16 Giugno 1976
Francesco Cossiga in un’intervista, fa il punto sul terrorismo italiano.
Il ministro dell’Interno Francesco Cossiga, esponente della corrente morotea, cerca di rassicurare l’opinione pubblica facendo mostra di avere idee piuttosto chiare. Nel corso di un’intervista afferma che il terrorismo italiano ha «legami internazionali, c’è una centrale o più centrali ma comunque collegate tra loro; c’è uno smistamento di compiti, di denari, di armi».
Secondo il ministro, «che fra i terroristi italiani ci siano degli “infiltrati” è assai probabile», anche se non sa dire «infiltrati di che tipo» né «per fare cosa». Il fatto che i fondatori delle BR siano in carcere e ciononostante il terrorismo brigatista continui a colpire, per Cossiga dimostra che «evidentemente Curcio non era il capo, o non era il solo capo».
Il ministro dell’Interno dichiara che «a monte» delle BR c’è una seconda struttura terroristica la quale ha come obiettivo «quello di mantenere in alcuni Paesi europei dei focolai di disordine, delle piaghe incancrenite, una situazione “aperta”».
L’onorevole Cossiga ha le idee chiare anche a proposito del SID: «Dopo aver constatato le deviazioni del Servizio, non si è provveduto a ricostruirlo, lo si è lasciato in stato di ibernazione, e nell’inerzia le deviazioni sono continuate… Sarà, secondo me, uno dei problemi principali da affrontare subito dopo le elezioni».
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- Sergio Flamigni, La sfinge delle Brigate Rosse. Delitti, segreti e bugie del capo terrorista Mario Moretti.
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