Tag: thriller

  • Recensione de Il nome della rosa di Umberto Eco

    Recensione de Il nome della rosa di Umberto Eco

    Recensione de Il nome della rosa di Umberto Eco, pubblicato da Bompiani nel 1980.

    Informazioni su ‘Il nome della rosa’
    Titolo: Il nome della rosa
    Autore: Umberto Eco
    ISBN: 9788845246340
    Genere: Thriller Storico
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 2003-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 533
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    Il nome della rosaDa bambino i miei genitori in una sera d’inverno stavano guardando il film tratto da “Il nome della rosa” con Sean Connery e Christian Slater. Me lo ricordo perché poi per mesi ho sognato il Venerabile Jorge, il vecchio cieco che ce l’aveva con chi rideva. Appena diventato un po’ più grande mi sono letto il libro. Mi era piaciuto molto, anche se avevo trovato molto noiose alcune precisazioni storiche. Adesso che sono un po’ cresciuto ho potuto apprezzare anche quelle.

    Il nome della rosa è un giallo ambientato in un monastero dell’Italia Settentrionale nell’anno 1327; nell’arco di una sola settimana il frate francescano Guglielmo da Baskerville e il novizio Adso da Melk si recano all’abbazia per incontrarsi con la delegazione del papa avignonese per alcune discussioni decisive riguardo all’ordine francescano. Siamo nel periodo delle eresie: dolciniani, fraticelli, flagellanti imperversano per la penisola, mentre la ricchezza della corte di Avignone è invisa a tutte le popolazioni che vivono in miseria.

    L’incontro tra le due delegazioni è importantissima per decidere se dichiarare eretica o meno la confraternita francescana.

    Quando i due frati arrivano all’abbazia scoprono che è appena avvenuta una strana morte, e l’abate chiede a Guglielmo, che in passato è stato inquisitore, di indagare sulla presenza del maligno all’interno delle mura del monastero. I delitti si replicheranno lungo tutti i sette giorni in cui si svolge la trama, incrociandosi con le vicende di una delle più grandi biblioteche della cristianità, con il libro dell’Apocalisse e con la lotta al potere della ricca abbazia.

    Questo romanzo a mio avviso è uno dei capolavori di Eco: una ricostruzione storica perfetta che ci porta all’interno di luoghi e situazioni perfettamente verosimili, con particolari ricercati e quasi ossessivi; rispetto ad altri suoi lavori qui l’inquadramento storico è ben diluito da una trama avvincente e incalzante.

    Uno stile perfetto e una critica alla religione rendono il romanzo anche uno dei capolavori del filosofo italiano.

    Citazioni da Il nome della rosa

    “Spesso sono gli inquisitori a creare gli eretici. E non solo nel senso che se li figurano quando non ci sono, ma che reprimono con tanta veemenza la tabe eretica da spingere molti a farsene partecipi, in odio a loro.”

    “C’è una sola cosa che eccita gli animali più del piacere, ed è il dolore. Sotto tortura vivi come sotto l’impero di erbe che danno le visioni. Tutto quello che hai sentito raccontare, tutto quello che hai letto, ti torna alla mente, come se tu fossi rapito, non verso il cielo, ma verso l’inferno. Sotto tortura dici non solo quello che vuole l’inquisitore, ma anche quello che immagini possa dargli piacere, perché stabilisce un legame (questo sì, veramente diabolico) tra te e lui…”

    “Ho l’impressione che l’inferno sia il paradiso guardato dall’altra parte.”

    “Non fidarti dei rinnovamenti del genere umano quando ne parlano le curie e le corti.”

    “I semplici sono carne da macello, da usare quando servono a mettere in crisi il potere avverso, e da sacrificare quando non servono più.”

    “Non si cambia il popolo di Dio se non si reintegrano nel suo corpo gli emarginati.”

    “Ciascuno è eretico, ciascuno è ortodosso, non conta la fede che un movimento offre, conta la speranza che propone. Tutte le eresie sono bandiera di una realtà dell’esclusione.”

    “L’Anticristo può nascere dalla stessa pietà, dall’eccessivo amor di Dio o dalla verità, come l’eretico nasce dal santo e l’indemoniato dal veggente. Temi, Adso, i profeti e coloro disposti a morire per la verità, ché di solito fan morire moltissimi con loro, spesso prima di loro, talvolta al posto loro.”

    “Le uniche verità che servono sono strumenti da buttare.”

  • Recensione di Brainteaser di Flavia Giordano

    Recensione di Brainteaser di Flavia Giordano

    Brainteaser è un romanzo di Flavia Giordano, pubblicato da Edizioni Smasher nel 2017.

    Informazioni su ‘Brainteaser’
    Titolo: Brainteaser
    Autore: Flavia Giordano
    ISBN: 9788863001778
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Edizioni Smasher
    Data di pubblicazione: 2017-08-01
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 359
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    BrainteaserSasha Hill è un poliziotto di Londra, chiamato in un nuovo distretto a sostituire un collega scomparso. Si trova a indagare su suicidi molto strani, che sembrano avere a che fare proprio con la scomparsa dell’agente. Durante le indagini si trova a che fare con Alexander Davies: due persone che si sono perse cercheranno di ritrovare il bandolo della matassa della soluzione del caso e di loro stessi.

    Di Flavia Giordano avevo avuto già il piacere di recensire Baby Blue: originale e diverso rispetto ai soliti horror.

    Questo Brainteaser è un thriller credibile e avvincente, che oltre ad una trama ben concepita, costruisce dei personaggi per nulla banali e con i quali ci troviamo subito in empatia.

    Una scrittura fluida e interessante completa un romanzo che non ha nulla da invidiare alle ben più celebri saghe dei poliziotti nostrani che hanno raggiunto un successo che probabilmente non meritano.

    Flavia Giordano, l’autrice di Brainteaser

    Nata a Barga nel 1987, vive, studia e lavora a Roma, dove si è trasferita quasi dieci anni fa. Nel 2013 ha pubblicato, per i tipi Smasher, “Le ombre di Luce”, un fantasy per ragazzi.

    Nello stesso anno, il catalogo di Enzo Delfino Editore ha ospitato il romanzo breve a tematica thriller/horror “Baby Blue”.

    A maggio 2017 è uscito, sempre con le Edizioni Smasher (una piccola casa editrice no profit e “no EAP” siciliana, della quale è possibile visitare il sito all’indirizzo http://www.edizionismasher.it), “Brainteaser”, un thriller psicologico.

    Il thriller ha partecipato alla V edizione del concorso nazionale “ilmioesordio”, dove è stato scelto dalla Scuola Holden come finalista.

  • Recensione di Non lasciare la mia mano di Michel Bussi

    Recensione di Non lasciare la mia mano di Michel Bussi

    Non lasciare la mia mano è un romanzo di Michel Bussi pubblicato da Edizioni E/O nel 2017.

    Informazioni su ‘Non lasciare la mia mano’
    Titolo: Non lasciare la mia mano
    Autore: Michel Bussi
    ISBN: 9788866328506
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Edizioni E/O
    Data di pubblicazione: 2017-05-11
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 368
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    Non lasciare la mia manoNon lasciare la mia mano era stato pubblicato in Francia nel 2013 per poi venire riproposto in Italia nel 2017 dopo il buon successo di vendite di Ninfee Nere e Tempo Assassino.

    Ambientato nell’Isola di Reunion, uno dei pochi possedimenti extra-territoriali rimasto dalla Francia coloniale, questo romanzo ha la grande forza di trasportarci in questo paradiso tropicale, con descrizioni e passaggi che descrivono sia la geografia dell’isola (piante, insetti, spiagge, oceano), che la particolare sociologia: a Reunion vengono mescolate etnie in un complesso equilibrio fatto di odi, collaborazioni, affari ed emarginazione.

    All’interno di questa splendida cornice un turista, Martial Bellion, è accusato dell’omicidio della moglie, di cui però non si trova il corpo… E non si trova nemmeno Martial Bellion, in fuga con la figlia per tutta l’isola.

    Come al solito Michel Bussi costruisce un ottima trama (anche se meno complessa di altri suoi lavori), ottime descrizioni e un ottimo ritmo.

    Manca forse quella genialità a cui ci ha abituato in altri lavori (Ninfee Nere su tutti), quella costruzione della trama che ci permette di arrivare fino alla fine senza aver capito assolutamente nulla degli sviluppi successivi. Qui invece qualcosa si intuisce, c’è questa sensazione di “già lo sapevo”.

    Non lasciare la mia mano resta però un ottimo romanzo: ottime descrizioni, buoni i personaggi e buona trama. Il romanzo si divora in un attimo grazie al ritmo incalzante e alla leggerezza della scrittura di Bussi.

  • Recensione di Dentro l’acqua di Paula Hawkins

    Recensione di Dentro l’acqua di Paula Hawkins

    Recensione di Dentro l’acqua, il secondo romanzo di Paula Hawkins pubblicato in Italia da Piemme nel 2017.

    Informazioni su ‘Dentro l’acqua’
    Titolo: Dentro l’acqua
    Autore: Paula Hawkins
    ISBN: 9788856660616
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Piemme
    Data di pubblicazione: 2017-05-02
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 372
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    Dentro l'acquaLa ragazza del treno è stato un capolavoro assoluto, e il secondo romanzo di Paula Hawkins andava letto per forza.

    Tutta la vicenda di questo romanzo è ambientata nella campagna inglese nel paesino di Beckford, tagliato dall’omonimo fiume. E il paese e il fiume sono storicamente legati, perché nel fiume, in una particolare ansa, durante i secoli molte donne hanno trovato la morte; prima le streghe, che venivano sottoposte ad un pericoloso riti iniziatico, poi le donne che nessuno voleva che ci si sono suicidate.

    Quando a morire apparentemente per suicidio è Nel Abbott però qualche dubbio sorge: Nel stava scrivendo un libro sulla storia delle donne morte nel fiume, e molti in paese sono preoccupati che vicende torbide come il letto fangoso del fiume tornino a galla.

    A indagare sulla vicenda sono la sorella Julia, la figlia Lena e il poliziotto Sean che cercano la verità per motivi tutti diversi.

    Dentro l’acqua non è all’altezza de La ragazza del treno: manca quella perfezione e quella quadratura che hanno reso il suo primo romanzo un capolavoro assoluto.

    Ciò non toglie che il romanzo sia molto piacevole da leggere: la scelta della struttura narrativa con ogni capitolo dedicato al punto di vista di un personaggio all’inizio è un po’ confusionaria, ma arrivati a padroneggiare le diverse personalità la narrazione scorre veloce e senza intoppi.

    La scrittura è ottima e c’è da segnalare una cosa interessante: al centro della vicenda compaiono nuovamente le donne con maltrattamenti, violenze e femminismo; di questi temi non ce n’è ancora abbastanza nella letteratura del ventunesimo secolo.

    Citazioni da “Dentro l’acqua”

    “Mi sfugge ciò che vorrei trattenere, invece quello che voglio dimenticare riaffiora di continuo”

  • Recensione di La legge del Drago di Lorenzo Visconti

    Recensione di La legge del Drago di Lorenzo Visconti

    La legge del Drago è un romanzo di Lorenzo Visconti pubblicato da Amazon Publishing nel 2017.

    Informazioni su ‘La legge del Drago’
    Titolo: La legge del Drago
    Autore: Lorenzo Visconti
    ISBN: 9781542045148
    Genere: Noir
    Casa Editrice: Amazon Publishing
    Data di pubblicazione: 2017-05-16
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 222
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    La legge del dragoLorenzo Visconti è lo pseudonimo che Paolo Roversi (scrittore, sceneggiatore e saggista di Bukowski) ha scelto per pubblicare con Amazon Publishing e anche per dare il nome al protagonista della sua saga: infatti è il primo romanzo della serie “Dragon”, ovvero i noir polizieschi ambientati a Milano che hanno lui come protagonista.

    Troviamo Lorenzo Visconti detto il Drago poliziotto della polizia di Milano incastrato per un delitto che non ha commesso, che esce di prigione dopo otto mesi in attesa del processo. Per tirare avanti riscuote i debiti di uno strozzino e aiuta la sua collega/ amante Lara a fare luce su uno strano suicidio di una ragazza. Ovviamente senza trascurare l’indagine che lo ha condotto in carcere, dove speculatori senza scrupoli sopravvissuti a Tangentopoli costruiscono un grattacielo nel centro di Milano.

    Il personaggio è molto interessante, anche se simile a molti visti finora (come il vicequestore Rocco Schiavone di Antonio Manzini): un poliziotto non così integerrimo, violento, politicamente scorretto e lontano dall’ideale del difensore dell’ordine e della giustizia (e quindi in qualche modo più vicino alla realtà che ci circonda) a cui siamo abituati. Quasi un antieroe, se non fosse per la sua sete di giustizia e verità e di onestà in una Milano nebbiosa e disonesta fino al midollo dove speculatori senza scrupoli, politici corrotti e mafie di vario tipo si spartiscono la torta della speculazione edilizia e lo smaltimento dei rifiuti.

    Anche la trama è ben bilanciata e si regge perfettamente: le descrizioni sono minimali e scarne ma molto ben inserite all’interno della narrazione, che ha peraltro un buon ritmo e ci porta velocemente a mangiare una pagina dopo l’altra.

    Sembra che non ci sia nulla di negativo, eppure il mio voto è bassissimo. Perché? Purtroppo parliamo del finale. Quindi il commento negativo lo mettiamo nello spoiler, così non vi rovino il piacere della lettura. Vi basti pensare che il finale è il più maschilista, sessista e patriarcale finale che mi sia capitato di leggere; un finale che trasforma un libro da 8 in un libro da 3.

    Se avete già letto il libro vi spiego tutto qui:
    Parliamone: non mi spaventa il poliziotto cattivo, manesco e violento, anzi. Lo vedo molto più vicino al reale. Piccoli abusi di potere, qualcosina di illegale… Davvero ci stanno. Soprattutto per un poliziotto che di fatto poliziotto non lo è più. Ma questo finale andava tagliato e andava detto all’autore che un finale così non poteva essere pubblicato.

    L’omicida della ragazzina è il suo ragazzo. Il movente è che Micol, la ragazzina, era cambiata troppo, era diventata una “puttana”. E il nostro Drago a confessare alla sua collega: “L’ha fatto per amore”. No, col cazzo. L’ha fatto perché la considerava una sua proprietà. Perché era un cazzo di sessista. Ma non è finita qui. Il nostro brillante commissario non solo non lo arresta, ma lo mette pure su un treno e gli dà i soldi per rifarsi una vita.

    Qualcuno dirà che è perché il protagonista è un antieroe. Ma il protagonista non è un antieroe. È un poliziotto che fa il delinquente, ma che comunque persegue ideali di giustizia e di onestà. E lasciare andare un uomo che uccide la sua donna sembra essere una benedizione al comportamento, che sempre più spesso compare in maniera molto simile anche sulla cronaca nera dei nostri quotidiani.

  • Recensione di Buio a Grinville di Sergio Pavoloni

    Recensione di Buio a Grinville di Sergio Pavoloni

    Buio a Grinville è un romanzo thriller di Sergio Pavoloni pubblicato da Bookabook nel 2017.

    Informazioni su ‘Buio a Grinville’
    Titolo: Buio a Grinville
    Autore: Sergio Pavoloni
    ISBN: 9788899557652
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Bookabook
    Data di pubblicazione: 2017-06-16
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 236
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    Anobii
    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Buio a GrinvilleSusanne Lay ha sedici anni e si trova suo malgrado coinvolta nel Male, quando il suo ragazzo viene selvaggiamente ucciso ad una festa. Dieci anni dopo il Male non l’ha ancora abbandonata quando, detective di polizia, trova tra la folla un uomo vestito come il suo ex ragazzo la sera del suo omicidio. Comincia così una spirale di avvenimenti che la porterà a cercare la luce della verità nel buio maligno di Grinville.

    Questo romanzo è molto bello a tratti. Ambientato nella provincia americana, mi ha ricordato le ambientazioni e le atmosfere del primo King, fatte di campagne, di uomini e donne che vivono le loro vite tranquille nelle loro villette e nella loro quotidianità e del tema centrale del Bene che lotta contro il Male.

    La vicenda ruota attorno a tre protagonisti principali: la già citata Susanne Lay e i suoi amici Margareth (archivista) e Kral (professore di filosofia), personaggi abbastanza credibili e ben tratteggiati che vengono spinti su una trama ben studiata e coinvolgente che ci porta velocemente fino alla fine di questo romanzo.

    Come dicevo mi è piaciuto molto ma solo a tratti, perché il romanzo è molto altalenante, troppo spesso ci sono cadute di stile e di trama che stonano con una narrazione complessivamente meglio delineata; sviluppi non molto convincenti, comportamenti e dialoghi dei personaggi un po’ artefatti e alcuni stereotipi di genere sulla protagonista che non mi convincono appieno.

    D’altra parte queste 236 pagine (nella versione eBook) si leggono molto in fretta: se è vero che ci sono alcune battute d’arresto nel ritmo è anche vero che nel complesso la trama è molto avvincente e coinvolgente, e la lettura risulta piacevole e appagante. Si viene coinvolti nella vicenda e si divorano le pagine alla ricerca della verità insieme alla protagonista, in un vortice sempre più veloce e ossessivo per capire finalmente chi dieci anni prima ha compiuto un efferato omicidio.

    Anche il finale (o meglio il pre-finale) mi ha convinto così così… Il finale vero e proprio invece mi è piaciuto e mi è sembrato molto ad effetto.

    Buono il lavoro di Bookabook sulla correzione della bozza e sulla realizzazione del progetto; unica pecca la mancanza di un lavoro di editing più approfondito, che avrebbe potuto portare il romanzo ad un livello altissimo.

  • Recensione di Camera n°15 di Giustina Gnasso

    Recensione di Camera n°15 di Giustina Gnasso

    Camera n°15 è un romanzo di Giustina Gnasso pubblicato da Libromania nel Novembre 2016.

    Informazioni su ‘Camera n°15’
    Titolo: Camera n°15
    Autore: Giustina Gnasso
    ISBN: 9788899797263
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Libromania
    Data di pubblicazione: 2016-11-29
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 116
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    Anobii
    Questo libro mi è stato inviato dall’autrice in cambio di una recensione onesta

    Camera n°15Marta è una ragazza che lavora in un piccolo albergo di Milano vicino alla Stazione Centrale. Un albergo noioso e ormai fatiscente, lontano dai fasti del passato. La noia scompare all’improvviso quando un giapponese di mezza età, Akira Watanabe, arriva all’albergo e viene trovato morto la mattina successiva. Una serie di eventi sempre più strani e inquietanti sconvolgeranno la vita di Marta e dei suoi colleghi.

    Camera n°15 è un romanzo molto snello e piacevole.

    La scrittura di Giustina Gnasso è fluida e curata; sono buone le descrizioni sia degli ambienti che dei protagonisti, sono credibili i dialoghi e anche la scelta dei personaggi è molto interessante (Hirokichi uno dei miei preferiti in assoluto). La narrazione segue una trama lineare e cronologica degli eventi che crea un senso di avvicinamento alle vicende e ai personaggi da parte del protagonista, ed è anch’essa credibile e con un suo senso.

    Il romanzo è a metà strada tra un thriller, un horror e un noir, senza mai appartenere per forza ad uno di questi tre generi. Le ambientazioni notturne di una Milano nebbiosa e quasi decadente sono davvero un’ottima cornice per la storia di Marta, del suo collega Marco e delle morti misteriose a cui vanno incontro i loro colleghi.

    Un libro perfetto? No, purtroppo no. E dispiace perché manca davvero poco.

    Manca di approfondimento… Approfondimento sulla storia di Angela, il personaggio esterno alla routine del piccolo albergo, che secondo me andava sviluppata molto di più; approfondimento sulla tradizione giapponese che giustifica di fatto la sospensione dell’incredulità all’interno del romanzo; approfondimento sulle storie passate dei due protagonisti, che invece vengono citate soltanto come dei piccoli flash…
    È che a questi personaggi ci si affeziona, ed è un peccato non conoscerli un po’ di più.

    Al di là delle integrazioni che mi sarebbero piaciute (e che rimangono un’opinione del tutto personale) credo che il romanzo di Giustina Gnasso sia un’ottimo romanzo; senza la pretesa di cambiare la vita al lettore ma con la certezza di fargli passare momenti di bella lettura.

    Abbastanza originale e con un finale non così scontato.

  • Recensione di La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker

    Recensione di La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker

    La verità sul caso Harry Quebert è un romanzo di Joël Dicker pubblicato da Bompiani nel 2013.

    Informazioni su ‘La verità sul caso Harry Quebert’
    Titolo: La verità sul caso Harry Quebert
    Autore: Joël Dicker
    ISBN: 9788845273285
    Genere: Mistero
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 2013-05-22
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 779
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    La verità sul caso Harry QuebertMarcus Goldman è uno scrittore che ha fatto il grande salto nel successo con il suo primo libro. Sotto contratto per altri 4 romanzi trova molte difficoltà nel cominciare a scrivere il secondo; sempre più vicino alla scadenza della consegna sale il panico e da New York decide di andare a rifugiarsi ad Aurora, nel New Hampshire, dove vive il suo mentore Harry Quebert, scrittore di fama mondiale e suo professore all’università.

    Mentre Marcus cerca di affrontare il suo blocco dello scrittore, nel giardino della casa di Harry Quebert viene scoperto il cadavere di Nora Kellergan, una ragazzina di 15 anni scomparsa nel 1975, sepolta insieme al manoscritto originale de “L’origine del male“, il romanzo più famoso di Quebert. Si scopre che lui e la ragazzina avevano avuto una relazione, e lo scrittore sembra essere il colpevole perfetto.

    Distrutto dall’opinione pubblica, l’unica speranza di Harry Quebert è il libro inchiesta che il suo pupillo Marcus Goldman comincia a scrivere sulle vicende di molti anni prima legate a Nora Kellergan e al piccolo paese di Aurora.

    Il romanzo non è sicuramente uno dei libri che ti cambia la vita, ma lo stile di scrittura di Joël Dicker è molto scorrevole e la trama è molto ben costruita: ci si mangia le pagine una dopo l’altra, cercando il colpevole insieme al protagonista. Le cose sono sempre più complicate che a una prima occhiata, i personaggi vengono ben approfonditi e tutte le persone legate alla scomparsa di Nora Kellergan sono molto diverse da come appaiono.

    Interessante anche lo stratagemma narrativo di numerare i capitoli al contrario, stratagemma che si comprende soltanto appena prima del finale.

    Tutti gli elementi che possono aiutare a risolvere il mistero, dispersi all’inizio della storia, si riuniscono piano piano fino a completare il puzzle, e in fondo è quello che si chiede ad un romanzo di questo tipo.

  • La scatola a forma di cuore – Recensione

    La scatola a forma di cuore – Recensione

    La scatola a forma di cuore è un romanzo di Joe Hill pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2007.

    Informazioni su ‘La scatola a forma di cuore’
    Titolo: La scatola a forma di cuore
    Autore: Joe Hill
    ISBN: 9788820043544
    Genere: Horror
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2007-10-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 384
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    La scatola a forma di cuoreQuanti leggerebbero Joe Hill se non fosse il figlio di uno degli scrittori più famosi e acclamati degli ultimi trent’anni? Quanto è stato facilitato il suo cammino verso la pubblicazione, visto che in Italia la sua casa editrice è la stessa del padre? Ma soprattutto, che senso ha farsi queste domande?

    Joe Hill è figlio di Stephen King. Ha scelto di darsi un altro nome per non sfruttare appieno la popolarità del padre. Ha avuto il coraggio di scrivere più o meno delle stesse ambientazioni del “Re del Brivido”. Per me questo è sufficiente.

    La scatola a forma di cuore è una storia di fantasmi. Jude Coyne è una rockstar miliardaria che ama collezionare oggetti insoliti, come il cranio di un uomo che era stato posseduto da un demone, la confessione di una strega, o uno snuff movie girato dalla polizia messicana. Quando su un piccolo sito internet di aste online trova in vendita un fantasma, non riesce a resistere, e lo acquista.
    Gli arriva a casa una scatola a forma di cuore, con all’interno il vestito del morto, a cui il fantasma è particolarmente legato. La sua vita cambia radicalmente e scopre che il fantasma fa parte del suo passato e il suo non è stato un acquisto casuale.

    La scrittura di Joe Hill è molto fluida e cinematografica, molto simile a quella del padre. Potrebbe essere un difetto, questa mancanza di originalità, ma se mi dicessero che scrivo quasi come Stephen King io non è che mi offenderei. I personaggi sono molto credibili, sono interessanti e vengono presentati molto bene; inoltre la loro crescita è curata e coinvolgente.

    La trama è ben costruita, e nonostante non sia anch’essa particolarmente originale, mi ha portato velocemente a divorare le pagine fino al finale, forse scontato o forse no.

    La scatola a forma di cuore è un ottimo romanzo, ben scritto e piacevole se vi piace il genere. Una storia di fantasmi non originalissima ma nemmeno particolarmente scontata.

  • Recensione di Tempo assassino di Michel Bussi

    Recensione di Tempo assassino di Michel Bussi

    Tempo assassino il secondo romanzo di Michel Bussi pubblicato in Italia da Edizioni E/O nel 2016.

    Informazioni su ”Tempo assassino
    Titolo: Tempo assassino
    Autore: Michel Bussi
    ISBN: 9788866328162
    Genere: Giallo
    Casa Editrice: Edizioni E/O
    Data di pubblicazione: 2016-10-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 510
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    Tempo assassinoIl romanzo si svolge su due piani temporali diversi, uno nel 1989 e l’altro nel 2016; in entrambi la protagonista è Clotilde, ragazza corsa nipote di una delle famiglie più influenti della penisola della Revellata.

    Nel 1989, durante una vacanza in Corsica, Clotilde precipita con i genitori e il fratello maggiore in macchina da una scogliera, ed è l’unica sopravvissuta. Nel 2016, ventisette anni dopo, la ragazza diventata donna e madre e torna per la prima volta sui luoghi dell’incidente.

    Si ritroverà tra fantasmi e ricordi di una tragedia non ancora superata, che da semplice incidente si trasformerà in assassinio e vendetta. O no?

    Michel Bussi è un ottimo scrittore: le sue descrizioni della Corsica sono bellissime e inquietanti, l’isola della Bellezza diventa una bellezza dark, attraente e inquietante, un campeggio sul Mediterraneo il teatro di una tragedia consumata tra passato e futuro.

    I personaggi hanno due anime, figlie del cambiamento che ogni persona attraversa in trent’anni di crescita e delle maschere che le persone indossano tra pubblico e privato; sono credibili e interessanti e coinvolgono il lettore in una vicenda privata che attende trent’anni prima di trovare un senso. O giustizia.

    L’utilizzo dei due piani temporali, attraverso un espediente banale ma efficace come il diario della protagonista Clotilde, rende la narrazione avvincente e veloce nella lettura.

    Una storia complessa, piena di colpi di scena, fatta di mistero, suspence, follia e tradizioni sullo sfondo di una Corsica selvaggia e bellissima.

    Citazioni da Tempo Assassino

    “La felicità è facile, basta crederci! Le vacanze servono a questo: cielo senza nuvole, mare e sole. Servono a crederci, a riempirsi di illusioni per il resto dell’anno”

    “Gli adolescenti peggiori sono quelli che rifiutano lo scontro”

    “È una mancanza di rispetto nei confronti della bellezza, quella che non bisogna disturbare e nemmeno condividere, quella che bisogna solo apprezzare. Da soli. La bellezza è un segreto, e parlarne significa violentarla”

    “Siamo i guardiani dell’equilibrio che si crea tra l’egoismo di ogni singolo individuo e la follia del mondo”