Tag: western

  • Recensione de Il figlio di Philipp Meyer

    Recensione de Il figlio di Philipp Meyer

    Il figlio è un romanzo di Philipp Meyer pubblicato da Einaudi nel 2015.

    Informazioni su ‘Il figlio’
    Titolo: Il figlio
    Autore: Philipp Meyer
    ISBN: 9788806225148
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2015-03-17
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 580
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    Il figlioIl figlio è la storia degli Stati Uniti, nel passaggio dalla frontiera che sa più di western fino al boom economico degli anni Sessanta.

    La vicenda si snoda su tre personaggi appartenenti tutti alla stessa famiglia in generazioni diverse: Eli, leggendario capostipite chiamato “Il colonnello”, suo figlio Peter e la pronipote Jeanne Ann. La narrazione salta continuamente da un personaggio all’altro, da un periodo storico all’altro, senza mai far smarrire il lettore.

    La cultura dei nativi americani e lo scontro con la cosiddetta civiltà, l’allevamento, l’agricoltura e il petrolio sono alla base della narrazione e della storia del Texas e Philipp Meyer ci mostra la sua evoluzione, comparando gli stessi luoghi nell’arco di un centinaio di anni.

    Anche lo stile cambia a seconda del personaggio: in terza persona per narrare le vicende di Eli, rapito giovanissimo tra i comanche e cresciuto come loro; in forma di diario per parlare di Peter, figlio di Eli, e per narrarci i dubbi di un uomo che si sente estraneo alla legge del più forte e mai all’altezza delle imprese del leggendario capostipite della famiglia; in prima persona invece Jeanne Anne ci racconta la sua vita e i suoi deliri nel momento della vecchiaia, quando si tirano le somme e si fa il bilancio della propria esistenza tra fantasmi, successi e fallimenti.

    Un romanzo ottimamente scritto, che a seconda dei personaggi e della narrazione è romanzo d’avventura, un western, un romanzo storico, un romanzo di formazione. Senza mai perdere il filo della narrazione e l’obiettivo che si è prefissato l’autore: dare uno spaccato cronologico della storia del Texas e dei suoi abitanti.

  • Hermanos – Recensione

    Hermanos – Recensione

    Hermanos è un romanzo scritto a quattro mani da Alessandro Bogani ed Edoardo Pozzoli, pubblicato da Inspired Digital Publishing nel 2016.

    Informazioni su Hermanos
    Titolo: Hermanos
    Autore: Alessandro Bogani e Edoardo Pozzoli
    ISBN: 9788894182019
    Genere: Western
    Casa Editrice: Inspired Digital Publishing
    Data di pubblicazione: 2016-09-23
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 243
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    Questo libro mi è stato inviato dagli autori in cambio di una recensione onesta

    HermanosHermanos parte da un’idea buona, il voler rendere omaggio a un certo tipo di film, ad un filone western che parte da Sergio Leone e arriva fino ai più recenti Django e The hateful eight; è una scelta rischiosa, ma che può riuscire.

    La presentazione del romanzo afferma:

    Hermanos è un romanzo western dal sapore duro e dalle tinte forti, esattamente come l’epoca in cui è ambientato, dove una persona con in mano un’arma poteva fare una grande differenza. Un libro coinvolgente ed emozionante per un genere che ancora oggi continua ad affascinare le persone.

    Se l’idea era buona, il risultato non è quello che mi aspettavo.

    Gli ingredienti ci sarebbero anche tutti: banditi che rapinano l’esercito, una rivoluzione in Messico da finanziare e i passaggi dell’Arizona e della Sonora, ci si immaginano sparatorie, sangue e azione, vendette e uomini senza legge disposti a tutto pur di raggiungere i loro scopi.

    I fratelli Ostega si uniscono a un medico mezzosangue e ad un soldato dell’esercito americano per appropriarsi di un carico d’oro che potrebbe renderli ricchi, ma una banda di rivoluzionari messicani li anticipa e porta l’oro in Messico per finanziare una rivoluzione imminente. La banda li insegue per avere l’oro, tuffandosi in un passato fatto di vendette che credevano superate e che invece sono ancora lì in attesa.

    Le intenzioni suono buone, la trama è forse un po’ banale ma interessante e la scrittura, nonostante alcuni scivoloni e dei dialoghi non proprio perfetti, è accettabile.

    Quello che manca sono dei personaggi credibili e ben caratterizzati: Julio Ostega viene dipinto come un uomo lento di mente e veloce di mano, sembra quasi una caricatura; quando l’azione si incentra su di lui quello che doveva essere uno spaghetti western diventa quasi una parodia alla Lucky Luke. Il fratello Rodrigo, l’uomo dai mille piani e dalla mente fina è talmente stereotipato da finire anche lui al limite del terreno delle parodie. Di Andrew, metà Navajo e metà Inglese conosciamo la storia difficile e burrascosa che però non si riflette nel personaggio, che sembra essere un pacioso Buddha. Diego, invece, soldato codardo, risulta del tutto inutile per lo sviluppo della trama. Che dire poi di Thomas, il più descritto nei flashback che ne delineano il passato, e della cui fine improvvisa ancora non mi capacito?

    Mancano anche delle descrizioni migliori degli ambienti, dei vestiti e dei viaggi, che avrebbero conferito al racconto uno sfondo in grado di dare maggiore credibilità alla narrazione e una trama un po’ più originale dell’accozzaglia di cliché ormai troppo abusati.

    Il libro scorre veloce è molto breve e scarno, ma quello che ne esce è una storia western alla Tex Willer senza Tex Willer. Altro che Tarantino.

    Biografia di Alessandro Bogani

    Alessandro Bogani nasce nel 1995 in provincia di Milano, ha conseguito il diploma di maturità scientifica ed è attualmente iscritto al corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche. L’interesse per la letteratura si manifesta con forza durante gli ultimi anni di liceo, tanto da far nascere in lui il desiderio di sperimentare in prima persona il mestiere dello scrittore. Ha un debole per la fantascienza di Asimov e per quei libri dal sapore “terroso” come La strada, Il buio oltre la siepe e Furore, ma il suo sogno è di sperimentare e rivisitare quanti più generi letterari possibili, dal western alla fantascienza, confrontandosi con essi da scrittore per conoscerli meglio. Oltre alla letteratura, le sue passioni sono la musica, la cinematografia e la fisica, interessi che spesso s’intrecciano e vanno a contaminare ciò che scrive.

    Biografia di Edoardo Pozzoli

    Edoardo Pozzoli nasce nel 1995 a Desio, una cittadina vicino alla metropoli milanese. Attualmente è iscritto al corso di laurea in Economia e gestione dei beni culturali, all’Università Cattolica di Milano. Sogna un’Italia che sappia valorizzare al massimo i suoi beni culturali, dai parchi archeologici alle mostre di arte contemporanea, cercando di dare un valido contributo a questa causa. Amante di gran parte dei generi letterari sin da piccolo, ha sempre avuto una predilezione per quello storico/narrativo, spaziando dalle epoche antiche fino a quelle più contemporanee. Appassionato di cinema, si è affacciato da qualche anno al mondo dei fumetti Bonelli, e spera di far tornare il genere western italiano nella vita degli italiani, con uno stile audace e moderno.

  • I lupi del Calla

    I lupi del Calla

    I lupi del Calla è il quinto libro della saga di Stephen King “La Torre Nera”. Pubblicato nel 2003, 5 anni dopo “La sfera del buio” è il primo libro scritto dopo l’incidente quasi mortale occorso allo scrittore statunitense.

    Informazioni su ‘I lupi del Calla’
    Titolo: I lupi del Calla
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820035747
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Sperlilng & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2003-11-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 864
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    i lupi del calla di stephen kingDopo questo libro i restanti 2 uscirono ad un anno di distanza. Forse King temeva la maledizione dei milioni di lettori della saga che non ne avrebbero letto il finale.

    Il romanzo si rifà, per la stessa ammissione dell’autore, al film “I sette samurai” di Akira Kurosawa (e il suo rifacimento americano, “I magnifici sette”). Roland e i suoi compagni arrivano a Calla Byrn Sturgis, un paese di contadini che hanno la caratteristica di avere figli gemelli, e vengono assoldati dai suoi abitanti per proteggerli dall’avvento dei Lupi, razziatori invincibili dotati di armi fantascientifiche che rapiscono un gemello su due per portarlo nelle lande desolate di Rombo di tuono.

    Questo romanzo ha molte curiosità e moltissimi riferimenti a letteratura e cinema.
    A Calla Byrn Sturgis troviamo anche Padre Callahan, il prete protagonista de “Le notti di Salem” dello stesso King.
    Le armi dei Lupi sembrano le spade laser di Guerre Stellari, quando non sono le “Bocce Harry Potter” (come il boccino del Quidditch nei romanzi della Rowling), e gli stessi lupi si rifanno ai robot del Dottor Destino dei fumetti della Marvel.
    Troviamo Eddie che disattiva il robot Andy, in un palese omaggio a 2001: Odissea nello spazio.

    Citazioni da “I lupi del Calla”

    “Il tempo […] era in larga parte creato da eventi esterni. Quando si succedevano un buon numero di stronzate interessanti, sembrava che corresse più veloce. Se si finiva arenati nella noiosa merda di sempre, diventava più lento. E quando tutto smetteva di succedere, era come se il tempo si assentasse completamente. Come se facesse i bagagli e se ne andasse a Coney Island. Strambo ma vero”

    “Nessuno vive mai per sempre felice e contento, ma lasceremo che i bambini lo scoprano da sé, giusto?”

    “Non avevo speranza di salvezza. Non l’avevo mai pensato. Ma l’espiazione non c’entra con la salvezza in ogni caso. Non c’entra con il paradiso”

    “Io sono quello che han fatto di me i ka e i Re e la Torre. Tutti noi lo siamo. Siamo prigionieri”

    “-Mi sembra che il tuo Uomo-Gesù sia un pò figlio di puttana quando si tratta di donne. Si è mai sposato?
    -No, ma la sua ragazza era una prostituta.
    -Beh, è già un inizio”

  • La sfera del buio

    La sfera del buio

    La sfera del buio è un romanzo di Stephen King pubblicato nel 1998 da Sperling & Kupfer, quarto volume della saga della Torre Nera.

    Informazioni su ‘La sfera del buio’
    Titolo: La sfera del buio
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788882745912
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 1998-01-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 660
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    la sfera del buio stephen kingSiamo nel 1998. In Italia arriva “La sfera del buio”, pubblicato l’anno prima negli USA. Sono passati 28 anni dalla stesura de “L’ultimo cavaliere”, il primo libro della saga. Per me ne sono passati 5, da quando ho letto il primo libro della saga (per me è stato “Terre desolate“).

    Allora non c’era internet, una mattina in cui dovevo andare a scuola me lo sono trovato davanti sullo scaffale della libreria. Grande la gioia. Vorace la lettura.

    Si, perché dopo 28 anni e migliaia di pagine, del protagonista della Torre Nera non si sa ancora nulla. Qualche episodio del suo passato (come l’adulterio di sua madre, o la sua prova di maturità), subito liquidato da “Il mondo è andato avanti”, che troviamo spesso nella saga. Sembra la risposta a tutto. Ma per molti lettori, me compreso, non lo è.

    In questo libro ci si siede accanto al fuoco da bivacco, in una notte infinita e senza tempo sotto le stelle, tra le macchine abbandonate dell’autostrada che lascia Topeka (Kansas), l’estate dopo la superinfluenza che ha distrutto l’umanità de “L’ombra dello Scorpione”.

    Ci si siede e si ascolta Roland di Gilead, quest’uomo senza età, questo straniero senza nome alla Sergio Leone che ci racconta di alcuni mesi della sua adolescenza, a Meijs (che suona come Messico, e l’ambientazione è proprio simile).

    Ci racconta del suo primo amore, Susan ragazza alla finestra, e della sua prima impresa come pistolero.

    E noi restiamo rapiti ad ascoltarlo, a leggerlo. Per noi è necessario ascoltare, per capire quest’eroe romantico, contraddittorio.

    Citazioni da “La sfera del buio”

    “Prima che il mondo andasse avanti, la luna piena di Finedanno su chiamava Luna Demone e guardarla direttamente era ritenuto principio di sventure.
    Ora però aveva poca importanza. Ora c’erano demoni dappertutto”

    “Chi ricorda le pene e la dolcezza di quegli anni? Rammentiamo il nostro primo vero amore non più chiaramente delle allucinazioni che ci fanno delirare per una febbre alta”

    “Così gli amanti si congiunsero nella Baronia di Mejis, sul finire dell’ultima grande era, e il verde del muschio nel punto dove si congiungevano le cosce di lei si tinse del rosso vermiglio della sua verginità perduta; così si congiunsero e così furono perduti loro stessi”

    “L’amore vero, come tutte le droghe forti e che danno dipendenza è noioso. Svelato il mistero del primo incontro e della scoperta, i baci diventano presto insipidi e le carezze tediose… Salvo naturalmente per coloro che si scambiano carezze mentre intorno a loro tutti i suoni e i colori del mondo diventano più vivi e intensi. Come tutte le droghe forti, il vero primo amore è interessante solo per coloro che ne sono prigionieri. E, come per tutte le droghe forti e che danno assuefazione, il primo vero amore è pericoloso”

    “Erano drogati, ottenebrati dall’amore, e per loro ogni cicatrice sulla faccia del mondo era un elemento ornamentale”

    “Così incrociamo i fantasmi che ci perseguiteranno negli anni futuri; siedono insignificanti ai bordi della strada come poveri mendicanti e, dovessimo accorgerci di loro, li scorgiamo solo con la coda dell’occhio. La possibilità che fossero lì ad aspettare proprio noi raramente ci attraversa i pensieri. Invece aspettano e quando siamo passati raccolgono i loro fagotti di ricordi e si incamminano sulle nostre orme e piano piano, metro dopo metro, guadagnano terreno”

    “I despoti avevano la tendenza molto opportunistica di dimenticarsi le proprie promesse”

    “Il tempo è una faccia sull’acqua”

    “Spesso le voci che più somigliano alla tua, quando ti parlano nella mente, sono quelle degli estranei più terribili, dei più pericolosi intrusi”

    “Questo è Rombo di Tuono, dove le lancette degli orologi girano al contrario e le tombe vomitano i loro morti”

  • Terre desolate

    Terre desolate

    Terre desolate è un romanzo di Stephen King, terzo volume della saga de La Torre Nera pubblicato da Sperling & Kupfer nel 1991.

    Informazioni su ‘Terre desolate’
    Titolo: Terre desolate
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788882745905
    Genere: Fantasy / Western
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2003-09-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 560
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    Anobii

    terre desolate stephen kingLe avventure di Roland il pistolero e dei suoi compagni Eddie e Susannah Dean continuano nel Medio-Mondo, la vera genesi della saga del Re del Brivido.

    Il Medio-Mondo, zona centrale del mondo di Roland, è cinto da 12 portali, collegati da 6 vettori di forza (elettromagnetica? magica?), come i diametri di un cerchio. All’intersezione dei sei diametri… La Torre Nera, l’entità, la forza, la costruzione in grado di reggere tutti gli universi.

    Dal Portale dell’Orso, dove si trovano i tre compagni, comincia il vero e proprio cammino verso la Torre Nera.

    Citazioni da “Terre Desolate”

    “Io non miro con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io miro con l’occhio. Io non sparo con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io sparo con la mente. Io non uccido con la pistola; colei che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre. Io uccido col cuore.”

    “Il mondo è andato avanti di nuovo e questa volta, vecchio amico mio, sei rimasto indietro tu”

    “Vi sia di felicità finché vi è possibile, pensò, perché la morte ci aspetta ancora. Siamo giunti a un torrente di sangue. Esso ci porterà a un fiume di uguale fattura, non ne dubito. E più avanti ancora, ad un oceano. In questo mondo le tombe sono spalancate e nessuno dei morti riposa in pace”.

    “Il sistema più veloce per conoscere un posto nuovo è sapere cosa sogna”

    “Tutto è dimenticato nelle sale di pietra dei defunti. Guarda le scale erette nelle tenebre; guarda le stanze della rovina. Queste sono le sale dei defunti dove i ragni tessono e i grandi circuiti si ammutoliscono a uno a uno”

    “Sono sicuro che un Dio esiste ma non credo che di questi tempi si occupi molto di noi. Io credo che dopo che abbiamo ucciso suo figlio, si sia definitivamente convinto che non c’era niente da fare con i figli di Adamo o le figlie di Eva e da allora si è lavato le mani di noi. Dando dimostrazione di grande saggezza”

  • La chiamata dei tre

    La chiamata dei tre

    La chiamata dei tre è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer nel 1987. É il secondo volume della saga de La Torre Nera.

    Informazioni su ‘La chiamata dei tre’
    Titolo: La chiamata dei tre
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788882745899
    Genere: Fantasy / Western
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 1995-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 484
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    la chiamata dei tre di stephen kingNel 1987 Stephen King pubblica La chiamata dei tre, secondo volume di quella saga che sta prendendo forma che è La Torre Nera.

    Stupito dal successo del primo volume che ha aspettato più di un decennio per venire alla luce e costretto dalle migliaia di lettere dei fan che vogliono leggere il seguito, questo romanzo è un romanzo di passaggio.

    Il pistolero Roland di Gilead è sulla spiaggia del Mare Occidentale dopo la lunga marcia nel deserto, e le sue mani letali vengono mutilate dalle aramostre, mostri simili ad enormi aragoste che salgono dalla marea per cibarsi. Ovviamente velenose.

    Comincia un’altra lunga marcia sulla sabbia, che porterà il pistolero a conoscere i suoi nuovi compagni: il prigioniero e la signora delle ombre.

    Citazioni da “La chiamata dei tre”

    “La colpa è sempre allo stesso posto: […] in chi sia abbastanza debole da incolpare”

    “In un mondo diventato ormai una polveriera nucleare sotto i piedi di quasi un miliardo di persone, era un errore, forse suicida, pensare che vi fosse una differenza tra pistoleri buoni e pistoleri cattivi. Troppe erano le mani tremanti che reggevano fiammiferi accesi troppo vicino a troppe micce. Non era un mondo per pistoleri, quello. Se mai c’era stata un’epoca che poteva giustificarli, era passata.”

    “Se uccidi ciò che ami, sei dannato per sempre”

  • L’ultimo cavaliere

    L’ultimo cavaliere

    L’ultimo cavaliere è il primo dei sette libri della saga della Torre nera di Stephen King, la sua opera magna. Scritto nel 1970 e poi abbandonato in un baule nella cantina della sua casa di Lovell, il libro viene poi “riesumato” e pubblicato in sei parti tra il 1978 e il 1981 sulla rivista specializzata in racconti fantasy e di fantascienza “The Magazine of Fantasy and Science Fiction”.

    Informazioni su ‘L’ultimo cavaliere’
    Titolo: L’ultimo cavaliere
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788882745929
    Genere: Fantasy / Western
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 1994-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 258
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    L'ultimo cavaliereViene poi raccolto in un volume unico nel 1982 in edizione limitata dalla piccola casa editrice Donald Grant Publisher e nel 1988 dalla casa editrice Plume.

    Nel 2003 è uscita una edizione riveduta e corretta per accordarla ai contenuti e allo stile del resto dei romanzi della Torre Nera, scritti in un arco di più di vent’anni.

    Il protagonista Roland di Gilead, ispirato al poema di Robert Browning “Child Roland alla Torre Nera giunse”, è un pistolero come quelli dei film western di Sergio Leone, uno straniero senza età come Clint Eastwood (a cui Stephen King ha ammesso di essersi ispirato), che vaga in un deserto infinito alla ricerca di un fantomatico uomo in nero che si chiama Walter.

    Non sappiamo chi è, non sappiamo perché lo stia cercando né perché lo voglia raggiungere.

    Sappiamo però che cominciando a leggere questo romanzo si scende sulla sabbia rovente di questo deserto che è l’apoteosi di tutti i deserti. Ci si accosta a questo strano uomo, metà arte e metà mestiere, metà praticità e metà romanticismo. Già dalle prime pagine, siamo anche noi pistoleri, cavalieri erranti alla ricerca di questa fantomatica e misteriosa Torre Nera.

    Citazioni da “L’ultimo cavaliere”

    “-Credi in una vita dopo la morte?- gli domandò il pistolero, mentre Brown gli faceva cadere nel piatto tre pannocchie calde.
    Brown annuì. -Penso che sia questa.-”

    “Quando i traditori vengono proclamati eroi (o gli eroi traditori, ipotizzò nella sua grave cadenza meditativa), dev’essere segno di tempi bui”

    “Ci sono imprese e missioni e strade che portano sempre più avanti, e tutte finiscono nello stesso luogo, là dove ci sarà chi uccide e chi sarà ucciso”

    “Fra la sensualità e una monta intercorre la più tenue delle cuginanze”

    “Mondi interi tremavano quasi a portata delle sue dita”

    “La trama e l’ordito che avevano sorretto l’ultimo gioiello sul seno del mondo si andavano disfacendo. Più niente stava insieme. La terra traeva il suo respiro nell’estate dell’imminente eclisse”

    “Solo i nemici dicono la verità. Amici e amanti mentono in continuazione, presi nella rete dei loro obblighi”