Autore: zorba

  • Il ribelle

    Aforismi di un pazzo | Il ribelle

    Seduto
    con vene pulsanti
    trattenute da catene
    adamantine
    che lo legano
    ad un seggio di totalitarismo;

    Bagnato
    da cascate continue
    di sangue sgorgate
    da innocenti immolati,
    a fomentare la rabbia che gli fermenta dentro.

    Rabbia che sale,
    che sale e fermenta,
    come una malattia
    che porta alla pazzia
    più nera e infinita.

    Fino a che
    le catene indistruttibili
    che lo legano
    cadono in frantumi,
    il ribelle è in piedi,
    il suo sangue
    è il sangue degli innocenti
    che pulsa
    incessantemente
    in testa
    e chiama
    il velenifero siero
    dei suoi carnefici.

  • Nuove generazioni

    Nuove generazioni

    Nati in un’era senza ideali,
    cresciuti tra guerre finite o lontane,
    noi siamo le nuove generazioni.
    Figli del buio più nero,
    figli di disperazione
    e dell’abbandono di un dio
    morto da poco suicida,
    noi siamo le nuove generazioni.
    Il nostro compito è quello
    di ridisegnare il mondo
    sotto l’utopia di un pendolo
    che ci renda tutti uguali.
    Falliremo, perchè non ci importa
    nulla se non noi stessi.
    Noi, nuove generazioni.

    ..::audiotrack::..
    Generazione di Sconvolti
    Ape

  • La rivolta del Rag.Fantozzi

    Aforismi di un pazzo | La rivolta del Rag.Fantozzi

    Sono quello che ha sempre subito le angherie dei capi, lavoravo al posto dei miei colleghi, io mi sbattevo e loro venivano promossi, sono l’archetipo del dipendente della megaditta, costretto a lavorare in un sottoscala, ad umiliarsi per i capricci di una direzione viziosa, a partecipare alle inutili attività ricreative del solito rag. Filini, costretto a sopportare la vergogna di uno stipendio da fame, necessario alla mia sopravvivenza ma del tutto inadeguato all’esigenza di sollevarmi dalla mia condizione di paria.

    Vedo i miei colleghi fare finta di nulla, percepire il mio stesso stipendio da fame, vivere ancora con i genitori a trent’anni e fottersi i soldi con cui costruirsi un futuro in vestiti, macchine, e status quo, che li illudano di essere come i mostri che vogliono imitare. Pagando di fatto per essere rinchiusi in una gabbia auto-costruita, auto-sorvegliata. Auto-condannati a morte. Pensando di essere liberi, pensando di scegliere come vivere.

    E’ un mondo senza futuro, dove la massa è una macchia informe e scura piena di anime butterate e scorciate vestite a festa, come cadaveri decomposti vestiti con l’ultimo doppiopetto di Hugo Boss. E’ una massa che ci fa paura, da cui vogliamo fuggire dichiarando a gran voce la nostra unicità, il nostro essere individuali. Facendo di fatto il loro gioco, perché le stanze del potere temono la massa. Uomini e donne comuni, diventano famosi senza alcuna particolare abilità, senza alcun particolare talento che giustifichi la loro sete di immortalità, mentre le telecamere del Grande Fratello immortalano le loro bugie, la loro finzione. La loro falsità. Telecamere che li controllano, per vietare che un qualche barlume di idea o fantasia passi ad infettare le masse, come un virus incurabile.

    Sogno i favori di una voluttuosa Signorina Silvani, sapendo già nel mio inconscio che sarà una cocente delusione; che non saprà capirmi, che non saprà apprezzarmi, che non saprà o non vorrà proteggermi, perché il suo bisogno di soddisfazione estetica non le permetterà di amare l’outsider, l’escluso, il solitario che la sua società deride, anche se ne è irrimediabilmente attratta, perché io ho la forza della verità, perché il mio odore ha il profumo del purezza del bianco, la purezza del bene.

    Voglio di più della mia vita, più della mia piccola Pina che mi attende, a casa ogni sera, dolce e innamorata, che subisce i miei sfoghi, la mia rabbia e la mia aggressività, non per necessità o per sopravvivenza ma per amore. Che sa come prendermi, che sa come farmi ridere, che mi consola quando tocco il fondo, che mi rialza quando piango. Che sa rendermi felice. La Pina è la mia salvezza, ma ancora non lo so. Quando lo saprò sarà inevitabilmente troppo tardi, Questa è l’essenza di una tragedia destinata a compiersi. Avere già la soluzione ad ogni problema e fottersi l’esistenza a trovare un’alternativa, perché la nostra insoddisfazione è il motore del mondo, scontata e prevedibile come il finale di un romanzo rosa.

    Sono insoddisfatto perché invidio chi sta meglio di me, lo osservo con i miei pregiudizi perché mi auto-convinco di essere migliore. Mai per un momento mi passa per la mente che il mondo sia giusto così com’è. Se abbiamo la presunzione di essere migliori di un meccanico mondo naturale, allora non accetto un mondo basato su caste auto-determinate o determinate da falsi valori di benessere e denaro. Forse non del tutto giusto. Sicuramente quasi niente sbagliato.

    La mediocrità mi ribrezza. E soprattutto sono stanco di subire. Il problema non è la vergogna. Io vivo come voglio sono loro che dovrebbero vergognarsi. Il problema è la rabbia, questa rabbia che mi assale e che non mi lascia stare, che mi mangia dentro, che si riproduce in maniera incontrollata come un tumore in fase terminale.

    Mi uccido di anestetici, mi ubriaco di vino da quattro soldi in sacchetti di carta marrone, fumo erba grassa che mi ottenebra la mente, che mi rilassa, smette di farmi pensare. Ma la rabbia rimane al risveglio, amplificata dal mal di testa del giorno dopo.

    Forse non c’è speranza. Comincio a picchiare la Pina e mia figlia Mariangela (l’ennesimo mio fallimento come uomo) per poi subire i miei sensi di colpa e ricominciare ad autodistruggermi per farli tacere…

    E’ forse questa la Rivolta?!?!?!

    La ballata di Fantozzi
    Paolo Villaggio

  • Paura

    Aforismi di un pazzo | Paura

    Paura di soffrire.
    Paura.
    Paura della folla.
    Paura di essere solo.
    Paura.
    Paura di amare
    e di odiare troppo poco.
    Paura.
    Paura di svegliarsi
    e paura dell’insonnia.
    Paura di ridere,
    di ridere e di piangere.
    Paura.
    Paura degli spazi troppo aperti.
    Claustrofobia.
    Paura degli insetti,
    troppo piccoli,
    e paura dell’universo,
    troppo immenso.
    Paura di morire.
    Abbiamo paura di tutto.
    Paura di vivere.

    Theme from Rosemary’s Baby
    Krzysztof Komeda

  • Ciclico

    Ciclico

    Casualità positive alternate a impossibili disastri. Tanto abbattuto da non riuscire a scrivere, da non riuscire a capire nemmeno cosa voglio, cosa penso, cosa sto cercando… Sto cercando di essere felice o cerco nuove sofferenze? Illudersi per l’ennesima volta, e svegliarsi dall’ennesimo sogno… Le stesse esperienze che si ripetono, una vita ciclica come voleva Virgilio, ma priva dell’età dell’oro… Ecco cosa sono… Nient’altro che un relitto in balia delle onde, sballottato in mezzo alla tempesta…

    Mi sono involuto nel fantasma di me stesso. Il superuomo di Nietzsche che rimpiange il suo passato di uomo comune, e non vede più alcun futuro… Dovrei spolverare la ragnatele dalla mia mente, dove ragni – neuroni hanno imbastito disegni di sogni e illusioni…

    Ciclico
    Piotta

  • Indifferenza

    Indifferenza

    Ho già troppi problemi per occuparmi di quegli degli altri
    Nessuna paternale, io sono il primo a dire questa frase, in fondo. Ma proprio per questo sono anche il primo ad incazzarmi.

    Generalizzando, credo che il modo si divida in tre grandi categorie: chi vuole sfruttare il mondo, chi vuole cambiarlo, e quelli a cui non gliene frega un cazzo.

    Numericamente queste tre categorie sono completamente diverse: quelli che vogliono cambiarlo realmente sono i più pochi, sono i premi Nobel per la pace (escluso naturalmente Kofi Annan, e l’assurda ipotesi Silvio Berlusconi), i missionari, sono quelli che dedicano la totalità delle loro vite alle esigenze degli altri e al miglioramento delle zone in cui vivono.

    Quelli che vivono sfruttandolo sono parecchi di più, e il numero è in continuo aumento: sono i vari Berlusconi, sono i Saddam e i Bin Laden, sono i Gheddafi che giocano a calcio per il loro ineccepibile talento e le opposizioni parlamentari più false e inutili; su di loro non mi soffermo perché altrimenti mi incazzo ancora di più e poi li conoscete (e se non li conoscete, informatevi, che cazzo! Sono i burattinai che reggono tutti i fili di tutti noi, burattini del mondo!!!).

    La categoria che in questo momento mi interessa di più e quella più grande: quella a cui non gliene frega un cazzo.

    Una premessa importante: io ne faccio parte in pieno. Per questo userò sempre il noi, per questo posso permettermi di pensare che se state leggendo questo blog non è che vi state sbattendo per cambiare il mondo… E quindi ne fate parte anche voi.

    Ci sono domande che mi sono fatto e a cui ho dato tante volte una risposta, che non so se tutti voi vi siete fatti; ad esempio: mi piace questo mondo? Questo sistema (leggi Capitalismo Occidentale, Liberismo sfrenato, ecc.) mi va bene? Mi rende felice? Mi realizza appieno?

    Se avete risposto tutte le volte sì, siete pregati di chiudere la finestra oppure di digitare un altro indirizzo internet. Vi consiglio http://messages.inservices2000.it/kamasutra/default.htm nel caso abbiate una donna insoddisfatta oppure http://www.extremetube.com/ nel caso non abbiate una donna. Vi ringrazio per l’interessamento ma potete andare a fanculo da qualche altra parte.

    Se tutte le volte avete risposto no invece, ma questo articolo vi fa cagare e io vi sto sui coglioni, siete delle persone intelligenti ma che non mi apprezzano. Io sono d’accordo con voi.

    Torniamo a noi. Se rispondiamo no alle domande sopra, allora le cose non stanno così bene come ci vogliono far credere. Quindi, il passo successivo è muoversi per cambiarlo. Ok?
    Io mi ritengo una persona abbastanza sensata (lo dimostra il fatto che nella valutazione nella visita di leva, l’esercito Italiano mi abbia messo un bel 3 sotto la voce psiche), e anche in grado di impegnarmi nelle cose che ritengo giuste. Ho manifestato quando ero studente, ho occupato il mio liceo di Brescia, ho aiutato chi mi è capitato di incontrare in difficoltà. Ma ho la strana sensazione di non fare abbastanza. Perché ci sono dei giorni in cui torno a casa dopo otto ore di lavoro e non faccio assolutamente nulla, cazzeggio, accendo il computer, esco a fumare una canna con gli altri pazzi chiusi nella gabbia… Cose che credo facciate anche voi. Nulla, per cambiare il mondo; il Nulla, sempre più spesso.
    Il problema è che non è solo colpa nostra. Ci pensano le televisioni (casualmente i due poli di informazione, che sono sempre stati in conflitto tra di loro, ora appartengono praticamente alla stessa persona) a lobotomizzarci il cervello, con i loro Grandi Fratelli (leggete “1984” di Gorge Orwell e vedrete questo programma sotto tutto un altro punto di vista) e le loro Isole dei Famosi (che goduria vedere soffrire i VIPs come soffriamo noi tutti i giorni? Loro tre mesi, noi sempre, vediamo chi gode adesso?); nemmeno la stampa ci aiuta, più o meno per lo stesso motivo: Rizzoli, o il gruppo RCS possiede parecchi quotidiani e riviste (provate a cercare il marchio in prima pagina o in terza di copertina dei giornali e contate bene quanti appartengono a questo gruppo). Chi si nasconde dietro a questo marchio? Provate a indovinare. Siamo educati all’indifferenza, i nostri educatori (leggi televisione), il nostro guru (leggi “signore e Padrone dei mass-media”), hanno fondato imperi sulla nostra indifferenza. Imperi in bilico, perché: se non ci fosse più la nostra indifferenza?
    Forse il primo passo per cambiare il mondo è abbattere l’indifferenza. Parlandone. Anche perché se quelli a cui non gliene frega un cazzo, il popolo dell’indifferenza, NOI, fossimo in grado, tutti, di entrare a far parte di diritto nell’altra categoria, quella dei coglioni che vogliono cambiare il mondo, allora i potenti non sarebbero più niente, se non bambini in preda a deliranti trip del potere e voglia di Risiko.

    La locomotiva
    Francesco Guccini

  • Il copione

    Il copione

    Solo davanti allo schermo di un computer. Pazzo come pochi (qual’è il confine tra l’intelligenza e l’ignoranza e tra la sanità mentale e la pazzia?), forse illuminato da tutto ciò. Degente di un manicomio libero di esprimersi. Solo a qualcosa che non capisce nulla e che non può incazzarsi con me, naturalmente. Dov’è il mio passato? Chi è stato a rubarmelo? Fuori il colpevole!!! No, il poeta nascosto nelle profondità della mia mente l’ha preso e l’ha distrutto, credendo di salvarmi… In realtà mi ha ucciso. Ora lo cercherò fino alla fine dei miei giorni, solo perchè non ricordo che anche quello che mi è già successo non era poi così meraviglioso… Ah ah ah! (Risate di un pazzo, tipo Jack Nicholson in Shining). Si chiude il sipario. Mentre gli spettatori defluiscono verso l’uscita, l’attore si taglia la gola perchè ha capito di essere una farsa. Altro scroscio di applausi. Anche questo era nel copione Ma l’attore è morto realmente, e il pubblico non lo sa. Buona la prima!

    Il matto
    Francesco Guccini

  • Il sole lotta per uscire dalle nubi

    Aforismi di un pazzo | Il sole lotta per uscire dalle nubi

    Stanco anche per mentire a me stesso. Mi chiedono di essere più positivo… Siamo fatti così, siamo vittime designate fin dal giorno in cui siamo nati… Ottimismo non vuol forse dire cercare di cambiare le regole del gioco? Cercare il bello anche dove il bello in fondo non c’è? Sembramo sbagliare continuamente… E forse è davvero così. Mi chiedono di reagire, ma che altro posso fare io, solo impaurito e completamente pazzo? Forse se fossi nato altrove… Forse se avessi conosciuto gente totalmente diversa da questa generazione fallita di poeti con l’aureola sporca di merda e di fiato ricco di maleodorante assenzio… Forse sarebbe diverso. Il sole lotta per uscire dalle nubi…

  • Ali spezzate

    Ali spezzate

    “Siamo gabbiani con ali spezzate che cercan di prendere il volo”

    Zorba, L’arte della sopravvivenza

    Siamo persi, fratelli… E’ inutile continuare a fare finta… Quello che facciamo e viviamo non ha alcun senso.. L’uomo è così assurdo… Nonostante tutta la merda che lo uccide, che lo sconvolge, che gli impedisce di essere felice… Continuiamo a fare vani e inutili tentativi di librarci in volo…

  • Il mondo dei grandi

    Il mondo dei grandi

    Scegli la scuola media. Quella superiore. E poi… Catapultato in un mondo in cui sei rimasto solo, senza nessun genitore a dirti che così non si fa, senza un amico senza il quale non riesci a vivere. Una donna. Il lavoro. L’università. Merda. Tutta merda inutile. Ma per noi va tutto bene così. Ci alziamo presto la mattina, magari dopo una notte in bianco, ci facciamo una doccia giusto per recuperare quei due neuroni che ci permettono di tenere gli occhi aperti. E poi via, verso le nostre vite… Università, in mezzo a persone che assimilano la cultura come se la divorassero… Al lavoro, sempre per qualcun’altro, sempre abbassare la testa e stare zitti perchè poi vengono i figli e la famiglia da mantenere…. Magari i figli dovuti a una notte di droga, in cui nè tu nè lei eravate in grado di capire qualcosa. Sei felice con tua moglie? No, ci siamo sposati solo perchè era incinta di mio figlio. Ma bene… E la chiamiamo vita? Soldi, soldi, soldi. Donna, donna, donna. Certezza, certezza, certezza. Non me ne frega un cazzo. Per me la certezza rovina la bellezza di vivere. La certezza significa che sei preparato a qualsiasi cosa. La certezza impedisce, non rende felici. Vita, vita, Vita!!!!!