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  • Recensione di Addio fantasmi di Nadia Terranova

    Recensione di Addio fantasmi di Nadia Terranova

    Addio fantasmi è un romanzo di Nadia Terranova pubblicato da Einaudi nel 2018 e semifinalista del Premio Strega 2019.

    Informazioni su ‘Addio fantasmi’
    Titolo: Addio fantasmi
    Autore: Nadia Terranova
    ISBN: 9788806237455
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2018-09-25
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 208
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    Addio fantasmiIda è siciliana ma vive a Roma, dove è sposata e vive una vita tranquilla ed equilibrata. La madre, che vive ancora a Messina, la chiama per mettere ordine tra le cose che ha lasciato prima di ristrutturare e vendere la casa dove è nata.

    Il ritorno a Messina metterà Ida di fronte al difficoltoso rapporto con la madre e alla scomparsa del padre, che non è morto ma un giorno semplicemente se n’è andato di casa. Un faccia a faccia con il passato che costringerà la protagonista a farsi domande sul proprio presente, compreso un matrimonio che non è mai stato desiderio ma equilibrio e sicurezza.

    Addio fantasmi è scritto molto bene. Le parole sono scelte con cura, ci sono tantissimi spunti di riflessione sul passato, sulla memoria e quanto queste ossessioni possono influenzare e distruggere presente e futuro. L’argomento non è originalissimo, la trama abbastanza sterile.

    Citazioni da Addio fantasmi

    “Negare ciò che si è stati, tramutarsi in qualcosa di differente e poi dimenticare di averlo desiderato – non c’era altro modo per diventare adulti, e se c’era non lo conoscevo”.

    “Cerchi concentrici di storie mi circondano in un finto abbraccio. Dormire non si può, se la memoria è un magazzino aperto e ogni dettaglio cerca posto in un racconto”.

    “Passiamo l’esistenza a sbattere ciglia e poi un battito, uno solo fra i tanti, cambia direzione e scompiglia ciò che siamo”.

    “Il tradimento non è nulla, mezze frasi e verità in eccesso hanno già spaccato in due quello che siamo, ci siamo amati e feriti e abbiamo dormito accanto distanti e selvaggi, ci siamo mostrati nudi e incompatibili in un modo irreversibile per scoprire ogni volta che di irreversibilità non si muore”.

    “Gli oggetti non sono affidabili, i ricordi non esistono, esistono solo le ossessioni. Le usiamo per tenere la crepa aperta e ci raccontiamo che la memoria è importante, che noi soltanto ne siamo i guardiani. Teniamo la ferita larga perché ci stiano dentro i nostri mali, i nostri timori, stiamo attenti che sia profonda abbastanza da contenere il nostro dolore, guai a lasciarlo vagare”.

    “Amiamo le nostre ossessioni, e non si ama ciò che ci rende felici, al contrario. Ci attacchiamo gli uni agli altri, e nessuno è fatto di sostanze nobili”.

    “La morte è un punto fermo, mentre la scomparsa è la mancanza di un punto, di qualsiasi segno di interpunzione alla fine delle parole. Chi scompare ridisegna il tempo, e un circolo di ossessioni avvolge chi sopravvive”.

    “Costruisco altre esistenze e nuove storie, cesello un mondo parallelo in cui si muovono voci, corpi e nomi ben scanditi, sillabati e concreti; la mia fantasia è senza limiti, non è vero: la mia fantasia è un dittatore sveglio, se c’è una contraddizione frena, si imbizzarrisce, correggi!, mi ordina, correggi!, urla, correggi!, deve essere tutto perfetto, tutto, correggi! Per anni obbedisco ogni notte, ogni notte mi sottometto, aggiungo particolari, elimino le incoerenze, smusso quello che non va, aggiungo quello che so, anche di giorno lavoro al soldo del mio dittatore notturno”.

    “Noi non osserviamo per ricordare, ma per sperare; tutti gli oggetti ricoprivano un ruolo e avviavano un ricatto, e ora sono intorno a me a guardarmi”.

    “Ogni notte uso la mia insonnia per una storia più utile, più verosimile; ma la fantasia non scalda, né scaldano i ricordi. Immaginare non serve a niente, solo a far passare il tempo dell’attesa”.

  • Recensione di Istruzioni per diventare fascisti di Michela Murgia

    Recensione di Istruzioni per diventare fascisti di Michela Murgia

    Istruzioni per diventare fascisti è un libro di Michela Murgia pubblicato da Einaudi nel 2018.

    Informazioni su ‘Istruzioni per diventare fascisti’
    Titolo: Istruzioni per diventare fascisti
    Autrice: Michele Murgia
    ISBN: 9788806240608
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2018-10-30
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 95
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    Istruzioni per diventare fascistiCominciare a leggere questo libro è abbastanza destabilizzante. Già dal titolo. Immaginarsi Michela Murgia che dà istruzioni per diventare fascisti fa anche un po’ rabbrividire. E le cose peggiorano quando il libro comincia:

    “Essere democratici è una fatica immane. Significa fare i conti con la complessità, fornire al maggior numero di persone possibile gli strumenti per decodificare e interpretare il presente, garantire spazi e modalità di partecipazione a chiunque voglia servirsene per migliorare lo stare insieme. Inoltre non a tutti interessa essere democratici. A dire il vero, se guardiamo all’Italia di oggi, sembra che non interessi più a nessuno, tanto meno alla politica. Allora perché continuiamo a perdere tempo con la democrazia quando possiamo prendere una scorciatoia più rapida e sicura? Il fascismo non è un sistema collaudato che garantisce una migliore gestione dello Stato, meno costosa, più veloce ed efficiente?”

    È quasi fastidioso leggere certe cose. Eppure con il passare delle pagine di questo libro si viene trascinati nella dialettica di Michela Murgia, che riesce, attraverso il paradosso e l’ironia, a farci capire quanto siamo vicini a brutti ritorni storici e a quanto la nostra democrazia sia in pericolo.

    Rispetto ad altre cose che ho letto sue ho trovato questa dissertazione meno efficace di tante altre, forse per la difficoltà dell’esercizio logico e di stile di un paradosso così complesso. O forse sono soltanto io che non sono riuscito a coglierne appieno tutta la potenza.

    Ho anche avuto la fortuna di vederla dal vivo a recitare questo monologo a teatro: divertente e interessante, ma ha continuato a lasciarmi la sensazione che mancasse qualcosa per essere perfetto e convincente.

  • Recensione di Resto qui di Marco Balzano

    Recensione di Resto qui di Marco Balzano

    Resto qui è un romanzo di Marco Balzano pubblicato da Einaudi nel 2018.

    Informazioni su ‘Resto qui’
    Titolo: Resto qui
    Autore: Marco Balzano
    ISBN: 9788806237417
    Genere: Storico
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2018-02-20
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 192
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    Resto Qui

    Un campanile che svetta dal lago. Che quando il lago è ghiacciato ci puoi arrivare a piedi. E toccarlo davvero, perché non è una foto artefatta, ma la realtà più delirante del capitalismo italiano prima fascista e poi del boom economico.

    Siamo a Curon, comune di frontiera tra Italia, Austria e Svizzera.

    Dopo la seconda guerra mondiale il Sudtirolo viene dato all’Italia, ma gli abitanti parlano ancora tedesco. Il fascismo cerca di assimilarli inviando maestri siciliani, abruzzesi e veneti ad insegnare l’italiano nelle scuole. Ma la maggior parte degli abitanti non è in grado di capire questi nuovi invasori.

    Non capisce nemmeno i volantini affissi per tutto il paese in cui si annuncia la creazione di una diga per la produzione di energia idroelettrica.

    È in questo paese che vivono Trina e la sua famiglia. Una famiglia che dovrà subire il fascismo, il nazismo dopo l’armistizio del ’43 e la Montecatini nel dopoguerra.

    Tre dittature che ne distruggeranno l’anima.

    Marco Balzano sceglie di raccontare uno dei luoghi e dei periodi storici tra i più nascosti della storia d’Italia, e lo fa con la semplicità e una maestria non indifferenti.

    Scritta sotto forma di diario dedicato alla figlia, Resto qui è la storia di una popolazione oppressa dallo stato italiano, dal nazismo tedesco e da quella grande dittatura che persiste ancora oggi: il capitalismo selvaggio delle grandi opere.

    Una storia fatta di prevaricazione e di resistenza, di lotta senza speranza e di follia in nome dei soldi.

    Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, per sentire il fuoco dell’indignazione e la disperazione dell’inutilità di qualsiasi forma di resistenza.

  • Recensione de Il complotto contro l’America di Philip Roth

    Recensione de Il complotto contro l’America di Philip Roth

    Il complotto contro l’America è un romanzo di Philip Roth pubblicato da Einaudi nel Maggio 2008.

    Informazioni su ‘Il complotto contro l’America’
    Titolo: Il complotto contro l’America
    Autore: Philip Roth
    ISBN: 9788806183165
    Genere: Ucronico
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 01-05-2008
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 410
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    Il complotto contro l'americaIl complotto contro l’America è un romanzo ucronico, e il punto di svolta è l’elezione a presidente degli Stati Uniti d’America di Charles A. Lindebergh invece del terzo mandato di Roosvelt nel 1940.

    Invece del presidente con la polio viene eletto il primo uomo a compiere la trasvolata Atlantica in solitario, un uomo rabbioso che invece di entrare nella Seconda Guerra Mondiale stringe un patto di non belligeranza con Adolf Hitler. In questo modo l’America si ritrova con un presidente fascista invece che con un presidente interventista che farà pendere l’ago della bilancia del secondo conflitto mondiale verso gli alleati.

    Ho letto questo romanzo perché è stato segnalato come “profetico” durante l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Effettivamente l’ascesa al potere e le linee guida della campagna di Lindberg nel romanzo sono molto simili a quelle del nuovo incredibile presidente eletto realmente nel 2016.

    Lo stile di Roth piace o non piace (a me personalmente non fa troppo impazzire) ma il romanzo è credibile e interessante.

    Unica pecca la conclusione. Perché dopo un lungo prologo, dopo un lungo svilupparsi degli eventi, pare che il romanzo all’improvviso finisca, lasciando un bel po’ di amaro in bocca. Che la storia di per sé non è assolutamente in grado di lavare via.

    Citazioni da “Il complotto contro l’America”

    “L’antisemitismo come bevanda alcolica. Ecco quello che immaginai ripensando a tutte le persone che quel giorno bevevano tanto allegramente nella loro birreria: come tutti i nazisti in ogni luogo, occupati a buttar giù pinte su pinte di antisemitismo come per imbeversi del rimedio universale.”

    “Preso alla rovescia, l’implacabile imprevisto era quello che noi a scuola studiavamo col nome di storia, la storia inoffensiva dove tutto ciò che nel suo tempo è inaspettato, sulla pagina risulta inevitabile. Il terrore dell’imprevisto: ecco quello che la scienza della storia nasconde, trasformando disastro in un’epopea.”

    “E perché, perché, anzitutto, era andato a combattere? Perché aveva combattuto e perché era caduto? Perché c’era una guerra in corso e lui sceglie quella strada; l’istinto furioso e ribelle nella trappola della storia! Se fossero stati altri tempi, se fosse stato più furbo… Ma lui vuole combattere. È proprio come i padri di cui vuole disfarsi. Ecco la tirannia del problema. Cercare di essere fedele a ciò di cui sta cercando di disfarsi. Cercare di essere fedele e disfarsi, al tempo stesso, di ciò a cui è fedele. Ecco perché andò a combattere, anzitutto: questo, almeno, è ciò che riesce a immaginare.”

  • La rabbia

    La rabbia

    La rabbia è una raccolta di graphic novel di alcuni fumettisti italiani che hanno condiviso l’esperienza del laboratorio Crack! a Roma, pubblicato da Einaudi Stile Libero Extra nel 2016.

    Informazioni su ”La rabbia
    Titolo: La rabbia
    Autore: Vari
    ISBN: 9788806230937
    Genere: Graphic Novel
    Casa Editrice: Einaudi Stile Libero Extra
    Data di pubblicazione: 2016-10-11
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 344
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    la rabbiaLa rabbia è un libro collettivo, composto da fumettisti che hanno condiviso l’esperienza del laboratorio Crack! a Roma, nella fortezza occupata del Forte Prenestino. Un’esperienza importante, perché è diventato uno degli spazi principali dove i fumettisti underground possono incontrarsi e farsi conoscere e imparare il valore dell’autoproduzione.

    Hordak 128

    Storia e disegni di Ratigher
    Soggetto di Alberta Ernesta

    Hordak 128 è una storia surreale, tra un artista di fama mondiale che non ha mai fatto vedere il suo volto e Oddone, un ragazzo un po’ fascista ma omosessuale che chiama i numeri per pompini trovati sulla metropolitana.
    Tratto semplice e minimale, per una storia talmente assurda da poter essere vera.

    \’krash\

    di Bambi Kramer

    In questo lavoro di Bambi Kramer si parte dalle sevizie da parte della polizia alla Diaz e a Bolzaneto durante il G8 di Genova per passare alla sindrome da schiacciamento di cui sembra essere affetta la nostra generazione. Un parallelo interessante, illustrato da disegni incredibili e complessi, realizzati a partire da un disegno ininterrotto di 10 metri lineari.

    Almeno un’ora in più

    Storia: Annalisa Trapani e Laura Nomisake
    Dialoghi: Annalisa Trapani
    Disegni: Laura Nomisake

    La storia di Laura Nomisake è una storia come tante: Silvia deve partire per le ferie, ma il suo capo la chiama per costringerla a finire un lavoro, facendole saltare le ferie. Forse non una storia originale, ma resta comunque una buona critica al capitalismo selvaggio che viviamo, unito al precariato e ai ricatti lavorativi degli ultimi vent’anni di storia sociale.

    Torrespaccata

    Storia: Giusy Noce
    Disegni: Vincenzo Filosa

    Anche questa storia è disegnata in maniera semplice, ma con attenzione ai particolari delle ambientazioni. Parla di un uomo che parla poco, che gira Roma e incontra persone. Le ascolta. Nessuno ascolta lui, e lui ha smesso di parlare. Ogni giorno. Tutti i giorni.

    Ballate in ritardo

    di Sonno

    Il fumetto di Sonno non è una storia vera e propria, sono una serie di vignette che non hanno nient’altro a collegarle se non il tema della raccolta, la rabbia. Tratto minimale e quasi poesia. Interessante, ma è forse l’autrice meno interessante della raccolta.

    Così passi dalla parte del torto

    di Zerocalcare

    Zerocalcare ci propone il suo tema sulla rabbia. Lo fa con il tratto che lo contraddistingue, con lui e l’amico armadillo come protagonisti. E ci parla della rabbia e della violenza nel suo vissuto, da quando era bambino fino agli scontri con fascisti o automobilisti di Roma. Lo fa con la sua solita ironia, con i personaggi dei cartoni animati degli anni ottanta e la sua incredibile capacità di far riflettere attraverso gli archetipi di un’intera generazione.

    Oggetti smarriti

    Storia: Federico Primosig e Simone Tso
    Dialoghi: Federico Primosig
    Disegni: Simone Tso

    Una storia ambientata tra Roma e Stoccolma, un veloce affresco della gioventù romana che emigra all’estero e poi torna ai luoghi che l’hanno cresciuta, come il laboratorio Crash! che ha fatto da humus a questa raccolta, attraverso un tratto pulito e curato.

    L’attesa

    di Hurricane

    Una storia distopica che ha al centro, come molti lavori della raccolta, il mondo del lavoro “giovanile”. Disegni allucinanti e allucinati per quella che è una delle migliori storie della raccolta.

  • La luna e i falò – Recensione

    La luna e i falò – Recensione

    La luna e i falò è un romanzo di Cesare Pavese pubblicato da Einaudi nel 1950; questa edizione è del 2003.

    Informazioni su ‘La luna e i falò’
    Titolo: La luna e i falò
    Autore: Cesare Pavese
    ISBN: 9788806155469
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2003-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 208
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    LaLunaEIFalòAnguilla, un ex orfano che ha fatto fortuna in America, ritorna al suo paese d’origine nella provincia di Cuneo (mai citato direttamente, è Santo Stefano Belbo) dopo la liberazione dal nazifascismo.
    Si trova nello stesso paese, con più o meno le stesse facce, ma lo trova profondamente mutato nell’essenza. Lo trova nella fame, le persone che hanno combattuto con i partigiani (tra cui il suo amico di infanzia Nuto) cambiate e quelle che invece passavano informazioni ai fascisti e ai tedeschi scomparse. Anche lui è cambiato, ma per tutt’altre cause: dopo aver lavorato tanto ed essere emigrato in America ha trovato la fortuna ed ora torna al suo paese da ricco, come vincitore.

    Il romanzo non segue una trama vera e propria, si perde spesso tra i ricordi non in ordine cronologico del protagonista, di cui conosciamo soltanto il soprannome, Anguilla. In questo disordine ci sembra di partecipare alla confusione del protagonista, che da piccolo credeva che il piccolo paese al di là dei campi dove lavorava fosse il mondo e che, dopo aver visitato davvero il resto del globo, trova invece una piccola realtà di gente scossa che ancora non si è ripresa dalla guerra e che si affanna per superare un conflitto che li ha visti forse vincitori, ma che ancora non se ne sono resi conto.

    Citazioni da “La luna e i falò”

    “Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono, ma per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione”.

    “Da ragazzo, quando la Virgilia ci portava a messa, credevo che la voce del prete fosse qualcosa come il tuono, come il cielo, come le stagioni – che servisse alle campagne, ai raccolti, alla salute dei vivi e dei morti. Adesso mi accorsi che i morti servivano a lui. Non bisogna invecchiare né conoscere il mondo. Trattandosi di morti, sia pure neri, sia pur ben morti, non poteva fare altro. Coi morti i preti hanno sempre ragione. Io lo sapevo, e lo sapeva anche lui”.

    “Il brutto – disse Nuto – è che siamo degli ignoranti. Il paese è tutto in mano a quel prete. Dal giorno della Liberazione – quel sospirato 25 Aprile – tutto era andato sempre peggio. In quei giorni sì che s’era fatto qualcosa. Se anche i mezzadri e i miserabili del paese non andavano loro per il mondo, nell’anno della guerra era venuto il mondo a svegliarli. C’era stata gente di tutte le parti, meridionali, toscani, cittadini, studenti, sfollati, operai – perfino i tedeschi, perfino i fascisti eran serviti a qualcosa, avevano aperto gli occhi ai più tonti, costretto tutti a mostrarsi per quello che erano, io di qua tu di là, tu per sfruttare il contadino, io perché abbiate un avvenire anche voi. E i renitenti, gli sbandati, avevano fatto vedere al governo dei signori che non basta la voglia per mettersi in guerra. Si capisce, in tutto quel quarantotto s’era fatto anche del male, s’era rubato e ammazzato senza motivo, ma mica tanti: sempre meno – disse Nuto – della gente che i prepotenti di prima hanno messo loro su una strada o fatto crepare. E poi? Com’era andata? Si era smesso di stare all’erta, si era creduto agli alleati, si era creduto ai prepotenti di prima che adesso – passata la grandine – sbucavano fuori dalle cantine, dalle ville dalle parrocchie, dai conventi.”

    “Per strada gli chiesi se era proprio convinto che fosse la miseria a imbestialire la gente.
    – Non hai mai letto sul giornale di quei milionari che si drogano e si sparano? Ci sono dei vizi che costano soldi…
    Lui mi rispose che ecco, sono i soldi, sempre i soldi: averli o non averli, fin che esistono loro non si salva nessuno”.

    “Cominciai a capire che non si parla solamente per parlare, per dire “ho fatto questo” “ho fatto quello” ho mangiato e bevuto”, ma si parla per farsi un’idea, per capire come va questo mondo”.

    “Sono soltanto i cani che abbaiano e saltano addosso ai cani forestieri e che il padrone aizza un cane per interesse, per restare padrone, me se i cani non fossero bestie si metterebbero d’accordo e abbaierebbero addosso al padrone”.

  • Misteri d’Italia

    Misteri d’Italia

    Misteri d’Italia è un saggio di Carlo Lucarelli pubblicato da Einaudi nel 2002, che tratta i misteri italiani raccontati dallo stesso Lucarelli nel programma televisivo Blu Notte.

    Informazioni su ‘Misteri d’Italia – I casi di Blu Notte’
    Titolo: Misteri d’Italia – I casi di Blu Notte
    Autore: Carlo Lucarelli
    ISBN:9788806154455
    Genere: Storico
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2002-11-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 262
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    Misteri d'ItaliaLucarelli può piacere o non piacere, ma è innegabile che il su programma andato in onda su Rai Tre “Blu Notte” sia ottimamente costruito e frutto di un lavoro importante di ricerca. altro grande pregio, a mio avviso, è quello di portare alla conoscenza del grande pubblico (qualcuno dirà “pubblico di parte”, ma tant’è…) alcune tra le pagine più misteriose e importanti della recente storia d’Italia.

    Questo libro è scritto come un romanzo, tanto che spesso si dimentica che i fatti trattati sono alcuni tra i fatti che hanno sconvolto l’Italia dal dopoguerra ad oggi; e probabilmente questa è la sua forza più grande: la lettura scorre veloce e interessante, emozionante e rabbiosa, mentre si imparano e si conoscono episodi come il rapimento di Michele Sindona e la morte del bancario di Roberto Calvi; l’incidente di Enrico Mattei, il caso Castellari, la strage di Gioia Tauro o i crimini della Banda della Uno Bianca. Episodi che sembrano quasi collegarsi a formare una trama intessuta nel buio, che fa da sfondo inquietante alla storia “ufficiale” italiana.

  • Recensione di Altai di Wu Ming

    Recensione di Altai di Wu Ming

    Altai è un romanzo del collettivo Wu Ming, pubblicato da Einaudi Stile Libero nel 2009.

    Informazioni su ‘Altai’
    Titolo: Altai
    Autore: Wu Ming
    ISBN: 9788806198961
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi Stile Libero
    Data di pubblicazione: 2009-11-17
    Formato: Paperback
    Pagine: 413
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    altaiÈ un romanzo ambientato nel Mediterraneo negli anni successivi alle vicende di “Q”, celebre romanzo di Luther Blisset, il precedente nome del collettivo.

    È il 1569, e l’Arsenale di Venezia sta bruciando. Emanuele De Zante indaga sui colpevoli, su incarico del consiglio di Venezia, ma le sue conclusioni non piacciono ai governanti della Serenissima, che vogliono che il colpevole sia designato nell’ebreo alla corte del sultano ottomano, Giuseppe Nasi, storico nemico della Repubblica. Allora il colpevole diventa lo stesso De Zante, alias Manuel Cardoso, ebreo convertito. L’uomo riesce a fuggire, prima nel Delta del Po, poi alla sua città natale, Ragusa (Dubrovinik). Qui viene catturato da emissari di Giuseppe Nasi, che lo condurranno a Istanbul. De Zante si troverà allora faccia a faccia con le origini che ha fuggito, lavorando proprio per quello che era il suo storico nemico.

    Nonostante fosse stato ribadito a più riprese, “Altai” non è un seguito di Q. Ambientato soltanto cinque anni dopo le vicende del più celebre romanzo del collettivo, Altai è un romanzo bellissimo, ambientato in una delle città più misteriose del Mediterraneo (Istanbul) e con una trama avvincente e credibile.

    La forza del collettivo spesso credo sia proprio questa: dipingere un contesto storico assolutamente credibile nel quale inserire personaggi cangianti che si evolvono di pari passi con la trama, e spesso appartenenti a gruppi sociali emarginati e perseguitati.

    Si parla quindi di lotte, di ricerca di riscatto, di ritorno alle origini e a una sorta di “purezza”. Il tutto con una scrittura fluida ed avvincente.

    Citazioni da “Altai”

    “La tortura è inutile quando si cerca la verità”

    “La fuga era una crisalide, ma il bruco non diveniva farfalla: soltanto un altro bruco”

    “La differenza tra il sonno del giusto e quello dello stolto è che lo stolto non si alza più”

    “Machiavelli ha scritto che bisogna guardare il fine, non i mezzi. […] Con gli anni, ho invece imparato che i mezzi cambiano il fine”

  • Ilona arriva con la pioggia

    Ilona arriva con la pioggia

    Ilona arriva con la pioggia è un romanzo di Alvaro Mutis pubblicato da Einaudi nel 1991, dal quale è stato tratto un film nel 1996 diretto da Sergio Cabrera.

    Informazioni su ‘Ilona arriva con la pioggia’
    Titolo: Ilona arriva con la pioggia
    Autore: Alvaro Mutis
    ISBN: 9788806143336
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 1996-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 150
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    Maqroll il Gabbiere è il protagonista di questo romanzo (il secondo della triologia Tribolazioni di Maqroll il Gabbiere, che comprende anche La neve dell’ammiraglio e Un bel morir), ed è uno dei personaggi più tristi e complessi della letteratura, oltre che tra i più sconosciuti.

    Colombiano, Alvaro Mutis è quasi totalmente ignorato in Italia, anche se la sua figura si diffonde con la pubblicazione dell’album del 1996 Anime Salve di Fabrizio De André, la cui canzone finale “Smisurata Preghiera” è una sorta di riassunto sia della saga di Maqroll che dell’intera opera di Mutis, tanto che lo scrittore colombiano dirà, intervistato per il documentario “Dentro Faber – Gli ultimi” che il riassunto della sua opera contenuto in quella canzone, una delle più belle del cantautore Genovese, non sarebbe riuscita nemmeno a lui che quei testi li ha prodotti.

    Maqroll è un marinaio, imbarcato nelle più rischiose e disperate avventure per sopravvivere, che spesso lo lasciano ancora più emarginato di prima; simbolo dei respinti, degli outsider non per ventura ma per scelta, della “disperanza”, come la chiama Mutis, quel sentimento di assenza totale di speranza in grado di rendere gli uomini totalmente e veramente liberi.

    Dopo l’ennesimo progetto fallito Maqroll si ritrova a Panama, dove sembra sprofondare sempre più in un baratro deprimente, finché compare, in una giornata piovosa, Ilona, una donna che è amante, confidente, compagna di sventure, socia di imprese economiche…

    Citazioni da “Ilona arriva con la pioggia”

    “Nel nostro mondo cattolico-occidentale si è soliti opporre come due poli antitetici la prostituzione e il matrimonio.”

    “Quando ti decidi a pensare riesci a mettere ogni cosa al suo posto. Il male è che poco dopo tutto va a gambe all’aria un’altra volta”

    “Perché la morte, ciò che sopprime non sono gli esseri vicini e che sono la nostra stessa vita. Ciò che la morte si porta via per sempre è il loro ricordo, l’immagine che si va cancellando, diluendo, sino a perdersi, ed è allora che cominciamo anche noi a morire”

  • Recensione di Uomo nel buio di Paul Auster

    Recensione di Uomo nel buio di Paul Auster

    Uomo nel buio (Titolo originale Man in the Dark) è un romanzo di Paul Auster pubblicato da Einaudi nel 2008.

    Informazioni su ‘Uomo nel buio’
    Titolo: Uomo nel buio
    Autore: Paul Auster
    ISBN: 9788806194741
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2008-10-06
    Formato: Paperback
    Pagine: 152
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    Uomo nel buioAugust Brill è un settantenne critico letterario premiato anche da un Premio Pulitzer. Vive con la figlia, divorziata da poco, e con la nipote, il cui ragazzo è appena morto giustiziato dai ribelli in Iraq dove era andato come volontario.
    In casa c’è un atmosfera pesante, il vecchio sempre più spesso fatica a prendere sonno. Per addormentarsi ultimamente ha preso l’abitudine di raccontarsi una storia, di una sanguinosa seconda guerra civile americana dopo la prima elezione di George W. Bush, che ogni notte continua…

    Citazioni da “Uomo nel buio”

    “Fuggire in un film non è come fuggire in un libro. I libri ti costringono a contraccambiarli con qualcosa, a esercitare l’intelligenza e la fantasia, mentre un film si può vedere – e anche godere in uno stato di passività inerte.”

    “Le azioni abiette che gli esseri umani perpetrano gli uni contro gli altri non sono solo aberrazioni, ma una parte essenziale di quello che noi siamo.”

    “Questa fu la mia guerra. Non una vera guerra, forse, ma quando hai assistito a una violenza su quella scala, non fatichi a immaginare qualcosa di peggio; e quando la tua mente è in grado di far questo, capisci che le peggiori possibilità della fantasia sono incarnate dal paese in cui vivi.”

    “Che vita è? Così tranquilla, cazzo, così monotona. Non la sopporto più. lo non so niente, August. lo non ho fatto niente. Per questo vado via. Per sperimentare qualcosa che non riguarda me stesso. Per ritrovarmi fuori, nel grande e marcio mondo, e scoprire cosa si sente a essere parte della storia.”