molto breve ed è comunque molto ben scritto.

    La chiesa d’ossa

    La chiesa d’ossa è una poesia lunga già pubblicata in precedenza su Playboy. Forse molta della forza dei versi viene persa nella traduzione, o forse, come sostiene King stesso, la poesia non fa per lui. Una delle cose meno interessanti della raccolta, anche se la storia che viene narrata è comunque molto bella.

    La morale

    La morale è la storia di una coppia che riceve una proposta indecente. Non quella dell’omonimo film, King non è così banale. Ma comunque una cosa da fare, che pregiudicherà la morale della protagonista. Fino agli sviluppi successivi. Un racconto con una trama non interessantissima (o forse non così veloce e ben sviluppata come in altri racconti della raccolta) ma con un retrogusto interessante per le domande che suscita e gli spazi che lascia aperti in merito al bene e al male e a cosa succede quando si cede la propria morale per soldi. Pubblicato in precedenza su Esquire.

    Aldilà

    Aldilà è un racconto sulla reincarnazione. Solo che non è esattamente un’ambiente buddista quello in cui si ritrova il protagonista, William Andrews, dopo la morte: assomiglia molto di più all’ufficio di un qualche burocrate di provincia. Perché tutti devono reincarnarsi, e per ognuno c’è una sorta di purgatorio tra una reincarnazione e l’altra… Un bel racconto, quasi divertente; sicuramente molto originale. Già pubblicato su Tin House.

    Ur

    Ur è un racconto su commissione. Amazon, quando ha lanciato i Kindle, ha chiesto a diversi autori famosi di scrivere qualcosa inserendo all’interno il famoso lettore di libri digitali che stavano lanciando. Stephen King in un primo momento dice di no, non tanto per l’idea di svendersi quanto per la difficoltà che solitamente ha a scrivere su commissione. Poi ha un’idea, e allora accetta: quello che ne esce è uno dei racconti più interessanti di tutta la raccolta, qualcosa che non si può perdere. Tanto più che alla fine compaiono alcuni personaggi secondari dall’universo della Torre Nera… Come non leggerlo subito?

    Herman Wouk è ancora vivo

    Pubblicato per la prima volta su “The Atlantic” il racconto prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto: una donna che si schianta insieme ai figli un una stazione di servizio. Da un episodio del genere viene tratta la vicenda narrata da King. Un po’ moscio e vuoto, soprattutto dopo il racconto “Ur”. Ma è breve e si legge velocemente. Ed è scritto da King.

    Giù di corda

    Questo racconto, pubblicato nell’edizione paperback di “Notte buia, niente stelle” negli USA, è un bellissimo racconto a metà tra Psycho e Rosemary’s baby. Non dico nulla sulla trama, è da gustare dalla prima all’ultima parola.

    Blocco Billy

    Blocco Billy è un racconto che parla di baseball, uno sport che non riesco bene a capire e soprattutto non riesco a capire come una persona sana di mente potrebbe appassionarcisi. Forse per quello mi risulta un po’ lento, ma stiamo comunque parlando di King, quindi ci si può aspettare un po’ di tutto… Compreso un racconto di baseball con un finale da lasciare a bocca aperta.

    Mister Yummy

    Questo racconto è inedito. Ambientato in una casa di riposo i protagonisti sono due vecchietti alla fine dei loro giorni. Dai toni morbidi e malinconici che ben riescono a Stephen King, un racconto ambientato nei ricordi dei club per gay newyorkesi e sulla paura dell’AIDS. Nulla di che, ma ben scritto e piacevole.

    Tommy

    Tommy, già pubblicato su playboy, è uno dei più brutti racconti della raccolta, a mio avviso. Abbastanza inutile, troppo corto, sembra quasi inserito solo per riempire le pagine. Non che serva, intendiamoci.

    Il piccolo dio verde del dolore

    Il piccolo dio verde del dolore è un racconto anch’esso molto breve, ma decisamente migliore rispetto al precedente. Un ricco uomo d’affari è costretto a letto da dolori fortissimi dopo un incidente aereo. Una sorta di guaritore viene incaricato di estirpare il dolore dal corpo dell’uomo. Ci riuscirà… Ma a che prezzo? Pubblicato per la prima volta su “A book of horrors”.

    Quell’autobus è un altro mondo

    Anche questo racconto è molto breve, forse anche per questo motivo non l’ho apprezzato moltissimo. Però è interessante il tratteggio dell’ambientazione e la situazione talmente assurda da essere capitata almeno una volta a tutti nella vita. Pubblicato precedentemente su Esquire.

    Io seppelisco i vivi

    Insieme a “Ur” il più bel racconto della raccolta. Un giornalista di una rivista web scopre di avere un potere incredibile. Non sarà facile capirlo, utilizzarlo o rinunciarci. Uno dei pochi racconti inediti della raccolta.

    Fuochi d’artificio ubriachi

    Madre e figlio sono spesso ubriachi nella loro sperduta casa in riva al lago. Ogni anno, al 4 Luglio, improvvisano una gara di fuochi d’artificio con i loro vicini, che odiano. Fino alle conseguenze più scontate quando si tratta di botti. Un bel racconto, anche se molto lontano dalle tematiche kinghiane.

    Tuono estivo

    Il racconto che chiude la raccolta. Figlio delle atmosfere di Cell e dell’Ombra dello Scorpione, tuono estivo è però un racconto che assomiglia più a Io sono leggenda. Pochissimi sopravvissuti, destinati a morire presto o a impazzire. Pubblicato su “Turn down the lights”.

    Citazioni da “Il bazar dei brutti sogni”

    “La vita è un coprimozzo che si arrugginisce in un fosso al lato della strada”

  • Scheletri

    Scheletri

    Scheletri è una raccolta di racconti di Stephen King pubblicata da Sperling & Kupfer nel 1990.

    Informazioni su ‘Scheletri’
    Titolo: Scheletri
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788878245730
    Genere: Racconti
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 1996-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 560
    Goodreads
    Anobii

    ScheletriForse l’amore per i romanzi di uno scrittore può nascere del caso. Io credo che sia stato così per l’ossessione che ho per Stephen King.

    Il primo suo libro che ho letto, a 11 anni, era proprio questo “Scheletri“. Mi sono innamorato dalle prime pagine, da quel racconto “La Nebbia” da cui è stato tratto l’orribile film “The mist“. La tensione, le descrizioni lunghe e accurate, le ambientazioni folli e originali. Da li Stephen King non l’ho più abbandonato. Qualche volta mi ha deluso, ma mai ho pensato di smettere di leggerlo.

    Questa raccolta è la seconda della produzione dell’autore statiunitense; pubblicata nel 1985, viene 7 anni dopo “A volte ritornano” e 8 anni prima di “Incubi & Deliri“.

    Ci sono racconti indimenticabili come il già citato “La nebbia“, “Caino Scatenato” (che parla dell’utilizzo delle armi tra gli adolescenti e di una strage in una scuola, anticipando di una ventina d’anni Michael Moore e il suo “Bowling a Columbine“), “La scorciatoia della Signora Todd“, “Il viaggio” (che andrà ad ispirare “Primo treno per Marte” di Gianluca Grignani)… Ma sono soltanto alcuni, la raccolta si legge d’un fiato.

    Citazioni da “Scheletri”

    “Sapete cos’è il talento? La dannazione dell’aspettativa”

    “Quando le macchine falliscono, aveva detto […], quando la tecnologia fallisce, quando i sistemi religiosi tradizionali falliscono, la gente deve pur avere qualcosa. Anche uno zombie che spunta dalla notte può sembrare una cosa allegra rispetto all’orrore da commedia esistenziale dello strato di ozono che si dissolve sotto l’assalto combinato di un milione di bombolette spray di deodorante”

    “O mangi il mondo o il mondo mangia te e va bene in tutti e due i modi”

    “Nessun nastro azzurro è per sempre. Esiste lo zero, l’eternità, esiste la morte, ma non esiste l’assoluto”

    “Per un pò fu amore, poi fu come amore, poi fu finita”

    “Un uomo può spararsi in fronte con una calibro 38 e svegliarsi all’ospedale. Un altro può spararsi alla fronte con una calibro 22 e svegliarsi all’inferno… Se esiste. Io tendo a credere che si trovi qui sulla terra, probabilmente nel New Jersey”

    “Persino la persona più equilibrata è aggrappata alla propria salute mentale tramite una corda scivolosa. Ne sono convinto. Nell’animale umano i circuiti razionali sono impalcature fatiscenti”

    “Ci prendevamo per mano, bambini, e se ci sono state volte in cui ci siamo domandati perché, o se esistesse davvero qualcosa chiamato amore, era solo perché avevamo sentito il vento e l’acqua nelle notti lunghe d’inverno, e avevamo paura”