Tag: distopia

  • Recensione di La penultima verità di Philip K. Dick

    Recensione di La penultima verità di Philip K. Dick

    La penultima verità è un romanzo di Philip K. Dick del 1964, pubblicato in questa edizione da Fanucci nel 2017.

    Informazioni su ‘La penultima verità’
    Titolo: La penultima verità
    Autore: Philip K. Dick
    ISBN: 9788834734216
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Fanucci
    Data di pubblicazione: 2017-08-31
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 253
    Goodreads
    Anobii

    Acquista La penultima verità su GoodBook.it

    la penultima veritàIn un mondo distopico la guerra fredda continua ancora, ma gli Stati Uniti d’America e la Russia si chiamano Dem-Occ e Bloc-Pop. In superficie si combatte la guerra post nucleare, e a causa delle radiazioni gli esseri umani si sono ritirati sotto terra divisi in “formicai”, piccole città sotterranee destinate alla produzione di automi, chiamati plumbei, incaricati proprio di continuare a combattere la guerra in superficie.

    La fornitura di risorse di ogni formicaio è legata alla quantità di plumbei prodotti, e quando il capo meccanico di un formicaio ha bisogno di un pancreas artificiale, la necessità spinge il sindaco Nicholas St. James a tornare in superficie, nonostante il pericolo di radiazioni. Dove scoprirà la penultima verità.

    Di Dick mi ha sempre colpito, oltre a una scrittura incredibile e a una capacità di critica sociale non indifferente,  la molteplicità di mondi narrativi che è stato in grado di creare. Questa è sicuramente uno dei motivi che gli permettono di essere uno degli autori più ripresi dalla televisione e dal cinema per la creazione di film e serie tv: Minority Report, Paycheck ma anche la recente The man in the High Castle.

    Anche in questo romanzo troviamo in Dick la critica forte alla guerra fredda che ha caratterizzato la seconda metà del Novecento; lo fa con un ambientazione non proprio originale (alcuni aspetti sono ripresi anche ne Il simulacro, dello stesso anno) ma che mantiene una sua coerenza narrativa e una sua importanza ai fini della critica.

    Mancano forse quelle citazioni che mi hanno fatto innamorare di Dick… Quelle tre quattro righe ogni tanto di feroce critica di un sistema che non è il nostro perché distopia, ma che è qui appena dietro l’angolo.

  • Citazioni di Philip K. Dick: “È questo che siamo diventati…”

    Citazioni di Philip K. Dick: “È questo che siamo diventati…”

    “È questo che siamo diventati dopo la guerra, si disse. I nostri orizzonti si sono ristretti: la nostra visione del mondo è rimpicciolita. Siamo come vecchie signore, che raspano nella polvere con le dita deformate dai reumatismi. Grattiamo lo stesso piccolo tratto di terreno cercando quel po’ di nutrimento che possiamo trovare.”

    Philip K. Dick & Roger Zelazny, Deus Irae

    Acquista Deus irae su GoodBook.it

  • Recensione di Ragazze elettriche di Naomi Alderman

    Recensione di Ragazze elettriche di Naomi Alderman

    Ragazze elettriche è un romanzo distopico di Naomi Alderman pubblicato da Nottetempo nel 2017.

    Informazioni su ‘Ragazze Elettriche’
    Titolo: Ragazze elettriche
    Auttrice: Naomi Alderman
    ISBN: 9788874526758
    Genere: Distopico
    Casa Editrice: Nottetempo
    Data di pubblicazione: 2017-08-29
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 448
    Goodreads
    Anobii

    Acquista Ragazze elettriche su GoodBook.it

    Ragazze ElettricheNel mondo che conosciamo, profondamente patriarcale, alcune adolescenti sviluppano un particolare organo all’altezza della clavicola in grado di generare scariche elettriche a comando. In pochi mesi la maggior parte delle donne è in grado di emettere scariche elettriche che possono ustionare, stordire e uccidere. Gli uomini, perso ormai il predominio della forza fisica, vengono dapprima emarginati e poi sottomessi dalle donne, sempre più forti e potenti…

    Non mi capitava da tempo di leggere un libro mangiando una pagina dietro l’altra, seguendo gli sviluppi di una trama ottimamente concepita e con contenuti così interessanti.

    Era molto difficile raccontare questo cambiamento che avviene in ogni parte del pianeta in maniera credibile: l’autrice riesce a farlo mostrandoci i 4 punti di vista di differenti personaggi. In modo molto semplice e preciso Naomi Alderman riesce a dare globalità ai fenomeni e a renderci partecipi di questo sconvolgimento di ogni modo di vivere in ogni nazione del mondo.

    Ho trovato particolarmente interessante l’analisi femminista di questo ribaltamento: più evidente nei paesi più patriarcali come quelli arabi ma anche ben presente e radicato anche nel mondo occidentale come negli Stati Uniti.

    I personaggi sono ottimamente caratterizzati e assolutamente reali, tridimensionali. In continua evoluzione attraverso questo cambiamento radicale delle loro esistenze.

    Il romanzo di Naomi Alderman è una legge del contrappasso dantesca del nostro sistema patriarcale, dove ogni piccolo elemento del potere viene ribaltato a favore delle donne realizzando una società matriarcale che è lontana anni luce da quello che ci aspettiamo. Un romanzo che fa riflettere non tanto su quanto sia giusto o sbagliato il nostro mondo patriarcale, ma di quanto sia sbagliato il potere a prescindere.

    Questo romanzo distrugge il sogno utopico di un mondo matriarcale, ma non sostenendo che quello patriarcale è migliore o necessario o insostituibile. Semplicemente sostenendo che il potere è distopico sempre, e l’unica soluzione, l’unica utopia, è un mondo basato sull’uguaglianza, sulla tolleranza e sulla cooperazione.

    Citazioni da “Ragazze elettriche”

    “La verità è sempre stata una merce più complessa di quello che il mercato può confezionare agevolmente.”

  • Recensione de Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood

    Recensione de Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood

    Il racconto dell’ancella è un romanzo distopico di Margaret Atwood pubbblicato da McClelland & Stewart nel 1985 (con il titolo originale “The handmaid’s tale“) e in Italia da Mondadori nel 1988.

    Informazioni su ‘Il racconto dell’ancella’
    Titolo: Il racconto dell’ancella
    Autore: Margaret Atwood
    ISBN: 9788850211326
    Genere: Distopico
    Casa Editrice: Teadue
    Data di pubblicazione: 2007-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 329
    Goodreads
    Anobii

    Acquista Il racconto dell’ancella su GoodBook.it

    Il racconto dell'ancellaIl racconto dell’ancella è ambientato un mondo distopico governato da un totalitarismo religioso basato sul vecchio testamento, in cui il potere viene preso da una setta chiamata Galaad attraverso un colpo di stato militare.

    Questa forma di governo ha come caratteristica principale quella della sottomissione della donna a scopi riproduttivi, caratteristica dovuta al grave deficit delle nascite causato dall’emancipazione della donna e dall’inquinamento ambientale e chimico, oltre a malattie diffuse dagli stessi governi che causano la sterilità nell’ambito della guerra batteriologica.

    “Rachele, vedendo che non le era concesso di procreare figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella e disse a Giacobbe: «Dammi dei figli, se no io muoio!».
    Giacobbe s’irritò contro Rachele e disse: «Tengo forse io il posto di Dio, il quale ti ha negato il frutto del grembo?».
    Allora essa rispose: «Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei, così che partorisca sulle mie ginocchia e abbia anch’io una mia prole per mezzo di lei».
    Così essa gli diede in moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei.”

    Partendo da questa citazione biblica infatti i Comandanti, al più alto grado del potere di Galaad, giustificano la poligamia a scopi riproduttivi che diventa il perno centrale della vita del regime.

    Protagonista della vicenda è Difred, un’ancella, il cui ruolo principale era quello di procreare la discendenza di questa società in forte deficit demografico. Erano un gruppo di donne che aveva già dato prova di fertilità avendo già partorito uno o più figli sani sia durante il regime di Galaad che prima della loro ascesa al potere. Il nome della protagonista non è quello vero, infatti le ancelle prendevano patronimico del “Comandante”, ovvero il funzionario di Galaad di alto grado, a cui venivano assegnate.

    Tutto il romanzo è narrato in prima persona dalla stessa Difred, che ci racconta il suo essere una donna fertile in un mondo fortemente patriarcale (alle donne era proibito persino leggere e scrivere), un mondo fatto di sottomissione e ingiustizia che porta a galla temi cari al femminismo del tempo ma ancora molto attuali (nei movimenti dell’epoca erano diffusissime le frasi “Nolite te bastardes carborundorum” e “Ci sono domande?“, entrambe frasi presenti in questo romanzo).

    Il romanzo, pur essendo abbastanza lento nella narrazione, è scritto molto bene e in modo molto scorrevole. La società creata da Margaret Atwood è perfettamente credibile, soprattutto alla luce di una anche minima conoscenza dei problemi del sessismo che hanno attraversato la società occidentale negli ultimi quarant’anni e ai quali molto spesso non siamo stati in grado di dare risposte e soluzioni.
    Unica pecca forse quella di non aver approfondito molto la costruzione vera e propria della società di Galaad, nemmeno attraverso l’espediente narrativo del prologo, ambientato in una conferenza di duecento anni dopo in cui si parla proprio della testimonianza de “Il racconto dell’ancella”.

    Citazioni da “Il racconto dell’ancella”

    “Fraternizzare significa comportarsi da fratelli. Me l’ha detto Luke. Diceva che non c’era una parola equivalente che significasse comportarsi da sorelle. Avrebbe dovuto essere sororizzare, diceva lui”.

    “Nulla muta istantaneamente: in una vasca da bagno che si riscaldi gradatamente moriresti bollito senza nemmeno accorgertene. C’erano notizie sui giornali, certi giornali, cadaveri dentro rogge o nei boschi, percossi a morte o mutilati, manomessi, così si diceva, ma si trattava di altre donne, e gli uomini che commettevano simili cose erano altri uomini. Non erano gli uomini che conoscevamo. Le storie dei giornali erano come sogni per noi, brutti sogni sognati da altri. Che cose orribili, dicevamo, e lo erano, ma erano orribili senza essere credibili. Erano troppo melodrammatiche, avevamo una dimensione che non era la dimensione della nostra vita. Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali. Vivevamo nei vuoti spazi bianchi ai margini dei fogli, e questo ci dava più libertà. Vivevamo negli interstizi tra le storie altrui”.

    “Qualunque cosa sia, aiutami a superarla, per favore. Ma forse questa non è opera Tua; non credo nemmeno per un secondo che quello che vedo qui sia frutto della Tua volontà. Ho abbastanza pane quotidiano, quindi non perderò tempo a parlarne. Il problema è mandarlo giù senza soffocare. Ora veniamo alla remissione dei peccati. Non importa che mi perdoni subito, ci sono cose più importanti. Per esempio, mantieni gli altri al sicuro, se sono al sicuro. Non farli soffrire troppo. Se devono morire, che sia una morte rapida. Potresti anche offrire loro un Paradiso. Per il Paradiso abbiamo bisogno di te. L’Inferno ce lo possiamo fare da soli”.

    “È davvero stupefacente constatare a quante cose ci si può abituare, se c’è un compenso”.

  • Parole in disordine

    Parole in disordine

    Parole in disordine è un romanzo di Alena Graedon pubblicato in Italia da Bompiani nel 2015.

    Informazioni su ”Parole in disordine
    Titolo: Parole in disordine
    Autore: Alena Graedon
    ISBN: 9788845279683
    Genere: Distopico
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 2015-06-25
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 507
    Goodreads
    Anobii

    Acquista Parole in disordine su GoodBook.it

    Parole in disordineParole in disordine è stata una piacevole sorpresa. Mi aveva colpito la sinossi, anche se poteva essere una banalità incredibile. Beh, decisamente non lo è stata.

    In un mondo molto vicino al nostro la gente ha dimenticato il linguaggio. Non esistono più libri o riviste, ma “contenuti” scambiati su internet attraverso dei dispositivi chiamati Meme, smartphone molto più piccoli e integrati ai bisogni dell’utente. Quando un virus informatico intacca i Meme e soprattutto il nuovo modello “Nautilus”, il virus informatico diventa anche virus biologico, la “Febbre Verbale” che causa afasia, nausea, vomito e febbre e che porta alla morte.

    In un mondo nel caos, dove li linguaggio si sfalda e nemmeno le testate giornalistiche riescono a fare informazione perché piene di persone afasiche, soltanto i libri e il silenzio potranno essere una soluzione.

    Il romanzo è scritto molto bene. Ha un ottimo ritmo, legando questa interessante distopia alla scomparsa di Doug Johnson, lessicografo direttore del Dizionario Nord Americano in Lingua Inglese, e ci fa leggere queste 507 pagine con piacere e interesse.

    Ha due narratori, che si alternano nei vari capitoli (contrassegnati non da numeri ma da parole con la relativa definizione, espediente geniale molto funzionale alla vicenda trattata), che sono Anana Johnson, la figlia del lessicografo scomparso, e Bart, braccio destro di Doug. Entrambi cercano il lessicografo, entrambi vengono coinvolti nella strana epidemia di febbre verbale, ed entrambi fanno di tutto per sopravvivere, anche se per diverse motivazioni.

    Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e credibili, e le descrizioni dei luoghi non sono mai pesanti ma particolareggiate.

    Da segnalare anche diversi dettagli stilistici, di cui il più geniale ed evidente è la febbre verbale di Bart, che comincia a scrivere utilizzando via via parole sempre più incomprensibili mentre la vicenda avanza; espediente che a tratti rende difficile la lettura ma che ha il grandissimo pregio di calarci come non mai nella vicenda.

    Davvero una piacevole sorpresa, questo “Parole in disordine”. Un capolavoro, con l’unica pecca di un finale forse troppo strascicato e una storia d’amore banale che fa da sottofondo ad una vicenda originalissima e interessante.

    Citazioni da “Parole in disordine”

    “Ho imparato che le parole ci trascinano nel tempo. Sono portali verso altre menti. Senza le parole, cosa ci rimane? Abitudini incomprensibili. Rituali strani. Cuori ossidati. Senza le parole siamo orfani della Storia. Le nostre vite e i nostri pensieri vengono cancellati”

    “Se c’è qualcosa che desideri davvero nella vita, soprattutto se c’è qualcosa che ti spaventa o che non ti fa sentire all’altezza, devi perseguirla fino in fondo. E farlo adesso. O fra non molto tempo, ti ritroverai ad aver ragione: non ne sarai all’altezza”

    “Le parole sono leggende viventi, rigonfie di significato. Noi le leghiamo l’una all’altra per costruire dei racconti, ma in realtà sono di per sé dei racconti, in grado di racchiudere storie vivide e complesse”

    “Ecco il nostro bel mondo nuovo: fuggire è impossibile. Non esistono posti dove possiamo essere lasciati in pace. Nemmeno dentro la nostra mente”

    “Come nazione, abbiamo praticato la produzione di massa prima della seconda guerra mondiale. Credevamo che lo spreco si sarebbe trasformato magicamente in benessere. Che se avessimo creato abbastanza beni usa e getta, avremmo rinvigorito il consumismo. E per un po’ ha funzionato. Ma c’è un piccolo e sporco segreto: le risorse sono limitate. A forza di consumare indiscriminatamente, non rimarrà più nulla. Anche il linguaggio. Non possiamo coniare una parola, usarla una volta e buttarla via. Il linguaggio è soltanto la perdita più recente. Siamo sempre convinti che le risorse siano infinite, anche mentre le stiamo esaurendo. Non solo il petrolio, l’oro, il ghiaccio polare e l’acqua, la larghezza di banda, ora persino i nostri pensieri e i nostri ricordi sono diventati usa e getta”

  • Sono lo stronzo più amato del pianeta

    Sono lo stronzo più amato del pianeta

    Sono lo stronzo più amato del pianeta è un racconto lungo (o un romanzo breve) scritto da Tamea Gre nel 2016.

    Informazioni su ”Sono lo stronzo più amato del pianeta
    Titolo: Sono lo stronzo più amato del pianeta
    Autore: Tamea Gre
    ASIN: B01MF76JBC
    Genere: Distopico
    Casa Editrice: Self Publishing
    Data di pubblicazione: 12 Ottobre 2016
    Lingua: Italiano
    Formato: Kindle
    Pagine: 60
    Goodreads
    Anobii
    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autrice in cambio di una recensione onesta

    Sono lo stronzo più amato del pianetaSono lo stronzo più amato del pianeta fa parte di una sorta di collana che si chiama Profezie da scongiurare e lo trovo un titolo decisamente a fuoco. Questo piccolo romanzo racconta la storia di Leo, un ragazzo del futuro, che si trova a dover scegliere tra un sì e un no in un referendum il cui quesito è quello di sterminare tutti i gatti e i criceti del mondo.

    Il contesto socio-politico è soltanto abbozzato, e nonostante questa scelta lasci un po’ l’amaro in bocca per la curiosità, da un punto di vista di equilibrio all’interno della narrazione è sicuramente una scelta condivisibile: il futuro ha portato all’umanità la Totale Trasparenza Politica e Sociale, una sorta di internet interconnesso a tutti i livelli dove tutti possono accedere a tutte le informazioni. Forse il sogno di ogni internauta di oggi.

    La scrittura è fluida e coinvolgente, senza cadute di stile o di registro e ci porta a leggere questa novelette in pochissimo e piacevole tempo.

    Queste 60 pagine, oltre a farci divertire per qualche ora hanno anche il grandissimo pregio di farci riflettere con leggerezza su alcune tematiche importanti, come la partecipazione alla vita politica (o alla non partecipazione), internet, i movimenti popolari, e come spesso l’indifferenza delle nostre scelte ci porti comunque ad accettare delle conseguenze che possono cambiare totalmente le nostre esistenze.

    Potete acquistare le novelette qui.

  • Recensione di Zombie Mutation di Giorgio Borroni

    Recensione di Zombie Mutation di Giorgio Borroni

    Zombie Mutation è un romanzo autopubblicato in epub e audiolibro formato mp3 da Giorgio Borroni e distribuito da “ilnarratore.com” nel 2016.

    Informazioni su ‘Zombie Mutation’
    Titolo: Zombie Mutation
    Autore: Giorgio Borroni
    ISBN: 9788894175820
    Genere: Horror / Distopico
    Casa Editrice: Self Publishing
    Data di pubblicazione: 2016-05-01
    Formato: epub / mp3
    Pagine: 100
    Goodreads
    Anobii
    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    zombie mutationSolitamente non recensisco autori che si auto-pubblicano, quasi per lo stesso motivo per cui non lo faccio con i romanzi delle case editrici a pagamento: non c’è un filtro. Può capitare di leggere delle cose orribili e ci sono molti più libri che tempo.

    Sarà stata l’estate, ma avevo pochi romanzi arretrati da leggere e ho accettato, anche perché la sinossi del romanzo mi aveva parecchio incuriosito. Nonostante fosse una storia di zombie. Tra cinema e letteratura le storie di zombie ormai si vendono a un tanto al chilo. Ma Giorgio Borroni in questo breve romanzo ci racconta la giornata tipo di un veterano della caccia allo zombie, Brian Crane, che si trova una nuova recluta da addestrare (Jedediah Braddock) in un mondo dominato da una setta cattolica ultra-conservatrice, gli Opliti di Cristo, tra inseguimenti, ricordi e scontri con i colleghi troppo “ferventi” e bigotti.

    La narrazione, molto veloce e ben descritta, si svolge su due diversi piani temporali: quello principale, con la giornata in cui Brian Crane riceve la sua nuova recluta e inizia l’inseguimento di Hellstorm, uno zombie particolarmente grosso e pericoloso; e quello secondario, nient’altro che le registrazioni del dottor Joseph Karp, antecedenti alla vicenda principale, che descrivono il virus che ha dato origine agli zombie.

    Non c’è grande originalità nella visione degli zombie: sono nati da un virus creato in qualche modo da laboratori umani e diffuso tramite le api e ha cambiato il modo di vivere dell’umanità. I punti di originalità sono altri: la scelta dell’ambientazione, rurale e contadina al contrario di quella delle grandi metropoli a cui siamo abituati, e il contesto socio-culturale che la circonda, quello fatto di religione, bigottismo e cristianesimo portato all’estremo. Il tutto magistralmente condito da scene ottimamente descritte che ricordano i film western di Sergio Leone (la faccia di Brian Crane nella mia mente è diventata quasi subito molto simile a quella di un Clint Eastwood invecchiato, come in “Gran Torino”), splatter ma non troppo, avvincenti e mai fastidiose.

    E se le descrizioni sono ottime, le caratterizzazioni dei personaggi sono ancora meglio. In pochissime pagine i due protagonisti sono ben distinti, ben delineati e cominciamo da subito a essere immersi nella storia e a essere empatici. Come dice molto bene nella prefazione Pietro Gandolfi:

    Perché a nessuno interessa una storia se non si è interessati al destino dei suoi protagonisti. Qui si evita la perfezione di certi eroi impavidi e infallibili, ma è proprio attraverso l’umanità dei personaggi se il gioco riesce.

    Download

    Il romanzo è acquistabile all’indirizzo http://www.ilnarratore.com/product.php~idx~~~2779~~Giorgio+Borroni+_+Zombie+Mutation+_download~.html, scaricando il file che contiene l’audiobook in formato mp3 e il romanzo in formato epub.

    Giorgio Borroni, l’autore

    Giorgio Borroni (1977), dopo la laurea in Lettere presso l’Università di Pisa e il diploma in Fumetto conseguito presso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, ha curato e tradotto le edizioni di ‘Frankenstein’ di Mary Shelley per Feltrinelli e di ‘Dracula’ di Bram Stoker per Barbera. Ha tradotto ‘Io morirò domani’, un thriller di Dawood Ali McCallum edito da Giunti ed è autore di un manuale di Letteratura Italiana per Liberamente. Da sempre appassionato di fumetti, ha collaborato con BD e J-pop per la traduzione di graphic novel come ‘Parker’ di Darvyn Cooke, ‘Body Bags’ di Jason Pearson, ‘Battlechasers’ di Joe Madureira e della serie manga ‘The legend of Zelda’, ‘Warcraft’, ‘Starcraf’t. Un suo breve racconto, ‘L’America che non conosci’, è stato pubblicato da Dunwich sull’antologia horror ‘La serra trema’. Come illustratore ha lavorato su numerose copertine di Anonima GDR webzine e le sue opere compaiono sul numero 7 della rivista digitale Altrisogni, edita da Dbooks.

  • The dome

    The dome

    The dome è un romanzo di Stephen King pubblicato nel 2009 da Sperling & Kupfer e tradotto da Tullio Dobner.

    Informazioni su ‘The dome’
    Titolo: The dome
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788868360276
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2013-07-09
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 1064
    Goodreads
    Anobii

    the domeDale Barbara, per gli amici “Barbie” ex-militare, sta camminando su una strada periferica del comune di Chester’s Mill, nel Maine. Se ne sta andando come se fosse stato esiliato, perché ha avuto una rissa con Junior Rennie, il figlio del consigliere più ricco e potente del paese. Ma non riuscirà mai a lasciare Chester’s Mill, perché una sorta di cupola invisibile cala sui confini municipali isolandola totalmente dal resto del mondo. In pochi giorni una cittadina di provincia, piena di persone cosiddette “perbene” si farà prendere dal panico lottando tra anarchia e dittatura.

    Il romanzo fu cominciato nel 1976, ma King abbandonò il progetto perché giudicato troppo ambizioso per le sue capacità. Viene ripreso soltanto del 2007 per poi essere portato a compimento.

    Da questo romanzo, un malloppo di 1045 pagine, è stata anche tratta una serie televisiva di cui sta per uscire la seconda stagione, prodotta da Steven Spielberg; io l’ho mollata dopo la prima puntata perché era orribile quanto tutte le trasposizioni cinematografiche che vengono da Stephen King e con il libro non c’entrava veramente nulla.

    Divertente il fatto che il protagonista viene soprannominato “Barbie”, mentre l’antagonista “Big Jim”, come i prodotti più famosi della Mattel.

    Il romanzo è distopico, e affronta dei temi interessanti: è ambientato ai giorni nostri in una minuscola cittadina della provincia americana, un posto dove i vicini si aiutano e si conoscono tutti, dove non ci sono problemi, dove gli abitanti problematici sono ben noti ed hanno un nome e una faccia. Dove non ci sono segreti, pare. E invece la cupola arriva a svelarli, a fare pressione, fino a che la cittadina esplode nel caos. In meno di una settimana anarchia e dittatura lotteranno per il predominio sugli abitanti di Chester’s Mill.

     

  • Nostri amici da Frolix 8

    Nostri amici da Frolix 8

    Nostri amici da Frolix 8 è un romanzo distopico di Philip K. Dick pubblicato nel 1970, e uno dei lavori meno famosi di uno dei più grandi scrittori di fantascienza mai esistiti.

    Informazioni su ‘Nostri amici da Frolix 8 ‘
    Titolo: Nostri amici da Frolix 8
    Autore: Philip K. Dick
    ISBN: 9788834711835
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Fanucci Editore
    Data di pubblicazione: 2006-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 294
    Goodreads
    Anobii

    nostri amici da frolix 8Il mondo è governato da due mutazioni, gli Uomini Nuovi con un cervello modificato e super-intelligenti e gli Insoliti con capacità paranormali come telepatia, telecinesi e preveggenza. Per gli Uomini Nuovi, gli uomini come noi, non c’è possibilità di scalata sociale né benessere. Lo Stato è poliziesco e repressivo, i concorsi per l’assegnazione dei posti pubblici sono pilotati e truccati. Gli unici che cercano di ribellarsi sono gli Uomini Nascosti, che stampano volantini in attesa del ritorno del loro leader, Thors Provoni, fuggito anni prima su un astronave per cercare nello spazio degli esseri in grado di liberarli.

    Un libro che come il più famoso 1984 di George Orwell è ancora attualissimo e interessante; che descrive un mondo che è si di fantascienza, ma non così lontano dal nostro, dove la classe politica rimane pressoché identica  a se stessa e dove la polizia è schierata violenta alla difesa del sistema.

    Un libro da non perdere, se vi piace la fantascienza, ben più piacevole del più famoso Ubik. Con un finale da brivido, anche quello spaventosamente illuminante. Sembra quasi di sentire Fabrizio De Andrè in “Nella mia ora di libertà”:

    Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d’obbedienza
    Fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza
    Però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni
    Da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni

    Citazioni da “Nostri amici da Frolix 8”

    “Prima il governo degli Insoliti, poi quello degli Uomini Nuovi… Se veramente si sono accordati fra di loro per mettere in piedi questo sistema, pensò, in modo da poter controllare il funzionamento degli esami per il personale, allora costituirebbero sul serio, come ha detto il barista, una struttura di potere capace di perpetuarsi da sola; ma il nostro intero sistema politico si basa sull’ostilità reciproca dei due gruppi… E’ una verità basilare della nostra esistenza… Insieme all’altra verità indiscussa che grazie alla loro superiorità quelli meritano di governare e sanno farlo con saggezza”

    “Mai guardare negli occhi un falco o un’aquila. Perché non potrai mai dimenticare l’odio che ti trasmettono… E il bisogno insaziabile, appassionato, di essere liberi, e il bisogno di volare”

  • Fahrenheit 451

    Fahrenheit 451

    Fahrenheit 451 è un romanzo di Ray Bradbury pubblicato in Italia da Mondadori nel 1953.

    Informazioni su ‘Fahrenheit 451’
    Titolo: Fahrenheit 451
    Autore: Ray Bradbury
    ISBN: 9788804487715
    Genere: Distopico
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 1989-03-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 195
    Goodreads
    Anobii

    Acquista Fahrenheit 451 su GoodBook.it

    Fahrenheit 451Noto in Italia anche come “Gli anni della fenice”, questo romanzo di Ray Bradbury è stato pubblicato nel 1953 come ampliamento del racconto “The fireman” (“Gli anni del rogo”) e fa parte dei romanzi distopici della seconda metà del Novecento, sulla linea del lavoro di Huxley e di Orwell.

    Il titolo che poi lo ha reso famoso deriva dalla temperatura (in gradi Fahrenheit) a cui brucia la carta (451, appunto). Va detto che non è stato voluto dall’autore, ma preso soltanto dal numero stampigliato sull’elmetto del protagonista, Guy Montag, vigile del fuoco, visto che la carta brucia a diverse temperature a seconda della tipologia e dello spessore.

    Nella società descritta nel romanzo il controllo delle informazioni è centrale: l’unico mezzo di diffusione è la televisione, sempre più grande, tanto che in ogni casa ormai ci sono 3 o 4 pareti televisive in una sola stanza, mentre i libri sono stati messi fuori legge: il protagonista è un vigile del fuoco, che invece che spegnere gli incendi fa parte di una sorta di polizia incaricata di bruciare la cultura non standardizzata delle immagini subite.

    Molto diverso da “Il mondo nuovo” e da “1984″ è molto meno veloce, c’è molta meno azione. E’ più psicologico, più introspettivo, si concentra completamente sul dilemma interiore di un vigile del fuoco che si sta facendo troppe domande, che ha troppi dubbi, che si rende conto della sua infelicità. Un vigile del fuoco che da schiavo di un sistema dittatoriale ed oppressivo, diventa ribelle, reietto, diverso.

    Citazioni da “Fahrenheit 451”

    “Era una gioia appiccare il fuoco”

    “il termine “intellettuale” divenne la parolaccia che meritava di diventare. Si teme sempre ciò che non ci è familiare. Chi di noi non ha avuto in classe, da ragazzini, il solito primo della classe, il ragazzo dalla intelligenza superiore, che sapeva sempre rispondere alle domande più astruse mentre gli altri restavano seduti come tanti idoli di legno, odiandolo con tutta l’anima? Non era sempre questo ragazzino superiore che sceglievi per le scazzottature e i tormenti del doposcuola? Per forza! Noi dobbiamo essere tutti uguali. Non è che ognuno nasca libero e uguale, come dice la Costituzione, ma ognuno vien fatto uguale. Ogni essere umano a immagine e somiglianza di ogni altro; dopo di che tutti sono felici, perché non ci sono montagne che ci scoraggino con la loro altezza da superare, non montagne sullo sfondo delle quali si debba misurare la nostra statura! Ecco perché un libro è un fucile carico, nella casa del tuo vicino. Diamolo alle fiamme! rendiamo inutile l’arma. Castriamo la mente dell’uomo. Chi sa chi potrebbe essere il bersaglio dell’uomo istruito? Cosicché, quando le case cominciarono a essere costruite a prova di fuoco, non c’è più stato bisogno di vigili del fuoco, dei pompieri, che spegnevano gli incendi coi loro getti d’acqua. Furono assegnati loro i nuovi compiti, li si designò custodi della nostra pace spirituale, il fulcro della nostra comprensibile e giustissima paura di apparire inferiori; censori, giudici, esecutori”

    “Voglio un po’ di felicità, dice la gente. Ebbene, non l’hanno forse? Non li teniamo in continuo movimento, non diamo loro ininterrottamente svago? Non è per questo che in fondo viviamo? per il piacere e i più svariati titillamenti? E tu non potrai negare che la nostra forma di civiltà non ne abbia in abbondanza, di titillamenti”

    “Offri al popolo gare che si possono vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, o il nome delle capitali dei vari Stati dell’Unione o la quantità di grano che lo Iowa ha prodotto l’anno passato. Riempi loro i crani di dati non combustibili, imbottiscili di “fatti” al punto che non si possano più muovere tanto son pieni, ma sicuri d’essere “veramente bene informati”. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia onde possano pescar con questi ami fatti ch’è meglio restino dove si trovano. Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza”

    “Il mondo era pieno di bruciature di ogni tipo e grandezza”