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LibriRadici
Home›Radici›Libri›Scheletri

Scheletri

By zorba
16 Febbraio 2013
3150
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Scheletri è una raccolta di racconti di Stephen King pubblicata da Sperling & Kupfer nel 1990.

[su_box title=”Informazioni su ‘Scheletri'” radius=”10″]Titolo: Scheletri
Autore: Stephen King
ISBN: 9788878245730
Genere: Racconti
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 1996-01-01
Formato: Paperback
Pagine: 560
Goodreads
Anobii
[/su_box]

ScheletriForse l’amore per i romanzi di uno scrittore può nascere del caso. Io credo che sia stato così per l’ossessione che ho per Stephen King.

Il primo suo libro che ho letto, a 11 anni, era proprio questo “Scheletri“. Mi sono innamorato dalle prime pagine, da quel racconto “La Nebbia” da cui è stato tratto l’orribile film “The mist“. La tensione, le descrizioni lunghe e accurate, le ambientazioni folli e originali. Da li Stephen King non l’ho più abbandonato. Qualche volta mi ha deluso, ma mai ho pensato di smettere di leggerlo.

Questa raccolta è la seconda della produzione dell’autore statiunitense; pubblicata nel 1985, viene 7 anni dopo “A volte ritornano” e 8 anni prima di “Incubi & Deliri“.

Ci sono racconti indimenticabili come il già citato “La nebbia“, “Caino Scatenato” (che parla dell’utilizzo delle armi tra gli adolescenti e di una strage in una scuola, anticipando di una ventina d’anni Michael Moore e il suo “Bowling a Columbine“), “La scorciatoia della Signora Todd“, “Il viaggio” (che andrà ad ispirare “Primo treno per Marte” di Gianluca Grignani)… Ma sono soltanto alcuni, la raccolta si legge d’un fiato.

Citazioni da “Scheletri”

“Sapete cos’è il talento? La dannazione dell’aspettativa”

“Quando le macchine falliscono, aveva detto […], quando la tecnologia fallisce, quando i sistemi religiosi tradizionali falliscono, la gente deve pur avere qualcosa. Anche uno zombie che spunta dalla notte può sembrare una cosa allegra rispetto all’orrore da commedia esistenziale dello strato di ozono che si dissolve sotto l’assalto combinato di un milione di bombolette spray di deodorante”

“O mangi il mondo o il mondo mangia te e va bene in tutti e due i modi”

“Nessun nastro azzurro è per sempre. Esiste lo zero, l’eternità, esiste la morte, ma non esiste l’assoluto”

“Per un pò fu amore, poi fu come amore, poi fu finita”

“Un uomo può spararsi in fronte con una calibro 38 e svegliarsi all’ospedale. Un altro può spararsi alla fronte con una calibro 22 e svegliarsi all’inferno… Se esiste. Io tendo a credere che si trovi qui sulla terra, probabilmente nel New Jersey”

“Persino la persona più equilibrata è aggrappata alla propria salute mentale tramite una corda scivolosa. Ne sono convinto. Nell’animale umano i circuiti razionali sono impalcature fatiscenti”

“Ci prendevamo per mano, bambini, e se ci sono state volte in cui ci siamo domandati perché, o se esistesse davvero qualcosa chiamato amore, era solo perché avevamo sentito il vento e l’acqua nelle notti lunghe d’inverno, e avevamo paura”

Trama
7.5
Scrittura
8.5
Contenuto
7
7.7
Nonostante non sia un amante delle raccolte di racconti (le ritengo spesso poco vendibili e anche poco interessanti nella lettura), questo "Scheletri" è un capolavoro e una delle basi della produzione Kinghiana. Assolutamente da leggere. Anche se io sono poco affidabile. Come si fa ad essere obiettivi con il primo amore? Il primo amore non si scorda mai...
Reader Rating: (1 Rate)
7.5
Tagsraccontirecensione librirecensione librorecensioni librisperling & kupferstephen king
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  1. Incubi e Deliri di Stephen King - Recensione su Aforismi di un pazzo 8 Settembre, 2016 at 10:16 Accedi per rispondere

    […] che va a completare la triologia composta da “A volte ritornano” (1978) e “Scheletri” (1985), raccogliendo insomma tutti i racconti rimasti della produzione di King fino al […]

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    “Quante cose hai fatto, pensò rimirando il volto che finiva di polverizzarsi. Quante cose hai fatto e quante ancora avresti fatto, aye, e tutto senza controllo o scrupolo, e così il mondo sarebbe finito, credo, vittima dell’amore più che dell’odio. Perché l’amore è da sempre la più distruttiva delle armi.”

    — Stephen King, La Torre Nera
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