Autore: zorba

  • Trip del controllo

    Aforismi di un pazzo | Trip del controllo

    Una mamma vieta al suo bambino di andare a giocare al parchetto: “Nessuno ti controlla!” minaccia.
    E’ solo l’inizio. Da lì in poi non ci sarà più scampo. Bisogna abituarli fin da piccoli, altrimenti…
    Un genitore ti deve guardare quando giochi a calcio al campetto dell’oratorio, un adulto ti deve accompagnare alle feste di paese, i vicini devono vigilare quando i tuoi vanno in vacanza e tu per la prima volta rimani a casa da solo…
    Pensi che finisca con l’adolescenza, quando finalmente nessuno ti dice più a che ora devi tornare a casa pensi che finalmente il “controllo” è finito. Quanto ti sbagli, fratello. Il tuo cellulare manda un segnale al satellite, dal suo microfono possono ascoltare quello che dici, il telefono di casa fa lo stesso… Un pò imprecisi, è vero, se dovessero decidere di lanciarti addosso una bomba avrebbero uno scarto d’errore di un paio di metri… Non sei mai solo. Anche quando il mondo ti volta le spalle e tu avverti solo desolazione, pensa che il grande fratello è lì con te e non ti molla mai. Pensaci, non sarai mai più infelice.
    Lo fanno per il tuo bene, allo stesso modo in cui da piccolo l’adulto ti soccorreva se ti sbucciavi un ginocchio. La cosa più ridicola è che ci fanno leggi in cui devi dare il tuo assenso ai trattamenti dei dati personali, mentre hai telecamere e microfoni puntati 24 su 24, 7 su 7. Non hai scampo. Sei un sovversivo? Verrai curato. Hai una vita sessuale piena? Pensa all’omino della sicurezza che ti cerca dal satellite. Evita i campi di grano, le montagne romantiche. E ‘consigliabile avere un tetto sulla testa, altrimente i filmini porno in cui non sapevi di avere recitato cominciano a circolare in rete. Pensa che bello: nessuno nemmeno ti paga. E’ una catena infinita di controlli su controlli su controlli.
    A me va bene così, in fondo fare l’astronauta da grande non mi è mai piaciuto. Ho un solo dubbio: chi controlla i controllori? Fratello, dimmi: chi guarderà i guardiani?

    The Spy
    The Doors

  • La destra, la sinistra e la zona d’ombra

    La destra, la sinistra e la zona d’ombra

    In Italia c’è la destra e c’è la sinistra. Da sempre. O meglio, da quando c’è l’Italia. E’ sempre questo dualismo serrato, preso per posizione, al di là anche del dibattito ideologico, al di là del “sono d’accordo” o “sono contrario”. La questione è sempre e solo essere di destra e di sinistra. Non stiamo parlando di Berlusconi. Berlusconi non è un politico, forse è giunto il momento di risvegliarsi, abbiamo passato questa lunga notte della Repubblica Italiana, le luci sono già in vista all’orizzonte. Forse adesso ricomincerà un dibattito politico. Forse no. Perchè la destra e la sinistra non esistono più. Che dualismo c’è? Nessuno. Insulti, dibattiti quasi al limite della violenza. Idee? Nessuna. La destra. Marco Travaglio è di destra. E’ un allievo di Montanelli, forse il più grande giornalista italiano. Versa una parte del suo stipendio alla Casa delle libertà, ma non per sostegno elettorale. Ha perso il processo di una querela. D’Alema è di sinistra. E’ questo è immensamente più triste di un Berlusconi presidente del Consiglio. Chi non è d’accordo con la destra è di sinistra, sembra essere l’assioma di massima. Schierati? Ma dove. Burattini come tanti. I burattini non si schierano. Si spostano tirati dai fili. Destra. Sinistra. Se sei contro sei comunista. No, chico. Non sono comunista. Il sogno di Marx è morto, l’hanno assassinato i russi e i cinesi. Adesso ci fa troppo paura per essere una minaccia per il potere. Io non sono comunista. Io sono nella zona d’ombra. Quella zona che avete cancellato dai telegiornali, quella zona che chiamate del nemico, quella zona che vi si ribella sempre contro. Sono quelli che distruggevano a Milano, perchè la rabbia spesso fa cose immensamente stupide. Sono Alfredo Pieroni (redazione del Corriere della Sera, un uomo di quasi ottant’anni, che ha visto nascere la democrazia di questo paese), che piange all’assemblea per il nuovo direttore del suo giornale, quando parla del licenziamento di Biagi e di Santoro. Sono la furia cieca di un ragazzo che cresce in un paese semi-libero . Sono il triste futuro del nostro mondo, figlio di un capitalismo acrobatico, sempre in bilico su una fune ormai troppo sfilacciata per reggermi…
    Destra, Sinistra. Cazzate. E’ solo chi comanda e chi subisce, come dai secoli dei secoli. Amen.

    Destra Sinistra
    Giorgio Gaber

  • Dalla mente di na1ke

    Mi hanno detto di credere in Dio, solo perchè era giusto farlo. Non mi hanno fornito alcuna motivazione, eppure io ho creduto in Dio.

    Ma dov’era questo Dio quando il mio sangue bagnava l’asfalto? Dov’era Dio quando il mio corpo e la mia mente si riempivano di cicatrici?

    Io non lo so, so solo che da quel giorno non ho più creduto in Dio.

    Mi avevano detto che io ero la Sua immagine perfetta. Ma se veramente Dio avesse questi occhi pieni di ira avrebbe già ammazzato tutti noi da un pezzo.

    Mi hanno detto di amare, perchè non c’è nulla di più importante dell’amore.

    Ma io non riuscivo a capire cosa fosse, se non prima di scopare a 14anni, per scoprire veramente cosa significasse amare. Dopo mi hanno chiamato bambino e immaturo.

    Da allora ho rinnegato l’amore.

    Mi hanno detto di combattere, perchè non si otterrà mai niente senza lasciare del sangue a splendere al sole, senza sacrificare qualche vittima per un obiettivo comune.

    E dov’erano loro che comandavano quando la gente che mi stava accanto, la gente che amavo, cadeva morta ai miei piedi?

    Dov’erano loro quando io, ferito, lottavo senza tregua contro una morte che avrebbe portato solo disperazione?

    Io non lo so, so solo che da quel giorno non ho più combattuto.

    Mi hanno detto di credere in qualunque cosa, mi hanno detto che esistevano i fantasmi e la Befana, che Babbo Natale è un uomo vecchio che vive al Polo Nord e che quando ti cade un dente, il topolino dei denti ti lascia i soldi sotto il cuscino.

    Ma gli unici fantasmi che ho visto sono quelli del mio passato, e nè la Befana nè Babbo Natale mi hanno mai regalato qualcosa: e nemmeno il topolino dei soldi ha mai cacciato un euro per quelli che mi erano caduti perchè ne avevo prese troppe.

    Ho smesso di credere a quello che non potevo vedere.

    Mi hanno detto che le droghe non devono essere usate, perchè è solo un modo provvisorio per sfuggire dalla realtà, che arriva e se ne va in un istante.

    Ma io mi sono drogato proprio perchè cercavo una via di fuga da questa realtà fittizia, e siccome durava un attimo, dovevo drogarmi ancora e ancora per andarmene finalmente da qui. Che motivi avevano i miei educatori per vietarmelo?

    Io non so, so solo che gli ho disubbidito e che continuo a drogarmi.

    Il tempo passa, e la mia rabbia mi spinge a combattere, sempre. E mi piace. Perchè c’è qualcosa per cui combattere: me stesso. Mi ricordo di tutte quelle persone che sono morte per aver lottato per un obiettivo in cui credevano in tutte loro stesse…

    Per cui erano disposte a morire…

    Ho iniziato a credere in un nuovo regno di dei: me stesso e le persone che avevano e hanno condiviso tutto con me.

    Ho iniziato ad amare me stesso, e come conseguenza ho imparato ad amare, ed ora amo chi merita di essere amato.

    Ho continuato a combattere, per consegnare a mio figlio un mondo in cui non si debba crescere come sono cresciuto io.

    Ho creduto in qualunque cosa, a patto che fosse una persona con la stessa rabbia che avevo io negli occhi a chiedermelo.

    Ho continuato a drogarmi, perchè la realtà non è cambiata.

    E, sebbene li ami ancora,

    HO RINNEGATO CHI MI HA EDUCATO.

    (1) Naike è, per gli indiani d’America, un guerriero leggendario che li avrebbe liberati dal dominio dell’uomo bianco.

  • La giusta via

    Aforismi di un pazzo | La giusta via

    Siamo persi nel labirinto di Dedalo,
    braccati dal nostro Minotauro privato
    nato e cresciuto nelle profondità
    dell’abisso del nostro inconscio.

    Siamo persi, sperduti e impauriti
    ormai convinti che non ne usciremo
    nè vivi nè morti. Mai.
    Diventeremo cenere delle nostra ossa.

    Siamo persi in questo sotterraneo.
    Dove abbiamo sbagliato?
    Forse un bivio, una scelta sbagliata.
    Scegliere senza una via d’uscita?

    Siamo persi già dalla partenza,
    ancora alla sorgente assassina;
    credere di vedere il Disegno,
    farsi indicare la mappa dal Pendolo.

    L’uscita dal dedalo è semplice.
    Procede fondamentalmente dritta.
    Noi cerchiamo Dio. Focault. I templari.
    Gli scritti di Nostradamus.
    E non la via d’uscita.

    Labyrinth
    Elisa

  • L’eroe ignoto

    L’eroe ignoto

    “Al potere ci sono solo dei pazzi pericolosi. Tutti nascondono all’umanità che le stanno preparando la morte scientificamente”

    Durante la seconda guerra mondiale i fisici del tempo si suddivisero in schiere: tutti quelli all’assidua ricerca della realizzazione della bomba atomica da una parte, insieme ad Enrico Fermi, scienziato italiano che emigra in America e realizza nel ‘42 la prima pila atomica; e dall’altra Ettore Majorana, Heisenberg e Einstein.
    I primi non si pongono nessun problema etico: scoprono un arma invincibile, un’energia potentissima, in grado di far volgere le sorti del conflitto mondiale in favore di chi la possiede, e l’unica scelta che fanno è quella di darla al meno pazzo: tra Hitler e il generale Eisenhower scelgono il comandante delle forze alleate.
    Albert Einstein era, come Fermi, in America in quel periodo; cercò di convincere il presidente Truman a sganciare la bomba atomica su un atollo del Pacifico invece che su Nagasaki e Hiroshima, a scopo dimostrativo; il risultato sarebbe stato comunque lo stesso, la resa. Ma Truman non lo ascoltò, come tutti sappiamo.
    Heisenberg, dall’università di Lipsia, non solo affermò a gran voce di on essere in grado di costruire un ordigno nucleare, ma si preoccupò anche di farlo sapere agli Americanitramite Bohr. E questa preoccupazione nasce, “casualmente”, dopo il soggiorno all’università tedesca, di un uomo che la storia pare aver dimenticato, ma che allora era forse il miglior fisico esistente: Ettore Majorana, il più importante interlocutore di Heisenberg.
    Il fisico Italiano aveva già scoperto la bomba atomica? O era addirittura andando oltre, visualizzandone gli effetti?
    Tutti gli scienziati che lo hanno conosciuto dicono di no, ma lo ritengono anche un genio che ha “visioni” quasi profetiche. E sua sorella Maria ci dice che affermava continuamente:”I fisici (o la fisica) sono sulla strada sbagliata”. E che strada stavano intraprendendo quasi tutti i fisici del mondo? Quella della liberazione dell’energia atomica. Majorana e Heisenberg, schiavi delle dittature di Hitler e Mussolini, a differenza di tutti quegli “uomini liberi” protetti dal famoso “senso comune” di Truman, non hanno dato al loro governo la bomba atomica, e hanno impedito lo scatenarsi di un conflitto nucleare che si sarebbe sviluppato senza che nessuno ne conoscesse il reale potere distruttivo (nonchè le problematiche dovute all’esposizione alle radiazioni). Hanno, in un certo senso, salvato l’umanità dall’autodistruzione.
    Ettore Majorana, eroe ignoto, condottiero di provincia, Catanese che studia a Roma e insegna a Napoli, protagonista sconosciuto della storia del mondo aveva le stesse visioni di Prospero ne “La Tempesta” di Shakespeare: vedeva dissolversi il mondo, le sue costruzioni, e tutte le persone che lo abitavano. In una gigantesca nube a forma di fungo.

    Per qualsiasi informazione sul personaggio c’è “La scomparsa di Majorana” di Leonardo Sciascia, dalla quale è ripresa la citazione iniziale.

    Heroes
    David Bowie

  • “Quel fascismo non si ripeterà mai più”

    “Quel fascismo non si ripeterà mai più”

    Quel fascismo non si ripeterà mai più
    E’ così che Pasolini chiude il suo articolo “Fascista” sulla dittatura di Mussolini in Italia.
    Fa male pensare che certe persone se ne sono andate e non possono assistere a questa fantastica Repubblica Italiana nelle mani di Berlusconi… Mi sarebbe sempre piaciuto sentire i commenti di alcuni grandi letterati e artisti… Ma mi bastano forse quelli di Montanelli, un uomo fortemente di destra, che diceva che Berlusconi era un’esperienza necessaria per questo paese, per non ripetere gli stessi errori due volte. Che brutto scoprire che aveva torto.
    Tornando all’articolo di Pasolini… Definiva i fascisti “personaggi assolutamente archeologici […] che non troverebbero assolutamente spazio e credibilità nel mondo moderno“. Aveva ragione? In un certo senso si e in un altro no. I personaggi che rievocano un regime dittatoriale ci sono ancora, e purtroppo hanno anche trovato credibilità. Il portatore nano di democrazia è solo la punta dell’iceberg.
    Pasolini poi amplia l’argomento, parlando dei mass-media. Altro che Nostradamus. Pasolini (ma anche Orwell) sono profeti senza paragoni. Il fascismo si è incarnato nella televisione (e chi le possiede?) causando un appiattimeno (quello che l’autore di “Scritti corsari” chiama “Omologazione“) e un annullamento dell’individualità, diventando una dittatura. Cos’è una dittatura? Un regime dispotico, spesso esercitato con l’utilizzo della forza e delle armi. Non sembrerebbe il nostro caso. Noi abbiamo libertà di scelta, possiamo accendere e spegnere, cambiare canale… Sarebbe una questione di utilizzo, quindi, di utilizzo e coinvolgimento. Quindi non è una dittatura. Se il problema fosse solo Mediaset non ci sarebbero problemi. La dittatura invece è ovunque: giornali, radio, televisione, informazione in generale… Questa è dittatura. Ci è tolta ogni possibilità di scelta. Non abbiamo scelta e nonostante questo continuiamo a sentirci liberi. Una libertà fittizia, costruita ad arte solo per illuderci.
    Mi sono chiesto spesso come fosse possibile che il fascismo si fosse instaurato in Italia, e come Mussolini avesse potuto fare quello che ha fatto. Ora lo so. So che non c’è possibilità di scelta. C’è solo la possibilità di combattere, violentemente o meno, contro questo regime dei mass-media. Credevo di non vedere più il fascismo in Italia. Mi sbagliavo, come Pasolini. Ha ragione Mario Monicelli, intervistato da “raiperunanotte“: gli italiani sono sempre gli stessi, quando qualcuno gli dice “Risolvo io, lasciami lavorare, faccio tutto io“, sono sempre ben disposti a lasciarsi comandare a bacchetta. Poi se il personaggio in questione fallisce si può sempre impiccarlo a testa in giù. Il fascismo cambia forma, si evolve con i tempi, ma rimane stabile dove è sempre stato, nei corridoi del potere, in attesa della condizione propizia. E non illudiamoci che finisca alle prossime elezioni. I sostenitori del Dorian Gray italiano ci sono ancora (i veri prodotti dell’omologazione culturale di Pasolini)… E anche se non venisse eletto, il regime non sarebbe sconfitto. Perchè il regime è l’informazione di parte. Che sarebbe ancora e comunque nelle sue mani. Il fascismo si ripeterà ancora. I partigiani del ‘45 sono vecchi e non combattono più. Stiamo arruolando nuovi elementi per la Resistenza. Accorrete numerosi…

    Il partigiano John
    Africa Unite

  • Schizofrenia totale

    Schizofrenia totale

    Siamo nel baratro più nero. Il mio blog è Aforismi di un pazzo, ma non sono tanto pazzo come il mondo che mi circonda. E questo mi sconvolge. Se io sono pazzo, e il mondo lo è ancora di più, mi mancano i termini per definire uno come Charles Manson. O Pacciani. Come li chiamo? Pazzi? Io sono leggermente meglio di loro. E’ la schizofrenia più totale. La cassazione giudica meno grave uno stupro se la ragazza è vergine. Qual’è la ragione? Che non viene rotta l’imene e quindi è meno dolorosa? Schizofrenia. Facciamo guerre in nome del petrolio, mascherandole da guerre religiose, le chiamiamo “giustizia infinita” e “guerra preventiva”. I marines americani diventano “i portatori di pace”. Schizofrenia totale. C’era un grande slogan hippie, una volta: “Fare la guerra in nome della pace è come scopare in nome della castità”. Schizofrenia totale. E comportamenti dissociati. L’assenza di un senso è portata ai suoi limiti estremi. Il portatore nano di democrazia fa il contratto con gli Italiani. Non lo mantiene e dice: “Abbiamo rispettato tutte le nostre promesse”. Schizofrenici, personaggi a doppia o tripla personalità, che sono capi di stato, uomini d’affari, ex (?) massoni… Altro che Psycho. Anche lui avrebbe paura ad andare a pranzo con Silvio. Ma i più schizofrenici siamo noi. Noi, che vediamo la politica come un’altra realtà, su cui discutiamo, ma non ci riguarda. Noi, che continuiamo ad idolatrare una tv che ci vende una vita che non possiamo permetterci. Siamo noi gli schizofrenici più gravi, che viviamo decine di vite parallele, al lavoro, a casa, quando facciamo sesso, quando ci dedichiamo ai nostri hobbies… Non ci sono psichiatri abbastanza per curarci tutti. Ma tanto sbaglierebbero. La nostra cura non è uno psicologo. Lo psicologo deve curare questa società. Basta psicologi. Vogliamo persone oneste che curino il mondo, altro che schizofrenia e maniaci depressivi. Siamo alla schizofrenia totale. Persino ai pazzi è permesso scrivere su un blog. Per fortuna, altrimenti credo che impazzirei davvero. Basta con i saggi, le veline e i critici. Vogliamo dei pazzi che devino la nostra vita verso qualcosa di nuovo. Vogliamo tutto. E lo vogliamo adesso. Peccato che non sei più qui a ricordarcelo, Freddy. “I want it all. And I want it now“.

    I want it all
    Queen

  • Cavalieri della tempesta

    Aforismi di un pazzo | Cavalieri della tempesta

    Il buio ci circonda, circonda un gruppo di anime raccolte intorno al fuocoC’è qualcosa di rituale, di tribale, in tutto questo. Un grande fuoco al centro, un chilum che passa di mano in mano come un calumet, porte della percezione aperte da droghe sintetiche come se fosseropeyotePorte aperte con forza, scardinate, quasi. Intorno ci sono alberi, alberi da sottobosco delle prealpi. Alberi e una parete di marmo di Botticino, resti di una cava esaurita. Carne si cuoce sulle braci, lontano dalle tende dove nessuno dormirà, stanotte. Cavalchiamo le tempeste, come se fossimo davvero in grado di farlo. Siamo i profeti dell’autodistruzione, ridiamo sguaiati, perchè ce ne rendiamo conto. Aspettiamo l’alba, che sarà forse in grado di risvegliarci dal torpore post delirium di notti all’adiaccio.

    Riders on the storm
    The Doors

  • L’estinzione degli scrittori

    L’estinzione degli scrittori

    Gli scrittori sono bestie rare in via d’estinzione. Così come lo sono i cantanti e i gruppi musicali. L’evento scatenante dell’estinzione (come per i Panda è stato il cadere delle voglie sessuali) è la tecnologia. Una volta per uno scrittore l’unico modo di farsi conoscere era di venire pubblicato da una casa editrice, così come per un gruppo era quello di avere un contratto con una casa discografica. Ora chiunque può essere uno scrittore o un cantante. Il mercato non ha più richieste. Gli album degli artisti famosi li scarichiamo con Emule&Torrent… Non ce li vendono più, li sorpassiamo. Molti ragazzi si registrano le loro cose in casa, come una volta non si poteva fare. Il pc e la registrazione in digitale casalinga avranno sicuramente una qualità minore, ma sono accessibili praticamente a tutti. O almeno a chi abbia voglia di imparare. E gli scrittori? Non scrivono più sulle pagine bianche delle loro macchine da scrivere o dei loro word processor. I giornalisti? Non sono in via d’estinzione. In Italia sono estinti. Gli scrittori ora sono in rete, sono quelli che pubblicano i blog; quando mai avrei sperato con i miei soli mezzi di far leggere qualcosa di mio a persone che non conosco, che non ho mai nemmeno visto? L’ho fatto. Vedo i commenti ai miei scritti in tempo reale, di gente che ha letto quello che ho battuto con forza sui tasti di questa stupida macchina. La loro televisione non può andare avanti ancora per molto, prima o poi questo gregge di italiani si sveglierà da questo letargo autoimposto. Questo è il futuro di scrittori e giornalisti. Quello di scomparire, piano piano. E di cambiare nome. Siamo scrittori e giornalisti autoprodotti. Siamo diventati bloggers. Buona vita.

    Chop Suey
    System of a down

  • Vite in gabbia

    Vite in gabbia

    “Ci si sente sempre un pò presi in trappola dalla vita…”

    E’ questa sensazione di non poter fare nulla, che mi uccide. Questa impotenza terribile. Mi sento un vecchio leone in gabbia, molto più senile dei miei vent’anni. Mi toglie la voglia di fare, di uscire di divertirmi. Una tigre che continua a girare in circolo, fermandosi solo ad osservare le sbarre della gabbia che mi imprigiona, con odio. E la cosa terribile è che non so che cos’è la gabbia. Non so esattamente cosa mi tiene prigioniero. Posso chiamarla “sistema“, “lavoro“, “P2“, “Stato deviato“, “Fascismo“… Tanto un nome vale l’altro. La cosa importate è che io veda la mia gabbia. E che, giorno dopo giorno, lotti per evadere.

    Sono l’Andy Dufresne del III Millennio. Shawshank non potrà resistermi…

    Free as a bird
    The Beatles