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  • Diary

    Diary

    Diary è un romanzo di Chuck Palahniuk pubblicato da Mondadori nella collana Strade Blu nel 2004.

    Informazioni su ‘Diary’
    Titolo: Diary
    Autore: Chuck Palahniuk
    ISBN: 9788804531630
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori Strade Blu
    Data di pubblicazione: 2004-10-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 286
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    Copertina di Diary di Chuck PalahniukImmaginate l’isola perfetta, non quella con le sabbie bianche e le palme, ma quella con gli abeti e i pini. Quella che non fa mai né troppo caldo né troppo freddo. Immaginate di essere cresciuti in una roulotte e che una villa su quell’isola sarebbe stata il posto perfetto dove vivere. Immaginate di aver cominciato a dipingere case, chiese, staccionate, prati e paesaggi già da bambina, di essere andata all’Accademia, di aver incontrato il vostro futuro marito, di esservi sposata e di essere andata a vivere in un luogo che raccoglie i soggetti di tutti i vostri dipinti. Immaginate che il marito che vi ha portato su quest’isola cerchi di suicidarsi e resti un vegetale per anni.

    Ancora non avete immaginato “Diary” di Chuck Palahniuk.

    Citazioni da “Diary”

    “Esiste un’infinità di modi per suicidarsi senza morire-morire”

    “Il paradosso dell’essere artisti di professione. Il fatto che passiamo la vita a cercare di esprimerci al meglio, ma senza avere niente da dire. Vorremmo che la creatività fosse un sistema di causa ed effetto. Vorremmo risultati. Un prodotto vendibile. Vorremmo che alla dedizione e alla disciplina corrispondessero pari riconoscimenti e gratificazioni. Ci sciroppiamo la routine dell’accademia, il nostro corsettino di diploma in belle arti e ci esercitiamo, ci esercitiamo, ci esercitiamo. Poi, con tutto il nostro eccellente bagaglio tecnico, non abbiamo niente di speciale da documentare.”

    “L’ispirazione ha bisogno di malattie, ferite, follia”.

    “Persino i quartieri migliori delle grandi città altro non sono che una superlussuosa suite all’inferno. Fuori dai tuoi cancelli devi condividere comunque le stesse strade intasate. Tu e i barboni tossici respirate comunque la stessa aria fetida e sentite gli stessi elicotteri della polizia che per tutta la notte danno la caccia ai criminali. Con le stelle e la luna cancellate dalle luci di milioni di depositi di sfasciacarrozze. Tutti affollano gli stessi marciapiedi disseminati di spazzatura e vedono le stesse albe rossicce offuscate dallo smog”.

    “<<Gratta, gratta, sotto ogni patrimonio>> diceva sempre la mamma di Misty, <<trovi il sangue di una, massimo due generazioni prima.>> In teoria, ripeterlo serviva a rendere più piacevole la loro vita in roulotte. Lavoro minorile in miniere e fabbriche, diceva. Schiavità. Droga. Frodi finanziarie. Scempi ecologici, disboscamenti, inquinamento, coltivazioni estreme che portano all’estinzione. Monopoli. Malattie. Guerra. I patrimoni nascono tutti da cose sgradevoli.”

    “La verità è che ovunque uno scelga di essere è sempre nel posto sbagliato”

    “Puoi ripetere gli stessi miracoli all’infinito, a patto che nessuno si ricordi l’ultima volta che sono stati fatti”

    “L’obiettivo non è quello di vivere in eterno, ma di creare qualcosa che lo faccia al posto nostro”

  • La setta degli angeli

    La setta degli angeli

    La setta degli angeli è un romanzo di Andrea Camilleri pubblicato da Sellerio nel 2011.

    Informazioni su ‘La setta degli angeli’
    Titolo: La setta degli angeli
    Autore: Andrea Camilleri
    ISBN: 9788838925894
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sellerio
    Data di pubblicazione: 2011-10-20
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 256
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    Copertina de "La setta degli angeli" di Andrea CamilleriScritto da Andrea Camilleri ricalcando la vicenda di Matteo Teresi, avvocato socialista umanitario di Alia (PA), che portò alla luce uno scandalo su una vera e propria setta di preti che utilizzava la persuasione e il ruolo dei sacerdoti che la componevano per plagiare sessualmente le loro parrocchiane. Questo episodio, giunto alle orecchie del pubblico nazionale, provocò la condanna concorde sia dai Socialisti di Turati che dai Cattolici di Don Sturzo.

    Nel romanzo Camilleri si prende molte libertà e romanza la vicenda, ma l’omaggio ad un grande e coraggioso siciliano è evidente e ben scritto.

    E’difficile farne una recensione, perchè la vicenda sembra troppo forzata per essere realistica. Non ci si crederebbe mai ad una trama del genere. Il fatto che sia davvero accaduta, dimostra per l’ennesima volta che la realtà è più incredibile della narrazione.

  • Svastica

    Svastica

    Svastica è un racconto di Charles Bukowski pubblicato da Nuovi Equilibri nel 1994.

    Informazioni su ‘Svastica’
    Titolo: Svastica
    Autore: Charles Bukowski
    ISBN: 9788872262092
    Genere: Racconto
    Casa Editrice: Nuovi Equilibri
    Data di pubblicazione: 1995-02-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 29
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    Copertina di Svastica di Charles BukowskiUn Bukowski atipico in questo racconto eternamente escluso dalla versione italiana di “Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness” (tradotto con il più sobrio “Storie di ordinaria follia“).
    Nessuno riesce a capire perchè l’editore Feltrinelli l’abbia sempre tagliato dalle edizioni del volume: censura? noia?

    Questo racconto, di nemmeno dieci pagine, parla del presidente degli Stati Uniti che viene rapito dai suoi stessi agenti di scorta e portato in un fatiscente appartamento in cui incontra l’invecchiato Adolf Hitler, scampato al buker Berlinese.

    Grazie alle conoscenze scientifiche acquisite con gli esperimenti sugli ebrei, l’ex fuhrer scambia il suo corpo con quello del presidente degli Stati Uniti, che da aitante uomo di mezza età, si trova ad essere un ottantenne decrepito che aspetta la fine, mentre il terrore del Novecento sale al comando della Nazione più forte.

    Un racconto interessante per analizzare le posizioni politiche di Bukowski (quasi inesistenti), un’idea abbastanza originale e divertente, scritta abbastanza bene.

  • L’incendiaria

    L’incendiaria

    L’incendiaria è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer in questa edizione nel 2002.

    Informazioni su ‘L’incendiaria’
    Titolo: L’incendiaria
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788882744212
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2002-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 416
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    Copertina de L'incendiaria di Stephen KingAndie McGee e la sua futura moglie si conoscono al college, appena prima di un esperimento governativo in cui viene somministrato loro il Lot Six, un allucinogeno che si presume sia in grado di aumentare il potere della mente.
    L’esperimento non sembra produrre gli effetti sperati, visto che una cavia si asporta gli occhi con le dita, un altra muore di arresto cardiaco, mentre quelli che sopravvivono non sembrano subire particolari effetti dal trattamento.
    Ma Andy e futura moglie scopriranno di avere entrambi facoltà telecinetiche, anche se blande e spesso irrilevanti…
    La svolta sia ha con la nascita della loro figlia: Charlie McGee è una pirocinetica, un essere in grado di scatenare incendi con il pensiero.
    La Bottega, il misterioso ente governativo che ha organizzato l’esperimento, li insegue, perchè vuole Charlie, studiarla e usarla come arma…

    Citazioni da “L’incendiaria”

    “Forse pensava alle porcellane buone di sua madre, al secretaire, alle lettere d’amore… A tutte le cose delle quali una compagnia di assicurazioni non tiene, né mai terrà conto”

    “A Dio piace indurre le sue creature in tentazione e saggiarne la forza di volontà. Gli serve per mantenerle al loro posto, per creare in loro un sentimento di umiltà e di consapevolezza dei propri limiti”

  • Tecniche di seduzione

    Tecniche di seduzione

    Tecniche di seduzione è un romanzo di Andrea De Carlo pubblicato da Bompiani nel 1991.

    Informazioni su ‘Tecniche di seduzione’
    Titolo: Tecniche di seduzione
    Autore: Andrea De Carlo
    ISBN: 9788845218132
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 1992-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 355
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    Copertina di Tecniche di Seduzione di Andrea De CarloScritto da Andrea De Carlo nel 1991, “Tecniche di Seduzione” è il suo romanzo più riuscito.
    Nonostante persista quella meccanicità e quella freddezza nella descrizione dei sentimenti e nella narrazione, proprie dello stile dell’autore, la trama del romanzo è avvincente e sorprendente.
    Roberto Bata è un apprendista giornalista della rivista milanese “Prospettiva”.

    Costretto a noiose interviste telefoniche, ha l’occasione di un lavoro sul campo andando ad intervistare l’attrice emergente Maria Blini, nello spettacolo sceneggiato dal celebre scrittore Marco Polidori, autore di bestseller internazionali.
    Durante il ricevimento post spettacolo Roberto Bata conosce casualmente lo scrittore famoso, e la sua vita ne verrà sconvolta…

    Roberto si troverà a Roma, a lavorare in un ambiente surreale, dove un mucchio di gente vive succhiando il sangue infetto dello Stato, una ragnatela politica fatta di uomini senza scrupoli, arraffoni, scrittori falliti e uomini potenti; ragnatela che intrappolerà il protagonista nella sua infinita ingenuità.

    Citazioni da “Tecniche di seduzione”

    “La cose terribile di una famiglia, o di qualunque storia sedimentata, è questo dare per scontato di esserci. Dare per scontato che uno torni a casa a mangiare, senza nessuna particolare sorpresa né contentezza quando succede. Dare per scontati tutti i gesti che prima sembravano così rari e preziosi…”

    “Siamo noi che cerchiamo di fermare le cose che ci piacciono, renderle più permanenti e sicure possibile, sottrarle ai pericoli del tempo e delle trasformazioni e dei cambiamenti d’umore. Ed è anche una bella l’idea che due persone possano vivere insieme sicure e fiduciose, senza i sospetti e i giochi di contrappeso e i ricatti e le lusinghe fasulle di un rapporto instabile. Però è un’idea, e quello che succede in realtà è che ci costruiamo intorno una prigione di certezze reciproche, e intanto le cose che volevamo salvare sono sgusciate fuori tra le sbarre”

    “Non è incredibile come quando ti innamori di una donna ti sembra che lei viva d’aria, senza peso e senza fatica, senza nemmeno bisogno di mangiare, alimentata solo dalle sue qualità sorprendenti? […] Sei così pieno di entusiasmo per la sua mancanza di peso che dedichi tutte le tue energie a renderla una parte permanente della tua vita, e non ti rendi conto di come in questo modo trasformi il suo equilibrio, e aiuti il suo peso a venire fuori. Vengono fuori le sue malattie psicosomatiche e vengono fuori i suoi genitori, vengono fuori i suoi difetti fisici e i suoi difetti di carattere e le sue richieste. E in buona parte sono richieste legittime, ma questo non fa che appesantirla ancora, finché sei schiacciato a terra e hai solo voglia di scappartene via, a cercare da qualche parte una persona più leggera”

    “I socialisti sono come lui. […] Sono arrivati più tardi alla tavola imbandita del potere, vogliono rifarsi in fretta di quello che hanno perso. […] Hanno queste labbra tumide, queste mani grassocce e questi nasi carnosi, queste guance gonfie. Sono una nuova generazione, rispetto ai democristiani, con meno impacci e meno apparenze da fingere di rispettare. Sono stati loro a portare il sesso allo scoperto nella politica italiana, dopo vent’anni di masturbazioni all’ombra delle sagrestie. Sono più giovani, e di certo più moderni e meno provinciali, ma hanno la stessa disonestà di fondo, e anche una tendenza allo squadrismo culturale. Hanno i loro piccoli Goebbels e i loro piccoli Speer, i loro cani d’attacco e le loro liste di prescrizione, e tutto il tempo giocano a presentarsi come disinvolti e agganciati al resto dell’Europa.
    I democristiani sono dei mostri. Sono l’anima nera dell’ipocrisia e della vigliaccheria italiana. Vivono di inganni e sotterfugi e trame e omissioni e bugie e dichiarazioni ritrattate, dell’ambiguità elevata a sistema politico. Hanno sulle spalle quarantacinque anni di collusioni con la mafia e colpi di stato preparati e tenuti in caldo, e stragi di innocenti e servizi depistati, e censure e pressioni e minacce e ricatti dietro la facciata, e furti e sprechi su una scala spaventosa. E’ semplice mediocrità culturale e umana, squallore grigio al riparo delle correnti del mondo”

    “E’ che sono le difficoltà a sviluppare l’intelligenza, la facilità produce solo mancanza di motivi e riflessi lenti”

    “E’ che i ruoli sono più forti delle persone […]. Le persone si adeguano ai ruoli, non viceversa. I poliziotti si comportano da poliziotti, in qualunque parte del mondo, e qualunque sia il loro carattere individuale se non ci sono abbastanza controlli diventano facilmente dei torturatori”

    “La cosa peggiore è l’assuefazione, non riuscire più a stupirti di quello che fai. Dovremmo provare di continuo a togliere dalla nostra vita le cose che diamo per scontate, fare passare qualche tempo prima di rimettercele. Stare una settimana senza luce elettrica o un mese senza telefono, dormire per terra qualche notte ogni tanto”.

    “Volere quello che non ci danno, non volere quello che ci danno. Inseguire chi ci scappa, scappare da chi ci insegue. Se prendi un bambino di tre anni è già tutto lì. E non c’è nessuna evoluzione, né con l’esperienza né con l’età né con niente. L’unica cosa che riusciamo a fare è complicare la superficie e inventare degli atteggiamenti, ma il meccanismo rimane lo stesso. Questa specie di regola della bilancia, una parte che sale quando l’altra scende, in modo del tutto automatico e inevitabile”

    “I veri libri vengono tutti fuori da uno stato di carenza acuta, da un’incapacità di trattare in termini concreti col mondo. Da un desiderio di rivalsa abbastanza intenso da spingerti a costruire versioni parallele della tua vita”

    “Una passione si alimenta di quello che non sai di un’altra persona, molto più di quello che sai. Se non la conosci e hai qualche buon elemento di partenza ti puoi immaginare qualsiasi cosa. Sovrapponi le tue fantasie alle zone d’ombra, e se ci sono tante zone d’ombra hai ancora più spazio, puoi farci stare dei sogni interi. Ma il guaio di una passione è che produce molta luce concentrata, è solo questione di tempo prima che rischiari ogni singolo angolo. E di solito non ci trovi più molto quando l’ombra si è dissolta…”

    “I libri sono sempre finti, per quanta verità ci ficchi dentro”.

  • It

    It

    It è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer in questa edizione nel 2002.

    Informazioni su ‘It’
    Titolo: It
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788882743505
    Genere: Horror
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2002-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 1238
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    Copertina di It di Stephen King su Aforismi di un pazzoIl pagliaccio è un personaggio triste, costretto a fare ridere per forza anche quando non ne ha nessuna voglia.

    Per la prima volta Stephen King gli da una nuova connotazione: serial killer, pazzo omicida e simbolo del Male.

    Dalla pubblicazione di questo libro (sono passati 25 anni), nell’immaginario collettivo spesso il cerone bianco e i capelli ai lati della testa sono diventati inquietudine, più che divertimento, grazie alla figura di Pennywise, il clown di questo romanzo che si rivelerà essere molto peggio di un assassino.

    Il romanzo è ambientato nella cittadina di Derry nel Maine, comunità inventata di sana pianta dal Re del Brivido e luogo di nascita del male, in due periodi storici distinti: 1958 e 1985.

    I protagonisti sono gli stessi, un improbabile gruppo di ragazzini un po’ sfigati (chiamano loro stessi il Club dei Perdenti), perseguitati dalla banda dei bulli del quartiere capeggiata da Henry Bowers che cercano di difendersi dalla misteriosa catena di omicidi che assale la cittadina mietendo soprattutto vittime tra i bambini e gli adolescenti. Scopriranno cosa si cela dietro il male di Derry e la affronteranno da uomini. Una volta diventati grandi, memori di una promessa fatta alla fine dell’estate in cui hanno combattuto il clown Pennywise, torneranno al loro paesino d’origine per finire quello che avevano cominciato 27 anni prima.

    Citazioni da “It”

    “L’energia che si scialaqua con tanta profusione da ragazzi, l’energia che si ritiene non debba, ma esaurirsi, si dilegua fra i diciotto e i ventiquattro anni per essere sostituita da qualcosa di assai più opaco, una sensazione fittizia come quella che ti dà una sniffata: aspirazioni, forse, o traguardi, o comunque voglia chiamarla un qualsiasi universitario rampante. Niente di sconvolgente. Non se ne va tutto d’un colpo, con un grande scoppio. E forse è proprio questo l’aspetto più inquietante, pensa adesso. Non si smette di essere piccoli tutt’a un tratto, con una grande esplosione, come uno di quei palloncini pubblicitari con gli slogan. Il bambino che hai dentro cola fuori, trapela come aria da una foratura in una gomma. E un giorno ti guardi allo specchio e ti trovi faccia a faccia con un adulto. Puoi continuare a portare i blue jeans, puoi continuare ad andare ai concerti di Springsteen e Seger, ti puoi tingere i capelli, ma la faccia che c’è nello specchio è lo stesso quella di un adulto. Ed è successo tutto mentre dormivi, forse, come la visita della fatina dei denti.”

    “Le parole non contano quando una cosa funziona”

    “La nostra lezione di oggi, cari ragazzi, è che più le cose cambiano, più le cose cambiano. Chiunque sia stato ad affermare che più le cose cambiano più le cose restano uguali era evidentemente un’idiota.”

    “E’ necessario che vengano convinti con le parole, convinti ad accettare questo fondamentale legame umano tra il mondo e l’infinito, unico luogo in cui il fluire del sangue umano tocca l’eternità. Non importa. L’unica cosa che importa sono amore e desiderio. Qui in questo buio va benissimo, meglio che in molti altri posti; si, ecco qual’è il segreto, sono amore e desiderio che ti insegnano a volare.”

    “La vita ha la brutta abitudine di far cambiare il sapore alle cose”

  • Circolo Chiuso

    Circolo Chiuso

    Circolo chiuso è un romanzo di Jonathan Coe pubblicato da Feltrinelli nel 2005.

    Informazioni su ‘Circolo chiuso’
    Titolo: Circolo chiuso
    Autore: Jonathan Coe
    ISBN: 9788807016707
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2005-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 403
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    Circolo chiusoLa banda dei brocchi di Jonathan Coe si legge tutto d’un fiato.
    Ci si appassiona alle vicende, si vuole sapere ad ogni costo come finiranno le storie di questi adolescenti che sono la scusa di un affresco preciso dell’Inghilterra degli anni Settanta.

    Grande è la gioia quando alla fine una nota dell’autore preannuncia che ci sarà un seguito intitolato “Circolo chiuso”.

    Purtroppo devo dire che questo seguito non è all’altezza delle aspettative.

    Benjamin Trotter nonostante sia sposato non ha dimenticato la sua vecchia fiamma Cicely, fa il commercialista e il suo vecchio romanzo sembra chiuso a chiave per sempre in un cassetto, mentre il fratello Paul è sempre più egoista e sempre più assetato di potere.

    Su questo sfondo si muove l’Inghilterra degli anni Novanta, tra Londra e Birmingham, e nonostante le pennellate di Coe non perdano vigore, non riusciamo più ad affezionarci ai personaggi, che ci rimettono forza, sogni e compassione.

    Intendiamoci, il libro non è scritto male. Anzi, tutto il contrario. Ma i colpi di scena ci fanno precipitare in un baratro di tristezza e di delusione, dopo averli seguiti, incoraggiati ed ammirati nel libro precente.

    Come se quegli adolescenti, una volta cresciuti, fossero diventati degli odiosi burattini del sistema, privi di speranze; come se si fossero accontentati delle vite che gli sono crollate addosso invece di cercarsi la grande vita, il grande amore, la realizzazione dei loro desideri. Come se si fossero accontentati.

    Ma forse è proprio questa la forza di questo romanzo: spesso le premesse di grandi esistenze che vediamo in molti adolescenti, magari anche in noi stessi alla magnifica età di 18-19 anni, crollano con il tempo… Si scende a patti con la vita, e la vita vuole sempre un prezzo, più o meno salato a seconda di quello che si chiede.

  • M4YS | V per Vendetta

    M4YS | V per Vendetta

    “Andreotti non è immortale, è solo che non muore perché è talmente immorale che il diavolo non lo vuole”

  • La banda dei brocchi

    La banda dei brocchi

    La banda dei brocchi è un romanzo di Jonathan Coe pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2004.

    Informazioni su ‘La banda dei brocchi’
    Titolo: La banda dei brocchi
    Autore: Jonathan Coe
    ISBN: 9788807817748
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2004-01-29
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 381
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    La banda dei brocchiHo scoperto tardi Jonathan Coe. E’ un ottimo scrittore inglese, con una prosa fluida e piacevole nonostante le trame non originali e quasi del tutto prive di suspence.

    Ne “La banda dei brocchi” Benjamin e il suo gruppo di amici frequentano un liceo esclusivo a Birmingham, il King William: al suo interno, come in “Contessa”, stringono amicizia ragazzi provenienti dalle più diverse estrazioni sociali, senza avere idea dei lavori così differenti dei genitori.Sullo sfondo di questo racconto di liceali coi loro problemi, con le loro musiche, con i loro sogni, con i loro grandi amori adolescenziali, si disegnano gli attentati alla dinamite dei ribelli dell’IRA, la nascita del punk e i grandi movimenti sindacali nelle fabbriche durante la crisi inglese degli anni settanta.

    Citazioni da “La banda dei brocchi”

    “Non era più tanto convinto di quello che gli dicevano i suoi genitori, o i professori a scuola. Era il mondo, il mondo in quanto tale, che era fuori dalla sua portata, tutta quella costruzione assurdamente grande, complicata, casuale, incommensurabile, quella marea incessante di relazioni umane, politiche, culture, storie… Come sperare di riuscire a padroneggiare tutte quelle cose? Non era come la musica. La musica aveva sempre un senso, una logica. La musica che sentì quella sera era chiara, accessibile, piena di intelligenza e umorismo, malinconia ed energia, e speranza…”

    “Eppure ci sono momenti nella vita che varrebbe la pena spendere mondi interi per acquistarli”

  • Novecento

    Novecento

    Novecento è un romanzo di Alessandro Baricco pubblicato da Feltrinelli nel 1994.

    Informazioni su ‘Novecento’
    Titolo: Novecento
    Autore: Alessandro Baricco
    ISBN: 9788807813023
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 1994-10-13
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 64
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    novecentoQuando si legge un libro di quaranta pagine in venti minuti solitamente lo si considera un racconto breve. Quasi mai lascia il segno.

    Ma se quello stesso racconto è stato trasposto sul grande schermo da Tornatore per farne un film di 165 minuti, forse c’è qualcosa di anomalo.

    Il protagonista della via di mezzo tra “una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce” è Danny Boodman T.D. Lemon Novecento: abbandonato dopo pochi giorni dalla nascita sul transatlantico Virginian, viene adottato da un macchinista che gli farà da padre fino alla morte, quando Novecento ha 8 anni. Da quel momento comincia a suonare il pianoforte, senza che nessuno gliel’abbia mai insegnato, e diventa talmente bravo da diventare famoso anche sulla terraferma.

    Ma Danny Boodman T.D. Lemon Novecento ha un segreto: suona le emozioni delle persone che salgono sul Virginian, le fa sue, le rielabora, le vive, senza avere il bisogno di scendere mai dalla nave per costruirsi una vita…

    Citazioni da “Novecento”

    Suonavamo perché l’Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov’era e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio. E suonavamo il ragtime, perché è la musica su cui Dio balla, quando nessuno lo vede

    A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno li attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’è una ragione. Perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran. Cos’è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sera, da anni, poi hanno deciso una data, un’ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall’inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto fra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, ok, verso le sei, facciamo le sei meno un quarto, d’accordo, allora buona notte, notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto: fran. Non si capisce. E’ una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ne esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli, un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio.

    Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu/Ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi/ Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non finiscono mai e che quella tastiera è infinita/ Se quella tastiera è infinita, allora/ Su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. Tu sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio/ Cristo, ma le vedevi le strade?/ Anche solo le strade, ce n’era a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una/ A scegliere una donna/ Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire/ Tutto quel mondo/ Quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce/ E quanto ce n’è/ Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell’enormità, solo a pensarla?