Categoria: Anni di piombo
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16 Giugno 1976
Francesco Cossiga in un’intervista, fa il punto sul terrorismo italiano. (altro…)
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5 Maggio 1976
Il giudice istruttore Luciano Violante firma un mandato di arresto a carico di Edgardo Sogno e Luigi Cavallo. (altro…)
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2 Aprile 1976
A Washington il Centro Studi Strategici Internazionali della Georgetown University organizza un convegno sul tema “La stabilità politica dell’Italia”. (altro…)
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11 Luglio 1975
Il generale dei Carabinieri Enrico Mino scioglie il Nucleo Operativo Antiterrorismo. (altro…)
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15 Giugno 1975
Si svolgono le Elezioni Amministrative. (altro…)
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29 Aprile 1975
A Milano muore Sergio Ramelli, neofascista.
Era stato aggredito il 13 Marzo 1975 da alcuni militanti di Avanguardia Operaia.
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- Giovanni Bianconi, Mi dichiaro prigioniero politico. Storia delle Brigate Rosse.
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16 Aprile 1975
A Milano viene ucciso a freddo il giovane comunista Claudio Varalli.
L’omicidio dà il via a tre giorni di scontri tra destra e sinistra in tutta Italia, che causano altre vittime per mano delle cariche della polizia.
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- Giovanni Bianconi, Mi dichiaro prigioniero politico. Storia delle Brigate Rosse.
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13 Marzo 1975
A Milano alcuni militanti di Avanguardia Operaia colpiscono a colpi di chiave inglese il neofascista Sergio Ramelli.
Il 13 marzo 1975 Ramelli stava ritornando a casa, in via Amadeo a Milano; parcheggiato il suo motorino poco distante, in via Paladini, si incamminò verso casa. All’altezza del civico 15 di detta via Paladini Ramelli fu assalito da un gruppo di extraparlamentari comunisti di Avanguardia operaia armati di chiavi inglesi, e colpito più volte al capo; a seguito dei colpi ricevuti perse i sensi e fu lasciato esangue al suolo. La testimonianza resa da Marco Costa durante il processo fu la seguente:
«Ramelli capisce, si protegge la testa con le mani. Ha il viso scoperto e posso colpirlo al viso. Ma temo di sfregiarlo, di spezzargli i denti. Gli tiro giù le mani e lo colpisco al capo con la chiave inglese. Lui non è stordito, si mette a correre. Si trova il motorino fra i piedi e inciampa. Io cado con lui. Lo colpisco un’altra volta. Non so dove: al corpo, alle gambe. Non so. Una signora urla: “Basta, lasciatelo stare! Così lo ammazzate!” Scappo, e dovevo essere l’ultimo a scappare.»
A sua volta Giuseppe Ferrari Bravo rese la seguente testimonianza:
«Aspettammo dieci minuti, e mi parve un’esistenza. Guardavo una vetrina, ma non dicevo nulla. Ricordo il ragazzo che arriva e parcheggia il motorino. Marco mi dice: “Eccolo”, oppure mi dà solo una gomitata. Ricordo le grida. Ricordo, davanti a me, un uomo sbilanciato. Colpisco una volta, forse due. Ricordo una donna, a un balcone, che grida: “Basta!”. Dura tutto pochissimo… Avevo la chiave inglese in mano e la nascosi sotto il cappotto. Fu così breve che ebbi la sensazione di non aver portato a termine il mio compito. Non mi resi affatto conto di ciò che era accaduto.»
Pochi minuti dopo l’aggressione, un commesso vide il corpo coperto di sangue e allertò la portinaia del palazzo di via Amadeo dove il giovane abitava. La portinaia, riconosciutolo, avvertì la polizia e i soccorsi medici; un’autoambulanza lo portò all’Ospedale Maggiore dove fu sottoposto a un intervento chirurgico, della durata di circa cinque ore, nel tentativo di ridurre i danni causati dai colpi inferti alla calotta cranica.
Il decorso post-operatorio di Sergio Ramelli fu caratterizzato da periodi di coma alternati ad altri di lucidità; le complicazioni cerebrali comunque indotte dall’aggressione lasciavano i sanitari dubbiosi sul recupero delle piene funzionalità fisiche. La morte sopraggiunse 48 giorni dopo l’aggressione, il 29 aprile 1975.
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- Wikipedia, Omicidio di Sergio Ramelli.
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27 Agosto 1974
Luciano Violante incrimina Edgardo Sogno per cospirazione politica. (altro…)
