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  • La setta degli angeli

    La setta degli angeli

    La setta degli angeli è un romanzo di Andrea Camilleri pubblicato da Sellerio nel 2011.

    Informazioni su ‘La setta degli angeli’
    Titolo: La setta degli angeli
    Autore: Andrea Camilleri
    ISBN: 9788838925894
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sellerio
    Data di pubblicazione: 2011-10-20
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 256
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    Copertina de "La setta degli angeli" di Andrea CamilleriScritto da Andrea Camilleri ricalcando la vicenda di Matteo Teresi, avvocato socialista umanitario di Alia (PA), che portò alla luce uno scandalo su una vera e propria setta di preti che utilizzava la persuasione e il ruolo dei sacerdoti che la componevano per plagiare sessualmente le loro parrocchiane. Questo episodio, giunto alle orecchie del pubblico nazionale, provocò la condanna concorde sia dai Socialisti di Turati che dai Cattolici di Don Sturzo.

    Nel romanzo Camilleri si prende molte libertà e romanza la vicenda, ma l’omaggio ad un grande e coraggioso siciliano è evidente e ben scritto.

    E’difficile farne una recensione, perchè la vicenda sembra troppo forzata per essere realistica. Non ci si crederebbe mai ad una trama del genere. Il fatto che sia davvero accaduta, dimostra per l’ennesima volta che la realtà è più incredibile della narrazione.

  • Svastica

    Svastica

    Svastica è un racconto di Charles Bukowski pubblicato da Nuovi Equilibri nel 1994.

    Informazioni su ‘Svastica’
    Titolo: Svastica
    Autore: Charles Bukowski
    ISBN: 9788872262092
    Genere: Racconto
    Casa Editrice: Nuovi Equilibri
    Data di pubblicazione: 1995-02-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 29
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    Copertina di Svastica di Charles BukowskiUn Bukowski atipico in questo racconto eternamente escluso dalla versione italiana di “Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness” (tradotto con il più sobrio “Storie di ordinaria follia“).
    Nessuno riesce a capire perchè l’editore Feltrinelli l’abbia sempre tagliato dalle edizioni del volume: censura? noia?

    Questo racconto, di nemmeno dieci pagine, parla del presidente degli Stati Uniti che viene rapito dai suoi stessi agenti di scorta e portato in un fatiscente appartamento in cui incontra l’invecchiato Adolf Hitler, scampato al buker Berlinese.

    Grazie alle conoscenze scientifiche acquisite con gli esperimenti sugli ebrei, l’ex fuhrer scambia il suo corpo con quello del presidente degli Stati Uniti, che da aitante uomo di mezza età, si trova ad essere un ottantenne decrepito che aspetta la fine, mentre il terrore del Novecento sale al comando della Nazione più forte.

    Un racconto interessante per analizzare le posizioni politiche di Bukowski (quasi inesistenti), un’idea abbastanza originale e divertente, scritta abbastanza bene.

  • Recensione di Il capitano è fuori a pranzo (e i marinai prendono il comando)

    Recensione di Il capitano è fuori a pranzo (e i marinai prendono il comando)

    Il capitano è fuori a pranzo (e i marinai prendono il comando) è un romanzo di Charles Bukowski pubblicato da Feltrinelli nel 1998.

    Informazioni su ‘Il capitano è fuori a pranzo’
    Titolo: Il capitano è fuori a pranzo
    Autore: Charles Bukowski
    ISBN: 9788807817076
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2000-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 140
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    Il capitano è fuori a pranzoQuesto diario di Charles Bukowski raccoglie i suoi scritti negli ultimi 3 anni della sua vita prima che una leucemia fulminante lo stronchi a San Pedro, in questo libro illustrato da Robert Crumb.
    Pubblicato postumo nel 1998, ha una narrazione ripetitiva e noiosa: Bukowski si sveglia, va alle corse dei cavalli; ci sta tutto il giorno; torna a casa, qualche volta sta con sua moglie Linda o guarda i suoi gatti; altrimenti va al suo word processor e scrive fino a tarda sera.
    Qualcuno va a trovarlo, nonostante accada di rado.
    Ma la trama non è mai stata la forza di questo scrittore. La sua potenza sono le parole, le riflessioni fuori dal coro, le considerazioni sulla vita e su quell’umanità in cui non ripone più alcuna speranza: quando è così le parole di Bukowski sono diamanti grezzi persi nello scarico di un water, ancora più luminosi e splendenti perchè ancora sporchi di merda.

    Citazioni da “Il capitano è fuori a pranzo”

    “Nella morte non c’è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non la sentono. Per molti la morte è una formalità. C’è rimasto ben poco che possa morire”

    “Uno scrittore non ha niente da dare se non quello che scrive. Al lettore non deve nient’altro che la disponibilità della pagina stampata”.

    “La folla di un ippodromo è il mondo in scala ridotta, la vita che si affanna contro la morte e perde. Alla fine non vince nessuno, si cerca soltanto una tregua, qualche momento fuori dalla luce”.

    “La conclusione è che il computer nuoce allo spirito. Be’, come molte altre cose. Ma io sono per le cose utili, se posso scrivere due volte tanto e la qualità rimane la stessa, allora scelgo il computer. Per me scrivere è volare, è accendere un fuoco. Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo”.

    “Trovo che chi tiene un diario e ci scriva i suoi pensieri sia una testa di cazzo”

    “Nella nostra vita, tutti finiamo per farci prendere e dilaniare da varie trappole. Nessuno sfugge. Alcuni addirittura ci convivono. Il trucco è rendersi conto che una trappola è una trappola. Se ci caschi dentro e non te ne accorgi sei finito”.

    “Morirai guerriero, sarai onorato all’inferno”

    “Chi ha inventato la scala mobile? Gradini che si muovono. Poi si parla di pazzi. Gente che va su e giù per le scale mobili, negli ascensori, che guida automobili, le porte dei garage che si aprono schiacciando un pulsante. Poi vanno in palestra per smaltire il grasso. Fra quattromila anni non avremo più le gambe, strisceremo direttamente sul culo, o forse rotoleremo come matasse di rovi. Tutte le specie si autodistruggono. A uccidere i dinosauri fu il fatto che si mangiarono tutto quello che avevano intorno, poi si mangiarono fra di loro e quando ne restò uno solo quel figlio di puttana semplicemente morì di fame”

    “Il capitalismo è sopravvissuto al comunismo. Bene, ora si divora da solo”.

    “Hemingway non sapeva ridere. Uno che scrive alzandosi alle sei del mattino non può avere alcun senso dell’umorismo. Vuole sconfìggere qualche cosa”.

    “L’autostrada ti ricorda sempre un po’ com’è la gente. È una società competitiva. Vogliono che tu perda così possono vincere loro. E una questione innata e in autostrada viene fuori. Quelli che vanno piano vogliono bloccarti, quelli che vanno forte vogliono superarti. Io mi tengo sui centodieci, così sorpasso e vengo sorpassato. Quelli che vanno forte non sono un problema. Gli faccio strada e li lascio andare. Sono quelli lenti che mi irritano, quelli che si piantano a novanta all’ora sulla corsia di sorpasso. E a volte non c’è verso di passare. Quel poco che vedi della testa e della nuca del guidatore basta già a farti un’idea. L’idea che quella persona ha l’anima addormentata ma è anche incattivita, volgare, crudele e stupida”.

    “Che cosa fanno gli scrittori quando non scrivono? Personalmente, io vado alle corse. Oppure, i primi tempi, morivo di fame o facevo lavori di merda”.

    “Penso che vivere con donne pazze faccia bene alla spina dorsale”

    “I miei eroi sono scomparsi da un pezzo e ora mi tocca vivere con gli altri”

    “Azione o inazione, non c’è via d’uscita. Dobbiamo rassegnarci ad annoverarci fra le perdite: qualsiasi mossa sulla scacchiera porta allo scacco matto”

    “Nella vita ci sono migliaia di trappole, e in molte ci cadono quasi tutti. L’idea, però, è di evitarne il più possibile. Serve a restare il più possibile vivi finché non si muore”

    “Con le donne, ogni volta era una nuova speranza, ma quello succedeva i primi tempi. Lo capii subito, smisi di cercare la “ragazza dei sogni”; me ne bastava una che non fosse un incubo”.

  • L’incendiaria

    L’incendiaria

    L’incendiaria è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer in questa edizione nel 2002.

    Informazioni su ‘L’incendiaria’
    Titolo: L’incendiaria
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788882744212
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2002-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 416
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    Copertina de L'incendiaria di Stephen KingAndie McGee e la sua futura moglie si conoscono al college, appena prima di un esperimento governativo in cui viene somministrato loro il Lot Six, un allucinogeno che si presume sia in grado di aumentare il potere della mente.
    L’esperimento non sembra produrre gli effetti sperati, visto che una cavia si asporta gli occhi con le dita, un altra muore di arresto cardiaco, mentre quelli che sopravvivono non sembrano subire particolari effetti dal trattamento.
    Ma Andy e futura moglie scopriranno di avere entrambi facoltà telecinetiche, anche se blande e spesso irrilevanti…
    La svolta sia ha con la nascita della loro figlia: Charlie McGee è una pirocinetica, un essere in grado di scatenare incendi con il pensiero.
    La Bottega, il misterioso ente governativo che ha organizzato l’esperimento, li insegue, perchè vuole Charlie, studiarla e usarla come arma…

    Citazioni da “L’incendiaria”

    “Forse pensava alle porcellane buone di sua madre, al secretaire, alle lettere d’amore… A tutte le cose delle quali una compagnia di assicurazioni non tiene, né mai terrà conto”

    “A Dio piace indurre le sue creature in tentazione e saggiarne la forza di volontà. Gli serve per mantenerle al loro posto, per creare in loro un sentimento di umiltà e di consapevolezza dei propri limiti”

  • Tecniche di seduzione

    Tecniche di seduzione

    Tecniche di seduzione è un romanzo di Andrea De Carlo pubblicato da Bompiani nel 1991.

    Informazioni su ‘Tecniche di seduzione’
    Titolo: Tecniche di seduzione
    Autore: Andrea De Carlo
    ISBN: 9788845218132
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 1992-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 355
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    Copertina di Tecniche di Seduzione di Andrea De CarloScritto da Andrea De Carlo nel 1991, “Tecniche di Seduzione” è il suo romanzo più riuscito.
    Nonostante persista quella meccanicità e quella freddezza nella descrizione dei sentimenti e nella narrazione, proprie dello stile dell’autore, la trama del romanzo è avvincente e sorprendente.
    Roberto Bata è un apprendista giornalista della rivista milanese “Prospettiva”.

    Costretto a noiose interviste telefoniche, ha l’occasione di un lavoro sul campo andando ad intervistare l’attrice emergente Maria Blini, nello spettacolo sceneggiato dal celebre scrittore Marco Polidori, autore di bestseller internazionali.
    Durante il ricevimento post spettacolo Roberto Bata conosce casualmente lo scrittore famoso, e la sua vita ne verrà sconvolta…

    Roberto si troverà a Roma, a lavorare in un ambiente surreale, dove un mucchio di gente vive succhiando il sangue infetto dello Stato, una ragnatela politica fatta di uomini senza scrupoli, arraffoni, scrittori falliti e uomini potenti; ragnatela che intrappolerà il protagonista nella sua infinita ingenuità.

    Citazioni da “Tecniche di seduzione”

    “La cose terribile di una famiglia, o di qualunque storia sedimentata, è questo dare per scontato di esserci. Dare per scontato che uno torni a casa a mangiare, senza nessuna particolare sorpresa né contentezza quando succede. Dare per scontati tutti i gesti che prima sembravano così rari e preziosi…”

    “Siamo noi che cerchiamo di fermare le cose che ci piacciono, renderle più permanenti e sicure possibile, sottrarle ai pericoli del tempo e delle trasformazioni e dei cambiamenti d’umore. Ed è anche una bella l’idea che due persone possano vivere insieme sicure e fiduciose, senza i sospetti e i giochi di contrappeso e i ricatti e le lusinghe fasulle di un rapporto instabile. Però è un’idea, e quello che succede in realtà è che ci costruiamo intorno una prigione di certezze reciproche, e intanto le cose che volevamo salvare sono sgusciate fuori tra le sbarre”

    “Non è incredibile come quando ti innamori di una donna ti sembra che lei viva d’aria, senza peso e senza fatica, senza nemmeno bisogno di mangiare, alimentata solo dalle sue qualità sorprendenti? […] Sei così pieno di entusiasmo per la sua mancanza di peso che dedichi tutte le tue energie a renderla una parte permanente della tua vita, e non ti rendi conto di come in questo modo trasformi il suo equilibrio, e aiuti il suo peso a venire fuori. Vengono fuori le sue malattie psicosomatiche e vengono fuori i suoi genitori, vengono fuori i suoi difetti fisici e i suoi difetti di carattere e le sue richieste. E in buona parte sono richieste legittime, ma questo non fa che appesantirla ancora, finché sei schiacciato a terra e hai solo voglia di scappartene via, a cercare da qualche parte una persona più leggera”

    “I socialisti sono come lui. […] Sono arrivati più tardi alla tavola imbandita del potere, vogliono rifarsi in fretta di quello che hanno perso. […] Hanno queste labbra tumide, queste mani grassocce e questi nasi carnosi, queste guance gonfie. Sono una nuova generazione, rispetto ai democristiani, con meno impacci e meno apparenze da fingere di rispettare. Sono stati loro a portare il sesso allo scoperto nella politica italiana, dopo vent’anni di masturbazioni all’ombra delle sagrestie. Sono più giovani, e di certo più moderni e meno provinciali, ma hanno la stessa disonestà di fondo, e anche una tendenza allo squadrismo culturale. Hanno i loro piccoli Goebbels e i loro piccoli Speer, i loro cani d’attacco e le loro liste di prescrizione, e tutto il tempo giocano a presentarsi come disinvolti e agganciati al resto dell’Europa.
    I democristiani sono dei mostri. Sono l’anima nera dell’ipocrisia e della vigliaccheria italiana. Vivono di inganni e sotterfugi e trame e omissioni e bugie e dichiarazioni ritrattate, dell’ambiguità elevata a sistema politico. Hanno sulle spalle quarantacinque anni di collusioni con la mafia e colpi di stato preparati e tenuti in caldo, e stragi di innocenti e servizi depistati, e censure e pressioni e minacce e ricatti dietro la facciata, e furti e sprechi su una scala spaventosa. E’ semplice mediocrità culturale e umana, squallore grigio al riparo delle correnti del mondo”

    “E’ che sono le difficoltà a sviluppare l’intelligenza, la facilità produce solo mancanza di motivi e riflessi lenti”

    “E’ che i ruoli sono più forti delle persone […]. Le persone si adeguano ai ruoli, non viceversa. I poliziotti si comportano da poliziotti, in qualunque parte del mondo, e qualunque sia il loro carattere individuale se non ci sono abbastanza controlli diventano facilmente dei torturatori”

    “La cosa peggiore è l’assuefazione, non riuscire più a stupirti di quello che fai. Dovremmo provare di continuo a togliere dalla nostra vita le cose che diamo per scontate, fare passare qualche tempo prima di rimettercele. Stare una settimana senza luce elettrica o un mese senza telefono, dormire per terra qualche notte ogni tanto”.

    “Volere quello che non ci danno, non volere quello che ci danno. Inseguire chi ci scappa, scappare da chi ci insegue. Se prendi un bambino di tre anni è già tutto lì. E non c’è nessuna evoluzione, né con l’esperienza né con l’età né con niente. L’unica cosa che riusciamo a fare è complicare la superficie e inventare degli atteggiamenti, ma il meccanismo rimane lo stesso. Questa specie di regola della bilancia, una parte che sale quando l’altra scende, in modo del tutto automatico e inevitabile”

    “I veri libri vengono tutti fuori da uno stato di carenza acuta, da un’incapacità di trattare in termini concreti col mondo. Da un desiderio di rivalsa abbastanza intenso da spingerti a costruire versioni parallele della tua vita”

    “Una passione si alimenta di quello che non sai di un’altra persona, molto più di quello che sai. Se non la conosci e hai qualche buon elemento di partenza ti puoi immaginare qualsiasi cosa. Sovrapponi le tue fantasie alle zone d’ombra, e se ci sono tante zone d’ombra hai ancora più spazio, puoi farci stare dei sogni interi. Ma il guaio di una passione è che produce molta luce concentrata, è solo questione di tempo prima che rischiari ogni singolo angolo. E di solito non ci trovi più molto quando l’ombra si è dissolta…”

    “I libri sono sempre finti, per quanta verità ci ficchi dentro”.

  • It

    It

    It è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer in questa edizione nel 2002.

    Informazioni su ‘It’
    Titolo: It
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788882743505
    Genere: Horror
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2002-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 1238
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    Copertina di It di Stephen King su Aforismi di un pazzoIl pagliaccio è un personaggio triste, costretto a fare ridere per forza anche quando non ne ha nessuna voglia.

    Per la prima volta Stephen King gli da una nuova connotazione: serial killer, pazzo omicida e simbolo del Male.

    Dalla pubblicazione di questo libro (sono passati 25 anni), nell’immaginario collettivo spesso il cerone bianco e i capelli ai lati della testa sono diventati inquietudine, più che divertimento, grazie alla figura di Pennywise, il clown di questo romanzo che si rivelerà essere molto peggio di un assassino.

    Il romanzo è ambientato nella cittadina di Derry nel Maine, comunità inventata di sana pianta dal Re del Brivido e luogo di nascita del male, in due periodi storici distinti: 1958 e 1985.

    I protagonisti sono gli stessi, un improbabile gruppo di ragazzini un po’ sfigati (chiamano loro stessi il Club dei Perdenti), perseguitati dalla banda dei bulli del quartiere capeggiata da Henry Bowers che cercano di difendersi dalla misteriosa catena di omicidi che assale la cittadina mietendo soprattutto vittime tra i bambini e gli adolescenti. Scopriranno cosa si cela dietro il male di Derry e la affronteranno da uomini. Una volta diventati grandi, memori di una promessa fatta alla fine dell’estate in cui hanno combattuto il clown Pennywise, torneranno al loro paesino d’origine per finire quello che avevano cominciato 27 anni prima.

    Citazioni da “It”

    “L’energia che si scialaqua con tanta profusione da ragazzi, l’energia che si ritiene non debba, ma esaurirsi, si dilegua fra i diciotto e i ventiquattro anni per essere sostituita da qualcosa di assai più opaco, una sensazione fittizia come quella che ti dà una sniffata: aspirazioni, forse, o traguardi, o comunque voglia chiamarla un qualsiasi universitario rampante. Niente di sconvolgente. Non se ne va tutto d’un colpo, con un grande scoppio. E forse è proprio questo l’aspetto più inquietante, pensa adesso. Non si smette di essere piccoli tutt’a un tratto, con una grande esplosione, come uno di quei palloncini pubblicitari con gli slogan. Il bambino che hai dentro cola fuori, trapela come aria da una foratura in una gomma. E un giorno ti guardi allo specchio e ti trovi faccia a faccia con un adulto. Puoi continuare a portare i blue jeans, puoi continuare ad andare ai concerti di Springsteen e Seger, ti puoi tingere i capelli, ma la faccia che c’è nello specchio è lo stesso quella di un adulto. Ed è successo tutto mentre dormivi, forse, come la visita della fatina dei denti.”

    “Le parole non contano quando una cosa funziona”

    “La nostra lezione di oggi, cari ragazzi, è che più le cose cambiano, più le cose cambiano. Chiunque sia stato ad affermare che più le cose cambiano più le cose restano uguali era evidentemente un’idiota.”

    “E’ necessario che vengano convinti con le parole, convinti ad accettare questo fondamentale legame umano tra il mondo e l’infinito, unico luogo in cui il fluire del sangue umano tocca l’eternità. Non importa. L’unica cosa che importa sono amore e desiderio. Qui in questo buio va benissimo, meglio che in molti altri posti; si, ecco qual’è il segreto, sono amore e desiderio che ti insegnano a volare.”

    “La vita ha la brutta abitudine di far cambiare il sapore alle cose”

  • Circolo Chiuso

    Circolo Chiuso

    Circolo chiuso è un romanzo di Jonathan Coe pubblicato da Feltrinelli nel 2005.

    Informazioni su ‘Circolo chiuso’
    Titolo: Circolo chiuso
    Autore: Jonathan Coe
    ISBN: 9788807016707
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2005-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 403
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    Circolo chiusoLa banda dei brocchi di Jonathan Coe si legge tutto d’un fiato.
    Ci si appassiona alle vicende, si vuole sapere ad ogni costo come finiranno le storie di questi adolescenti che sono la scusa di un affresco preciso dell’Inghilterra degli anni Settanta.

    Grande è la gioia quando alla fine una nota dell’autore preannuncia che ci sarà un seguito intitolato “Circolo chiuso”.

    Purtroppo devo dire che questo seguito non è all’altezza delle aspettative.

    Benjamin Trotter nonostante sia sposato non ha dimenticato la sua vecchia fiamma Cicely, fa il commercialista e il suo vecchio romanzo sembra chiuso a chiave per sempre in un cassetto, mentre il fratello Paul è sempre più egoista e sempre più assetato di potere.

    Su questo sfondo si muove l’Inghilterra degli anni Novanta, tra Londra e Birmingham, e nonostante le pennellate di Coe non perdano vigore, non riusciamo più ad affezionarci ai personaggi, che ci rimettono forza, sogni e compassione.

    Intendiamoci, il libro non è scritto male. Anzi, tutto il contrario. Ma i colpi di scena ci fanno precipitare in un baratro di tristezza e di delusione, dopo averli seguiti, incoraggiati ed ammirati nel libro precente.

    Come se quegli adolescenti, una volta cresciuti, fossero diventati degli odiosi burattini del sistema, privi di speranze; come se si fossero accontentati delle vite che gli sono crollate addosso invece di cercarsi la grande vita, il grande amore, la realizzazione dei loro desideri. Come se si fossero accontentati.

    Ma forse è proprio questa la forza di questo romanzo: spesso le premesse di grandi esistenze che vediamo in molti adolescenti, magari anche in noi stessi alla magnifica età di 18-19 anni, crollano con il tempo… Si scende a patti con la vita, e la vita vuole sempre un prezzo, più o meno salato a seconda di quello che si chiede.

  • La banda dei brocchi

    La banda dei brocchi

    La banda dei brocchi è un romanzo di Jonathan Coe pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2004.

    Informazioni su ‘La banda dei brocchi’
    Titolo: La banda dei brocchi
    Autore: Jonathan Coe
    ISBN: 9788807817748
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2004-01-29
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 381
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    La banda dei brocchiHo scoperto tardi Jonathan Coe. E’ un ottimo scrittore inglese, con una prosa fluida e piacevole nonostante le trame non originali e quasi del tutto prive di suspence.

    Ne “La banda dei brocchi” Benjamin e il suo gruppo di amici frequentano un liceo esclusivo a Birmingham, il King William: al suo interno, come in “Contessa”, stringono amicizia ragazzi provenienti dalle più diverse estrazioni sociali, senza avere idea dei lavori così differenti dei genitori.Sullo sfondo di questo racconto di liceali coi loro problemi, con le loro musiche, con i loro sogni, con i loro grandi amori adolescenziali, si disegnano gli attentati alla dinamite dei ribelli dell’IRA, la nascita del punk e i grandi movimenti sindacali nelle fabbriche durante la crisi inglese degli anni settanta.

    Citazioni da “La banda dei brocchi”

    “Non era più tanto convinto di quello che gli dicevano i suoi genitori, o i professori a scuola. Era il mondo, il mondo in quanto tale, che era fuori dalla sua portata, tutta quella costruzione assurdamente grande, complicata, casuale, incommensurabile, quella marea incessante di relazioni umane, politiche, culture, storie… Come sperare di riuscire a padroneggiare tutte quelle cose? Non era come la musica. La musica aveva sempre un senso, una logica. La musica che sentì quella sera era chiara, accessibile, piena di intelligenza e umorismo, malinconia ed energia, e speranza…”

    “Eppure ci sono momenti nella vita che varrebbe la pena spendere mondi interi per acquistarli”

  • Bollito misto con mostarda

    Bollito misto con mostarda

    Bollito misto con mostarda è un libro di Daniele Luttazzi pubblicato da Feltrinelli nel 2005.

    Informazioni su ‘Bollito misto con mostarda’
    Titolo: Bollito misto con mostarda
    Autore: Daniele Luttazzi
    ISBN: 9788807840548
    Genere: Satira
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2005-05-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 376
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    Bollito misto con mostarda | Daniele LuttazziDaniele Luttazzi è stato declassato dopo che qualche suo fan deluso ha fatto girare su youtube una serie di video in cui risulta evidente che Daniele copiava le battute da famosi comici americani semplicemente traducendole. Un fatto inequivocabile, che lo ha denigrato agli occhi di molti (me compreso), soprattutto a causa della sua insistenza nel rivendicare il ruolo del comico come autore di battute inedite.

    Però questo libro mi incuriosiva, avendo visto lo spettacolo teatrale che era il terzo atto della satira su Berlusconi (il primo era Satyricon, il secondo Adenoidi) e precisamente la fase della “decadenza dell’impero” (che tra l’altro pare non essere ancora arrivata al suo nadir…).

    Questo libro non è la semplice trascrizione del romanzo, arricchito delle sue battute d’attualità (quando viene eletto Ratzinger papa aggiunge una decina di minuti con battute come: “Ratzinger ha invitato i giovani a praticare la castità. Se funziona con loro poi proverà coi preti”), ma una vera e propria nuova produzione divisa in tre parti: nella prima Daniele si immagina di condurre un tour in Iraq per sollevare il morale delle truppe insieme a Raul Bova, Manuela Arcuri, Alena Seredova e Giannini, alla maniera di Bob Hope; la seconda è il monologo arricchito da temi d’attualità e un’espansione dello stesso, mentre nella terza parte si immagina i dialoghi di alcuni VIP come George Clooney, Courtney Love, Donatella Versace invitati al matrimonio di Madonna.

    Nonostante la prima e la terza parte siano leggere e non molto divertenti, trovo che la parte centrale sia notevole, una critica politica, morale e sociale lucida e divertente, sugli standard ai quali Luttazzi ci aveva abituati.

    Citazioni da “Bollito misto con mostarda”

    “Non esiste il latte di soia. Lo so. Perché la soia non ha tette. E’ succo di soia. Ma nessuno berrebbe succo di soia. Psicologia del marketing”.

    “Il nuovo papa ha detto: – La risposta alla modernità è Cristo. Io ho quarantaquattro anni, nella mia vita ho imparato una cosa: se la risposta è Cristo, la domanda è sbagliata”

    “E’ sempre una cosa facile trascinare la gente. Tutto quello che devi fare è dir loro che sono vittime di un attacco, e accusare i pacifisti di non essere patriottici e di esporre il Paese al pericolo. Funziona sempre”

    “La gente adesso gioca a Monopoli con euro veri perché i soldi del Monopoli in Italia valgono di più”

  • Ubik

    Ubik

    Ubik è un romanzo di Philip K. Dick pubblicato in Italia da Fanucci nel 1999.

    Informazioni su ‘Ubik’
    Titolo: Ubik
    Autore: Philip K. Dick
    ISBN: 9788498000832
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Fanucci
    Data di pubblicazione: 2004-11-10
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 288
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    Anobii

    Ubik | Philip K. DickNell’ennesimo futuro creato dallo scrittore americano, lo spionaggio industriale è diventato la regola, tanto che ormai si attua attraverso l’utilizzo di poteri psichicici: telecinetici e telepati cercano di scoprire i nuovi prodotti delle aziende, a loro volta sotto contratto con aziende di “talenti” che li arruolano e li pagano per esercitare le loro capacità.

    E ovviamente le aziende, per proteggersi da questi attacchi, cercano di difendersi attraverso gli anti-talenti, esseri in grado di neutralizzare i poteri paranormali. Una delle più importanti agenzie di anti-talento è gestista da Glen Runciter, ed è per lui che lavora un esperto tecnico privo di poteri psi, Joe Chip. La moglie di Runciter, Elia, è morta ma sospesa in quella che viene chiamata semi-vita in un “moratorium” svizzero.

    Arruolati in una missione sulla luna, Joe Chip, Glen Runciter e una squadra di inerziali rigorosamente scelta vengono attirati in una trappola, presumibilmente da Ray Hollis per toglierli di mezzo.

    Glen Runciter muore, ma Joe Chip e gli inerziali riescono a tornare sulla Terra, ma i loro guai non finiscono: uno alla volta i membri della squadra muoiono, Joe Chip cerca di salvarsi in una sorta di corsa contro il tempo, aiutato dagli improbabili messaggi lasciati da Glen Runciter e da un misterioso prodotto chiamato “Ubik”, una bomboletta in grado di arrestare il misterioso processo di invecchiamento rapido di cui sembrano essere vittime i membri della squadra…

    Sebbene sia considerato uno dei migliori romanzi di Dick, a me è sembrato troppo complesso e troppo poco verosimile. Gli avvenimenti si rincorrono in una spirale sempre più veloce e insensata verso l’inutile, incredibile (nel senso di non-credibile) metafisica conclusione.