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  • Niente di nuovo sul fronte occidentale

    Niente di nuovo sul fronte occidentale

    Niente di nuovo sul fronte occidentale è un romanzo autobiografico di Erich Maria Remarque, pseudonimo di Erich Paul Remark, scritto nel 1929.

    Informazioni su ‘Niente di nuovo sul fronte occidentale’
    Titolo: Niente di nuovo sul fronte occidentale
    Autore: Erich Maria Remarque
    ISBN: 9788804492962
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Arnoldo Mondadori
    Data di pubblicazione: 2001-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 226
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    Anobii

    Niente di nuovo sul fronte occidentaleLa trama è decisamente scarna: un ragazzo e alcuni suoi compagni di classe vengono convinti da un loro insegnante ad arruolarsi volontari nell’esercito tedesco per andare a combattere sul fronte francese durante la prima guerra mondiale, facendo leva sui valori di onore, Patria, Nazione, orgoglio tedesco. Le ambientazioni sono pochissime: la trincea, qualche villaggio semi-distrutto, il paese natio del protagonista Paul Bäumer durante la sua unica licenza… Non ci sono grosse azioni. “Niente di nuovo sul fronte occidentale” non è la narrazione di vicende belliche, ma la storia di un ragazzo di diciotto anni che viene ingannato e va volontariamente a combattere una guerra in cui in fondo non crede. E di cui, dopo tre anni di morte, patimenti e sofferenze, se ne chiede le ragioni.

    Mentre leggevo la conclusione del libro pensavo a tutti i proiettili, a tutte le granate, a tutte le malattie che hanno risparmiato Remarque permettendogli di scrivere queste parole e permettendo a noi di leggerlo. Un libro messo al bando dal nazismo (come tutte le sue opere), che ha costretto l’autore all’esilio prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti, dopo l’accusa di essere un ebreo francese con il cognome Kramer (il suo vero cognome scritto al contrario!!!). Un libro che fortunatamente possiamo permetterci di leggere.
    Credo che questo romanzo sia un capolavoro assoluto. Uno dei libri migliori sulla guerra e sulle sue motivazioni, sulla sua critica, sulla sua analisi. Una lucidità incredibile per un ragazzo che ha davvero vissuto quelle esperienze, che le ha superate e ha trovato la forza di ricordarle e diffonderle. Perché è importante far conoscere queste sue considerazioni. Perché chiunque legga “Niente di nuovo sul fronte occidentale” non può che essere d’accordo: la guerra è inutile, senza senso. E soprattutto lo è per chi viene mandato a combatterla.

     

    Citazioni da “Niente di nuovo sul fronte occidentale”

    “Questo libro non vuole essere né un atto d’accusa né una confessione. Esso non è che il tentativo di raffigurare una generazione la quale sfuggì alle granate – venne distrutta dalla guerra”

    “Mentre essi continuavano a scrivere e a parlare, noi vedevamo gli ospedali e i moribondi; mentre essi esaltavano la grandezza del servire lo Stato, noi sapevamo già che il terrore della morte è più forte. Non per ciò diventammo ribelli, disertori, vigliacchi – espressioni tutte che essi maneggiavano con tanta facilità; – noi amavamo la patria quanto loro, e ad ogni attacco avanzavamo con coraggio; ma ormai sapevamo distinguere, avevamo ad un tratto imparato a guardare le cose in faccia. E vedevamo che del loro mondo non sopravviveva più nulla.”

    “Non avevamo ancora messo radici; la guerra, come un’inondazione ci ha spazzati via. Per gli altri, per gli anziani, essa non è che un’interruzione, al di là della quale possono ancora figurarsi qualche cosa. Invece noi ne siamo stati ghermiti e non abbiamo idea di come possa andare a finire.”

    “La guerra ci ha resi inetti a tutto. Non siamo più giovani, non aspiriamo più a prendere il mondo d’assalto. Siamo dei profughi, fuggiamo noi stessi, la nostra vita. Avevamo diciott’anni, e cominciavamo ad amare il mondo, l’esistenza: ci hanno costretti a spararle contro. La prima granata ci ha colpiti al cuore; esclusi ormai dall’attività, dal lavoro, dal progresso, non crediamo più a nulla. Crediamo alla guerra.”

    “Questo si, lo abbiamo imparato: giocare a carte, bestemmiare e fare la guerra. Non è molto, a vent’anni, o forse è troppo.”

    “Siamo diventati belve pericolose: non combattiamo più, ci difendiamo dall’annientamento. Non scagliamo le bombe contro altri uomini; che cosa ne sappiamo noi in questo momento! Ma di là ci incalza la morte, con quegli elmi e con quelle mani: e dopo tre giorni è la prima volta che la vediamo in viso, che ci possiamo difendere contro di essa; deliriamo di rabbia, non siamo più legati impotenti al patibolo, possiamo distruggere, uccidere a nostra volta, per salvarci, per salvarci e vendicarci.”

    “Oggi nella patria della nostra giovinezza noi si camminerebbe come viaggiatori di passaggio: gli eventi ci hanno consumati; siamo divenuti accorti come mercanti, brutali come macellai. Non siamo più spensierati, ma atrocemente indifferenti. Sapremmo forse vivere, nella dolce terra: ma quale vita? Abbandonati come fanciulli, disillusi come vecchi, siamo rozzi, tristi, superficiali. Io penso che siamo perduti.”

    “Fuoco tambureggiante, fuoco d’interdizione, cortina di fuoco, bombarde, gas, tanks, mitragliatrici, bombe a mano: son parole, parole, ma abbracciano tutto l’orrore del mondo”

    “L’orrore si può sopportarlo finché si cerca semplicemente di scansarlo: ma esso uccide, quando ci si ripensa.”

    “Tutto ciò che si affonda in noi, come un mucchio di pietrame, finché dura la guerra, si ridesterà un giorno a guerra finita, e allora comincerà la resa dei conti, per la vita e per la morte.”

    “Non siamo mai stati molto teneri in famiglia: non usa tra la povera gente, che deve lavorare molto e ha tanti fastidi. La gente semplice non capisce che ci si debba di continuo confermare ciò che già si sa.”

    “Dev’essere tutto menzognero e inconsistente, se migliaia d’anni di civiltà non sono nemmeno riusciti ad impedire che questi fiumi di sangue scorrano, che queste prigioni di tortura esistano a migliaia. Soltanto l’ospedale mostra cos’è la guerra.”

    “Io sono giovane, ho vent’anni: ma della vita non conosco altro che la disperazione, la morte, il terrore, e la insensata superficialità congiunta con un abisso di sofferenze. Io vedo dei popoli spinti l’uno contro l’altro, e che senza una parola, inconsciamente, stupidamente, in una incolpevole obbedienza, si uccidono a vicenda. Io vedo i più acuti intelletti del mondo inventare armi e parole perché tutto questo si perfezioni e duri più a lungo. E con me lo vedono tutti gli altri uomini della mia età, da questa parte e da quell’altra del fronte, in tutto il mondo; lo vede e lo vive la mia generazione. Che faranno i nostri padri, quando un giorno sorgeremo e andremo davanti a loro a chiedere conto? Che aspettano essi da noi, quando verrà il tempo in cui non vi sarà guerra? Per anni e anni la nostra occupazione è stata uccidere, è stata la nostra prima professione nella vita. Il nostro sapere della vita si limita alla morte. Che accadrà, dopo? Che sarà di noi?”

    “Questa vita ci ha ridotti ad animali appena pensanti, per darci l’arma dell’istinto; ci ha impastati di insensibilità, per farci resistere all’orrore che ci schiaccerebbe se avessimo ancora una ragione limpida e ragionante; ha svegliato in noi il senso del cameratismo, per strapparci all’abisso del disperato abbandono; ci ha dato l’indifferenza dei selvaggi per farci sentire, ad onta di tutto, ogni momento della realtà, e per farcene come una riserva contro gli assalti del nulla. Così meniamo un’esistenza chiusa e dura, tutta in superficie, e soltanto di rado un avvenimento accende qualche scintilla. Ma allora divampa in modo inatteso una fiammata di passione aspra e terribile. Sono questi i momenti pericolosi, che ci rivelano come il nostro adattamento sia tutto artificiale; come esso non sia affatto la calma, ma uno sforzo terribile per mantenere la calma.”

    “Davanti a noi infatti sta una generazione che ha, sì, passato con noi questi anni, ma che aveva già prima un focolare ed una professione, ed ora ritorna ai suoi posti di un tempo, e vi dimenticherà la guerra; dietro a noi sale un’altra generazione, simile a ciò che fummo noi un tempo; la quale ci sarà estranea e ci spingerà da parte. Noi siamo inutili a noi stessi.”

    “Non può essere del tutto scomparsa, quella tenerezza che ci turbava il sangue, quell’incertezza, quell’inquietudine di ciò che doveva giungere, i mille volti dell’avvenire, la melodia dei sogni e dei libri, il fruscio lontano, il presentimento della donna: non può essere scomparso tutto questo sotto il fuoco tambureggiante, nella disperazione, nei bordelli di truppa.”

  • La strada verso casa

    La strada verso casa

    La strada verso casa è un romanzo di Fabio Volo pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore nel 2013; dopo nemmeno un mese dall’uscita del romanzo aveva già venduto 550.000 copie, ennesima dimostrazione che gli italiani leggono poco e male.

    Informazioni su ‘La strada verso casa’
    Titolo: La strada verso casa
    Autore: Fabio Volo
    ISBN: 9788804633570
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2013-10-22
    Formato: Paperback
    Pagine: 324
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    Anobii

    La strada verso casaAndrea e Marco sono due fratelli profondamente diversi: il primo è affidabile e scontato, si laurea in ingegneria e si sposa, il secondo è un animo ribelle che trova la sua strada aprendo un ristorante italiano a Londra. Spesso divisi, i due si ritrovano a casa dopo un incidente avvenuto al padre, che si rompe un femore. Causa della caduta una malattia degenerative che costringe i due fratelli a restare tempo insieme, a ricostruire il loro rapporto e a rivedere quello con gli amori delle loro vite, presenti e passati.

  • Alcatraz

    Alcatraz

    Alcatraz – Un dj nel braccio della morte è un libro che raccoglie le trascrizioni della prima stagione della trasmissione radiofonica andata in onda dall’Ottobre 1999 al Maggio del 2000 su Radio Rai 2, poi trasposta nel programma televisivo omonimo andato in onda su Rai Due con la partecipazione di Francesca Neri e la voce di Roberto Pedicini.

    Informazioni su ‘Alcatraz – Un dj set nel braccio della morte’
    Titolo: Alcatraz – Un dj set nel braccio della morte
    Autore: Diego Cugia
    ISBN: 9788804506089
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2002-04-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 260
    Goodreads
    Anobii

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    AlcatrazOltre alle trascrizioni, in calce ad ogni puntata ci sono i giorni che mancano all’esecuzione del protagonista.

    Jack Folla è un italiano nato da padre romano e madre statiunitense, che negli Stati Uniti è stato rinchiuso in una cella 3×2 di una prigione che viene chiamata Alcatraz  come topos della prigione, in attesa dell’esecuzione sulla sedia elettrica. Non ci è dato di sapere quale fosse il reato che ha meritato la condanna a morte.

    Jack Folla trasmette direttamente dal braccio della morte e oltre a promuovere la musica della sua vita ci regala aforismi che fanno riflettere sulla vita di tutti i giorni, sulla realtà sociale e sugli avvenimenti di cronaca che accadono in Italia in quel periodo.

    Sono molto affezionato a questo libro, forse perché una delle cose che mi ha aperto gli occhi sulla vita e mi ha dato l’impulso a scrivere è stato proprio il programma televisivo di Rai Due quando avevo quattordici anni.

    Citazioni da “Alcatraz – Un dj nel braccio della morte”

    “La carezza è un ponte tra due abissi di solitudine. Perché il cielo e la terra passeranno, ma certe carezze non passeranno mai”

    “Vi vogliono spenti perché non gli conviene che illuminiate questa interminabile notte del mondo. Siete scomodi con i vostri perché del cazzo. Vi tengono buoni facendovi consumare di tutto, così il faro diventa sempre più fioco finché la luce si spegne.”

    “Diffido di tutte le scorciatoie, di tutte le soluzioni facili, mi puzzano come il vostro consenso che è stato troppo precipitoso e troppo immediato. C’è qualcosa che non va. Qualcosa che non è andato per il verso giusto, perché io mi sento più solo di quando ho cominciato e tutti voi siete meno liberi di prima.”

    “Ad Alcatraz non c’è niente di carino. Noi non siamo carini, siamo incazzati perché stiamo morendo senza aver vissuto quasi nulla”

    “La ragione della tristezza e della rabbia della gente è che da voi non esiste il rispetto per la persona umana. La stampa, la pubblicità, la televisione, la politica, la magistratura, sono tutti poteri che dialogano tra di loro, sulle vostre teste. Poteri che si strusciano, si sgomitano e si fanno l’occhietto. E` questo che vi fa incazzare. Voi siete lo Stato. Invece lo subite. Giorni fa, via satellite, ho dato un’occhiata a uno dei vostri varietà. Neanche in Nicaragua, fratelli, o a Telemozambico. Quiz immondi, trucchi, tette siliconate, battute di quarta, stronzate immani, e sempre le stesse facce che ci tormentano e ci addormentano dall’infanzia. Facce che saltano da un canale all’altro, da un anno all’altro, rifilandovi cartigieniche e madonnine che piangono, romanzi e colla per dentiere, che v’impongono i loro figli i quali s’affacciano da monitor più piccoli, e noi paghiamo famiglie intere di facce di gomma, di pupazzi convinti di rappresentarci, di lavorare per noi, di farci “di-ver-ti-re”. Ah. Ah. Ah. Questi non hanno ancora capito che è finito il dopoguerra, la cioccolata e le amlire. Che sono zombie. Che voi li tollerate perché siete dei grandi democratici abituati ad essere invasi e occupati da secoli. Dagli austriaci, dai tedeschi, dagli angloamericani, perfino dagli svizzeri in Vaticano. E ora siete occupati da questi centurioni del video. Li guardate, vi fanno quasi pena, così li applaudite un po’, un po’ di meno ogni anno.”

    “Ogni secondo di vita in più è un secondo di morte in meno”

    “Nessun bambino ha mai sognato di diventare un assicuratore da grande”

    “Io sono incazzato, io sono molto incazzato.
    Io sono così incazzato che mi sta per schiattare il cuore.
    Ma non per la mia situazione o per la vita
    che mi ha portato dall’Italia in America e dall’America
    ad Alcatraz. Perché sono un italiano di quarant’anni.
    E da quando ho l’età della ragione il mio destino è stato
    [deviato.
    Per esempio dai servizi segreti deviati. O dalla P2.
    C’era un mio compagno di scuola nella P2. E un altro
    stava nelle Brigate Rosse. E tutti e due
    cercavano di deviarmi il destino.
    Ma chi c’è riuscito davvero è stato un terzo. Il segreto.
    Io la odio questa parola: segreto. Va bene?
    Perché io e la mia generazione
    abbiamo visto la gente morire per nulla, cazzo.
    “Segreto.”Sull’Italicus, a Ustica,
    alla stazione di Bologna. “Segreto. ”
    Io voglio la verità, quale segreto?
    La verità su tutte le stragi di Stato,
    sui rapporti mafia-politica e anche su Mani Pulite
    perché siete riusciti a sporcarmi anche quelle,
    e allora esigo la verità: una.
    Perché l’ho pagata vent’anni,
    vent’anni di vita deviati da voi, vent’anni
    che potevano essere diversi per tutti noi, per tutti.
    Vent’anni, Cristo, che fate come vi pare. Segreto!
    Politici, giornalisti, imprenditori. Segreti!
    Con tutti gli errori della mia generazione,
    con tutti i buchi delle nostre braccia,
    con tutti gli errori di tutte le dittature,
    (e in mancanza di un’idea migliore)
    sappiate che è ancora e sempre più forte
    l’ideale della speranza
    che l’ideale dei vostri segreti di merda.”

    “Se voi giovani non foste inimmaginabili non sareste giovani”

    “Dell’America di Frank Sinatra sapevo tutto, c’ero cresciuto tra uno spinello e un pop corn. Ma a Blade Runner non ero preparato. Non puoi fare a botte con i replicanti. Ce le prendi”

    “Se vivi sempre con i neon sparati vedi solo quello che vogliono loro”

    “E’ che a un certo punto la mia generazione ha smarrito la bussola e tutte le altre sono cadute come tessere del domino”

    “Innocenti si diventa”

    “Vedi, ragazza, questi uomini li chiamano disturbati. Se non possono avere tutto vogliono il nulla. Se non sono amati si fanno odiare. Sono gli uomini che conoscono, come i bambini e i poeti, l’arte di essere infelici. Non hanno invidie, tranne una, per i belli e mediocri, quelli alti con gli occhi azzurri che ti fanno ridere, ti divertono e che, per una sera, non ti fanno pensare.”

    “Non sono all’altezza delle vostre speranze, io sono solo al livello delle vostre delusioni”

    “Due sono i modi che hanno i mediocri per eliminarci. Uno, il più gettonato: tagliarci le gambe. Due: farci diventare famosi per rincoglionirci con la vanità. Il secondo non ha funzionato, ora aspettati il primo. I mediocri hanno scarsa fantasia.”

    “Credevamo a tutto “fino in fondo”. Alla prima ragazza, all’amico inseparabile, a un’ideologia, a un gruppo, allo scrittore preferito, a un film, o a una dichiarazione del telegiornale. Poi fioccano le prime smentite. Il tuo primo amore non era esattamente quello che pensavi, quell’ideologia non ti basta più, e la dichiarazione del telegiornale è stata smentita da un’altra e poi smentita un’altra volta. E tu hai cominciato a perdere colpi, vero fratello? A diffidare di tutto e di tutti. A farti una corazza che ormai pesa come una portaerei. Hai mascherato le reazioni alle tue prime sconfitte – il dolore, il pianto, la rabbia – con finte reazioni, per non farti più ferire. Mai più. Invece di piangere hai menato. Invece di soffrire, hai fatto soffrire. Invece di ammettere “ho paura” hai detto “affanculo”. Bene. Bravo. Bis. Ma allora, che cos’è che non va? E a me lo chiedi? A un condannato a morte? A un mostro, all’assassino, alla testa da tagliare per eccellenza?”

  • Fiesta (Il sole sorgerà ancora)

    Fiesta (Il sole sorgerà ancora)

    Fiesta è un romanzo di Ernest Hemingway, pubblicato a Parigi nel 1926 e a Londra nel 1927.

    Informazioni su ‘Fiesta’
    Titolo: Fiesta (Il sole sorgerà ancora)
    Autore: Ernest Hemingway
    ISBN: 9788804571117
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2007-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 227
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    Anobii

    Fiesta di Ernest HemingwayCome molti altri suoi lavori è un romanzo per la maggior parte autobiografico; il protagonista, Jake Barnes, è un giornalista che lavora a Parigi negli anni Venti, dopo aver partecipato alla Prima Guerra Mondiale nella quale ha ricevuto una ferita di guerra che lo ha reso impotente.

    La prima parte è ambientata nella Parigi degli artisti che si dividevano tra i bistrot e alcune tra le migliori produzioni letterarie di sempre, mentre la seconda parte è ambientata a Pamplona durante la festa di San Firmino, quando i tori corrono per le vie della città.

    Un romanzo di eccessi, di arte, di amore. Spesso di amore non corrisposto, triste e sofferente. E’ un libro di contrasti, tra vita e morte, tra allegria e tristezza. La fiesta, che dovrebbe essere allegria, prima o poi finisce. A noi non resta che raccattare i rifiuti e sperare che prima o poi ricominci, che “il sole sorgerà ancora”.

    Citazioni da “Fiesta (Il sole sorgerà ancora)”

    “Andare in un altro paese non cambia niente. Io ho provato. Non si può sfuggire se stessi solo spostandosi da un posto all’altro. Non c’è rimedio a questo”

    “E’ straordinariamente facile fare il superiore su ogni cosa di giorno, ma di notte è tutta un’altra faccenda”

    “C’è della gente a cui non potreste dire cose offensive. Vi danno la sensazione che il mondo sarebbe immediatamente distrutto sotto i vostri occhi se voi diceste certe cose”

    “Le donne in fatto di amicizia sono fantastiche. Che fantastiche amiche! In primo luogo, per avere una base di amicizia, voi dovete essere innamorato di una donna. Io consideravo Brett mia amica. Mai pensato cosa pensasse lei. Io avevo una cosa senza dare nulla in cambio. Questo solo rimandava la presentazione del conto. Il conto arriva sempre. Questa è una delle fantastiche cose su cui potete sempre fare assegnamento”

    “Magari andando avanti s’impara qualcosa. A me non importava sapere cosa fosse tutta la faccenda. Forse però se scoprivate come viverci, potevate anche capire che cosa l’intera faccenda fosse”

     

  • E un altra cosa

    E un altra cosa

    E un’altra cosa è un romanzo di Eoin Colfer, pubblicato da Mondadori nel 2010. É il sesto romanzo de “La guida galattica per gli autostoppisti”, scritto basandosi sugli appunti dell’autore originale Douglas Adams.

    Informazioni su ‘E un’altra cosa…’
    Titolo: E un’altra cosa…
    Autore: Eoin Colfer
    ISBN: 9788804600091
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Mondadori Strade Blu
    Data di pubblicazione: 2010-05-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 319
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    E un'altra cosaPensavate che i nostri eroi de “La Guida Galattica per gli Autostoppisti” fossero morti nell’ultima, definitiva distruzione della Terra ad opera dei Grebulon (manovrati dai Vogon)? Sbagliavate.

    Cinque minuti prima della distruzione i nostri eroi vengono salvati da Wowbagger – L’eterno prolungato, l’essere immortale che ha come unica missione quella di insultare tutti gli esseri dell’universo. In ordine alfabetico.

    Si dirigono così sull’ultimo pianeta colonizzato dagli umani, gli ultimi rimasti. Un pianeta fatto di ricconi alla ricerca della divinità da adorare. Ma non in senso spirituale, sono proprio aperti i colloqui di lavoro.

    Eoin Colfer rielabora gli appunti passatigli dalla vedova di Douglas Adams: ne esce questo bel romanzo, dove ci sembra di ritrovare i personaggi a cui eravamo così affezionati, talmente simili a quelli del loro creatore da non notare la benché minima differenza.

    E un'altra cosa… – Valutazione
    • 8/10
      Trama – 8/10
    • 9/10
      Scrittura – 9/10
    • 8/10
      Contenuto – 8/10
    8.3/10

    Riassunto

    I puristi de La guida galattica per autostoppisti (perché ci sono puristi per qualsiasi cosa?!?!?) non vogliono leggere questo romanzo, che ritengono quasi un insulto.

    A me è piaciuto molto. E’ scritto bene, è veloce, è ironico. Leggerlo è stato tempo bello.

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    Citazioni da “E un’altra cosa”

     “Quello che vi sembra il lieto fine non è che il fugace attimo di sollievo prima che il serial killer che credevi morto si rialzi per massacrare tutti tranne la ragazza dalle tette più grosse, che sarà la  prima a morire nel sequel dell’anno dopo”

  • Praticamente innocuo

    Praticamente innocuo

    Praticamente innocuo è un romanzo di Douglas Adams pubblicato da Mondadori nel 2007.

    Informazioni su ‘Praticamente innocuo’
    Titolo: Praticamente innocuo
    Autore: Douglas Adams
    ISBN: 9788804572114
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2007-10-16
    Formato: Paperback
    Pagine: 263
    Goodreads
    Anobii

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    Praticamente innocuoFord Perfect, alieno in incognito sulla Terra, rimane 15 anni senza la possibilità di poter ripartire. Nella Guida galattica per gli autostoppisti di cui è uno dei reporter più prolifici, alla voce “Terra”, veniva indicata la definizione:

    Innocuo

    Dopo aver conosciuto tutto quello che c’era da sapere sugli umani e sulle altre forme di vita che abitano il pianeta, Ford invia milioni di bite di informazioni alla casa editrice, per aumentare la voce ed aiutare gli autostoppisti che la visiteranno in futuro.

    Dopo l’intervento di redattori, direttori, aiuto-redattori, aiuto-direttori, la voce verrà ampliata in:

    Praticamente innocuo

    Da qui il titolo del quinto ed ultimo libro della triologia della Guida galattica per gli autostoppisti. E questo dice più o meno tutto quello che bisogna sapere sulla poetica di Douglas Adams.

    Questo libro affronta temi cari alla fantascienza classica: paradossi temporali, universi paralleli… E una figlia nata da processi misteriosi e pseudo-scientifici, ovviamente.

    Citazioni da “Praticamente Innocuo”

    “La storia della Galassia si è un po’ ingarbugliata per diverse ragioni: in parte perché chi cerca di tenersene al corrente si è un po’ ingarbugliato, e in parte perché, obiettivamente, sono successe cose che rendono tutto molto ingarbugliato.
    Uno dei problemi riguarda la velocità della luce e le difficoltà che comporta il tentare di superarla. Non la si può superare. Niente viaggia più in fretta della velocità della luce, con la possibile eccezione delle cattive notizie, che seguono proprie leggi specifiche. Di fatto, gli Hingefreel di Arkintoofle Minor cercarono di costruire astronavi propulse da cattive notizie, ma non funzionavano molto bene ed erano accolte così male quando arrivavano da qualche parte, che arrivare da qualche parte finiva per non avere alcun senso.”

    “Qualunque cosa accadde, accadde.”
    “Qualunque cosa che, accadendo, ne fa accadere un’altra, ne fa accadere un’altra.”
    “Qualunque cosa che, accadendo, induce se stessa a riaccadere, riaccade.”
    “Però non è detto che lo faccia in ordine cronologico.”

    “La prima cosa da capire a proposito degli universi paralleli… è che non sono paralleli. È importante rendersi conto che, a rigore, non sono neppure universi, ma è molto più facile cercare di capirlo un po’ più tardi, dopo che ci si è resi conto che tutto quello che si è capito fino a quel momento non è vero.”

    “La principale differenza tra una cosa che potrebbe rompersi e una cosa che non può in alcun modo rompersi è che quando una cosa che non può in alcun modo rompersi si rompe, di solito risulta impossibile da riparare”

  • Addio e grazie per tutto il pesce

    Addio e grazie per tutto il pesce

    Addio e grazie per tutto il pesce è un romanzo di Douglas Adams della serie Guida Galattica per autostoppisti, pubblicata da Mondadori nel 2005.

    Informazioni su ‘Addio e grazie per tutto il pesce’
    Titolo: Addio e grazie per tutto il pesce
    Autore: Douglas Adams
    ISBN: 9788804537700
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione:
    Formato: Paperback
    Pagine: 208
    Goodreads
    Anobii

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    Addio e grazie per tutto il pesceAddio e grazie per tutto il pesce è il messaggio che la seconda forma di vita più intelligente del pianeta Terra, i delfini, lasciano agli umani quando i Vogon (tra gli esseri più spregevoli dell’universo) demoliscono la Terra.
    Forse credete che la forma di vita più intelligente sia l’uomo. Davvero lo credete? Sbagliato. Se ve lo state chiedendo sono i topi. Ma è una storia lunga, che avreste già dovuto leggere.

    Arthur Dent, vendendo il suo seme in giro per l’Universo, riesce a girare l’universo in lungo e in largo. Ma senza una meta precisa. Ed è attraverso questi vagabondaggi che arriva sulla Terra.

    Che sembra strano, visto che è stata distrutta anni prima. Così Arthur riesce a tornare alla sua bella casa in Inghilterra. Che è ancora come l’ha lasciata, a parte la montagna di pubblicità e una boccia per pesci rossi con incisa la frase: “Addio, e grazie per tutto il pesce“. E scopre che altri due terrestri hanno lo stesso identico oggetto: Fenchurch (una ragazza inglese che si libra a pochi centimetri da terra) e Wonko l’equilibrato, un essere che ha chiuso il mondo all’interno di una casa perché l’ha riconosciuto totalmente folle. Dando prova di grande saggezza. Ed equilibrio, appunto.

    Non avete capito? Beh, dovete leggerlo. Anche perché Arthur Dent e la signorina Fenchurch che fanno sesso librati in aria sulla campagna inglese… Merita davvero.

    Citazioni da “Addio e grazie per tutto il pesce”

    “Mark Knopfler ha la straordinaria capacità di far emettere alla sua Schecter Custom Stratocaster dei suoni che paiono prodotti dagli angeli il sabato sera, quando sono esausti per il fatto di essere stati buoni tutta la settimana e sentono il bisogno di una birra forte”

     

  • La vita l’universo e tutto quanto

    La vita l’universo e tutto quanto

    La vita l’universo e tutto quanto è un romanzo di Douglas Adams pubblicato da Mondadori nel 2003.

    Informazioni su ‘La vita l’universo e tutto quanto’
    Titolo: La vita l’universo e tutto quanto
    Autore: Douglas Adams
    ISBN: 9788804391302
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 1994-09-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 190
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    la vita l'universo e tutto quanto“La vita l’universo e tutto quanto” è la terza parte della Guida Galattica per gli Autostoppisti, Douglas Adams affronta un tema insolitamente serio: il razzismo. Solo che lo fa a suo modo, ovviamente. Senza schemi, in modo talmente assurdo da essere quasi credibile.

    Si, perché la popolazione del pianeta Krikkit odia in modo indiscriminato qualsiasi essere nell’universo che non sia un nativo di Krikkit. Non che siano cattivi. Il problema è che vogliono sterminare tutta la vita nell’universo, perché Krikkit dev’essere l’unico pianeta di esseri viventi esistente. Razzismo? Xenofobismo? Certo. Insieme alle sue cause principali: l’ignoranza e dei Governanti beceri e corrotti. Vi ricorda qualcosa?

    Quanto sarebbe cambiata l’Italia facendo leggere questo libro a Bossi (posto che sia in grado di leggere)?

    Nel romanzo compare anche Prak. Un personaggio secondario, che però possiede la domanda fondamentale la cui risposta è 42. Adesso volete leggerlo, eh?

    Citazioni da La vita l’universo e tutto quanto

    “La bistromatica, in fondo, non è che un metodo nuovo e rivoluzionario per comprendere il comportamento dei numeri. Così come Einstein notò che il tempo non era assoluto ma dipendeva dal moto dell’osservatore nello spazio, e che lo spazio non era assoluto ma dipendeva dal moto dell’osservatore nel tempo, altri hanno notato che i numeri non sono un assoluto, ma dipendono dal moto dell’osservatore nei ristoranti”

    “Si chiamava Wowbagger l’Eterno Prolungato, ed era un essere che aveva uno scopo preciso nella vita. Non un gran bello scopo, come lui stesso era pronto ad ammettere, ma se non altro era uno scopo. […] Il proposito in sostanza era questo: insultare l’Universo. Il che significava insultare tutti i suoi abitanti. Insultarli uno per uno, con offese personali, e (un progetto audace, indubbiamente) in ordine alfabetico”

  • Ristorante al termine dell’universo

    Ristorante al termine dell’universo

    Ristorante al termine dell’universo è un romanzo di Douglas Adams pubblicato da Mondadori nel 2002.

    Informazioni su ‘Ristorante al termine dell’universo’
    Titolo: Ristorante al termine dell’universo
    Autore: Douglas Adams
    ISBN: 9788804507949
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2002-06-11
    Formato: Paperback
    Pagine: 245
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    Ristorante al termine dell'universoRistorante al termine dell’universo è “la seconda parte di sei” della saga della “Guida Galattica per gli autostoppisti”.

    Scritto dal geniale Douglas Adams nel 1980, si basa sulle ultime otto puntate della serie radiofonica originale.

    I quattro protagonisti del primo episodio (Arthur Dent, Ford Perfect, Zaphod Beeblebrox, Trillian e il robot Marvin), dopo essere ripartiti da Magrathea vengono intercettati da una nave Vogon. Salvati dalla misteriosa apparizione dall’aldilà di un antenato di Zaphod, Zaphod Beeblebrox Quarto, Zaphod e Marvin scompaiono misteriosamente mentre si preparano al viaggio nell’iperspazio.

    Un libro come al solito geniale e fuori dagli schemi, seconda parte da leggere assolutamente se avete cominciato la Guida Galattica.
    Il ristornate al termine dell’universo poi è incredibile. L’avevo già trovato nel fumetto di John Doe della Eura come tributo a Douglas Adams; ma se in questo frangente, il direttore della Trapassati Inc. ci portava le sue conquiste femminili semiumane ed era “fisicamente” al termine dell’universo, cieè al suo limite fisico, Adams in questo romanzo è andato oltre: un ristorante racchiuso in una bolla temporale, che fa vivere ai suoi ospiti le ultime ore di vita dell’universo. E una volta che si è assistito al “Big Crunch”… La bolla temporale slitta all’indietro e ricomincia lo show.

    Citazioni da “Ristorante al termine dell’universo”

    “La Guida Galattica è infallibile. È la realtà, spesso, ad essere inesatta”

    Infinito: Più grande di ciò che di più grande si sia mai visto, prima o dopo. Anzi, ancora più grande di così, assolutamente immenso, di proporzioni incommesurabili, tale da indurti a esclamare “wow, ma è gigantesco!

    “Il maggior problema, ossia uno dei maggiori problemi (ce ne sono tanti) che l’idea di governo fa sorgere è questo: chi è giusto che governi? O meglio, chi è così bravo da indurre la gente a farsi governare da lui? A ben analizzare, si vedrà che: a) chi più di ogni altra cosa desidera governare la gente è, proprio per questo motivo, il meno adatto a governarla; b) di conseguenza, a chiunque riesca di farsi eleggere Presidente dovrebbe essere proibito di svolgere le funzioni proprie della sua carica, per cui: c) la gente e il suo bisogno di essere governata sono una gran rogna”

  • Guida galattica per gli autostoppisti

    Guida galattica per gli autostoppisti

    Guida galattica per gli autostoppisti è un romanzo di Douglas Adams pubblicato da Mondadori nel 1999.

    Informazioni su ‘Guida galattica per gli autostoppisti’
    Titolo: Guida galattica per gli autostoppisti
    Autore: Douglas Adams
    ISBN: 9788804464631
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 1999-06-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 213
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    Guida galattica per gli autostoppistiLa Guida galattica per gli autostoppisti è il primo della “trilogia in cinque parti” omonima scritta da Douglas Adams nel 1979, come risultato della trasposizione delle prime quattro puntate della serie radiofonica (trasmessa con lo stesso nome) da lui condotta per una radio londinese.

    E’ l’autore più conosciuto di quel genere letterario che prende il nome di Fantascienza Umoristica.

    Trama di Guida galattica per Autostoppisti
    Arthur Dent è un essere umano comune. Vive da solo in una piccola città inglese, lavora per una radio, cerca la donna della sua vita. Ha una vita equilibrata, va al pub a bere con gli amici, trova abbastanza soddisfazione nel lavoro… E il suo miglior amico è un aspirante attore che si chiama Ford Perfect, una persona un pò strana ma simpatica.

    La vita di Arthur Dent viene turbata da 3 fatti, avvenuti tutti lo stesso giorno: il primo è che il comune in cui risiede vuole demolire la sua casa per farci passare una tangenziale; il secondo è lo scoprire che il suo amico Ford Perfect non è un essere umano ma un alieno proveniente da Betelgeuse 5; la terza è che i Vogon, una specie galattica di burocrati che regge a tutti gli effetti il Governo Galattico ha deciso di demolire la Terra per farci passare una tangenziale galattica.

    Ford riesce a salvare Arthur facendo l’autostop sulla nave Vogon: comincia il vagabondaggio dei due nell’Universo, illuminati dai consigli della Guida Galattica per gli Autostoppisti…

    Citazioni da Guida Galattica per gli Autostoppisti

    “C’è una teoria che afferma che, se qualcuno scopre esattamente qual è lo scopo dell’universo e perché è qui, esso scomparirà istantaneamente e sarà sostituito da qualcosa di ancora più bizzarro ed inesplicabile. C’è un’altra teoria che dimostra che ciò è già avvenuto”

    “A chiunque sia capace di farsi eleggere Presidente non dovrebbe essere permesso di assumere l’incarico”

    “Questo pianeta ha – o piuttosto aveva – un problema, che era questo: la maggior parte della gente che ci vive era scontenta per la maggior parte del tempo. Furono suggerite molte soluzioni per questo problema, ma gran parte di esse erano basate sui movimenti di piccoli pezzi verdi di carta, il che è bizzarro, dato che, tutto considerato, non erano i piccoli pezzi verdi di carta ad essere scontenti”